
Ieri vi abbiamo proposto la prima parte di un’intervista esclusiva che TvBlog ha realizzato ad una ex famiglia Auditel. Oggi concludiamo la chiacchierata con M.F., l’ex componente del campione che risiede nel Centro Italia, per l’esattezza nella regione delle Marche dove svolge il mestiere di giornalista per una testata locale. In questa seconda parte tratteremo di molte altre curiosità e anomalie che riguardano il sistema Auditel e di qualche suggerimento per migliorarlo.
Quante sono ad oggi le famiglie che fanno parte del campione Auditel?
“Sono 5.200 famiglie per un totale di 15.000 individui. Per fare un esempio, le inchieste elettorali vengono fatte spesso su un campione di circa 1.000 individui. E’ un sistema quindi attendibile, anche se migliorabile ovviamente.”
Forse andrebbe anche cambiata la durata di possesso del meter. Ci sono esempi di persone che sono o sono state famiglie Auditel per almeno 10 anni, se non 15. Non inficia in qualche modo la regolarità della rilevazione?
“So che il massimo consentito per avere l’apparecchio in casa è di 5 anni. Noi come dicevo abbiamo chiesto di andare via dopo due anni, ma saremmo potuti restare nel campione ancora se lo avessimo voluto. Non ho idea come mai ci fossero delle persone che per 10 anni e più siano rimaste famiglia Auditel. Dal mio punto di vista ritengo non corretto che questo accada, perchè per una rilevazione sempre più affidabile sarebbe opportuno variare il campione di tanto in tanto, specie in una televisione come quella del nostro Paese che in 10 anni si è totalmente rivoluzionata”.
Si è detto anche che l’Auditel sia tarato prettamente su un pubblico anziano. E’ vero che il meter può essere installato solo presso famiglie dotate di un impianto di telefonia fissa? Se così fosse, verrebbe penalizzato quel pubblico più giovane, magari una famiglia o un single, che possiede solo un cellulare e magari è spettatore di programmi più rivolti ad un target più giovanile. Le risulta questa limitazione?
“Questo non glie lo so dire, però posso affermare con certezza che i dati venivano inviati al computer centrale via telefono dalle 2 di notte alle 5 di mattina per poi essere analizzati e diffusi poco prima delle 10 del giorno dopo. Non so se la stessa cosa si potesse fare anche con il cellulare. Forse se ci fosse davvero questa limitazione, sarebbe opportuno che anche l’Auditel si attrezzasse per trovare un’alternativa”.

Nel caso di rilevazioni di programmi notturni, se per caso vi addormentavate con il televisore acceso, cosa accadeva?
“Non siamo vedette lombarde e posso tranquillamente affermare che è capitato alcune volte che mi sia addormentato con il televisore acceso. E’ naturale che succeda, ma per falsare il risultato dovrebbero addormentarsi tutti i componenti del campione allo stesso momento. Logico, per un programma notturno qualche dato veniva e forse viene ancora sovrastimato se delle persone si addormentano. Non c’è un sistema nell’immediato che verifichi se il rappresentante del campione sia sveglio o meno ma se la persona resta registrata, potrebbe portare alla chiamata di Auditel il giorno dopo per spiegazioni”.
Sappiamo tutti che le famiglie Auditel dovrebbero essere anonime, sketch di Ezio Greggio a Drive In a parte. Come facevate a mantenere riservato con amici e conoscenti il fatto che voi faceste parte del panel?
“Non lo mantenevamo segreto. Se un mio amico veniva in casa, vedeva il meter e mi chiedeva cosa fosse (non essendo un decoder Dtt o Sky), rispondevo tranquillamente che noi eravamo famiglia Auditel. Non ho mai firmato un contratto di riservatezza in cui mi venivano fatte specifiche richieste. Posso aggiungere che è capitato che anche mia madre lo dicesse a delle sue amiche a cena facendo uscire il segreto fuori dalle nostre mura di casa, ma per questo non abbiamo mai avuto problemi o minacce di qualsiasi tipo”.
Non vi è mai capitato di mettervi in contatto con altre famiglie Auditel?
“Mai, non so neppure se esistano altre famiglie…” (scherza, ndr).

Nel corso della sua esperienza nel campione Auditel, le è mai successo di seguire quelle iniziative di protesta tipo quella che portò per esempio Morandi a mettersi in mutande o chi chiedeva di spegnere la tv?
