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Chi ha inventato il target commerciale?

Pubblicato: 12 dic 2011 da Malaparte

In un paese che ha una memoria a breve termine inesistente e una a lungo termine narcotizzata bisogna sempre tener alta la guardia, anche quando si dà per scontato che certi concetti siano assodati e consolidati. Così, dopo la favola del target commerciale, facciamo un po’ di storia sullo stesso.

Il target secondo i pubblicitari, è un segmento di pubblico cui è indirizzata una determinata campagna commerciale. Chi ha deciso che gli over 65 non siano destinatari di pratiche commerciali, dunque? E quando? Forse gli over 65 non consumano? Non è proprio così. E il target commerciale (15-64) non è affatto “sempre esistito”. Si deliberò ad aprile del 2006 di sdoppiare i dati. Votarono all’unanimità nel comitato tecnico, per inserire il dato con la stessa rilevanza degli altri target. E la Rai non si oppose affatto.

Su MegaChip, Marco Ferri ironizzava, molto giustamente:

Questa è la notizia, quelle che seguono sono alcune considerazioni. La prima considerazione appare un poco buffa, perché dire non interessanti ai fini della pubblicità in tv gli ultra 64enni equivale a estromettere ipso facto l’inventore della tv commerciale in Italia, cioè Berlusconi, ma anche l’attuale vice presidente di Mediaset, Confalonieri, per non dire del presidente di Auditel, Malgara e della Rai, Petruccioli.
Anche loro sono over 64 e quindi a quanto pare, poco interessanti ai fini delle statistiche Auditel. L’avranno presa bene?

Su TvBlog parlavamo di un nuovo Auditel e sottolineavo personalmente (pur sottovalutando l’importanza di questo dato per la sola Mediaset) quello che mi sembrava il dato culturalmente più grave:

la definitiva consegna del palinsesto televisivo alla sua funzione primaria - che nel tempo è stata sempre meno nascosta-: il riempire gli spazi fra un blocco pubblicitario e l’altro. Il tutto a rendere ancor più difficile il lavoro di chi cerca di commentare i risultati di questo o quel programma senza farsi condizionare dai comunicati stampa dei network che gridano sempre e comunque al successo.

Questo era più di cinque anni fa: confermo. E la musica non è affatto cambiata.

Per tornare a fare un po’ di storia, al di là dell’ironia e delle citazioni interne, dalla decisione del 2006 scaturì una polemica che si placò solamente 10 giorni dopo.

In Commissione di Vigilanza Rai, Giuseppe Giulietti fece notare che

«Una decisione culturalmente e socialmente gravissima che divide la popolazione televisiva italiana tra chi spende di più e chi spende di meno e tra adulti e anziani. La cosa più grave è che, in un Cda in cui possiede il diritto di veto, la Rai abbia autorizzato questo cedimento agli interessi della tv commerciale.»

Passarono, appunto, appena dieci giorni. E poi il 13 aprile del 2006 l’Auditel fece marcia indietro e decise di non pubblicare più quei dati con la stessa rilevanza degli altri. Ma Mediaset annunciò che avrebbe proseguito nella divulgazione del dato definito “commerciale” (il celeberrimo target pregiato, insomma). Il dado era tratto.

Gli italiani 15-64 non sono certo l’unico target di interesse commerciale. Sono il target in cui Mediaset era più forte al momento della creazione del dato, e dunque diventavano target di riferimento per i pubblicitari che investivano sulle tv commerciali perché era in quella fascia che Mediaset aveva il suo pubblico. Da questo colossale equivoco, ne è nato un altro ancor più colossale.

E così, nell’immaginario collettivo, i 15-64 sono diventati davvero un target pregiato.

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24 commenti

Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-6 punti) - 12 dic 2011 - 12:13 - Apri commento
  • Profilo di Bactrocera

    Bactrocera

    12 dic 2011 - 12:13 - #1 (nascondi)
    -6 punti
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    Qualsiasi cosa pur di andare contro mediaset, eh ?
    Il target commerciale è utile per gli inserzionisti, perché è provato che i più giovani consumano di più, spendono o vorrebbero spendere di più. Per questo gli inserzionisti pubblicitari guardano di più a questa fascia di mercato.

  • Profilo di TrueTV

    TrueTV

    12 dic 2011 - 12:21 - #2
    1 punto
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    E’ un abile modo per mascherare flop. Canale 5 è in caduta libera ormai. Verso la crisi, ma col sorriso…

  • Profilo di Lukas88

    Lukas88

    12 dic 2011 - 12:31 - #3
    4 punti
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    Sicuramente Mediaset lo usa come scusa per pararsi il didietro…ma in altre parti del mondo, per esempio in USA è fondamentale. Una serie puó fare 10 milioni, ma se nel target commerciale fa l 1.1 è spacciata. Mediaset deve essere secondo me rifondata. Devono cambiare tante cose e intercettare il gusto del pubblico…ma se continuano a sfornare 12 stagioni di distretto che floppa, fiction di basso livello, e programmi condotti da persone che il pubblico rifiuta in continuazione, non andranno da nessuno parte!

