Nel suo editoriale di giovedì scorso, Michele Santoro non è stato leggero con Beppe Grillo: il giornalista, che pure non ha mani negato la propria simpatia per il comico-politico, non ha gradito il suo attaccare tutti, indifferentemente (in maniera qualunquista, dire).
«Caro Beppe, tu dici che noi conduttori, come i politici, siamo tutti morti. Ma, sui tempi lunghi, ti assicuro che anche i comici lo saranno, è normale. Non è normale, invece, che i giornali di Berlusconi e gli amici di Bisignani ti applaudano tanto quando tu attacchi tutta la TV indifferentemente, ma tu hai bisogno di dire che siamo tutti uguali. Ne hai bisogno perché devi tenere i tuoi ragazzi lontani dalle telecamere e devi anche consentire al tuo piccolo fratello e socio Casaleggio di controllare bene la situazione, perché: “Movimento” va bene, ma non troppo».
Ciò non impedisce al giornalista – questo dovrebbero fare i giornalisti – di dedicare (in onda su Cielo, canale 26 del DTT e canale 126 di SKY) uno speciale di Servizio Pubblico, dal titolo L’anno del Grillo.
Il presupposto di partenza è quello che molti (politici, giornalisti) hanno provato a negare: «Grillo ha fatto il botto».
Servizio Pubblico proverà, domani sera, a raccontare questo botto.
E a rispondere ad una serie di domande.
«È la fine della Terza Repubblica? I partiti, travolti dalla sfiducia dei cittadini, sono davvero morti? Dalla crisi dei mercati, e dell’Europa, alle tensioni che attraversano il nostro Paese, quali sono i tormentoni con cui Grillo è riuscito a imporsi? Tra comizi, storie di italiani in difficoltà, nuove e vecchie paure che si affacciano all’orizzonte europeo, con “L’anno del Grillo” si arriva fino in Islanda – il primo paese a essere “fallito”, a seguito della crisi del 2008, e il primo a essersi rimesso in piedi – grazie al racconto che ne fa il documentario, in anteprima esclusiva per l’Italia, Payback time in Iceland».

5 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
plutone
Sicuramente sarà una puntata interessante da seguire, dove si analizzerà in maniera obiettiva (non come quasi tutta l'informazione tv che cerca di screditarlo (forse perché ha paura?) continuamente agli occhi del pubblico) il "fenomeno" Grillo, e dove ci può portare questa sua "scalata" al potere!
#1 - Scritto il
vampyr
Però non è vero che molti politici e giornalisti hanno negato che grillo ha fatto il botto. Anzi, forse è l'unica volta che sono stati sinceri. L'unico che non ha sentito il botto è stato Napolitano, ma si sa che la vecchiaia rende anche un pò sordi!!!
#2 - Scritto il
remolo
Non c'è molto da " analizzare". Credo piuttosto che la presenza in studio di un enrico letta e di una daniela santanchè possa spiegare nella maniera più dettagliata possibile l'exploit del movimento a cinque stelle. Da una parte ci sono dei ragazzi incensurati che chiedono alla gente di partecipare attivamente alla gestione del bene pubblico, dall'altra ci sono quelli che hanno creato dei buchi di bilancio paurosi ( alla faccia dell'esperienza) , quelli che snobbano i referendum contro la privatizzazione dell'acqua e del finanziamento pubblico ai partiti, quelli che diventano ministri pur essendo dei condannati in via definitiva. La gente si è svegliata, il giocattolino destra - centro - sinistra non funziona più. Sono tutti uguali e lo stanno dimostrando giorno dopo giorno.
#3 - Scritto il
dama52
Che Dio ci scampi dai comici in politica, abbiamo avuto il Berlusca, già dimenticat?
#4 - Scritto il
Fabsite
io credo che Grillo criticasse il mezzo televisivo e giornalistico come approfondimento politico. Il suo divieto ai candidati ad andare ai talk show in tv è un chiaro segnale di una campagna solo tra la gente e su internet. Ma capisco Santoro che vuole difendere il suo lavoro e non merita essere accomunato a gente come Ferrara, Vespa e Berlinguer
#5 - Scritto il