Michele Santoro è stato citato per danni da Mediaset. Lo ha raccontato il conduttore in apertura della quarta puntata di Servizio Pubblico - fino ad ora la migliore, a giudizio del sottoscritto - per levarsi subito il sassolino - anzi, il macigno - dalla scarpa
Ho ricevuto una citazione per danni da Mediaset perché in un’intervista ho parlato di conflitto di interesse.
L’azienda ha precisato, come riporta Il Fatto Quotidiano, che
L’azione è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l’ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera
In particolare, dunque, il “punto specifico” dell’intervista - rilasciata sempre al Fatto - dovrebbe essere questo, relativo alle esternazioni di Michele Santoro dopo che la trattativa con La7 era saltata. Santoro parlava di pressioni esterne su La7 affinché non si concludesse l’accordo. E alla domanda
Questo “intervento esterno” su La7 ha un nome?
il conduttore rispondeva senza eufemismi:
Un nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga. La miglior prova della debolezza organica delle classi dirigenti e del capitalismo, incapace di tradurre in progetti e prodotti le idee migliori e di portarle al pubblico. Non è un regime, ma un paese semilibero sì.

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megadream
sant ORO
#1 - Scritto il
mugnezz
poverino sempre peggio , ricoveratelo vede cospirazioni dappertutto !!!
#2 - Scritto il
Pete76
Dunque, vediamo… Santoro è stato fatto fuori dalla RAI (nonostante ascolti strepitosi) dalla dirigenza berlusconiana di quell'azienda. Berlusconi è anche il padrone di Mediaset. Dunque, Santoro, cacciato dzlla Rai (nonostante i clamorosi ascolti: REPETITA JUVANT), ovviamente non potrà mai lavorare in Mediaset. Quindi, nell'Italia libera e democratica, a Michele Santoro (nonostante gli strepitosi ascolti e la sua innegabile bravura) è impedito di lavorare - per ragioni esclusivamente POLITICHE - su 6 dei 7 network nazionali: i tre di proprietà di Berlusconi e gli altri tre controllati dai dirigenti berlusconiani. Non basta questo per capire cos'è il conflitto di interessi e quanti spazi liberi rimangono a chi non si allinea al "Pensiero Unico"? Ma c'è ancora La7, diranno i paladini della libertà dimezzata e provvisoria…. Già, La7! Inspiegabilmente, però, quando il contratto tra Santoro e La7 stava per essere firmato, sono piovute difficoltà da parte dell'editore (Telecom) che non intendeva più garantire tutto lo spazio di libertà inizialmente promesso e (a parole) concesso a Santoro. Santoro, ovviamente, che non è un Formigli qualunque, non firma un contratto con clausole diverse, rispetto a quelle previste… e il clamoroso passaggio salta proprio sul più bello… quando già Mentana si fregava le mani alla sola idea di dare il grande annuncio sul suo telegiornale. Riepiloghiamo, allora: 7 network nazionali (3 pubblici e 4 privati)… e nessuno di loro - nonostante sia assolutamente certo che Santoro faccia grandi ascolti - ha la possibilità, il coraggio, la volontà di metterlo sotto contratto. Questo è lo stato dell'arte, signori. Le chiacchiere stanno a zero. Chi non vuole capire il gravissimo problema di libertà d'espressione che c'è in questo paese o è cieco o è in malafede. Siamo ridotti al punto che uno come Michele Santoro - e cioè il più grande anchorman italiano vivente - è costretto, suo malgrado, ad inventarsi un "terzo polo" multimediale per potere andare in onda. Poi, se dici che in Italia c'è un macroscopico conflitto d'interessi che ti impedisce (direttamente o indirettamente) di lavorare su uno qualunque dei 7 network nazionali, finisce pure che ti becchi una denuncia. Da Mediaset… ovviamente. Cioè, dalla Voce del Padrone. ;)
#3 - Scritto il
dert86
non vedo l'ora che cambi la dirigenza Rai..
