
Su Twitter dicono che Maurizio Crozza copia da Twitter. Si è scatenato un gran dibattito (ancora in corso a colpi di 20 tweet ogni 30 secondi) sul social network più trendy del momento: attorno all’hashtag #copiaeincrozza si sono riuniti quanti sostengono che il comico genovese avrebbe “copiato” alcune sue battute contenute nel monologo di ieri sera per Ballarò e quanti lo difendono con le argomentazioni più diverse.
Seguendo il flusso dell’hashtag in oggetto è difficile ricostruire come sia nato il tutto. Si tratta di uno dei limiti congeniti del social network: su Twitter puoi “reagire” ad una sollecitazione, ma non puoi “spiegare” i termini del problema, manca fisicamente lo spazio. Ad ogni modo secondo le accuse più circostanziate sarebbero almeno tre le battute “rielaborate” da Crozza.
“Alemanno e la neve: in realtà Roma si candida alle Olimpiadi invernali” comparsa qualche giorno fa è diventata “Alemanno ha detto che è un complotto per togliere le Olimpiadi a Roma. E vabbè, Ale, però in cambio ti danno quelle invernali!”
“Alla fine la notte bianca più affascinante, invece che a Veltroni, è toccata ad Alemanno” assomiglia a “Altro che Veltroni, una notte bianca del genere è stata indimenticabile“.
“Ratzi si è finalmente rilassato: gli hanno spiegato che ‘a Roma nevica ogni morte di Papa’ è solo un modo di dire” invece sarebbe stata plagiata in “L’avete vista la foto di Benedetto XVI che guarda piazza San Pietro, tutta bianca? Era preoccupato perché gli avevano detto che a Roma nevica ogni morte di Papa“.
Siamo di fronte ad una polemica del tutto pretestuosa, almeno a giudizio di chi scrive. In quanti hanno pensato “nevica ogni morte di Papa” vedendo la foto di Ratzinger che guarda dalle finestre del Vaticano Roma imbiancata? A quanti sarà venuta in mente l’associazione fra le Olimpiadi estive per cui la Capitale vorrebbe candidarsi e quelle invernali? Tanti, per una semplice ragione: le battute oggetto della diatriba sono essenzialmente “banali”.
Succede, Crozza è bravo, ha molte qualità (una di queste è l’essere riuscito a rimanere in onda in un periodo nel quale la satira è un tabù, soprattutto sulla tv pubblica), ma non è certamente il monologhista più frizzante e originale che la comicità ricordi. Non c’è molto da aggiungere, o meglio ce ne sarebbe se ci concentrassimo su quest’ultimo aspetto piuttosto che su una caccia alle streghe priva di senso.
L’ossessione del “mai visto prima”, nella satira come più in generale nell’arte, è un brutto vizio.
noodles86
08 feb 2012 - 15:15 - #1Dai la battutà sul papa era talmente scontata che sicuramente non serviva andare su twitter per scoprirla come le altre. Accusare Crozza di aver copiato mi sembra un po esagerato. Alla fine gli unici che stano risaltando questa cosa sono quelli del giornale.
violacico
08 feb 2012 - 15:18 - #2L’avevo notato anche io a proposito delle olimpiadi invernali!
thejudge
08 feb 2012 - 15:21 - #3Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra
Il problema e’ che c’e’ gente che dice di non avere peccati
xdenis
08 feb 2012 - 15:23 - #4Quella sulle olimpiadi invernali era stata fatta anche da Geppi lunedi a Gday
stef85
08 feb 2012 - 15:37 - #5Sì anch’io l’avevo sentita da Geppi quella delle Olimpiadi… cmq secondo me è inevitabile che prima o poi ci siano battute che si ripetono, con tutti i comici e i programmi di satira che abbiamo.
pomo_00
08 feb 2012 - 16:09 - #6Credo che il primo ad accorgersene e ad aver dato il la alla polemica sia stato il deputato Andrea Sarubbi @andreasarubbi
SOYJOY
08 feb 2012 - 16:27 - #7Molte battute dette da Crozza nel corso delle varie puntate di BALLARO’ erano comparse su Facebook. Ma non penso che Crozza sia avvezzo al furto penso piuttosto che gli autori, per frettolosità e poco impegno, sbircino a destra e sinistra e poi gliele propongano come frutto della loro fantasia. Il problema è aggirabile facilmente basta eliminare gli autori di Crozza dal proprio gruppo di amici come ho fatto io.
noodles86
08 feb 2012 - 16:29 - #8LA risposta di Crozza su corriere.it
Cari amici della rete, cari italiani, colgo l’occasione per salutarvi. Scrivo queste poche righe per una fondamentale dichiarazione sulla polemica che gira in rete, su tre battute che avrei copiato da Twitter. Lo confesso: è tutto vero. Sono trent’anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l’ho appena trovato su Twitter. Tutti i miei personaggi di «Mai dire gol», di «Quelli che il calcio», di «Rockpolitik», di Sanremo, di «Crozza Italia», di «Crozza Alive», di «Italialand» li ho copiati da Twitter. Le copertine di «Ballarò» no: quelle le copio da Facebook. Quindi, che dire: grazie Twitter! Tra l’altro: io Twitter non ce l’ho. Se mi dite come si usa mi fate un favore. E naturalmente grazie al parlamentare Pd Sarubbi che, come disse Roosevelt a Yalta, mi ha sgamato. Io confesso. Anzi, trattandosi di Sarubbi: io con fesso.
Tvlover
08 feb 2012 - 16:41 - #9Ecco, diciamo che il comunicato di Crozza taglia la testa al toro. Ha la coda di paglia. Quoto comunque soyjoy.
sbairdss
08 feb 2012 - 17:40 - #10siamo milioni di persone in italia, dite che non esiste la possibilità remota che più di una persona pensi alla stessa battuta? a me a lavoro succede praticamente sempre, si dice una cosa e in 2 o 3 rispondiamo con una battuta se non uguale, simile…. la differenza era che prima magari la pensavamo o la dicevamo a chi era con noi, adesso la sbattiamo in rete….
SOYJOY
08 feb 2012 - 18:05 - #11Anche se non copiasse vi sarebbe comunque un problema procedurale: nel momento in cui una battuta gira non è il caso di dirla perché se è volata di bocca in bocca (o di tweet in tweet) ha già perso di freschezza e di originalità, dunque di efficacia… in più la RAI sborsa cifre altissime alla SIAE per l’originalità dei testi quindi una battuta un po’, diciamo così… ‘popolare’ è anche un po’ una frode nei confronti dell’azienda che paga (e molto !) per testi inediti.
TVSHOW
08 feb 2012 - 19:06 - #12“Rubare in teatro è cosa buona, copiare è da cog**oni” (Dario Fo “Il mistero buffo”). Credo che questa frase possa essere utilizzata come regola in generale per l’arte, qualunque essa sia.