Tv Popolare: Una nuova sfida per abbattere il diaframma che c’è tra chi fa e chi guarda la televisione

Tvpopolare: Una nuova sfida per abbattere il diaframma che c’è tra fare e guardare la televisione

Nell’universo della televisione di oggi, che va da quella classica generalista, fino ad arrivare alle piattaforme del digitale terrestre e satellitare, è indubbio che il pubblico attivo, quello cioè che va cercando per esempio sul web il suo palinsesto, lontano da chi gli apparecchia la tavola a proprio gusto e piacere, sia sempre di più alla ricerca di qualcosa che rappresenti al meglio i suoi gusti e le sue necessità. Un’evoluzione del consumo televisivo che si sta spostando sempre di più verso un concetto di interattività che potremmo chiamare “Interattività 2.0”.

Il pubblico statico che da sempre è stato la merce della classica televisione generalista sta invecchiando con lei ed il concetto di questo legame “fino alla morte” è senza ombra di dubbio la condanna ma anche, allo stesso tempo, la salvezza della cara e vecchia televisione. Per questo motivo, la tv delle grandi reti, dovrebbe stendere tappeti rossi a questo pubblico, se vuole sopravvivere ancora, anziché far proclami –ad uso e consumo dei pubblicitari- di voler acchiappare per forza pubblico giovane, le cui unità davanti alla vecchia tv andranno inesorabilmente a diminuire nel tempo, ma questo è un altro discorso.

In questo scenario va a collocarsi una nuova iniziativa con un nome piuttosto suggestivo ed ambizioso: Tv Popolare. Di cosa si tratta? In pratica significa dare in mano “la televisione” a chi la guarda, attraverso il mezzo di azionariato popolare, la cui quota associativa ammonta a 25 euro. Tv Popolare sarà in onda con un canale televisivo su multipiattaforma digitale terrestre, satellitare e web indipendente. Un mezzo che farà da veicolo ad associazioni coinvolte nella tutela dell’ambiente, delle realtà locali, dello sviluppo sostenibile, del pluralismo, che vogliono rendersi visibili attraverso questo strumento televisivo, ma anche un modo per abbattere quel muro che c’è fra chi “fa” la televisione e chi la guarda soltanto. Fra i soci fondatori di questa nuova iniziativa c’è un volto conosciuto della televisione Marco Maccarini, diventato noto al grande pubblico per essere stato veejay di Mtv. Ma come funzionerà questa “Tv Popolare” ?

In questo nuovo “canale televisivo” gli editori, come detto, potranno essere i cittadini che avranno sottoscritto la quota di partecipazione (ogni socio non potrà detenere più dello 0,5% del capitale sociale) e che potranno così decidere la programmazione di questa emittente. Il punto di pareggio è fissato a 20.000 sottoscrizioni, ricordiamo di 25 euro ciascuna. Tutte le coordinate di questa iniziativa le trovate a questo link: www.tvpopolare.it. In bocca al lupo alla nuova iniziativa, perché come diceva il grande Giorgio Gaber “libertà è partecipazione”.

Ed ecco la "Libertà" del grande Giorgio Gaber :