“Non l’ho mai fatto, nel mio caso non ci furono cose particolarmente eclatanti. Non so se l’avrei fatto, magari se ci fosse stata una motivazione seria ci avrei pensato su. Ma onestamente non mi è capitato”.
Ci sono molte polemiche in questi giorni su Auditel, alcuni chiedono che si cambi totalmente il sistema di rilevazione, altri che venga migliorato quello esistente. Se lei dovesse suggerire una miglioria, cosa proporrebbe?
“Non ho mai capito come mai nella rilevazione non ci fossero mai i bambini sotto i 4 anni, si partiva sempre dal 4+. Ma a volte ci possono essere dei bambini di 2 anni che possono chiedere un determinato prodotto. La pubblicità su un canale tematico o su Rai 2 sulla fascia prescolare ha valore: perchè non viene analizzato anche quel dato? Il consiglio che posso dare è quello di creare un’azienda concorrente che possa fare da contraltare. La concorrenza nel sistema di rilevazione potrebbe portare anche a migliorare l’intero servizio, come avviene in tanti altri campi”.
Ma, viste le polemiche, non si potrebbe trovare invece un mezzo alternativo e più efficace rispetto al meter? Magari sfruttando il digitale terrestre e il fatto che tutti a casa possiedono un decoder potrebbe dare una rilevazione più vicina al vero?
“Questo lo si potrà pensare quando sarà completato in tutta Italia lo switch off, non ancora tutte le regioni sono passate al digitale terrestre. Si potrebbero utilizzare per esempio le applicazioni interattive, ma per il momento dobbiamo continuare con questo sistema che sarà non precisissimo ma è uno dei più affidabili al mondo per quanto riguarda le rilevazioni degli ascolti televisivi”.
Si ricorda qualche tempo fa quando si iniziò a parlare di Qualitel? Sarebbe applicabile oggi?
“Quello è il vecchio indice di gradimento che si basa sul pregiudizio e sull’apparire in maniera positiva e credibile da parte dell’intervistato. Ma che valore ha a livello pubblicitario? L’idea del Qualitel per me era un’idiozia. Come dicevo prima, il sistema Auditel può essere migliorabile, ma ricordiamoci che in America dove la platea è più vasta, il campione è ancora più ridotto rispetto al nostro, anche se il rapporto tra popolazione e campione, è inferiore. Non voglio fare una difesa d’ufficio in questa fase, ma credo che a volte molte polemiche siano strumentali. Si può fare meglio certamente, magari proprio con la concorrenza sullo stesso campo. Ma oggi il sistema di rilevazione che abbiamo è uno dei più affidabili al mondo indipendentemente dalle polemiche sui ritardi o sulle proprietà. E questo lo posso tranquillamente affermare dalla mia esperienza per due anni nel campione”.
Ringraziamo M.F. per la disponibilità e per aver raccontato a TvBlog la propria esperienza quale componente del campione Auditel, augurandoci di poterlo ospitare nuovamente su queste pagine in futuro.
mb
shinichi1
16 dic 2011 - 12:08 - #1a me sto sistema sa di vecchio… basta guardare il telecomando del meter, che secondo me è uguale dagli anni 80!
TidusFFX
16 dic 2011 - 12:22 - #2l’idea che suggerisce di un’azienda che possa fornire una seconda versione dei dati penso sia buona e la condivido. Quanto al discorso del qualitel non credo ci voglia molto, da quel che ho letto, a far specificare a ogni utente registrato un voto da 1 a 10. Ma questo più che qualitel è un gradimento implicito nel fatto che stai guardando quel programma. Chi giudica la qualità di un programma? La qualità dovrebbe essere un qualcosa di oggettivo. Le persone confondono facilmente gradimento e qualità. E’ quello che succede a volte al giorno d’oggi nel caso di un programma molto visto.
mco
16 dic 2011 - 12:29 - #3è una tecnologia vecchia e palesemente inadeguata ai nostri tempi.
E’ da cambiare completamente, deve essere come per internet che vengono rilevati esattamente tutti i movimenti delle persone che navigano, non ci possono essere errori e con l’avvento del digitale dovrebbe essere uguale.
Il discorso della privacy non sussiste perchè se per Internet viene registrata ogni nostro movimento non capisco che problemi ci siano se avviene ciò per la tv.