  • Profilo di taichi

    taichi

    12 dic 2011 - 12:41 - #4
    2 punti
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    potevano approfittarne con il passaggio al DTTdotando tutte le tv di ultima generazione e i decoder del meter integrato così tutti gli italiani avevano un rilevatore auditel e finalmente il dato sarebbe stato reale e non statistico, ma si sa sono cose troppo avanti per questo paese

  • Profilo di GiancoinLondon

    GiancoinLondon

    12 dic 2011 - 12:49 - #5
    5 punti
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    Questo post è monco perchè avulso dalla realtà e dal mondo che ci circonda.

    Perchè non vengono citati gli US dove il target commerciale è nato? È un dettaglio di poco conto nell’economia di un’analisi completa e corretta?

  • Profilo di white

    white

    12 dic 2011 - 12:55 - #6
    1 punto
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    io giovani consumano di più?
    si forse se si parla di ipod o cellulari.
    ma penso ad esempio che i giovani non usano la dentiera .
    epenso che gli anziani comprano lo stesso cibo,detersivi e vestiti.

  • Profilo di malaparte

    malaparte

    12 dic 2011 - 13:01 - #7
    -2 punti
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    Questo post parla dell’Italia, Gianco.
    Se si amplia il raggio, poi si risulta ancora più monchi.

  • Profilo di gdjo

    gdjo

    12 dic 2011 - 13:43 - #8
    1 punto
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    credo che ampliare in parte il raggio possa far meglio capire il motivo per cui in America ha forse senso parlare di target commerciale mentre in un paese come l’Italia meno…
    in Italia, almeno un terzo degli under 30 vive nella casa dei loro genitori (presumibilmente 60enni), la disoccupazione giovanile e’ storicamente piu’ elevata e anche tra gli universitari la dipendenza economica (dai genitori) e’ relativamente elevata… per non parlare del fatto che mentre un lavoratore 40enne americano si trova al picco della propria capacita economica, in Italia i salari sono ancora molto spesso legati all’anzianita’ e sono i piu anziani a guadagnare (e quindi poter spendere) di piu’ …

  • Profilo di GiancoinLondon

    GiancoinLondon

    12 dic 2011 - 13:43 - #9
    0 punti
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    No Malaparte il tema è il target commerciale. Non l’Italia.

  • Profilo di luproduction

    luproduction

    12 dic 2011 - 13:44 - #10
    0 punti
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    Però vendere decoder con il rilevatore non sarebbe stata una brutta idea… tanto siamo costantemente seguiti da telecamere e spyware. Sarebbe curioso avere un dato reale e non solo statistico. Soprattutto tenendo conto che magari in un dato parziale si più anche “convincere” qualcuno a guardare un determinato prodotto televisivo, mentre è più difficile farlo con 60.000 milioni circa di italiani.

  • Profilo di GiancoinLondon

    GiancoinLondon

    12 dic 2011 - 14:01 - #11
    0 punti
    Up Down

    Ma figuriamoci..nn riusciamo a far pagare le tasse a tutti e dovremmo riuscire a monitorare gli ascolti di tutti?

    E poi esiste un Paese che adotta questo tipo di monitoraggio? Credo che non ci sia alcun Paese al mondo che monitora la fruizione di un servizio non soltanto in campo televisivo ma di qualsiasi settore.

  • Profilo di _emy

    _emy

    12 dic 2011 - 14:26 - #12
    2 punti
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    ormai hanno più stabilità economica gli over 64 che i giovani

  • Profilo di redavid

    redavid

    12 dic 2011 - 14:33 - #13
    0 punti
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    concordo pienamente con gdjo e gianco

  • Profilo di John2207

    John2207

    12 dic 2011 - 15:12 - #14
    1 punto
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    ma l’articolo del suo collega Biondi come lo giudichi? Come detto alcuni elementi squalificano di brutto questo blog

  • Profilo di GUIDARASETPREMIUM

    GUIDARASETPREMIUM

    12 dic 2011 - 15:47 - #15
    0 punti
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    Haha senza gli over 64 che finanziano ,il target commerciale non sarebbe affatto commerciale….E poi il target commerciale non sarebbe il target dei giovani? Cioe´ di quelli che lka televisione a poco a poco la stanno abbandonando per altri mass media piu´ moderni ed evoluti? A parte il figlio di Donelli,i nipoti di Confalonieri e ,presumo,Luigi Berlusconi?LOL

