
La tv logora chi ne parla? Per gli uffici stampa è sempre tutto bellissimo: un mondo impermeabile e autoreferenziale. Piombano fulmini e saette sulla critica. Si coccola il pensiero unico. Ma è proprio vero che è tutto così? Quelli che “fulminano” sono la maggioranza o solo quelli che fanno più rumore? E questo web così libero e bello, è proprio “libero e bello”? E i complottisti, quelli che vedono il marcio in Danimarca - e in tutto il mondo - troveranno mai pace o soddisfazione ai loro dubbi? Scopriranno che i “critici” sono prezzolati, o che sono persone con il loro gusto? Spesso si confonde la “copertura” di un determinato evento con l’apprezzamento: è forse lo stesso equivoco che un bel giorno ha equiparato l’Auditel all’indice di gradimento, gettandoci in una spirale da cui non si esce? Per parlarne ho scritto, qualche giorno fa, a Cinzia Bancone, gradevole presenza a Tv Talk nonché anello di congiunzione fra il web e la tv. Nelle sue note biografiche scoprirete che collabora con un blog “concorrente” (ammesso che la parola abbia un senso, sul web) di TvBlog. Ma come! E legge le domande di TvBlog in tivvù? Orrore! attentato! raccapriccio! E perché si presta a questa chiacchierata? Quale spectra, quali poteri forti si nascondono dietro a un connubio così ambiguo? E quale sarebbe il blog? Lo scoprirete solamente alla fine della conversazione, per poter così dare sfogo alle vostre più sfrenate teorie complottiste.
Ironia a parte, dopo averle scritto, abbiamo messo in piedi una conversazione (una specie di formato che vorremmo utilizzare su TvBlog al posto delle più tradizionali e asettiche interviste) e che, insieme a Cinzia, abbiamo deciso di proporvi proprio qui su TvBlog. Si parla di un po’ di tutto. E, sì, se proprio volete saperlo, si parla anche di Fiorello: non poteva essere altrimenti.
Malaparte: Tu fai da anello di congiunzione fra la tv e il web in un programma che parla di tv, quindi hai dimestichezza con entrambi i mezzi. Mi piacerebbe capire cosa pensi dell’auspicata e decantata “interazione” della tv con internet (da Fiorello a Xtra Factor, per esempio, fino ai blog dei programmi).
Cinzia Bancone: Stiamo assistendo ad una rivoluzione, un po’ come fu per la RaiTre di Angelo Guglielmi. Lui intuì che la tv doveva aprirsi alla “gente” e renderla protagonista della rappresentazione mediatica della realtà, così la tv attuale propende verso il web, dove la gente cerca spazi di espressione. Il connubio tra web e tv è ancora strettamente legato al target dei programmi. In questo momento, vedo principalmente tre modalità di interazione: ci sono programmi che si rivolgono ad un pubblico eterogeneo e fanno del web un uso rappresentativo. Michele Santoro e Lucia Annunziata, per esempio, aprono delle finestre sul web attraverso sondaggi su Facebook (come a Servizio Pubblico, ndr) o la lettura di tweet come spunti di riflessione e comunicano al loro pubblico più giovane: noi siamo sul pezzo, siamo trendy. Poi ci sono programmi con target giovane che ne fanno un uso partecipativo. L’esperimento di Xtra Factor, forte di un efficace lavoro di lancio in rete, può permettersi di rendere la partecipazione degli utenti parte del discorso e della scrittura televisiva. L’ultima frontiera è invece quella dell’uso integrato, quello che fu di Pop App (Deejay tv) e quella di Social King (RaiDue), in cui la tv parla di fenomeni web ad un pubblico giovane digitalizzato (pc a porter), escludendo altri target.
In quest’ottica, Tv Talk rappresenta un caso unico. La sua natura di programma meta-televisivo, rivolto ad un target che vuole capire e conoscere il mondo della comunicazione, mi rende libera di mixare tutti questi utilizzi.