Anzi ci vorrebbe molta più privacy in internet che ognuno di noi può accedere a dati sensibili o accedere ai siti più vari del mondo che nella tv.
Con le intercettazioni e con tutte le tecnologie di ora siamo schedati dalla a alla z, ma sapere se uno guarda Frizzi, Gerry Scotti o Pippo Baudo etc.. questo non si può sapere perchè c’è in gioco la nostra privacy. Ma per favore, qua l’unico motivo è che ci sono degli interessi e vantaggi per qualcuno a lasciare la tecnologia degli anni 80, perchè manipolabile facilmente.
Gatto_Blepa
16 dic 2011 - 12:31 - #4… anche il display con matrice di LED verdi è veramente vintage …
heinz
16 dic 2011 - 12:33 - #5Che il sistema in sé sia effettivamente tra i più affidabili non giustifica la sottovalutazione dei difetti e soprattutto degli indizi di manipolazione a monte, quelli emersi in altri casi… ma tanto diranno che è come gli avvistamenti di ufo e alieni.
nico-lab
16 dic 2011 - 12:35 - #6Il qualitel non potrà MAI essere più affidabile dell’auditel in quanto il dato sarà spesso influenzato da ideologie e pregiudizi.
toniocartonio
16 dic 2011 - 12:36 - #7A casa…..Rai e mediaset siete dei pagliacci!!!! La situazione è + grave di quella che pensavo!!! Si può imbrogliare, addormentarsi……..auditel è giusto k paghi l’antitrust!!!!!!!!!
Lucaluk45
16 dic 2011 - 12:38 - #8Il sistema di rilevazione Auditel è fallace come lo è il televoto per San Remo.
A Sanremo, il televoto ha premiato, come prevedibile, gli artisti seguiti da un pubblico particolarmente avvezzo al televoto (tralascio le questioni sui call center) e non quelli seguiti da chi non si metterebbe mai a mandare sms, quindi il dato, oltre che non veritiero o attendibile, è pure altamente prevedibile.
Allo stesso modo, l’Auditel esamina 5000 case (pochine sul totale) di “malati” della TV, che sono il target di un certo tipo di programma e di canale, quindi è prevedibile che saranno quei canali e quei programmi ad esserne premiati.
Quello che sappiamo, per esempio, è che un tot % su 5000 famiglie segue il GF, oppure Domenica In, numero che potrebbe anche finire li per quel che ne sappiamo, così come non sappiamo se, per caso, ci siano 20.000.000 di famiglie che guardano il tal programma sul satellite, famiglie che non rientrano nel target da Famiglia Auditel e che non vengono rilevate.
Insomma, già il dato è “ipotetico” per sua natura, in più è anche prevedibile, perchè il tipo di utente coincide con o spettatore tipo di questa o quella trasmissione, di questo o quel canale, a quel punto, gonfiare i dati di una percentuale calcolata su 5000, è una roba da ridere, ma ancvor più facile è stabilire che una trasmissione vista, per quel che ne sappiamo, da 1000 persone, è un successone, visto che quella vista da 10.000.000 di persone può non essere rilevata affatto.
mco
16 dic 2011 - 12:45 - #9Dopo tante critiche a questo blog, mi sento per una volta di ringraziarli.
Grazie! Dovete continuare con questa battaglia contro questa tecnologia che sa di marcio e scaduta, chiamata auditel.
mco
16 dic 2011 - 12:50 - #10Dovreste anzi incominciare a fare scelte coraggiose e impopolari, ma che alla lunga potrebbero pagare in fatto di credibilità del blog, ossia non pubblicando più questi dati.
Vogliamo delle rilevazioni, al passo con i tempi e non roba vecchia di più di 30 anni.
Basta con questa presa in giro!!!!!!!!!
G70
16 dic 2011 - 12:50 - #11se il nostro sistema Auditel è il più affidabile al mondo non oso pensare cosa succede negli altri paesi…
televisivamente parlando s’intende
elleeo
16 dic 2011 - 12:53 - #12perché non fate una panoramica sui metodi utilizzati negli altri paesi
Lucaluk45
16 dic 2011 - 12:59 - #13Mi viene da pensare che, vista la durata di due anni, se dessero la macchinetta a 3000 coppie, se quelle coppie, per pura sfga, si ritrovassero a far figli nello stesso periodo, di li a 6 mesi Disney Channel avrebbe una impennata pazzesca, “la casa di Topolino” distruggerebbe Fiorello facendo il 60% e oltre di ascolto…..