  • Profilo di aIadino77

    aIadino77

    12 dic 2011 - 15:49 - #16
    0 punti
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    Una mistificazione fatta da chi di mistificazioni è maestro indiscusso

  • Profilo di MadCow78

    MadCow78

    12 dic 2011 - 16:23 - #17
    3 punti
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    Non so se, assistendo a tutti questi post su TvBlog sullo stesso tema, sorridere come lo si fa davanti ad un bimbo che rimedia goffamente alle sue malefatte o incupirmi ancora di più.
    Il Post della discordia era una semplicissima marketta, in termini tecnici si chiama EDITORIALE. La rete ha preso dalla tv la brutta abitudine diffusa globalmente come pratica SEO di Article Marketing di creare redazionali e spacciarli per vere notizie.
    Precisazione: i redazionali sono pubblicità esteticamente simili, come impaginazione, alle notizie di un giornale. Se sfogliate Repubblica verso la fine ne trovate un paio di pagine, ma se notate bene esse si caratterizzano da una scritta sugli angoli: messaggio promozionale. In tv, nei tg, fanno le stesse cose solo che non ti avvisano. il servizio sull’auto, sulla marca etc. rispondono a queste esigenze. Come detto, in rete si fa una pratica simile vendendo post come se fossero annunci pubblicitari.
    Se ho detto tutto ciò è perché non m’indigno del primo post, tutti devono guadagnare, ma m’infastidisce molto l’arrampicarsi sugli specchi e soprattutto stimolare una discussione, sul nulla, evitando di affrontare i veri problemi.
    Non bisogna essere premi Nobel o scienziati nucleari per capire, solamente leggendo i commenti di siti come questo, che, almeno in Italia, la gente che consuma tv è molto più preparata di chi la fa, la produce e ne traccia il destino. Tutti sanno dei risultati pessimi della tv generalista in particolare di m….set, ma… un grosso MA si affaccia all’orizzonte… nessuno dice che a dispetto di ciò e delle dichiarazioni trionfali del gruppo di B. i dati che devono SCONVOLGERE sono quelli relativi agli incassi pubblicitari di m….set.
    Com’è possibile che essi siano costantemente aumentati? Soprattutto com’è possibile che invece quelli RAI siano diminuiti?
    Perché non ci poniamo queste caspita di domande su fenomeni apparentemente senza ragion logica?

    Perché non proviamo ad allargare il discorso dal piano prettamente televisivo a quello della vita nel nostro paese? Qua non è solo corruzione è un modo di concepire la vita ed il mondo profondamente sbagliato…in questo paese si parla di capitalismo ma non siamo un paese capitalista. Un regime economico che si basa sui favori, sulle amicizie, sugl’interassi da salvaguardare non è capitalista, ma nemmeno comunista… è semplicemente ITALIANO!!!!

  • Profilo di filip_tv

    filip_tv

    12 dic 2011 - 16:24 - #18
    0 punti
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    il target commerciale è una sciocchezza e non vale nulla. I target veri sono altri, differenziati per età, sesso, reddito, provenienza, etc….
    E poi, diciamola tutta, se un programma come Domenica5 fa il 10% nel totale individui, nel commerciale farà al massimo 1 o 2 punti in più, quindi è un tarocco che serve a poco perchè i flop emergono tutti.

  • Profilo di TidusFFX

    TidusFFX

    12 dic 2011 - 16:41 - #19
    -1 punto
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    Il target commerciale così come è stato descritto è giustamente discriminativo per una parte di pubblico che cmq guarda come tutti gli altri la tv. Ma allora anzichè parlare di target commerciale forse sarebbe più giusto parlare di target di riferimento. Provo a spiegare il mio concetto e per farlo prendo l’esempio di un programma come Colorado, odiato dai più e considerato il fratello minore di Zelig. La comicità di questo programma è chiaramente rivolta a un pubblico molto molto giovane (non a caso è il fratello minore non solo perchè va su italia1). Contare nel calcolo complessivo anche gli anziani che ovviamente non lo guardano mi sembra un metodo di valutazione sbagliato. Abbassa notevolmente la media del programma ma è il considerarli nella media stessa un errore. (dico per esempio fa il 30% nei 15-24, il 15% nei 25-64 e il 2% nei over 65. E giusto secondo voi fare la media diviso 3? Colorado è solo un esempio mi riferisco a tutti quei programmi che hanno un preciso target perchè rivolti a un pubblico specifico) E come colorado ci sono moltissimi programmi sopratutto a mediaset rivolti a specifiche fasce di pubblico. I programmi a carattere trasversale sono pochi (sopratutto fiction) e quei che ci sono sono proprio quelli che fanno grandi ascolti perchè riescono a catturare fasce di pubblico differenti.
    Parlare di target commerciale e dire che solo i 15-64 sono potenziali compratori è stupido ma è in dubbio che ogni programma abbia un suo specifico pubblico di riferimento e secondo me ci dovrebbe essere un metodo di valutazione più accurato che vada oltre la logica commerciale e tenga invece conto del pubblico per il quale il programma è stato pensato.