#4 - Scritto il
barail
Ragione con un "g"
#5 - Scritto il
luigi_fi
ma quant'e' 'primadonna" Sanotoro…
#6 - Scritto il
dubbiosa
Santoro è bravo a fare la vittima. E' vero che ha fatto ottimi risultati su rai2, che la decisione di mandarlo via è un suicidio commerciale (visto che gli introiti pubblicitari coprivano abbondantemente il costo del programma). E' anche vero che sta facendo ottimi risultati con reti private e andando sul web (riducendo di molto i costi per il programma), ma definirlo il più grande anchorman italiano è un po' grottesco, perché se il meglio che abbiamo è Santoro stiamo messi davvero davvero male. Santoro sa fare bene la vittima, sapeva perfettamente che nessuna rete privata gli avrebbe dato carta bianca e ha sfruttato al massimo la situazione. Ora anche se una persona immagina che ci siano "pressioni esterne" deve fare due cose: 1. presentare denunce alle autorità (con annesse prove) 2. non andare a cantare ai quattro venti quanto successo se queste prove non si hanno. Chiunque, in questo caso, è in diritto di sporgere querela (e questo diritto non è negato perché quel qualcuno è Mediaset). In questo modo pur avendo ragione, passa dalla parte del torto ed è attaccabile. Santoro riesce comunque a guadagnare dalla situazione (e guadagna bene), apparendo il paladino della giustizia, ma restando un opportunista (come lo sono tutti in Italia)
#7 - Scritto il
Pete76
L'intervista al Fatto Quotidiano è datata 1° luglio 2011. Cinque mesi dopo Mediaset si sveglia e lo denuncia… immagino per tenere impegnate, da un lato, le Procure della Repubblica con l'ennesima inutile serie di cartacce e atti giudiziari e, dall'altra, i suoi numerosi avvocati, che pagherebbe comunque e perciò è meglio fargli far almeno qualcosa. Tanto, se si perde (e non sarebbe la prima volta che Mediaset perde in tribunale) poi pagano gli inserzionisti pubblicitari. … e poi sarebbe Santoro che "a fracassato i cosidetti maroni"?
#8 - Scritto il
dubbiosa
Soprattutto, se Santoro è il migliore, come definiamo Floris e la Gabanelli? Trovo il loro lavoro (loro e della redazione) migliore di quello di Floris, meno sensazionalistico si, ma molto molto curato, molto coerente con una linea politica di pensiero, soprattutto Floris, lo trovo capace di dire le cose senza mezzi termini, ma senza mezzi termini e mezze verità. Supportare le parole ai fatti dà loro credibilità e rispetto, cosa che in alcuni momenti Santoro perde.
#9 - Scritto il
dubbiosa
Pete76 Santoro stanca: ora anche io ho l'impressione che il mio capo mi dia meno libertà perché sono donna e che per lo stesso motivo ho perso opportunità lavorative. Presento denunce o relative prove oppure non dico niente, perché per impressioni mie non posso dire una cosa non vera ai quattro venti. Santoro in queste occasioni deve far parlare di sé, senza capire che a furia di gridare al lupo al lupo la gente non gli crede più
#10 - Scritto il
Pete76
Definizione di "Anchorman": Anchorman è un termine della lingua inglese che indica un conduttore televisivo (generalmente un giornalista o un telecronista) dotato di grande carisma. Il termine anchor (“àncora”) indica la capacità del conduttore di tenere agganciati al video i telespettatori. ……………………………………………… Michele Santoro è, al di là di ogni pelosa obiezione, il più grande anchorman italiano. Il grado di fidelizzazione del suo ascolto è semplicemente mostruoso. Amici e nemici: lo guardano tutti. Ed è talmente "anchor" (ancora) che è riuscito a convincere ben 100.000 ex-spettatori di "Annozero" ad investire dai 10 euro in su nella sua nuova e rivoluzionaria impresa televisiva (la piattaforma multimediale di "Servizio Pubblico"). Nessun altro conduttore - soprattutto se giornalista - avrebbe avuto la credibilità (qui anche nel senso di "credito" verso il suo pubblico) per riuscire in ciò. Il fatto, poi, che si sia inventato, praticamente dal nulla, un ascolto del 10% circa (terzo programma più visto della serata) non lavorando nè per la RAI nè per Mediaset e neppure per l'ottima La7 non fa altro che confermare quanto detto prima: trattasi del miglior anchorman televisivo oggi in attività. Non è il solo, ovviamente. Ad esempio, anche Fabio Fazio, anche se non è un giornalista in senso tecnico, è, per me, un grande "anchorman", oltre che uno splendido professionista. Anche Saviano è un grande "anchorman".