Le domande della community di TvBlog sono esempio cardine dell’uso partecipativo, come i sondaggi rappresentano un uso più rappresentativo. Poi, con qualche mediazione, mi posso spingere anche verso frontiere più educational: tre anni fa ho raccontato al nostro pubblico cosa fosse Facebook paragonandolo ad una portineria!
Questa settimana però, con la seconda puntata de #ilpiùgrandespettaocolodopoilweekend abbiamo assistito ad un nuovo modo di usare il web in tv.
Fiorello ha adottato un linguaggio nazional-popolare multi target per arrivare al suo pubblico di ventenni ed anziani. Ha aperto lo show di punta di RaiUno con un video girato col cellulare, “La rassegna”, il piccolo format che ogni mattina allieta i suoi follower su Twitter (oltre 172mila, ndr), ha strizzato l’occhio agli internauti chiedendo un tweet personalizzato a Chris Martin (Coldplay) e ha unito tutti ridendo sul dramma dell’uomo contemporaneo: dimenticare il cellulare a casa.
Lasciami dire però che la vera rivoluzione avverrà quando sarà il web a fare la tv, quando a gennaio You Tube lancerà i suoi 20 canali tematici. Staremo a vedere…

M.: Vedi, ho personalmente esaltato - anche se su TvBlog non se lo ricorda nessuno, perché è meglio ricordare che qui si “osi” criticar Fiorello - proprio quell’uso naif e spontaneo del web fatto dal conduttore, scrivendo: «quando uno sa intrattenere, lo sa fare adattandosi al mezzo che utilizza, e utilizzandolo con intelligenza». Anche se comincio a pensare che dopo un po’ il vip sul web si faccia prendere troppo la mano: il meccanismo è perverso, perché dà alle persone comuni l’illusione di un’interazione diretta e al vip le “coccole” delle reazioni immediate di centinaia di fan. Solo che poi arrivano anche le critiche e il meccanismo si incrina. E’ come se uno si risentisse, pensasse: «Ma come, io sto con voi su Twitter e voi mi criticate pure»?
Ed è proprio della critica che vorrei parlare un po’: esiste ancora? Perché il panorama a me sembra desolante. Mi pare che l’interazione fra giornalismo e tv sia ormai talmente drogata da rapporti personali e da uffici stampa abilissimi che si riesca a distinguere con difficoltà l’apprezzamento o la critica sinceri da quelli, invece, che hanno motivazioni “altre”, fosse anche un banale “quieto vivere”. O meglio, a guardar bene si distinguono. Ma bisogna proprio farci attenzione.
C.B.: Il terreno è scivoloso. Conosciamo tutti la situazione della nostra realtà mediatica, in cui politica, divismi e informazione vanno spesso a braccetto. (A volte penso che quando cadono i governi, dovrebbero cadere anche tutte le penne che ne hanno raccontato le vicissitudini!)
Tuttavia, credo che con la moltiplicazione delle fonti, se pensiamo a blog come il vostro, a Twitter e al flusso di informazioni che circolano in rete, non siano più così centrali le figure dei critici tradizionali, quelli della carta stampata.
L’opinionismo è ormai materia diffusissima in rete. Oltre 20 milioni di italiani si esprimono, commentano fatti ed eventi tutti i giorni sui social network e filtrano e riflettono su informazioni e giudizi. Tutto l’emisfero informazione sta cambiando: come per il giornalismo dal basso, la satira dal basso, anche le critiche arrivano sempre più dal basso, dai telespettatori, dai tweet in diretta.
Abbiamo critici televisivi molto acuti in Italia, a cui noi addetti ai lavori ci affidiamo con rispetto ed attenzione ma credo che ormai anche questa funzione sia stata un po’ assolta dalla rete.
E’ bene allargare gli orizzonti e dare spazio anche ai blog che con duro lavoro, osservazione ed esperienza si costruiscono, contatto dopo contatto, un’autorevolezza che vale più di un tesserino o affiliazioni.
Abbiamo potuto confrontarci con Fiorello a Tv Talk solo perché dalla rete qualcuno aveva avuto il coraggio di criticarlo!

