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Il Flop del Lippi-Day

Pubblicato: 14 nov 2006 da Malaparte

Nonostante si condividessero certe premesse, nonostante si sia ospitato molto volentieri su queste pagine Claudio Lippi, bisogna rilevare che il Lippi-Day, la sua proposta di spegnere la televisione per un minuto, è stata un flop. I dati pubblicati da Share in calce al suo post sui risultati degli ascolti di domenica, con il confronto fra i 5 minuti (dalle 17:30 alle 17:35) di domenica 12 novembre e quelli di domenica 5 sono impietosi. La somma dei valori assoluti del pubblico delle varie reti è
12.391.000 per domenica 5 novembre
11.778.000 per domenica 12 novembre.
Uno scarto di circa 613.000 spettatori. Troppo pochi, statisticamente parlando, perché si possano attribuire all’iniziativa di Lippi gli spettatori in meno.
Era l’ovvio problema della proposta: per quel che ne sappiamo, potrebbe anche essere riuscita, in linea del tutto teorica. Ma la sua rilevanza era e resta strettamente legata alla necessaria adesione di un congruo gruppo di famiglie-campione Auditel, unico metro universalmente accettato per la misurazione dei dati d’ascolto (che poi i concetti di metro e di universalità in questo caso siano da ridefinire, è cosa nota e meriterebbe una trattazione a parte).
Ora, evidentemente le famiglie-Auditel, non sono particolarmente ricettive alla lotta contro la tv volgare.
Del resto, lo si poteva ipotizzare, considerati gli ascolti di certi programmi. Il Lippi Day è servito solo, ahimé, a scoprire l’acqua calda.
Va data una precisazione aggiuntiva, inoltre: un lettore scrive in un commento

Purtroppo non si può fare una comparazione tra l’ascolto di Domenica 5 e quello di Domenica 12 nella sola fascia 17.30 -17.35 per il semplice fatto che questa domenica sia Canale 5 che Raiuno sono andate in pubblicità in quella fascia, mentre la domenica precedente i blocchi pubblicitari erano andati circa dieci minuti prima su entrambe le reti. Il raffronto così fatto è pertanto fuorviante e non dà alcun dato sulla riuscita dell’iniziativa di Lippi.

A maggior ragione, questo potrebbe spiegare il calo di spettatori in valore assoluto: pubblicità, per domenica dodici. Qualcuno - è realistico - spegne il televisore. E il Lippi-Day ha ancor meno rilevanza.

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38 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Fabio

    Fabio

    14 nov 2006 - 09:45 - #1
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    Potrei anche sbagliarmi, ma l’iniziativa non è stata divulgata da alcuni mezzi importanti come i telegiornali… ma era ovvio che le televisioni non parlassero contro loro stesse !!!

    Chi si tirerebbe da solo la zappa sui piedi ???

    Io resto in totale sintonia di idee con Claudio Lippi….

  • Profilo di Mirko S.

    Mirko S.

    14 nov 2006 - 09:53 - #2
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    Lippi: fallisce lo sciopero da Tv - di Redazione -

    Ieri tra le 17.30 e le 17,35, gli spettatori non hanno spento la televisione e risposto all’appello lanciato da Claudio Lippi per protestare contro la televisione trash. La pensa diversamente lo stesso Lippi che in un comunicato fa sapere che, secondo i propri calcoli, un milione e mezzo di spettatori ha abbandonato i contenitori domenicali televisivi, intendendo Buona domenica e Domenica In. È vero: in quel momento c’era la pubblicità.

  • DanieleD

    14 nov 2006 - 10:07 - #3
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    Pippa Day

  • Profilo di Mauro

    Mauro

    14 nov 2006 - 10:23 - #4
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    concordo con Mirko S.

  • Profilo di Mirko S.

    Mirko S.

    14 nov 2006 - 10:26 - #5
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    ho solo postato l’articolo del giornale…io sono pro lippi e anti lanza!!

  • luca.nu

    14 nov 2006 - 10:33 - #6
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    Lippi ha stufato… Non può parlare di buona televisone se per anni è stato fautore del trash…..

  • Profilo di Mirko S.

    Mirko S.

