Italia's Got Talent vs. Ballando con le Stelle - Sondaggio Lorien vs. Auditel. Ma si parla sempre di quantità

Italia's Got Talent contro Ballando con le stelle

Italia's Got Talent e Ballando con le Stelle ritornano questa sera dopo la pausa sanremese. E ritorna anche, oltre alla sfida, la questione che riguarda gli straordinari risultati di Italia's Got Talent, che surclassa il rivale con numeri notevoli per il sabato sera. Di Più, il settimanale diretto da Sandro Mayer (spesso ospite di Ballando) ha commissionato all'istituto statistico Lorien un sondaggio che riguarda proprio i sabati sera degli italiani.

I risultati? Li riporta Mondoreality e sono piuttosto interessanti.

Il talent show di Milly Carlucci si attesta intorno al 28,5% di share (anche se il termine, qui, è usato per parlare di un altro tipo di misurazione statistica, non lo share Auditel cui siamo abituati) per circa 7 milioni di telespettatori. Italia's Got Talent sarebbe comunque il più visto, ma con un 30,3% di telespettatori (circa 7,5 milioni in valore assoluto). E, sorpresa, spunta anche The Show Must Go Off: totalizza un 6%.

Il responsabile dell'istituto Lorien ha spiegato come è stato condotto il sondaggio:

Abbiamo chiesto a cinquemila persone sparse in tutto il terriorio nazionale, dunque un campione rappresentativo degli italiani dai quindici ai sessantacinque anni, che cosa avessero guardato il sabato sera, in particolare il 21 e 28 gennaio ed il 4 febbraio [...]. In questo campione sono comprese tutte le fasce d’età, tutte le categorie professionali e di studio.

Che cosa prova tutto questo? Non certo che ci sia ascoltopoli. Se mai, questa vicenda suggerisce che l'Auditel comincia a stare stretto anche a chi lo ha cavalcato da quando esiste (sia in Rai sia in Mediaset, a seconda di come gira il vento di quel campione statistico). O forse suggerisce che forse cambiando il campione cambiano i risultati? Che la misurazione statistica degli ascolti è una scienza (in)esatta? Oppure, cosa che sarebbe più interessante ancora, che questo modo di valutare i programmi è vetusto, che non può essere l'unica "misurazione" della tivvù e che finalmente bisogna parlar d'altro?

In questo caso, non si può che constatare come WIDG (un'iniziativa condivisa da ben 21 realtà online che parlano di televisione: quasi tutte, insomma) arrivi proprio a proposito, al passo coi tempi e con la ventata di cambiamento che si dovrebbe auspicare. Il web, probabilmente, ci vede giusto. Il tema è la qualità. Il focus dell'attenzione va spostato al più presto.

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