FINALMENTE TV (4)- Vorrei dire grazie a chi ha amato "Un gigante" in un piccolo film

Rubo un pò di spazio per una dichiarazione sincera e forse ingenua. Fra gli ascolti che il nostro TvBlog offre tutti i giorni, con relativi commenti, un dato mancava e l'ho recuperato io; se contiene errori sarà possibile,indispensabile correggermi.
Lo SpecialeTg1 andato in onda domenica 1 aprile- dopo la fiction "Anna di Nazaret" che ha ottenuto un risultato milionario in termini di ascolti e un alto indice, vincendo la serata, e dopo il il Tg60'-, s'intitola "Un gigante". Ha ottenuto quasi 14 per cento in percentuale (13.9) e 2milioni e cinquecentomila in presenze di telespettatori. Ci speravo; ma ero preoccupato.

Non tanto per il tema- una breve storia del papa polacco Giovanni Paolo secondo, a sette anni dalla morte e ad uno dalla beatificazione del 1 maggio 2010- ma per la tecnica usata nelle riprese e nel montaggio. Il breve film di 23' è stato prodotto dalla Direzione Strategie Tecnologiche di Luigi Rocchi, dal Centro ricerche sempre Rai di Torino, dall' HD Forum in cui figurano esponenti della Sony e della Panasonic. Hanno collaborato le Teche Rai e il Centro Tv del Vaticano.

Una realizzazione a basso costo, con mezzi sperimentali in 3D; materiali leggeri, nuovi, nuovissimi, usati per la prima volta in ampi spazi reali e non in studi. Il mio lavoro precedente è "Venezia Carnevale 3D", sempre con uguale tecnica, voluto dagli stessi produttori, girato in piazza San Marco, in calli e campielli. In mezzo a mille difficoltà non solo ambientali.
Non meno difficile e faticoso è stato la realizzazione per "Un gigante" che ho condiviso con tanti giovani che vi hanno preso parte, a cominciare dal montatore Ivo Semeraro.
Temevo che nella rete generalista in 2D molto si perdesse rispetto al 3D, la cui versione è stata contemporaneamente trasmessa da Canale 501 del digitale terrestre e Canale 101 di Tivusat. Ed è chiaro, non poteva essere diversamente, che la qualità del 3D impostata per entrare nel tema (un papa dentro la scatola monumentale di San Pietro, piazza e basilica, e fuori nei suoi viaggi, visite e soprattutto incontri, e pensieri) bisognasse andarsela a cercare negli appositi canali predisposti in alternativa. Qualità strettamente collegata alla drammaturgia del breve racconto.
Qualcosa certo nelle immagini e nei sonori si è perduto ma il numero di spettatori conforta. La figura del papa polacco e la sua storia sono giunti al pubblico correttamente, suscitando un grande interesse.
Vorrei ringraziare quindi una platea anonima che non ha fatto una scelta anonima. E ha partecipato a una scommessa non solo sui contenuti ma nelle suggestioni di una tecnica delicata che non può risolversi negli effetti cosiddetti speciali; ossia, per fare un piccolo e chiaro esempio, quel tipo di 3D fatto apposta per stupire come nei cartoons: la lingua di cagnolino che si sporge dallo schermo e lecca la punta del naso di chi guarda.
Mi auguro che le televisioni oggi profondamente in crisi, avvilete dai format e dai reality ripetitivi, imbocchino finalmente la strada, anzi le strade delle ricerche a cui sembra avere rinunciato da troppo tempo.
Alla prossima.
Italo Moscati

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