Servizio Pubblico - Santoro invita Monti: «Non le andrebbe di provare un brivido da Servizio Pubblico»?

«Presidente Monti, lei che non ama la vita monotona», domanda Michele Santoro «non trova un po' stucchevole lasciarsi interrogare da trasmissioni così garantite? Non le andrebbe di provare lungo la schiena un brivido da Servizio Pubblico?»

Ecco quel che chiede il giornalista in apertura della dodicesima puntata di Servizio Pubblico. Il riferimento è, evidentemente, alle cinque interviste-lezioni-in-tv cui Monti si è prestato da quando è Presidente del Consiglio (quelle che ho ribattezzato il format-Monti). Santoro se la prende un po' con tutti, nel monologo iniziale, ma soprattutto illustra, numeri alla mano, il fatto che si stia andando verso una recessione. E rileva che, in questo periodo, cosa si deve fare?

«Non bisogna fare domande scomode al conducente. Non parlate al conducente. Be'. noi vorremmo parlare, vorremmo interrogarlo. E invece niente. E vi voglio farvi fare un esempio, molto piccolo, per farvi capire la gravità della situazione, di questa "monotonia" che ci sta avvolgendo».

E poi cita Tremonti: «Per conservare i suoi interessi, la finanza arriva all'ultimo stadio. Si mette a governare in presa diretta facendo uso di tecnici. E riducendo la democrazia. Emergono i primi segni di un nuovo fascismo. Il fascismo finanziario. Questo lo scrive un ministro che si è appena dimesso».

Cosa sarebbe successo, negli Stati Uniti, se un ex ministro - peraltro di destra, quindi nient'affatto nemico della finanza - avesse scritto un libro del genere, si chiede Santoro? E perché, invece, in Italia, non c'è nemmeno un titolo di giornale a raccontarlo?
E così, ecco l'invito a Monti.