    14 nov 2006 - 10:35 - #7
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    si ma lippi era un povero conduttore…ora è autore!forza lippi!!

  • Profilo di Francesco

    Francesco

    14 nov 2006 - 10:57 - #8
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    Io dico che però non si debba fare la differenza degli spettatori del 5 novembre cone quelli del 12 allo stesso orario, ma quanti spettatori c’erano totali alle 17:29, quanti dalle 17:30 alle 17:35 e poi quanti alle 17:36
    Lo so che è un pò complicato, però secondo emè più giusto

  • Marina

    14 nov 2006 - 10:57 - #9
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    Luca secono me hai le idee un pò confuse….

  • luca.nu

    14 nov 2006 - 11:07 - #10
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    Idee confuse.. lippi faceva parte di una trasmissione che per 10 anni ha navigato nel trash.. Quindi non faccia il moralista.. Lo stesso costanzo ha detto domenica che ha inventato lui il trash… quindi il signor lippi faccia poco il moralista..

  • maria

    14 nov 2006 - 11:12 - #11
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    Se i dati auditel confermano le puntuali vittorie di C’è posta per te,non mi sorprendo affatto che possano trovare irrilevante la crociata donchisciottesca del povero Lippi.
    Piuttosto, ma nessuno ha segnalato l’eroica Falcetti, che ha “osato” attribuire a Costanzo lo scettro del trash?
    Mi pare un avvenimento di portata colossale, qualcuno che non slinguazzi dietro al “divino” e non decanti le sue ultime fatiche librarie.
    Come mai è passato in sordina?

  • Babs

    14 nov 2006 - 11:21 - #12
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    Ma Lippi chi? Marcello?
    Ah no, quello dei Giochi senza Frontiere? Perchè, ancora fa televisione? E c’è ancora qualcuno che lo guarda? E se se ne va dalla tv c’è qualcuno che se ne accorge? O meglio, c’è ancora qualcuno che guarda buonadomenica?

  • Mytwocents

    14 nov 2006 - 11:31 - #13
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    Un avolta ci fu alla mia uni un incontro sull’auditel. Per la prima ora Giulietto Chiesa, e una professoressa, mettevano in dubbio la validità del campione auditel, e del suo metodo, sicuri che il professore di statistica li avrebbe appoggiati nel suo intervento nell’ora successivo. Quello si alza e sostiene che, statisticamente, il modello auditel è valido e non si può fare granché di meglio. Quindi non facciamo come Ricci, aggrappandoci al “campione falsato” quando i risultati non ci piacciono: cerchiamo invece di capire perché emergono.

  • eppursimuove

    14 nov 2006 - 11:38 - #14
    0 punti
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    Maria. La Falcetti ha fatto l’osanna di Costanzo definendolo un genio. Quando ha detto il nome di Costanzo il pubblico ha mormorato e lei ha detto ma non lo capite che lo amiamo! In realtà era il modo con il quale ne ha fatto l’apologia. La “giornalista professionista” Falcetti è perfettamente zerbinata a Costanzo. L’unico che ha il cervello indipendente e il fegato per criticare Costanzo è stato Italo Moscati sabato scorso a Tvtalk. Critica argomentata ovviamente come si confà alle persone intelligenti e oneste.

  • temistoclefrittaglia

    14 nov 2006 - 12:12 - #15
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    ma lippi, dopo aver assistito per anni al carattere bovino del suo pubblico, si aspettava che lo stesso fosse capace anche semplicemente di premere un dito sul telecomando, manifestando un giudizio critico? questi pulpiti, quanto scricchiolano.

  • eppursimuove

    14 nov 2006 - 12:17 - #16
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    Mytwocents. Mi permetto di consigliarti la lettura del libro “La favola dell’Auditel” di Gisotti Roberta che mette in discussione i criteri e l’attendibilità dei dati Auditel. Ovviamente, vale sempre e cmq indipendentemente dalla trasmissione

  • Mari

    14 nov 2006 - 12:57 - #17
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    @Mytwocents
    Anch’io penso abbia ragione Giulietto Chiesa. Con che criterio vengono scelte le famiglie auditel? In base al loro Q.I.? Alla loro cultura e titolo di studio? Alle diverse fasce di età dei componenti?
    O forse in base ai loro gusti? Più pacchiani e volgari sono (i gusti intendo) e meglio è? Ho questo dubbio che, dopo il flop del Lippi day, è una certezza.