M.: Questa è un’osservazione davvero importante, che dovrebbe scardinare il ragionamento chiunque pensi che dietro alle critiche si nasconda sempre e per forza una ragione oscura, una convenienza personale, un “rosicamento”. Ed è molto bello il discorso che fai sul web. Ma il web è libero? Chissà. Per esempio, io so che TvBlog si becca accuse di ogni sorta: pro-Rai, pro-Mediaset, comunisti, berlusconiani. Insomma, è chiaro che facciamo anche noi qualche scivolone, ma il fatto di scontentare tutti ci fa pensare che, tutto sommato, il lavoro sia sulla strada giusta.
Ma in senso più ampio, è ovvio che il web abbia un problema: se vuole sopravvivere, deve anche parlare di argomenti mainstream, perché fanno accessi.
E quindi, in qualche modo, cedere un po’ alla logica dei programmi acchiappaascolti.
D’altro canto, non si può nemmeno scrivere male di un programma ogni volta che se ne parla: sarebbe uno stress inaudito. Sì, d’accordo, il Grande Fratello è “brutto”, L’Isola dei Famosi è “brutta”: può darsi. Ma non si potrebbe riportare il tutto a un concetto più personale? E pensare, invece, che a qualcuno piace?
C.B.: Il web è libero? Il web è fatto di tante persone, tante teste pensanti, tanti target e tanti blog ma è lo strumento ed essere strutturalmente libero, a permettere a chiunque di esprimersi gratuitamente, liberamente e perfino anonimamente. Così sono liberi tutti quelli che ci giudicano.
Anche noi a Tv Talk ci occupiamo spessissimo di fiction, di prodotti nazional-popolari di successo che fanno storcere il naso alla parte più intellettuale del nostro pubblico, ma non cediamo a facili snobismi e continuiamo ad occuparcene cercando di capire perché alcuni prodotti piacciano a milioni di telespettatori e a noi no.
Cerchiamo di andare oltre le nostre personali opinioni per rappresentare i gusti e le preferenze anche di pubblici che non ci rappresentano.

M.: Infine, il tema più caldo: i vip e l’impossibilità di critica. Fiorello non ha accolto bene le critiche dei blog. Le ha anche semplificate, visto che ha raccolto, della nostra, solamente il concetto più banale («Non sei innovativo»). Che impressioni hai in merito? E se uno fa 10 milioni, davvero diventa intoccabile? Cosa c’entra il rispetto per il pubblico con la critica?
C. B.: Stimiamo tantissimo Fiorello e lo seguiamo sempre con grande attenzione ma, per deformazione professionale, non riteniamo nessun artista “intoccabile”, neanche quando fa 10 milioni.
Noi, con garbo, da dieci anni ci occupiamo di analisi e critica della tv e per riuscire a fare il nostro lavoro, quello che il pubblico ci chiede, dobbiamo cercare di essere più obiettivi possibile, al di là delle simpatie e della stima per i nostri ospiti.
Fiorello, in conferenza stampa, aveva dichiarato che con l’uscita sui social network aveva imparato ad aprirsi maggiormente al confronto. A Tv Talk, la sua presenza non era prevista e lui è stato molto disponibile nonostante fossero passati pochi giorni dal suo grande e stressante debutto. La mia impressione è che il genio di Fiorello stia anche nella sua istintività, quella con cui si è presentato a sorpresa durante il collegamento, quella con cui twitta ogni momento, la stessa per cui non è riuscito a mascherare un certo disagio di fronte ad una critica.
Ad ottobre, avevo preparato per Tv Talk un servizio sulle “star sul web” in cui criticavo l’uso massiccio di Twitter da parte di Fiorello, mi chiedevo se non ci fosse un rischio d’inflazione delle notizie che lo riguardano. Prima che andasse in onda ho scritto a Fiorello in Twitter per invitarlo a guardare il pezzo. Lui mi ha twittato: grazie! (ma non lo aveva ancora visto!)
Per tornare all’episodio di sabato scorso, io non mi pento affatto di avergli girato quella domanda (come reagisce alle critiche di TvBlog e Davide Maggio, ndR) che non potevo non fare, dal momento che a Tv Talk rappresento “la voce del web” e sono molto contenta che lui abbia voluto rispondere e dilungarsi sull’argomento. Le critiche sono un’occasione d’oro per giustificare le proprie scelte. Sono abituata a vedere personaggi di calibro difendere il proprio lavoro, ognuno a modo suo, ed è poi il pubblico a trarne le conclusioni.
