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DA CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA A TARICONE...

Pubblicato: 18 set 2006 da Italo Moscati

Ricordate l’inizio di “Cantando sotto la pioggia” con Gene Kelly e Donald O’Connor, forse il più bel musical della storia?
No, eccone una sintesi. Gene Kelly, vestito con un impermiabile chiaro e cappello chiaro, arriva ad una prima cinematograficaa Hollywood. Giornalisti, fans, riflettori soprattutto riflettori a grattare il cielo, polizia molta polizia per proteggere i divi (delirio: siamo alla fine del “muto” e vigilia del “sonoro”, Gene è uno di questi divi), folla folla folla…Un microfono si avvicina alla labbra di Gene che comincia a fare una sintesi della sua carriera e non nasconde sacrifici, cose ridicole, speranze e gaffes, e conclude ogni frase con la parola “dignity” ripetuta più volte, ovvero, com’è facile tradurre, “dignità”.
Questa situazione e questa parola mi sono affacciati alla memoria quando in “Wild West”, il nuovo reality di Alba Parietti, gambe accavallate però in blue jeans, è comparso Pietro Taricone, il primo campione del primo reality in Italia, “Il grande fratello”. Riflettori, riflettori, spettatori deliranti in studio, musica fragorosa invadente trionfalistica. Una cosa esagerata. Un’imitazione di quella Hollywood che non c’è più. La tv, questa tv, si sbraccia per dimostrare che nel piccolo schermo tutto è grande, molto grande, grande ben più dei muscoli del buon Pietro stretti in una camicia da cow boy. Alba, esaltata dal ruolo e dal profumo di scuderia (Pietro ha adesso una fattoria), lo intervista come se stesse parlando con Gene Kelly o Marlon Brando, Yves Montand o Marcello Mastroianni. La intervista dura a lungo, troppo, attorcigliandosi su se stessa, vuota, anche se il buon Pietro (intelligente)cerca di mantenersi all’altezza della situazione, ovvero simpatico, gradevole, complimentoso, senza dubbio troppo complimentoso.Alba sembra in estasi, innamorata, felice, gratificata, splendente (e imbarazzata sotto sotto). Fantastico. I riflettori si alzano verso il cielo e lo esplorano, ma non vanno tanto in là, il cielo è sotto il tetto dello studio.


Intanto, la trasmissione -infinita- non prende quota. Alba va imperterrita: è il suo ritorno dopo quello di Santoro, e anche lei è in fase di lancio o rilancio. Pietro sorride a 400 denti e mai, mai, gli viene in mente di dire “dignity”.
Ecco per noi che amiamo il cinema, e che non disprezziamo la tv, anzi, basterebbe che la tv o meglio i personaggi con voglia di divismo facessero tutto quel che vogliono-nel bene e nel male, più nel male-arrivassero almeno a dire: “dignity”, anche solo una volta o per caso.
Dignity, dignità, ossia ironia o autoironia. Ne vedo poca in giro, sia in tv che purtroppo nel cinema d’oggi. Altro che “Wild West”, molto meglio una scena qualsiasi di un qualsiasi film western, e non c’è bisogno di citare il dignitosissimo, immenso Sergio Leone che ogni tanto si affaccia sul video con il suo incontenbile cinemascope.
ITALO MOSCATI

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Debora

    18 set 2006 - 11:57 - #1
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    Sono contenta che anche un “addetto ai lavori” come te sia più o meno concorde con quanto ho scritto io su Wild West e, soprattutto, sull’inutile intervista a Taricone, durata ben 15 minuti.

    Alba, quando non le veniva suggerito niente, si è lanciata in definizioni che poteva francamente risparmiarsi (ha detto all’incirca “il sogno erotico di tutte le italiane ai tempi del GF1, compreso il suo”). Taricone ha fatto i soliti discorsi “5 in 1″ come ai vecchi tempi.
    E’ stato un momento di bassa televisione.

  • DanieleC:

    18 set 2006 - 11:58 - #2
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    2 anni fa sono stato a Granada in Spagna, e visto che avevo un paio di giorni liberi, ho noleggiato un fuoristrada abbastanza sgangherato, e sono stato a visitare Tabernas e le sue vicinanse (un centinaio di chilometri ad est di Granada, 25 a nord di Almeria che è sulla costa), e mi sono ritrovato praticamente per puro caso nel Mitico Far West ! Un villaggio vero e proprio in spagna, l’ho girato per lungo e per largo, era il piccolo villaggio costruito al tempo dei tre western per un pugno di dollari, per qualche dollaro in più, e il buono, il brutto ed il cattivo. Per chi ha visitato gli studios a Los Angeles, sa che tutto è di cartone o quasi, e dei palazzi ci sono solo le facciate, quel villaggio ha invece un sapore mitico perchè le costruzioni (grazie a quel che mi ha detto un vecchietto che era da quelle parti, costruite grazie anche all’esercito spagnolo) erano reali, così come gli interni dei saloon, ricreati ad arte, così come la banca che poi nel film sarebbe stata svaligiata con la dinamite da Gian Maria Volontè, o il monastero dove ne “Il buono il brutto ed il cattivo” Clint Eastwood viene curato dal mitico Luigi Pistilli nella parte del frate . Ho avuto modo di vedere anche il fiume del ponte che veniva fatto saltare per aria, e devo dire che tutta quell’area ha un alone incredibile. Chi avesse una buona idea per un reality vero li troverebbe un ambientazione unica, migliore certo di quella degli usa, dove certo di 1800 è rimasto davvero poco. Per gli appassionati di Sergio Leone, li si può capire realmente quando grande fosse quel regista, che con pochissimo badget, per rendere realistico un film, ricostruì un ambiente unico che grazie un po alla fortuna, un po al fatto che è in piena zona desertica, è ancora in piedi.