  • Profilo di Avanguard

    Avanguard

    14 nov 2006 - 13:09 - #18
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    Sono anni che Lippi non funziona da solista, di conseguenza non poteva aspettarsi un risultato diverso. Bisogna avere un certo “carisma mediatico” per esser seguiti da una buona fetta di pubblico, nelle proprie iniziative. Poi se consideriamo i presupposti.. E il milione e mezzo dove lo ha preso?

  • Profilo di Avanguard

    Avanguard

    14 nov 2006 - 13:09 - #19
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    Sono anni che Lippi non funziona da solista, di conseguenza non poteva aspettarsi un risultato diverso. Bisogna avere un certo “carisma mediatico” per esser seguiti da una buona fetta di pubblico, nelle proprie iniziative. Poi se consideriamo i presupposti.. E il milione e mezzo dove lo ha preso?

  • Profilo di raf

    raf

    14 nov 2006 - 14:02 - #20
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    commento 6 e 10
    scusa, ma che significa? Uno non può cambiare idea? Ha fatto Tv trash e quindi è moralmente obbligato a farla per sempre?

  • Profilo di Avanguard

    Avanguard

    14 nov 2006 - 14:10 - #21
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    Si può cambiare idea, se si ammettono i propri errori, mentre Lippi li nega. Ecco perchè la sua iniziativa è stata un fallimento.

  • Francesco

    14 nov 2006 - 15:00 - #22
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    “Mi permetto di consigliarti la lettura del libro “La favola dell’Auditel” di Gisotti Roberta che mette in discussione i criteri e l’attendibilità dei dati Auditel.”

    Ah, si questo libro che ogni tanto viene fuori.

  • PoLaR

    14 nov 2006 - 15:29 - #23
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    Beh, tutto si può dire dell’Auditel ma non che non usi metodi statistici: se volete sapere come sceglie il campione, perchè sceglie determinate famiglie e altre cose fate un salto sul suo sito, auditel.it: che poi il problema di fondo è che la gente accende la tv per compagnia ma non la guarda è un altro paio di maniche… La proposta di Claudio Lippi è stata pubblicizzata pochissimo, già è troppo se qualcuno l’ha appoggiata, e poi considerate che il succitato campione statistico dell’Auditel, che va benissimo per la rilevazione degli ascolti, non è detto che indichi precisamente quante persone hanno chiuso la tv, è una scelta personale che di certo non viene valutata in sede di campionamento. Infine: in passato BD era trash perchè era incentrata molto sui reality, una metatelevisione, ma LIPPI NON NE ERA L’AUTORE! Anche quest’anno è incentrata sui reality, ma a questi si aggiungono le due vallette incompetenti, il lungo spazio dedicato a Bettarini, il ring…vabbè su quello non vale manco la pena scriverne…Lippi stava per esprimere il suo disappunto sulla rissa di Sgarbi e quello del GF, è stato interrotto di nuovo e se ne è andato: HA FATTO BENISSIMO!

  • Profilo di cezanne

    cezanne

    14 nov 2006 - 15:30 - #24
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    @Malaparte

    Il lettore quotato ero io.

  • Profilo di Fabio

    Fabio

    14 nov 2006 - 15:42 - #25
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    Il vero rilevamento Auditel, sarebbe quello di installare il “meter” rilevatore, in ogni televisore di ogni famiglia italiana……

  • DanieleD

    14 nov 2006 - 16:24 - #26
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    Ma perché non iniziano a vendere i televisori con meter incorporato? Nel giro di qualche anno potremmo avere un dato quasi certo… problemi di privacy o di interessi in ballo?