Mica poi così difficile creare l’evento mediatico mondiale.
dDan
16 dic 2011 - 13:06 - #14le inchieste elettorali vengono fatte spesso su un campione di circa 1.000 individui.
vero ma si tengono in considerazione i seggi elettorali che nelle elezioni precedenti hanno più rispecchiato l’esito finale.
Qui le famiglie vengono prese a caso. E’ ben diverso.
Lucaluk45
16 dic 2011 - 13:14 - #15Mah, non dubito che ogni famiglia resti sorpresa della chiamata di cui era inconsapevole.
Dubito invece moltissimo sulla casualità totale della scelta.
Ritengo invece che, i parametri minimi, quelli facilmente reperibili, ossia il tipo di nucleo familiare, le fasce di età eccetera, siano ampiamente utilizzati, a quel punto diventa facilissimo decidere di chiamare un campione che, presumibilmente, mi aiuterà ad avere certi dati.
Il dati di cui si parla determina flussi importanti di denaro, andamenti di carriere, esiti di sponsorizzazioni, un pò troppi soldini e interessi per affidarsi al caso.
No no, in Italia questa inganuità, questa purezza di intenti, non esiste per niente.
Quando ballano i soldi, nulla viene davvero lasciato al caso.
PierVivaCanale5
16 dic 2011 - 13:21 - #16io credo che visionare 5mila famiglie sia davvero ridicolo
Lucaluk45
16 dic 2011 - 13:38 - #17Anche perchè, sulle percentuali di quei 5000, stabilisci e affermi che la tal trasmissione è stata vista da X milioni di persone……..
Gatto_Blepa
16 dic 2011 - 13:40 - #18Non credo che scelgano le famiglie a caso. Il campione statistico è ragionevolmente ampio (5000 famiglie non sono poche dal punto di vista statistico) e immagino vengano selezionate in modo da rappresentare in modo fedele la composizione demografica italiana nelle diverse aree.
Ciò che non va è il metodo di rilevamento. Troppo dipendente dall’intervento dei soggetti osservati.
Ci vuole qualosa di *completamente* automatico. (webcam / Kinect sul telvisore?)
Franco2bis
16 dic 2011 - 13:49 - #19Non ho capito la domanda sul digitale terrestre. In che modo il decoder potrebbe migliorare la rappresentatività dell’auditel? Intendi dire che andrebbe inserito un meter all’interno di ogni decoder per il digitale? Costerebbe comunque uno sproposito farlo per tutti i milioni di italiani.
Lucaluk45
16 dic 2011 - 14:10 - #20Campione rappresentativo…..si si…..
Io ricordo la prima edizione di X Factor, con dati di ascolto bassissimi, nessuno lo guardava secondo Auditel, ma tutti ne parlavano, in rete, al lavoro…..
Ma una trasmissione che nessuno guarda non dovrebbe essere una trasmissione di cui nessuno parla?
Per non parlare di quegli utenti, tipo gli utenti Sky, che proprio hanno smesso di seguire Rai e Mediaset, guardando solo serie Tv e Film, oppure certe trasmissioni praticolari, di approfondimento ben fatto.
Quella gente li, nessuno può dire quanti siano, non fanno parte del campione, non c’è dato rilevabile.
Il meccanismo stesso è costruito su un dato che non esiste più, cioè quando la tal trasmissione di Rai Uno faceva davvero molti milioni di spettatori, anche perchè c’era poco altro, allora si che fatti mille su cinquemila, era probabile che in proporsione la cifra corrispondesse.
Oggi quel parametro non esiste più da anni, l’offerta è troppo più vasta, le cifre non possono essere le stesse.
Chi compra dischi di Capossella non guarda San Remo, ovvero è pubblico da sottrarre al totale, altrimenti il dato percentuale è falsato.
Per avere un dato credibile, occorre togliere dal totale tutti quelli che non vi entrano, ottenendo un totale in milioni di persone, decisamente ridotto, su cui la percentuale valutata da quei 5000 acquisisce una sua credibilità.
