Un mondo in vetrina. Il messaggio che la televisione ci trasmette ogni giorno di più. Una lusinga, quella dell’esibizione pubblica, che contagia proprio tutti e nelle più disparate forme. Se non ci sei non esisti.
Un must, quello in questione, che è diventato oggigiorno appannaggio di una nuova categoria, pronta a destreggiarsi tra saranno famosi e starlet da strapazzo per promuovere la propria identità mediatica: quella di opinion maker.
Che è molto più dell’opinionista a basso costo o del duellante ingaggiato per rissa. L’opinion maker è colui che attraverso la visibilità della propria immagine si propone una missione ben precisa: quella di condizionare con le proprie idee o comportamenti l’opinione pubblica.
Pensate all’ultimo Ring di Buona Domenica, falsamente sottrattosi al giro dei soliti trash-noti per puntare sulla qualità di un parterre selezionato. A comporlo per la quasi totalità, se omettiamo quella buontempona di Iva Zanicchi prestatasi per simpatia, un’elite di presunti addetti ai lavori chiamati a illuminare la buona coscienza del telespettatore. C’è chi lo fa con amor di battuta, rischiando talvolta di spacciarsi per un comico mancato. Chi ricorre al miele della filosofia e, dopo anni di incoercibile fedeltà al servizio pubblico, svende la propria dialettica al banchetto domenicale della tv commerciale (roba da rivoltare le viscere).
Chi fa l’interlocutrice concettuale a mo’ della compagna di studio del pomeridiano prandiale, ostentando un’indiscussa militanza giornalistica via via offuscata dall’inflazione.
Ognuno di questi nobili esperti della parola, tolto dal contesto di autoreferenzialità in cui sguazza in tv, avrebbe spirito critico e credibilità da vendere. L’appeal intellettuale che è in grado di rivendicare meriterebbe sacrosanto rispetto. E invece basta inchinarsi alla padrona (di casa) di turno (che peraltro minaccia l’esilio dallo studio in caso di critiche rivoltele) per rinunciare al pungolo del contradditorio, sollevando più che condivisibili perplessità in un pubblico affatto acritico.
Mari
15 nov 2006 - 19:27 - #1Ottimo post lord Lucas, pienamente condivisibile; mi vengono in mente tanti nomi che non appaiono, per lo più di freelance, che hanno tanto cervello, ma poca visibilità perchè a detta loro “non hanno santi in paradiso” e non si “sviliscono”, come affermi giustamente tu, per averne.
Avanguard
15 nov 2006 - 20:46 - #2In linea di principio sono d’accordo con il post, lo sono un pò meno quando si cita Zecchi e nella fattispecie l’ultima puntata di Buona Domenica. Il programma è orrido ma il tentativo non è più falso di tanti altri siparietti catodici. Quantomeno il dialogo è stato garbato. Ed è già qualcosa.
Avanguard
15 nov 2006 - 21:42 - #3Ruffiano te lo passo perch era un chiaro tentativo di accattivarsi il pubblico. Qualunquista secondo me no, si adattava la discussione al genere di trasmissione secondo me. Sia chiaro, non ho apprezzato questa trovata, però nemmeno penso che sia stata tanto terribile. Riguardo a Rostagno è andato per paradossi secondo me, anche parlando di Augias.
Mytwocents
16 nov 2006 - 00:59 - #4A mio avviso è chiaro che Rostagno stava prendendo un po’ in giro il clima di “riflessione”, citando quelli che sono un po’ i simboli della “brava ragazza” e del “gentleman”.
Personalmente credo che si possa apparire quanto si vuole, a patto di farlo in parte e in modo dignitoso. Il sessuologo che faceva Loveline ha perso la mia stima quando a cominciato a essere ovunque,e aparlar edi ogni cosa.
Poi, ci sono le simpatie.La Falcetti a me sta antipatica: meno appare e meglio è. Ma questo è un altro discorso. ;-)
Mytwocents
16 nov 2006 - 01:00 - #5mancava una h, e c’era qualche refuso. Pardon. :-)
freestate
16 nov 2006 - 10:03 - #6Grande post!
Quello che detesto di tutti sti “addetti ai lavori” è vedere la professionalità svenduta, messa al servizio della fama o della notorietà
(che poi parlare di professionalità di Rostagno è un azzardo, lo so…).
Mirko S.
16 nov 2006 - 10:52 - #7Ottimo Lord Lucas! Evviva Iva Zanicchi!!
pepper
16 nov 2006 - 15:17 - #8finalmente vi siete decisi a parlare di questi pseudo-giornalisti e pseudo-opinionisti, che sfruttano come delle sanguisughe la popolarità o l’impopolarità dei personaggi che si affacciano nei programmi televisivi tramite i reality. premesso che della seconda specie non nutro nessuna simpatia,a mio parere i primi fanno un’ opera di sciacallagio vera e propria, ergendosi a paladini della “buona tv”, attaccando e a volte umiliando il tapino di turno. in un primo momento si può godere della “vendetta mediatica” svolta a danno del raccomandato vuoi di lele mora, piuttosto che della coppia de filippi/costanzo o di lucio presta (vedere rostagno vs. pierelli); in realtà da un pezzo ho capito che questi personaggetti servono a far campare giornali, agenzie stampa, opinionisti vari… una manna che scende dal cielo, dal momento che i veri divi si fanno pagare fior di quattrini per un intervista! questi giornalistucoli da strapazzo hanno così carburante a poco prezzo per continuare a vendere e i loro accordi avvengono dietro le quinte.. più litighi, più diventi personaggio!!!!! CHE SCHIFO