#11 - Scritto il
megadream
ieri la trasmissione di santoro e' stata veramente brutta, la gente dormiva, lo si notava negli applausi, sembrava ci fosse un aria di scontentezza generale, lo stesso santoro era molto sfiduciato, non aveva quella grinta di sempre. Solo travaglio ha fatto qualcosa ma come al solito alla fine doveva metterci di mezzo berlusconi. Per non parlare di vauro, bravissimo vignettista e caricaturista per carita', ma ieri le sue vignette sono state troppo acide e cattive sopratutto contro la chiesa. Se santoro continua in questo modo, la vedo dura che possa reggere ancora la trasmissione. Nel frattempo ballaro viene consacrato il vero talk politico serio del 2011.
#12 - Scritto il
dubbiosa
Guarda, personalmente non ho il coraggio di paragonare la professionalità di Santoro a quella di altri, sarebbe un insulto per gli altri e per il lavoro che ogni giorno svolgono nonostante abbiano oppositori REALI (vedi la Gabanelli e le intenzioni della rai di non garantire la copertura assicurativa alla redazione). Santoro fa molto la vittima, lo fece quando lavorava in rai, quando passò a mediaset, quando ritornò in rai e continua tutt'ora. Perché non li ha messi di tasca sua i soldi? I compensi rai degli anni passati garantiscono la copertura (10 * 100000 fa un milione di euro e li ha), ma nonostante tutto vuoi i soldi degli altri per gridare allo scandalo, se va male lui non ci ha perso niente, tu hai perso 10 euro e in fondo cosa sono ormai 10 euro? Non pensi mai che tutto possa essere stato fatto di proposito? Riflettici, il compenso di Santoro non era indifferente per una rete come la7, quindi la giri su "Mediaset non vuole vada in onda", quindi sul conflitto di interessi. Di modo tu sei il solito martire che combatte questo mostro (Mediaset), la7 ha risparmiato i soldi del compenso, tu hai chiesto alla gente di finanziarti e hai ottenuto i soldi per andare in onda, il tutto a costo zero per le reti principali e per Santoro. Se trovi carismatico Santoro veramente ci mancano ideali e punti di riferimento, davvero abbiamo quello che ci meritiamo….che tristezza :-(
#13 - Scritto il
Pete76
E però se mi cancellate il messaggio dell'Accademico della Crusca che ha scritto "a fracassato i cosidetti maroni", non si capisce che la mia era solo una "dotta" citazione. :-)
#14 - Scritto il
Pete76
Sì, sì… Santoro fa la vittima: lo hai già scritto, dubbiosa. In effetti, lui non è una vittima. Lui fa la vittima. Ed è per questo, per consentirgli di fare la vittima, che lo hanno cacciato dalla RAI, nonostante il 20% di ascolto su Raidue. Io ho parlato di "anchorman"… non di professionalità o bravura. Sei completamente fuori strada… tipico di chi, invece di ascoltare e capire, preferisce scrivere la sua verità preconfezionata e sempre buona ad ogni "contraddittorio".
