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Frequenze Tv: Asta o Beauty Contest? In Europa si è scelto il "regalo". I problemi (veri) sono altri

Pubblicato: 16 dic 2011 da Gabriele Capasso

beauty contest italia
Il Beauty Contest delle frequenze per il digitale terrestre è stato al centro di infinite polemiche. Oggi è arrivata la decisione del governo Monti di approvare l’ordine del giorno presentato dall’IDV e dalla Lega Nord che dovrebbe imporre la vendita delle frequenze disponibili annullando la gara senza compensazione economica in atto ormai da mesi. La procedura di assegnazione è stata più volte rinviata dall’ex ministro Romani nell’attesa che Sky Italia venisse tagliata fuori ed è partita soltanto quando la UE ha stabilito che anche l’operatore pay avrebbe potuto partecipare.

Da lì in avanti le lungaggini, fra l’approvazione del ministero competente, quella dell’AGCOM e la composizione della commissione che avrebbe dovuto valutare i candidati, si sono moltiplicate al punto da indurre Sky a fare un passo indietro ritenendo impossibile con questa tempistica pianificare i costi e i possibili ritorni dell’operazione. Proprio il procrastinare ha impedito che ad oggi l’intera procedura fosse completata. Si può legittimamente malignare sostenendo che il governo Berlusconi volesse attendere che le acque si calmassero prima di comunicare l’esito del beauty contest.

Come noto Berlusconi e i suoi non hanno avuto l’occasione di piazzare il colpo gobbo, ma sembrava che lo stesso governo Monti fosse imbrigliato dal vincolo dell’appoggio in parlamento del PDL e non potesse fare una “scortesia” all’azienda del premier obbligandola a pagare qualcosa che riteneva di aver già ottenuto gratuitamente. La “confessione” era arrivata dal sottosegretario per l’economia Polillo a Ballarò martedì scorso.

La decisione di accogliere l’ordine del giorno arriva a sorpresa, proprio dopo le dichiarazioni di Berlusconi che aveva giurato “se ci fosse un’asta Mediaset non presenterebbe un’offerta” e la provocazione di Michele Santoro pronto a “metterci un milione di euro” con la sua alternativa alle tv generaliste. Il ministro per i rapporti con il parlamento Giarda ha comunicato che il governo fa proprio quell’ODG impedendo che in un’eventuale votazione in aula venisse fuori l’inevitabile spaccatura sul tema (IDV, PD, Lega a favore, PDL contro).

Il problema rimane comunque sul tavolo.

Sul tema si è fatta tanta (volutamente?) confusione e disinformazione. Tanti giornali, compreso Il Fatto Quotidiano, hanno dato l’idea che negli altri paesi si fossero ricavate ingenti risorse dalla vendite delle frequenze TV, ma è falso. Vero è che queste benedette frequenze hanno un valore teorico, sul mercato, di 16 miliardi di euro secondo le stime di alcuni esperti, di 4-5 miliardi secondo altri. Falso è che l’Italia stava facendo un inedito regalo alle televisioni.

Come chiunque può verificare (basta leggere il rapporto europeo del 2005 sul tema, pagina 71, l’immagine in testa al post è tratta da lì) il metodo del beauty contest, l’assegnazione gratuita delle frequenze, è stato utilizzato nella quasi totalità dei paesi europei. Il motivo? Semplice. Il passaggio dall’analogico al digitale ha liberato preziosissimo spazio nell’etere da destinare ai servizi di internet in mobilità, il cosiddetto 4G.

Si è fatto praticamente ovunque così: le tv non hanno pagato nulla (per esempio in Germania hanno ricevuto sovvenzioni per sostenere i costi necessari ad implementare la nuova tecnologia), lo switch off ha liberato banda che è stata messa all’asta per gli operatori telefonici che si sono svenati per ottenerla. La stessa cosa è accaduta in Italia dove Tim, Vodafone, Wind e H3G hanno dato vita ad un’asta con numerosi rilanci portando la cifra incassata dallo Stato quasi a 4 miliardi di euro, roba di tre mesi fa.

L’anomalia italiana è individuabile, semmai, nel primo passaggio al digitale quando il nostro paese scelse di non dare vita alla procedura del beauty contest. Rai e Mediaset (ma anche La 7, Rete A di De Benedetti e gli altri network minori) hanno ottenuto un numero di frequenze digitali superiore a quelle detenute sull’analogico (4 digitali contro 3 analogiche), nonostante la possibilità di moltiplicare i canali, senza dover spiegare cosa ci avrebbero fatto con questo “spazio”. Mediaset, per esempio, ha scelto di creare la sua pay tv generando per se stessa enormi profitti.

