Domenica In - L'Arena - Costa Concordia, senza via di fuga

L'Arena - Costa Concordia

Ormai è chiaro: della vicenda Costa Concordia non ci libereremo mai. Sia chiaro: non è che qui si tifi per la perdita della memoria. Anzi, una delle personalissime ossessioni del sottoscritto è proprio la memoria corta dell'Italietta, aiutata da quel flusso televisivo che si mangia tutto (facciamo esempi concreti: il terremoto in Giappone e il relativo allarme nucleare, per dire). Ma ci sono questioni che, invece, rimangono lì, ossessivamente sviscerate proprio dalla tivvù. Perché qualcuno, da qualche parte, presuppone che tirino.

E' il caso, per l'appunto, del naufragio della Concordia di fronte all'Isola del Giglio. E il titolo nell'immagine dell'Arena sembra quasi una minaccia: «Senza via di fuga». No. Non ce ne libereremo mai.

Nel contenitore di Massimo Giletti, che subito dopo ospita Paolo Villaggio per una bella intervista, si scava ancora nelle pieghe della vicenda: si parla del ritrovamento dei cadaveri dei dispersi, con tanto di intervista a uno dei vigili del fuoco responsabile delle ricerche, e con la fatidica domanda: «Quando li avete visti, che sensazione è stata». E poi, avvocati, opinionisti più o meno improvvisati (della serie: siamo tutti un po' comandanti di navi da 4mila passeggeri, così come allenatori della nazionale) da cui Giletti deve anche prendere un po' le distanze.

A me, personalmente, piacerebbe che la tv prendesse le distanze da un certo modo di parlare dei fatti di cronaca. Sì, anche quella più "leggera". Anche l'infotainment. Ma forse è una speranza vana.

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