#15 - Scritto il
mariluce
Ma perchè dite che è stato cacciato dalla RAI? Mi sembra che abbia accettato di andarsene dietro una consistente buonuscita….se per voi questo vuol dire essere cacciati……
#16 - Scritto il
berbeerre
Pagareeeeeee!!!
#17 - Scritto il
dubbiosa
Se hai anche letto ho detto che quella scelta è stata un suicidio commerciale (poi sono io quella che non legge e che ho una verità preconfezionata valida sempre), suicidio commerciale che non è stato consentito per programmi che alle parole abbinano i fatti (ed ecco qui la professionalità). Io sono abituata a dare peso alle dichiarazioni delle persone tenuto conto che 1. chi sa fare fa 2. chi non sa fare parla Un anchorman è anche un giornalista, non solo un bel faccino messo lì ad imbambolare la massa. Se ritieni che un anchorman sia tale perché è carismatico non sei tanto lontano dalla massa che si inebetisce davanti al grande fratello, la stessa massa che è stata inebetita dalle promesse dell'ex premier e la stessa massa che per anni ha creduto che la crisi fosse un'invenzione dei comunisti, per poi trovarsi al crollo di colpo
#18 - Scritto il
Pete76
E volevi pure buttarlo fuori senza dargli la buonuscita (cioè, gli emolumenti che gli spettavano in base al contratto che ancora aveva per altri due anni?). Piuttosto, pensa questo: quanto è costato, fra lucro cessante (mancati introiti pubblicitari) e danno emergente (buonuscita) la rinuncia a Santoro? Perché in RAI non ci poteva essere posto per Santoro (uno che faceva il 20% di ascolto) e invece c'è spazio per Vespa o Ferrara? Chi ci ha perso e chi ci ha guadagnato veramente? Perchè giustificare questa mentalità censoria, questa scellerata (anche in termini economici) conventio ad excludendum? Il licenziamento di Santoro - perché di questo si è trattato - è stato un favore politico ed industriale: politico (nei confronti di Berlusconi) ed industriale (a favore della concorrenza… e quindi anche e soprattutto di Mediaset). E si ritorna al conflitto d'interessi di cui parlava Santoro. Siamo un paese a libertà vigilata, controllata, dimezzata. Sei reti su sette fanno riferimento a Silvio Berlusconi. Lo capite che è una tragedia ed un'emergenza, dal punto di vista della libertà d'espressione e della democrazia? Quest'estate, oltre a chiudere Annozero e Vieni via con me (10 milioni di spettatori! FOLLIA PURA!!!), e poi anche "Parla con me" della Dandini, hanno tentato di chiudere anche Fazio e la Gabanelli. Due altri splendidi professionisti, autori di trasmissioni di successo. Se questi qui non lavorano in RAI, possono andare a lavorare solo a La7 (che, però, non ha i mezzi e le disponibilità per farsi carico di tutti) o sul satellite, perché ovviamente non puoi sperare che Mediaset faccia entrare dalla finestra ciò che i dirigenti berlusconiani della RAI fanno uscire dalla porta principale. Ma vi sembra normale che uno come Santoro - vent'anni di RAI sempre con ottimi ascolti - sia costretto a lasciare l'azienda e, per andare in onda, sia costretto ad inventarsi addirittura un polo televisivo multiforme? Cioè, in RAI e in Mediaset lavorano cani e porci - letteralmente! - e non c'è spazio per uno come Santoro? Ma siamo pazzi… o cosa?