  • Profilo di gnaffetto

    gnaffetto

    14 nov 2006 - 17:06 - #27
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    BEH.. se Lippi avesse ammesso che anche lui ha fatto programmi schifezza e che ora ha capito che per anni è stato complice di programmi schifezza e si ravvede.. sarebbe un conto.
    ma dato che pretende di non aver fatto programmi schifezza non mi sembra proprio la persona giusta per erigersi a paladino della buona TV..
    e a conferma di questo ragionamento mi sembra significativio portare l’esempio della recente pubblicita’ che sta’ facendo per una azienda di prestiti…. non mi sembra proprio una pubblicita’ “moralmente” corretta (si invita ad indebitarsi, mettendosi a rischio di fallimento o di pignoramento….)
    una volta c’erano gli usurai…..
    ciriciao

  • paulo

    14 nov 2006 - 19:07 - #28
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    A PoLaR che scrive “se volete sapere come sceglie il campione, perchè sceglie determinate famiglie e altre cose fate un salto sul suo sito”

    Ecco, io adesso vado a dare un’occhiata, ma la tua frase non promette nulla di buono, a cominciare da quel “perché” sceglie “determinate” famiglie. Un campione statistico che abbia una qualunque utilità non ha alcun “perché” né alcun “determinate”, il campione deve essere cieco rispetto a chi è la famiglia, cosa fa eccetera. Ci deve stare dal poveraccio al rumeno al miliardario, dal ligure al siciliano nelle “esatte” proporzioni della poplazione italica.

    So per certo che viene fatta un’intervista. Questo è già un errore. A cosa serve? Per stabilire cosa? Se si fa parte della media della popolazione? E come la si stabilisce questa media, a naso?

    So per esempio che si chiede se si possiede un computer. A cosa serve? Possederlo è una discriminante? E in che verso, per essere inclusi nel campione? Basta questa domanda, non so le altre, basterebbe questa per falsare la statistica.

    Ora vado sul sito, vediamo se mi sbaglio e se dicono la verità…

    Ps: concordo che si possa cambiare idea, anzi in questo caso benvenuta alla ex pecorella smarrita Lippi.

  • paulo

    14 nov 2006 - 19:18 - #29
    0 punti
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    Il sito dell’Auditel è vaghissimo, usa termini generici e rende impossibile capire se il campione potrebbe risultare falsato. Si afferma ad esempio che:

    “I questionari sono uno strumento indispensabile per la selezione del campione e la sua successiva ponderazione. Infatti, le caratteristiche strutturali della popolazione rappresentata da Auditel vengono in parte ricavate dalle informazioni fornite dall’ISTAT, in parte stimate attraverso la ricerca di base.”

    Come vedete i questionari ci sono. Fin qui uno potrebbe anche essere d’accordo, se non ci fosse quella frase finale riguardante le ricerche di base. In che modo cioè queste ricerche di base si discostano dall’ISTAT? E perché sono necessarie? Troppo vago, non dice nulla di tecnico.

    Confermato comunque che si chiede se si hanno a disposizione altre apparecchiature di intrattenimento. Mi chiedo allora se lo squattrinato che ha i soldi solo per la televisione sia incluso come tutti gli altri, o escluso perché tanto non premierà la pubblicità (che commissiona indirettamente l’Auditel).

  • Profilo di Mauro

    Mauro

    14 nov 2006 - 19:49 - #30
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    si ma cmq anke se su ogni televisore di ogni famiglia italiana fosse applicato il meter l’attendibilità dei dati auditel migliorerebbe ma non sarebbero attendibili al 100% xkè come dice il sito dell’auditel ki ha il meter deve inserire il numero di persone davanti alla tv compresi gli ospiti quindi non solo i componenti della famiglia x tanto uno può inserire 10 persone quando in realtà magari ce ne sono 3.

  • DanieleD

    14 nov 2006 - 20:20 - #31
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    Il problema dell’Italia è sempre lo stesso: chi controlla il controllore? (in questo caso l’Auditel)