  • Steven

    18 set 2006 - 12:01 - #3
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    Vero.grande Italo.questi vippettini da strapazzo di oggi la parola “dignity” non sanno neanche cos’è.il trash ci ha invaso.che skifo.

  • DanieleC:

    18 set 2006 - 12:07 - #4
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    p.s. scusate la dilagazione Leonesca, per il reality in se per se, l’unica cosa che ho notato ieri sera era l’ambientazione, ed essendo stato nella zona, non credo che quei ragazzi avranno vita facile, li vorrò vedere dopo una settimana passata a cavallo e dopo 4 spersi nel nulla, e chi c’è stato sa cosa intendo, per quanto non sia estimatore dei reality per chi ama la natura semi incontaminata vi consiglio di vedere i posti che attraverseranno, sono spettacolari, chi ha Google Earth, inserendo il nome della località di partenza e quella di arrivo, può vedere dove sono e dove devono arrivare . Non scendo nel merito della Parietti o dello spettacolo in quanto non sono estimatore ne di lei ne di come è stato approntato lo show.

  • italo moscati

    18 set 2006 - 12:09 - #5
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    Debora,non da oggi ho apprezzato le “dirette” del nostro blog sui programmi tv di maggior, come dire, curiosità; e ho apprezzato molto anche il tuo modo di pedinare gli interventi, oltre duecento (un successo!). Grazie dunque. A Daniele voglio dire, anche a lui, grazie per il suo breve reportage sulla Spagna e sul western di Leone. Sto scrivendo un libro su Leone, dopo aver fatto una trasmissione alla radio in 20 puntate, e mi è venuta voglia di fare un…pellegrinaggio in quei luoghi. Meglio questo falso West che il Wild West (che comunque ci fa rimpiangere miti e scenari). Ciao,Italo

  • DanieleC:

    18 set 2006 - 12:13 - #6
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    Bene ! Avvisi quando il libro esce. Se va da quelle parti, consiglio un buon Gps, a perdersi ci vuole un attimo, ed una macchina fotografica ad alta risoluzione nonchè di andarci in stagione fresca, io ci sono stato in primavera e per fortuna che avevo dietro un bel po di acqua! E se ci riesce a Parlare con qualche vecchio della zona, molti sono ex ufficiali dell’esercito Franchista che all’epoca parteciparono sia alla costruzione del set, che all’innalzamento del fiume, che alle 2 esplosioni del film, fatte con vero tritolo!.
    Saluti
    Daniele

  • Profilo di carrie205

    carrie205

    18 set 2006 - 12:13 - #7
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    Trovo che la conduzione di un reality sia molto difficile. E infatti anche un personaggio così forte e apprezzato dal pubblico, come la Parietti, non mi ha soddisfatto.
    Come ospite rappresentava quasi un’icona: anticonformista e passionale.
    Mi era piaciuta molto in Grimilde, perchè si era dimostrata capace di tirare fuori il meglio della sua personalità. Forse il fatto che le avevano cucito addosso un ruolo appositamente pensato per lei, l’aveva aiutata. Comunque, è stato un ruolo ben riuscito, sia per la originalità del programma che per la forza della conduttrice. Non mi pare che si possa dire lo stesso per Wild West.
    Nel nuovo programma, l’Alba nazionale è stata molto più impacciata ed insicura, non capace di seguire il ritmo. Penso che i telespettatori fossero molto più interessati nel vedere di nuovo la Parietti al timone di un programma, che al gioco in sè stesso.
    Insomma, farebbe meglio a tornare a Mediaset.

  • Profilo di Ale

    Ale

    18 set 2006 - 12:36 - #8
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    Lei Italo Le Chiavi di Casa l’aveva sicuramente già visto! :)
    Secondo me “dignity” non rima con “reality”, lì si va a fare di tutto per poter trovare un posto al sole sotto i riflettori, anche per poco tempo. E questo non significa però sacrificio, impegno, come poteva essere in passato, e quindi anche dignità nell’affrontare il lavoro. Qui si tratta di farsi vedere un po’, litigare un altro pochino, e il più è fatto. Tanto all’uscita dal reality ci sarà sempre qualche programma tipo Italia sul due ad accoglierti.
    Non ho visto il programma in questione, ma Taricone mi era sembrato l’unico dei reduci dei vari grandi fratelli ad aver affrontato il dopo in modo abbastanza intelligente, centellinando le apparizioni e decidendo di farsi strada piano piano nel cinema. Ma allora cosa ci faceva a Wild West, se come dice Debora non ha nessun ruolo partcolare nel programma?

  • gianni

    18 set 2006 - 12:58 - #9
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    Premetto che nn c’entra niente con il post ma qualcuno saprebbe dirmi perchè è stata interrotta verso metà agosto la sit-com due uomini e mezzo e se verrà riproposta in seguito?

  • DanieleC:

    18 set 2006 - 13:15 - #10
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    x Gianni, non vorrei sbagliare ma credo sia stata interrotta per mancanza di ascolti.

  • eppursimuove

    18 set 2006 - 17:34 - #11
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    sempre un piacere leggerla Moscati..ma accanto a Cantando sotto la pioggia ci metterei anche Un americano a Parigi

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