#19 - Scritto il
Pete76
Io sto ai fatti, dubbiosa. I fatti dicono che le trasmissioni di Santoro sono sempre state un grande successo di pubblico. E anche di critica, nel senso che hanno provocato grande piacere e grande dispiacere in chi le guardava. Dal punto di vista professionale, Santoro è un maestro riconosciuto… infatti, tutti i talk show politici che vedi in giro oggi sono figli e nipoti di Annozero o, addirittura, di Samarcanda. Si ispirano al modello santoriano, interpretandolo ognuno a suo modo. Formigli è cresciuto all'ombra della professionalità di Santoro, e da lui ha certamente imparato il mestiere. Floris, che è un eccellente professionista (e che viene accusato di essere fazioso ad ogni puntata dai suoi ospiti "di destra"), ha ereditato lo spazio, il pubblico, la sostanza e la forma delle trasmissioni di Santoro che prima andavano in onda su quella rete. Fazio e la Gabanelli, molto più di Floris, si sono dovuti inventare, partendo veramente dal nulla, uno spazio e un ascolto che prima non c'erano su quella rete. Santoro può piacere o no… ma sarebbe già importante - per la nostra libertà di scegliere da soli cosa guardare - poterlo ascoltare e vedere in televisione, senza dover fare i salti mortali per sintonizzare la propria antenna su televattelappesca o Rete Quartiere. E' una questione di libertà e di democrazia. Non di merito. La forma - la possibilità di poter accedere al più ampio pubblico possibile - è la sostanza della nostra libertà sui media. Ad alcuni (Santoro, ad esempio) questa libertà è stata tolta. Non mi interessa indagare come e perché, mi interessa capire, piuttosto, come mai, una volta che è stato "licenziato" dalla RAI, nè Mediaset nè La7 hanno trovato conveniente mettere sotto contratto un professionista, un anchorman, appunto, che da solo garantiva ascolti certi e di ottimo livello. Siccome non vivo nel paese delle meraviglie, so bene che Mediaset e RAI sono la stessa cosa: sono, appunto, i 6 network televisivi (su 7!), controllati direttamente o indirettamente da Silvio Berlusconi. Quindi, se esci dalla RAI, per motivi politici, scordati di entrare in Mediaset. Al massimo, puoi sperare in La7. A Santoro - a differenza di Dandini e Saviano - non è stata data neppure questa opportunità… si è arrivati alla rottura, improvvisamente, a contratto quasi già firmato. Questa cosa mi fa pensare… male. D'altra parte, la ricattabilità di Telecom è sotto gli occhi di tutti… soprattutto se il Presidente del Consiglio è anche il proprietario di Mediaset e l'azionista di riferimento del Consiglio d'amministrazione della RAI. Della serie: con due leggine ti faccio sparire in un amen…
#20 - Scritto il
carillon
allora facciamo un pò di conti… da quante puntate Santoro è in onda? tre settimane o poco più? fino ad ora ho sentito parlare di DUE ATTENTATI ALLE ANTENNE ED ORA DI UNA DENUNCIA indovina un po' CON CHI CE L'HA? CON MEDIASET….. qualcuno forse gli avrà fatto notare che senza Berlusconi arranca a decollare con il programma! Ieri aveva un ottimo argomento L'ICI AL VATICANO… scommettiamo che non sarà il fulcro delle sue trasmissioni perchè I VERI POTERI FORTI LO AZZITTIRANNO PRIMA?.. niente intercettazioni o fiction per ricostruire i fatti, e l'argomento sarà gentilmente accantonato…. Monti non è certo Berlusconi e lui se ne accorgerà presto!
#21 - Scritto il
Colter
PAROLE SANTE | Pete76 sei ufficialmente il mio nuovo eroe.
#22 - Scritto il
energizer
Se ricordo bene, Santoro voleva carta bianca da La7 sugli ospiti e sui temi delle puntate, cose di questo tipo… quale azienda seria accetterebbe? Spero nessuna, è ovvio che in casa d'altri (un rete televisiva commerciale) devi comportati a modo e non puoi fare il padrone, non puoi portare chi ti pare, o sbaglio? Poi non so, magari ci sarà pure stato qualche intervento da raiset per bloccare la cosa, a questo punto che se ne interessi la magistratura.