Ma coem si fà a pensare ad una corretta e limpida analisi su un campione correttamente selezionato er rappresentare tutti, senza dimenticare il paese in cui viviamo?
Mah…..
tvblog83
16 dic 2011 - 14:14 - #21mi sembra che nn ci siano dichiarazioni clamorose…ci sono difetti ma nn così importanti da dover scatenare polemiche…logicamente tutto è migliorabile.
cmq nn credo si possa uscire dalla logica del campione statistico. aumentare il campione significativamente o addirittura estenderlo a tutta la popolazione italiana avrebbe costi assurdi senza contare il fatto che arriverebbero così tanti dati che probabilmente i risultati sarebbero disponibili 2 giorni dopo!
Lucaluk45
16 dic 2011 - 14:16 - #22Beh, i siti internet, per esempio, oppure i Blog come questo, hanno dati di accesso……
Lucaluk45
16 dic 2011 - 14:18 - #23Intendo dire, utenti registrati, attivi e non, visitatori…….
alextv
16 dic 2011 - 14:41 - #24cosi come accade durante il pomeriggio dove SOPRATTUTTO I VECCHIETTI lasciano la tv accesa e si addormentano guardando “la vita in diretta”…è impossibile che faccia gli stessi ascolti per 3 ore consecutive…….sicuramente i vecchietti si addormentano….
bladex
16 dic 2011 - 14:54 - #25Scusate sono ignorante in materia ma, quanto costa sto apparecchietto?…non ne potrebbero fare molti ma molti di più in modo da allargare il campione?….un paio di milioni di questo coso e si avrebbe un analisi piu accurata..oppure sostituirlo e inventare un’altra cosa visti i passi in avanti fatti nella tecnologia e magari integrarlo nelle nuove tv,ecc….
Lucaluk45
16 dic 2011 - 15:10 - #26I meccanismi sono sempre gli stessi, tanto la gente ormai non si fa più domande, se non quelle indotte.
Penso al Sanremo del malaugurato trio, con Pupo, il Principe e il tenore.
A prescindere dalla bravura riconfermata di Mengoni, la classifica più rimaneggiata della storia del festival ha detto Scanu al primo posto, il trio delle meraviglie al secondo, Mengoni terzo.
Ora sarà pure un caso ma, il primo era seguito interamente da un pubblico (quello di Amici) televotante, persone abituate e avvezze al televoto, suoi fan già da Amici, il trio, tolto il tenoe, aveva Pupo reduce da trasmissioni con televoti e un suo pubblico fedele, Emanuele Filiberto iper televotato a Ballando con le stelle, con il suo pubblico televotante , nonchè Mengoni vincitore di XFactor grazie al suo televotante pubblico (minore rispetto a quello di amici o della Rai per il trio) fedele.
Guardando gli altri concorrenti, sinceramente quali erano a poter contare su televoti certi così sostanziosi?
Il pubblico che compra Malika Ayane o la Fornaciari, si può pensare avvezzo al televoto nella stessa misura dei primi?
Beh mi pare ovvia la classifica se quello è il sistema, talmente ovvia da sembrare premeditata, tanto più che, anche la classifica dei primi tre posti, in sostanza rispetta l’ordine di grandezza dei relativi bacini di televotanti.
Quando ci sono soldi in mezzo, nulla viene lasciato al caso….figuriamoci con l’Auditel che può determinare riuscita o fallimento (anche economico) di un prodotto.
Lucaluk45
16 dic 2011 - 15:44 - #27Mi piacerebbe che questo Blog, così come molti altri, picchiasse senza sosta, assai più duramente, sulla pochezza autorale della TV, sul rispetto che si ha per il pubblico, su quanto si sia stanchi di vedere riproposti e riciclati personaggi che hanno esaurito la loro funzione in schermo, i Reality che non hanno nulla di reale ne di decente, le trasmissioni copiate e ricopiate e fotocopiate, l’abuso che si fa dei piccoli per far leva bieca sulla tenerezza, le grida, le liti farlocche e teleguidate.
Un pò come il cinepanettone targato Vanzina, che pretende la spesa del biglietto per riproporre la stessa storia, con le stesse orrende battute, gli stessi attori che fanno gli stessi personaggi nelle stesse situazioni da 20 anni, cambiando solo il luogo.