Se all’epoca si fosse tenuto un “concorso di bellezza” avremmo avuto l’occasione di moltiplicare, insieme ai canali, anche il pluralismo aprendo a nuovi eventuali operatori che rispettassero criteri prefissati, magari anche qualitativi per una volta. Non venne fatto così, nessuno protestò. Ora si decide di mettere in atto un’inversione ad U che porterà ricorsi infiniti e ad un’asta competitiva all’interno di un mercato che mai come ora non sembra in grado di offrire reali alternative al duopolio di RaiSet. Per quale motivo un nuovo operatore, che parte per definizione svantaggio, deve subire l’ulteriore penalizzazione di dover partecipare ad un’asta contro i colossi del settore pagando per qualcosa che gli stessi colossi hanno avuto gratis anni fa?

Sarebbe stato più sensato bloccare la procedura, escludere gli operatori già presenti sul mercato in forze garantendo una quota minima di frequenze a “nuove tv” (non quelle che vendono i materassi) e mettere all’asta il resto per gli operatori telefonici che pagano e sfruttano meglio lo spazio dando ossigeno al vero futuro della comunicazione e dell’intrattenimento: internet.

Invece lo Stato incasserà una cifra X (parte della quale da se stesso attraverso la Rai) e saremo tutti più contenti, senza aver risolto molto.

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21 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di TrueTV

    TrueTV

    16 dic 2011 - 22:11 - #1
    15 punti
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    Intanto però si farà cassa, e con l’Italia in recessione un gettito del genere è cosa buona e giusta.

  • martins1x

    16 dic 2011 - 22:22 - #2
    1 punto
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    Finalmente uno che dice le cose come stanno

  • Profilo di notuno

    notuno

    16 dic 2011 - 22:23 - #3
    0 punti
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    TrueTV: La mia previsione? Io dico 1.5. A spalare. Dipende della modalità del bando, magari mi sbaglio, ma non credo.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    16 dic 2011 - 22:31 - #4
    8 punti
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    silvio sgancia la grana!!! e silvio sgancia la grana!!!!!!!
    silvio sgancia la grana!!! e silvio sgancia la grana!!!!!!!
    sgancia la grana!!! e silvio sgancia la grana!!!!!!!

    BUAHAUAUHAUHAHUAHAUAH

    grande tonino!!!

  • Profilo di malaparte

    malaparte

    16 dic 2011 - 22:40 - #5
    4 punti
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    voice_1: il messaggio di raccontare fatti.

    Prima di cominciare a polemizzare, aspettiamo di vedere come andrà l’asta, chi parteciperà, chi acquisirà le frequenze, a quanto e cosa ci farà.
    Poi si potrà fare un bilancio.

    Peraltro, con questo post l’autore chiarisce molto bene dove e quando siano nati i veri problemi.

  • Profilo di TrueTV

    TrueTV

    16 dic 2011 - 22:46 - #6
    4 punti
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    Il punto centrato da Capasso è interessante, e m trovo d’accordo, certametne i problemi della TV sono altri. Ma questo è comunque un punto d’inizio, e, come detto, permetterà allo stato di fare cassa, anche se solo un miliardo di Euro, saranno pur sempre soldi in più, rispetto a darli gratis ai soliti noti. vogliono nuove frequenze? E che allora paghino.

  • Profilo di maserv

    maserv

    16 dic 2011 - 22:49 - #7
    0 punti
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    malaparte: che si faccia l’asta e` tutto da dimostrare. gli ordini del giorno del parlamento in fase di conversione di un decreto non sono vincolanti per il governo. sono appunto, spunti di discussione. quindi non e` detto.
    il governo puo` sempre dire che ci pensera` poi magari l’europa blocchera` la procedura d’asta proprio perche` in questo modo penalizza eventuali nuovi entranti.

  • Profilo di John2207

    John2207

    16 dic 2011 - 22:49 - #8
    4 punti
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    Alla gara dovrebbero escludere rai e mediaset, dovrebbe partecipare solo i nuovi entrati con un piano industriale credibile e serio, non alla Europa7.

    Rai e mediaset hanno mux a sufficienza. Se il mux ha lo scopo di allargare il mercato non ha senso far partecipare rai e mediaset che sono monopolisti

  • Profilo di malaparte

    malaparte

    16 dic 2011 - 22:50 - #9
    0 punti
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    Masery: già, fra l’altro.

  • Profilo di angelobis

    angelobis

    16 dic 2011 - 22:53 - #10
    5 punti
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    Quello che mi resta dalla lettura di questo articoloo è che regalare frequenze (beni di stato) sarebbe stato giusto. La mia opinione è che sarebbe più giusto venderle, al di là che altri Paesi lo abbiano fatto. E’ tipico dei politici e delle lobby loro collegate dire “in europa si fa così” solo quando serve a rinforzare uno dei loro infiniti privilegi. Mai nessuno che dice che in europa gli stipendi dei parlamentari siano la metà dei nostri e che ci si debba adeguare.

  • Profilo di maserv

    maserv

    16 dic 2011 - 22:56 - #11
    1 punto
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    malaparte: detto questo, se e` vero che grazie alla legge amato i multiplex furono affidati agli operatori analogici gia` presenti, e` anche vero che vi e` stata una imposizione a questi operatori di cedere parte dei canali ad altri operatori. in pratica, sono stati obbligati all’investimento gli operatori analogici di allora, obbligandoli successivamente a cedere parte delle frequenze ad operatori terzi. leggasi: de agostini, discovery ecc ecc

  • Profilo di kalinda

    kalinda

    17 dic 2011 - 00:02 - #12
    0 punti
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    soprattutto deve pagare Mediaset che li usa per la sua pay-tv del discount.