#23 - Scritto il
ventiore
La Gabanelli sarebbe un'anchorman? Beh, ma allora non c'è neanche da discutere. Dubbiosa studia! :D
#24 - Scritto il
ventiore
E Floris avrebbe il carisma di Santoro? Ahahahahah
#25 - Scritto il
dubbiosa
se Santoro è definito anchorman e carismatico io definisco anchorman la Gabanelli, che oltretutto è una professionista migliore di lui. Poi se San Santoro non lo si può criticare, in che democrazia siamo? Ripeto se ha prove vada dai magistrati, insinuare, aspettare di essere querelato e gridare ai quattro venti di essere stato querelato cospargendosi il capo di cenere (povero me, non ho detto niente di male) non mi sa di persona che agisce in buona fede!!! In fondo da questo il tornaconto lo ha avuto: 1. buona uscita non indifferente dalla rai 2. superiorità morale rispetto alle reti (non mi lasciano fare quello che vogliono e io me ne vado), anche se a me sembra il ragazzino capriccioso che pretende di comandare il proprio datore di lavoro. 3. tornare a lavorare in televisione finanziato dalla gente comune (anche con soli 10 euro): se con 1.000.000 di euro fornito dai cittadini va in onda, i problemi sono i soldi, lui mi pare che ne abbia abbastanza, quindi da difensore della democrazia e filantropo metteva mano al portafoglio e andava in onda. In fondo il nome doveva garantirgli sponsor e guadagni, anche elevati. In questo, i guadagni che fanno le reti private (che si tramutano in pubblicità) torneranno agli investitori (cioè i cittadini) o rimarranno appannaggio delle piccole reti private (e sue) che gli garantiscono carta bianca pur di guadagnare? 4. pubblicità gratuita grazie ai ripetitori rotti (ci sono inchieste in corso, non sentenze, ma fin'ora i colpevoli sono solo i berlusconiani e a tal proposito ricordo il "metodo Cossiga") e con la querela di Mediaset. Che quest'uomo agisca da professionista in buona fede ho i miei dubbi. Al confronto gli altri come rispondono e come agiscono ai tentativi di censura? con i fatti, con le inchieste, con i dati alla mano, con le querele quando un diritto è stato leso, ma senza insinuazioni e vittimismo che non fanno bene a nessuno.
#26 - Scritto il
Pete76
@energizer Perché speri che "nessuna azienda seria" conceda piena libertà al giornalista-conduttore di un talk politico in merito agli ospiti da invitare o ai temi da trattare? Davvero, non capisco… Questo riflesso censorio preventivo che tu, così ingenuamente, manifesti… questo compiacimento nel pretendere che la libertà del giornalista sia sempre e solo una libertà condizionata o vigilata: a quale lavaggio del cervello devi il fatto di pensare ciò? La libertà o è, tutta e intera, oppure semplicemente non è. E quando è, tutta e intera, sarà anche, necessariamente, una libertà responsabile… cioè, vigilata dal codice civile e da quello penale e garantita dalla professionalità e dalla deontologia del giornalista-conduttore. D'altra parte, poichè la libertà non è mai la libertà di sparare a zero sugli altri, esistono i tribunali, cui si ricorre quando uno pensa di essere stato offeso o pretende una rettifica ad una notizia o un risarcimento per un danno ricevuto. Noi dovremmo lottare contro gli abusi, le censure, la discriminazione e le ingiustizie. Dovremmo pretendere più informazione e più giornalisti, non il contrario. "Report" non dovrebbe essere l'eccezione, ma la regola. In tv dovrebbero lavorare i più capaci, non i più raccomandati. Non importa se di destra o di sinistra, se giovani o se vecchi, se alti o se bassi: capaci, solo quello. E invece siamo qui a giustificare le censure e i licenziamenti di Santoro, Saviano, Fazio, Dandini… perché il "potere" ha questo di magico: riesce, alla fine, a convincere l'ingenuo popolo che, in fondo, se ha fatto certe cose, avrà avuto i suoi buoni motivi. C'è una bellissima poesia, credo di Brecht, che ti invito a leggere e a farne tesoro: Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
#27 - Scritto il
Pete76
Errata corrige: la poesia che ho citato prima è di Martin Niemöller. Brecht, cui fu erroneamente attribuita all'inizio, la rielaborò solamente, aggiungendo un verso all'inizio e cambiando alcune parole al fine di renderla drammaturgicamente più intensa. Il senso, comunque, che è poi la cosa che conta, spero sia arrivato a tutti gli appassionati sostenitori della censura e del "ben gli sta!".