  • PoLaR

    14 nov 2006 - 21:33 - #32
    0 punti
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    Mi sembra incredibile fare proprio io il difensore dell’Auditel, comunque…
    @paulo: sono contento che tu abbia seguito il mio consiglio andando a consultare il sito, bisogna sentire tutte le campane, no? Vedo che hai ancora dei dubbi, magari non hai letto tutto con attenzione, comunque, per provare a rispondere alle tue domande, ti consiglio quest’altra pagina: http://www.auditel.it/pubblici_universi.htm
    (scusa se ti dirotto ancora, ma non posso copiare e incollare tutta la lista ;) ) In sintesi, dai dati ISTAT si ricava la “quantità” della popolazione, mentre dalle ricerche di base si ottiene la “qualità”, quindi vanno ad integrare i dati ISTAT. Es ISTAT: “pop. POTENZA-378.636″. Es RdB: “Adulti Scolarita’ elementare: 12.669.369″. Riguardo all’ultima frase del tuo primo post, se non ti fidi sei liberissimo di farlo, ma un campione corretto include TUTTI i tipi di popolazione, quindi anche lo squattrinato che non ha i soldi per permettersi la playstation… Ma poi perchè l’Auditel dovrebbe favorire chi ha più soldi? Perchè i pubblicitari pensano “è inutile rilevare chi nn vede la pubblicità, che tanto poi non compra”? Io non credo, ma se anche fossi così saremmo comunque in presenza di un campione abbastanza coerente: anzichè il totale della popolazione si andrebbe a censire solo la popolazione che ha soldi da spendere (coerente ma ingiusto e razzista, aggiungo io!) Infine, quoto alla grande Mauro: il problema dell’Auditel non è il campione, ma il fatto che una persona possa decidere di accendere la tv per farsi compagnia ma non vederla (come già detto nel precedente post)!

  • paulo

    14 nov 2006 - 22:23 - #33
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    Caro PoLaR, ho cercato di consultarmi anche perché io sono lo scettico per eccellenza: prima metto in dubbio il controllore quando è controllato, ma poi anche il controllore del controllore. E infatti continuo a non avere una opinione conclusiva sulla questione, perché in rete da entrambe le parti (Auditel quanto detrattori) non si evincono mai dati obiettivi, numeri eccetera. Solo parole.

    Venendo alla pagina che indichi: l’avevo poi trovata, ma anch’essa non è conclusiva. Non capisco per esempio come si determini la fascia sociale della popolazione: i numeri belli e buoni non dicono nulla, non dicono come sono stati ricavati, come selezionati in seguito (per esempio tali dati che tu indichi sono sì nel capitolo dati mensili, ma non in quelli giornalieri. Sai spiegarmi cosa vuol dire? Che i dati giornalieri che leggiamo sui giornali non sono pesati come quelli mensili e annuali?).

    Lascio all’Auditel il beneficio del dubbio. Mi chiedo anche in che categoria rientra un professore universitario per dire (e ce ne stanno), che ha tanti soldi ma fa vita spartana, ha una cinquecento e indossa sempre gli stessi vestiti. È un fascia medio-alta dato il reddito (ignoto all’Auditel), o bassa in base allo stile di vita? A quale statistica contribuirebbe? (È solo un esempio)

    A me un dubbio resta: se tutto è in regola, perché mai Auditel non posta i dati e i calcoli? Sui siti statistici, tipo Istat, si trova sempre di tutto (e proprio così anni fa mi fu possibile constatare l’assurdità del peso allora assegnato alle RC Auto: il paniere era in visione a tutti).

  • paulo

    14 nov 2006 - 22:23 - #34
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    Caro PoLaR, ho cercato di consultarmi anche perché io sono lo scettico per eccellenza: prima metto in dubbio il controllore quando è controllato, ma poi anche il controllore del controllore. E infatti continuo a non avere una opinione conclusiva sulla questione, perché in rete da entrambe le parti (Auditel quanto detrattori) non si evincono mai dati obiettivi, numeri eccetera. Solo parole.

    Venendo alla pagina che indichi: l’avevo poi trovata, ma anch’essa non è conclusiva. Non capisco per esempio come si determini la fascia sociale della popolazione: i numeri belli e buoni non dicono nulla, non dicono come sono stati ricavati, come selezionati in seguito (per esempio tali dati che tu indichi sono sì nel capitolo dati mensili, ma non in quelli giornalieri. Sai spiegarmi cosa vuol dire? Che i dati giornalieri che leggiamo sui giornali non sono pesati come quelli mensili e annuali?).