  • Profilo di kalinda

    kalinda

    17 dic 2011 - 00:13 - #13
    0 punti
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    inoltre le frequenze hanno valore perchè possono essere rivendute (dopo 5 anni) agli operatori di telefonia.

  • Profilo di andrea2322

    andrea2322

    17 dic 2011 - 02:59 - #14
    2 punti
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    Io penso sia giusto che le frequenze del digitale terrestre vengano vendute tramite regolare asta e non regalate a quelle emittenti che hanno “determinate caratteristiche”. Che poi quali sono queste “determinate caratteristiche”? La potenza del segnale di un azienda, chi ha più soldi, piu fetta di mercato e di pubblico, più investitori in pubblicità?. Siamo in crisi, esiste un bene pubblico in vendita? Si paga. Vengono chiesti sacrifici immani a tutti noi e non vedo perchè spazi tv che possono dare respiro alle casse dello stato non vengono venduti. In Europa le regalano? Bhè se è per questo in Europa i parlamentari guadagnano la metà dei nostri, l’informazione è certamente più libera, non esiste conflitto di interesse, esistono ammortizzatori sociali per i giovani, il precariato è circoscritto, chi è assunto con contratti a tempo determinato viene pagato uguale a chi viene assunto con contratto a tempo indeterminato, se uno perde un lavoro non viene lasciato sulla strada come da noi … Devo continuare?

  • Michele0

    17 dic 2011 - 08:33 - #15
    0 punti
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    Ma non c’è il rischio che le comprino degli stranieri per poi speculare?

  • shyning

    17 dic 2011 - 11:49 - #16
    0 punti
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    Come gli stranieri che volevano comprare l’Alitalia a ‘loro’ spese.
    Mo’ i debiti dell’azienda li abbiamo dovuti pagare noi.

  • Profilo di marianostrada

    marianostrada

    17 dic 2011 - 15:10 - #17
    -1 punto
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    non credo che sia giusto far pagare chi già trasmetteva in analogico, visto che son stati obbligati a passare al digitale e poi magari mediaset i soldi li ha e quindi può comprare, la rai tanto pagheremo noi italiani ( o meglio noi del nord visto che al sud non si paga). il problema sarà x le tv locali che già hanno investito molto per la digitalizzazione e magari anche per la 7 visto i debiti di telecom. per quanto riguarda gli stranieri, non mi pare che le aziende straniere investano in italia..ma chi ha questo coraggio con tasse, burocrazia e la poca voglia di lavorare del personale..ma si riuscirà una volta in stò paese a far qualcosa senza che il giorno dopo si rimetta in discussione tutto?

  • Profilo di Cunegondo

    Cunegondo

    17 dic 2011 - 19:39 - #18
    -1 punto
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    La penso come andrea2322

  • Profilo di verde-rosso

    verde-rosso

    18 dic 2011 - 17:26 - #19
    0 punti
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    Ma il problema era prorpio che il contest era stato deciso per aprire il mercato italiano ai nuovi operatori. L’articolo è ottimo, finalmente qualcuno si ricorda come sono andate le cose. L’errore è stato all’inizio di dare a Mediaset e Rai 4 frequenze, 2,o massimo 3 dovevano essere

  • Profilo di heinz

    heinz

    18 dic 2011 - 20:48 - #20
    0 punti
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    Io non ho capito nulla… idem ascoltando e riascoltando il discorso di Santoro di giovedì scorso per almeno 4 volte.

  • Plr-H

    19 dic 2011 - 18:31 - #21
    0 punti
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    Oddio, un documento del 2005 che sottolinea come in Italia, diversamente dal resto d’Europa, si sia semplicemente assegnato i multiplex agli operatori esistenti con rapporto uno-a-uno, cioè una rete analogica=un multiplex digitale! E possono anche rivendersele!

    Cavolo, è stata proprio questa operazione che ci ha fatto aprire una procedura d’infrazione!!

    E proprio per evitare questa infrazione, Gasparri ha indetto questo Beauty Contest farsa per le restanti frequenze con dei criteri che limitano la partecipazione esclusivamente ad “operatori con forte presenza sul mercato nazionale ed in grado di svolgere sia il ruolo di operatori di rete, sia quello di fornitori di contenuti”. E chi saranno mai questi operatori?! -_-

    Un criterio talmente assurdo che “potrebbe non essere in linea con i PRINCIPI DEL DIRITTO COMUNITARIO DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE (che prevede la neutralità delle tecnologie e l’armonizzazione delle regole per la concorrenza)”.

    Ma non sarebbe meglio leggerseli i documenti, prima di fare copia-incolla da certi quotidiani di proprietà o vicini ai vertici Mediaset? -_-

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
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