  • 0 punti
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    Quoto #3 e #9, ricordando, per dovere di cronaca e opportunità di paragone, cheil “target commerciale” negli Stati Uniti è il 18-49, assai più ristretto del 15-65 che sta destando tante polemiche. Che poi il mercato USA sia molto diverso da quello italiano, verissimo: il valore degli spazi pubblicitari e le possibilità di introito sono assai più elevati, sebbene i costi di produzione non siano più elevati che in Italia (negli USA a fare la differenza ormai sono i cachet degli attori).

  • Profilo di MadCow78

    MadCow78

    12 dic 2011 - 19:23 - #21
    1 punto
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    @20, il tuo nick è troppo lungo scusami, vorrei ricordarti che zio s., la versione rattusa e volgare di zio michele, stabilì tanti anni fa che il prezzo delle inserzioni tv doveva essere bassissimo per fare concorrenza, e così ha azzoppato tutti gli altri media come la carta stampata.
    Quindi prima di dire che il valore degli spazi negli states è diverso capiamo anche il perché, poiché esso non è naturale!
    Se vogliamo possiamo anche aggiungere che in america non producono qualcosa perché DEVONO far produrre qualcuno: leggi ad esempio “Fratelli benvenuti” e di conseguenza la casa di produzione di boldi. O ancora in America nemmeno un dirigente con turbe mentali, dedito all’uso di droghe sintetiche e sniffatore abitudinario di colla e vernici penserebbe mai di produrre Baila!. Non ci voleva un cervello grande come uno stadio per capire che era un plagio che poteva rischiare conseguenze legali. Eppure lo hanno prodotto!

    Mark Twain disse che la differenza tra la fantasia e la realtà è che la fantasia deve essere credibile per passare per vera, la realtà no… L’Italia, purtroppo, è il paese più REALE che ci sia: ciò che per il resto del mondo è incredibile dai noi è ordinaria amministrazione. L’incredibile è semplicemente ciò che circonda la quotidianità di noi italiani che nel frattempo, come Maccio, sopportiamo tutto con l’aiuto di pillole che ci fanno usare solo il 2% del nostro cervello!

  • Profilo di GiancoinLondon

    GiancoinLondon

    12 dic 2011 - 19:24 - #22
    -1 punto
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    MadCow ti stimo.

  • Profilo di LordMassiTheBest

    LordMassiTheBest

    12 dic 2011 - 21:04 - #23
    0 punti
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    IL target commerciale è una favola in Italia per il semplice fatto che fio a 25/30 anni mediamente i “giovani” non hanno nè la libertà nè il potere economico per essere considerati target “pregiato” e i soldi che spendono glieli danno mammina e papuccio che spesso hano più di 64 anni. Detto questo io che ho 26 anni ho la fortuna di mantenermi da solo ma non ho certo la possibilità di fare spese importanti tanto da essere inserito nella categoria “commerciale” pregiato… I miei che hanno rispettivamente 61 e 67 anni hanno una solidità economica neppure lontanamente paragonabile alla mia. Mio padre è appassionato di Tecnologia e quindi spende in settori chiave come ipad, tv led etc per o parlare delle auto, mia madre tra scarpe vestisti e beauty spende il triplo di me. E la mia famiglia non è un caso raro anzi, fatevi un giro voi stessi e vedete da voi. Ditemi ad esempio oggi quanti giovani 20 enni/30enni possano permettersi una BMW rispetto ai 60 enni. Questo dimostra che se l’Italia fosse un paese normale , il target commerciale conterebbe ben poco e sopratutto molto meno dei cosiddetti over… se poi vogliamo definire target pregiato i bambini che comprano i giocattoli (come fa Mediaset) il discorso cambia…

  • Profilo di ventiore

    ventiore

    12 dic 2011 - 22:20 - #24
    1 punto
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    Il titolo è leggermente fuorviante se poi si vuole riflettere sulla specifica situazione italiana, credo. Per il resto penso che qui quasi tutti ricordassero la recente introduzione del target commerciale in Italia, il fatto che sia stato trasferito e plasmato sulle esigenze di Mediaset. Però credo che un promemoria sia utile a tutti, in particolare io non conoscevo le polemiche e le varie posizioni espresse allora.

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