#28 - Scritto il
energizer
@Pete76 Mi pare che tu sia poco obiettivo. Anzitutto preciso che a me Santoro piace, non è il mio giornalista preferito della televisione, ma lo apprezzo. Se poi è un anchorman o meno, poco mi interessa, quello che conta è il lavoro che fa, e lo fa bene in genere. Cercherò di spiegare la mia posizione. Chiaramente La7 come qualsiasi azienda di informazione (televisione, giornale o rivista, e via dicendo) avrà una sua linea editoriale presumo ben definita. Allo stesso modo presumo che vogliano rispettare questa linea editoriale che hanno anche conquistato nel tempo con programmi di qualità (tipo il Tg di Mentana, molto di qualità). Se tu, giornalista apprezzato e famoso, vai a lavorare a La7, chiaramente non ci vai se non vuoi seguire quella linea editoriale. Se Santoro era ad un passo dalla firma, vuol dire che quella linea editoriale l'appoggia. Il bello però è che Santoro voleva carta bianca su ospiti e temi, ma perchè La7 dovrebbe accettare così ciecamente di assumere un giornalista che poi fa quello che gli pare a lui rischiando di compromettere la coerenza della linea editoriale del programma, o di incorrere in rischi legali importanti? E' come assumere un giornalista ad un giornale qualsiasi e permettergli di pubblicare quello che gli pare… Guardate che qui stiamo parlando anche di cose potenzialmente rischiose per l'azienda, che deve affrontare eventuali (anzi, praticamente sicure) spese legali per difendere i propri dipendenti che (magari ingiustamente, altre volte magari giustamente) vengono accusati di aver commesso un errore. Non sto assolutamente mettendo in dubbio nè le capacità di Santoro, nè il suo diritto di esprimere la sua idea, ma il modo.
#29 - Scritto il
Pete76
@energizer Non sono d'accordo. Per me il "modo" è sostanza. Una libertà o è completa e responsabile oppure non è tale. Se un editore (Telecom, in questo caso) mi impedisce di fare la trasmissione che voglio con gli ospiti che voglio, di fatto sta esercitando un'ingerenza ("editoriale", appunto) che io, autore e conduttore di quel programma, ho tutto il diritto e le ragioni di rifiutare. E poi di denunciare… se è vero, come è vero, che queste clausole sono apparse all'improvviso, dalla notte al mattino, solo allo scopo di far saltare l'accordo. Mentana era già lì, pronto a stappare lo champagne. Tutti, sia a La7 sia dalle parti di Santoro, davano per fatto l'accordo… improvvisamente, Telecom pretende di conoscere in anticipo ospiti e temi e di avere l'ultima parola sulla messa (o no) in onda del programma… anche cinque minuti prima dell'ora di inizio. Insomma, il più classico dei casus belli… disperatamente cercato e gettato sul piatto della trattativa per far saltare tutto. Perdonami, ma io sono più portato a credere a Santoro, piuttosto che bermi le imbarazzate e sorprese giustificazioni di Telecom Media. Chi ha fatto fuori Santoro dalla RAI puntava anche ad escluderlo totalmente dal circuito dei network nazionali. E non ci voleva molto, visto che Berlusconi controlla (direttamente e indirettamente) 6 di questi 7 network. Restava da "convincere" solo La7, cioè la ricattabilissima Telecom (un'azienda piena di problemi giudiziari ed economici) proprietaria de La7. Detto, fatto. Due telefonatine giuste con due argomenti giusti, e Santoro è fuori dalle palle! E' andato tutto secondo i piani… fino a quando centomila persone, versando il proprio obolo, hanno reso possibile ciò che a giugno era ancora semplicemente impensabile: inventare uno spazio televisivo nazionale fuori dai network nazionali ufficiali, direttamente o indirettamente controllati dal potere. Una rivoluzione dal basso. Il telespettatore che si crea la sua televisione… quella che gli altri, i potenti, i padroni dell'etere, non gli vogliono più far vedere. Lottare contro la censura e gli abusi, ripeto, è… anzi, dovrebbe essere la nostra priorità. Felicitarsi dell'esclusione, invece che pretendere l'inclusione, è un "collaborazionismo" sciocco, foriero solo di ulteriori sciagure. In questo senso, la poesia che ho allegato è molto istruttiva. State attenti, prima o poi tocca pure a voi… e a quel punto non potrete nè stupirvi nè lamentarvi. ;)
#30 - Scritto il
ital
Il conflitto di interessi di Berlusconi è ormai … preistoria politica … E' stato sviscerato in ogni suo pelo … Ma oggi col nuovo governo e le sue importanti personalità … il conflitto d'interessi permane purtroppo … Vedo da parte di molti giornalisti …. invece nascondere o edulcorare … il conflitto di interessi di questo in carica … dove banchieri e loro amici … porteranno di sicuro i loro ….
#31 - Scritto il
energizer
@Pete46 Guarda, misà che non mi stai capendo proprio! Per me l'editore ha il diritto di controllare quello che fanno i propri dipendenti, perchè se fanno qualcosa che non piace, che non corrisponde alla linea editoriale che vuole per il proprio canale tv, o per il proprio giornale, lo manda via. "Se un editore (Telecom, in questo caso) mi impedisce di fare la trasmissione che voglio con gli ospiti che voglio, di fatto sta esercitando un’ingerenza (”editoriale”, appunto) che io, autore e conduttore di quel programma, ho tutto il diritto e le ragioni di rifiutare." Si, rifiuti e vai altrove, non vedo che male c'è se un editore vuole controllare quello che fanno i propri dipendenti. "visto che Berlusconi controlla (direttamente e indirettamente) 6 di questi 7 network" Controllava. "Due telefonatine giuste con due argomenti giusti, e Santoro è fuori dalle palle!" Bastassero due telefonatine…
#32 - Scritto il
carillon
affaritaliani.libero.it/mediatech/mediaset-cita-santoro-per-danni251111.html?refresh_ce
#33 - Scritto il
carillon
Titolo di libero.it- Santoro crolla: sempre meno audience per il suo Servizio Pubblico!!!! E che ci vogliamo fare?
#34 - Scritto il
fredfred
mah per fortyuna che c'è il titolo di libero.it non potevo vivere senza … bellissima trasmissione ieri sera, davvero interessante la migliore da quando è iniziato servizio pubblico. Io trovo Santoro un ottimo giornalista, superiore a Floris di parecchio, probabilmente siete giovani e non vi ricordate trasmissioni come Moby Dick od il Rosso ed il Nero, il collegamento con Costanzo contro la Mafia con Falcone ospite in studio ecc. Ha inventato in Italia il format del moderno talk politico è innegabile. La mia è solo un opinione naturalmente, ricordo che non si obbligati a guardare una trasmissione se non piace. PS. i peggiori ascolti di sempre per PIazza Pulita e rumors danno la Sette che si incomincia preoccupare, mi dispiace davvero per Formigli.
#35 - Scritto il
ilmioreality
Formigli va giù anche perché La7 ha spesso problemi di ricezione. Molti più delle reti Mediaset. Ad es questa sera e per tutta la sera, un bacino di 700.000 persone di una grande città del sud non riceveva nè La7 nè MTV
#36 - Scritto il
carillon
la veritààààà… vi fa male lo soooooooooo……. (Rit. cantato da sancta-santorum): nessuno mi può giudicare nemmeno tuuuu….
#37 - Scritto il