    Lascio all’Auditel il beneficio del dubbio. Mi chiedo anche in che categoria rientra un professore universitario per dire (e ce ne stanno), che ha tanti soldi ma fa vita spartana, ha una cinquecento e indossa sempre gli stessi vestiti. È un fascia medio-alta dato il reddito (ignoto all’Auditel), o bassa in base allo stile di vita? A quale statistica contribuirebbe? (È solo un esempio)

    A me un dubbio resta: se tutto è in regola, perché mai Auditel non posta i dati e i calcoli? Sui siti statistici, tipo Istat, si trova sempre di tutto (e proprio così anni fa mi fu possibile constatare l’assurdità del peso allora assegnato alle RC Auto: il paniere era in visione a tutti).

  • paulo

    14 nov 2006 - 22:33 - #35
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    E comunque aggiungo una mia opinione personale. Auditel fa indagini private, non pubbliche, le fa su mandato di chi deve fare affari sulla base di quei dati. Ammettiamo per un momento la totale attendibilità statistica di tali dati. Resto dell’idea che finché non si chiami in causa una società indipendente e non mantenuta dal commissionante sia in linea di principio sbagliato proclamare quei dati nei notiziari e riferirli alla popolazione come di verità giornalistche. È una questione di principio: che loro si facciano le loro indagini private, ma se le tengano per sé (una cosa è commissionare un sondaggio a una ditta esterna, altra mettere in piedi la ditta di rilevazione e mantenerla, e poi divulgare come “notizia” l’indagine commissionata).

  • PoLaR

    14 nov 2006 - 23:15 - #36
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    Caro Paulo, ammetto di non saper dare tutte le risposte. Non sono uno statistico, ho solo tratto delle conclusioni da quello che ho letto. Riguardo alla divulgazione dei dati nei media hai ragione, anzi, avresti ragione se fosse proprio l’Auditel a divulgarli: in realtà, come si evince dal sito, l’Auditel rilascia questi dati a chi li ha commissionati, quindi anche alla Rai che, a sua volta, li pubblica sul televideo ecc. Insomma, l’Auditel fa un’indagine, parziale, privata, tutto quello che vuoi, ma a divulgare i dati non è lei in prima persona, bensì i commissionanti. Non so se mi sono spiegato, forse il sonno mi fa sbarellare, spero di si. Comunque ti ringrazio per la pacatezza della discussione, non capita in tutti i blog…

  • paulo

    15 nov 2006 - 01:50 - #37
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    Prego. Comunque figurati, io non mi sono mai sognato di prendere di mira l’Auditel in sé: anche se facesse indagini statistiche ad hoc, sarebbe chiaro che le farebbe tali perché così richieste. Non ho mai pensato ad altro, e la questione di strasparenza dell’Auditel è finalizzata a poter verificare tutto ciò.

    Ho sempre ritenuto che il problema vero sia se sia giusto o no parlare di tot milioni di telespettatori dati al Tg o sul giornale, come notizia, nemmeno su televideo. Siamo al limite del falso ideologico in un certo senso (persino i migliori sondaggi scientifici parlano sempre di percentuali, mai di numeri). A questo aggiungerei che milioni di italiani sono convinti che gli rilevano anche il loro televisore in automatico, e che quando dicono quei numeri essi sono numeri reali, nemmeno statisticamente estrapolati.

    Sarebbe già qualcosa limitarsi allo share.

    Riguardo l’ora, io ho un altro fuso orario ma non è detto sia più lucido.

  • PoLaR

    15 nov 2006 - 13:00 - #38
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    Sono d’accordo: è il gioco al massacro delle gare di audience ad aver ridotto la tv nello stato in cui si trova. Che poi a farlo sia l’Auditel, la Rai, Mediaset o i giornali è, francamente, irrilevante.
    Concludo con una notizia positiva (almeno potenzialmente). Da dicembre, la Rai ha intenzione di cambiare gli orari di inizio massimi delle prime serate: 21.00 per rai3, 21.05 per rai2 e 21.10 per rai1. Ancora più importante sarà il cambiamento a partire dal 1° gennaio: orario massimo di chiusura dei programmi in prima serata 23.10 per tutte le reti. Se Dio vuole, la seconda serata comincerà in un orario decente, con buona pace dell’Isola dei Famosi e compagnia cantando…

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