Mi piacerebbe che il blog parlasse di quei programmi seguiti dal pubblico, ma non considerati dall’auditel.
Insomma uno strumento per invocare un Basta a questo modo di fare TV, al Gossip ovunque, ai TG che fanno 20 minuti sul tempo, le code, le mode, i controesodi, su 30 totali di messa in onda, come se vivessimo nell’Eden dove non accade nulla di grave.
L’auditel è, fra gli altri, un mezzo per continuare a produrre e proporre, questo tipo di TV, spacciando milioni di spettatori a trasmissioni che ne hanno migliaia, muovendo soldi e sponsor a discapito della qualità.
Mi piacerebbe che grazie ai Blog, si desse una mano al ritorno di autori che sanno scrivere, creare e confezionare cose nuove (invece che sempre e solo Format) ben fatte, con gente che sa fare, che ha talento per davvero.
Ma forse sono solo un romantico illuso.
ilsignoreepadronedellinterouniverso
16 dic 2011 - 17:15 - #28Ho notato una cosa che potrei definire curiosa: confrontate i dati di ascolto di ieri riportati da TVBlog con quelli presenti sul teletext Mediaset; la fonte è ovviamente sempre la stessa, Auditel, e una delle ragioni delle polemiche riguarda il fatto che ognuno “rigirerebbe” i dati a proprio uso e consumo, per portare acqua al proprio mulino; eppure, mentre TVBlog riporta meno di sette milioni e mezzo per il primo episodio di “Che Dio Ci Aiuti” e meno di sei e mezzo per il secondo episodio, il teletext MEDIASET riporta oltre otto milioni di media per questo programma RAI! Usando il sistema del “target commerciale”, non è detto si guadagnano, in apparenza, spettatori rispetto alla concorrenza, li si possono anche perdere.
Inoltre, significherebbe (sempre fidandoci dei dati Auditel, naturalmente :) che questo genere di telefilm targati Raiuno NON è seguito in gran parte da ultrasessantacinquenni, come si dice di solito… Insomma, comunque la si rigiri, c’è molto di cui parlare e su cui polemizzare, difendendo una posizione o l’altra :)
principe76
16 dic 2011 - 17:36 - #29scusate ma 15000 persone (5200 famiglie) non sono gli 8 milioni di don matteo o i 12milioni di fiorello!! come CA**O li fanni i dati???
Lucaluk45
16 dic 2011 - 17:42 - #30I dati sono in percentuale, facendo valere quel 15000 come il totale della popolazione.
Il problema è nel come si sceglie il campione, considerato che chi accetta di far da campione già rientra in una certa categoria di pubblico.
Detto questo, rimane comunque possibile che, se 7500 di quelle 15000 persone guardano Fiorello, per assurdo è possibile che lo facciano altre 7500 prive di rilevatore, così si vende un programma per dati che garantiscono 20 e passa milioni di spettatori, per poi avere 15000 spettatori reali.
ginny81
16 dic 2011 - 22:35 - #31vabbe ma è ovvio che è statistica e se non ci fidassimo dele statistiche altro che dati tv dovremmo rinuciare per esempio ai farmaci che vengono studiati su campioni di pazienti che se sono tanto ampi hanno sui 30000 pazienti (e sono già tantissimi spesso si è su numeri molto inferiori) in fase 3 e poi commercializzati per tutta la popolazione (quindi 6 miliardi di persone)..l’importante è che il campione dia risultati statisticamente significativi..
per cui star qui a contestare la statistica è inutile..piuttosto il problema è proprio il metodo di rilevazione, alcuni possono barare, altri sbagliare/dimenticarsi e quindi i rusultati potrebbero essere falsati..dovrebbero creare un metodo automatizzato più affidabile..
lucagi2
16 dic 2011 - 22:40 - #32devono essere rilevati tutti i televisori…
white
17 dic 2011 - 22:37 - #33ottimo lavoro
Mado87
18 dic 2011 - 02:30 - #34Dovrebbero rilevare gli ascolti di tutti i 60 milioni di Italiani, per essere più corretti, cosi si capirebbe se i programmi hanno successo o meno.
Tipo un programma come “striscia la notizia”, farebbe tranquillamente più di qui 7 o 8 mln che si registrano ogni giorno… molti programmi che fanno flop, di sicuro avrebbero molti milioni di spettatori in più che non hanno il meter per registrarsi …