La mia conclusione è che nella seconda puntata Fiorello è stato innovativo. Dici che ci avrà ascoltato?
M.: Non lo so. Di sicuro su TvBlog non ci arrogheremmo alcun merito in tal senso. Ma vedi, personalmente non sono convinto dall’«innovazione» di cui parli, e non mi convince nemmeno il fatto che sia quello il tema centrale delle critiche possibili - per me non lo era, per esempio -: io noto uno schema ripetitivo, grandi ospiti e testi ancora deboli. Naturalmente è una mia opinione, e me la tengo stretta senza pretendere che si sia tutti d’accordo.
Secondo me siamo semplicemente di fronte allo show rassicurante di cui parlavo qualche tempo fa. D’altra parte, però, anche su Twitter si assiste alla sfilata dei vip che omaggiano il “salvatore” di RaiUno. Quasi tutti, insomma. Sembra un po’ quello schema per cui, superata una certa soglia di popolarità o di narrazione mediatica, subentra l’auctoritas: Fiorello come Monti, come Saviano, come Travaglio, come Santoro. Ipse Dixit, e se pensi che qualcuno abbia sbagliato, o non abbia fatto bene, o vada giudicato sempre e comunque nel merito e non per il nome che si porta addosso, o sei un cialtrone o rosichi. Ma a differenza di tutti loro (politici o giornalisti che siano), Fiorello piace a tutti perché le sue battute sono buffetti. E infatti, non fa satira (a meno che qualcuno non osi chiamarla “satira”).
C.B.: Fiorello è un personaggio carismatico, simpatico, è un grande animatore e non fa satira per cui non è soggetto al solito dualismo destro-sinistro tipico italiano. Twitter è un mezzo che accorcia le distanze pubblicamente.
Non conosco i rapporti personali di Fiorello con i vip di cui parli per cui cadrei in illazioni e generalizzazioni se li giudicassi in massa. Certo, non è la prima volta che vediamo folle salire sul carro del vincitore ma su Fiorello è davvero difficile distinguere tra stima sincera e “auctoritas”.
Su Monti, Saviano, Travaglio e Santoro, meno!
M.: Su TvBlog cerchiamo di tenerci “fuori” dal giro: rifiutiamo le ospitate, per dire, proprio perché abbiamo paura dell’effetto “opinionisti” da salotto tv. Personalmente, temo di diventare parte del sistema e di conseguenza di non poterlo più criticare con cognizione di causa, per conoscenze, amicizie e via dicendo (anzi, di solito con gli amici che ho e che lavorano in tv sono più spietato che con altri, proprio per reazione e precauzione. E dai big mi aspetto sempre tantissimo).
Voi a Tv Talk di solito ce la fate, ad essere coerenti, ma con qualche equilibrismo, se posso bacchettarvi un po’. Un esempio su tutti: Miss Italia. Siete stati troppo buoni.
Ma il vostro riuscire a far critica è comunque encomiabile perché avete degli ovvi limiti editoriali, immagino: fate comunque parte di un’azienda e ci sono delle regole. Ti capita di trattenerti? Di voler dire qualcosa di più ma di non “poterlo fare”?
C.B. C’è una parola che amo tanto ed è “professionalità”.
Se si è centrati su ciò che si è e ciò che si fa si possono affrontare contesti, conflitti, e situazioni senza dover tenere conto di dinamiche fuorvianti.
Se ti riferisci alle ospitate di Massimo Bernardini, ti posso solo dire che Massimo seleziona con grande professionalità ed attenzione le varie opzioni e quello è solo uno dei modi per auto-promuovere il programma per cui lavoriamo con passione.
Non siamo tipi mondani e anche se non nascondiamo i nostri rapporti amichevoli con alcuni personaggi televisivi, loro sanno sempre che quando vengono da noi, devono aspettarsi di tutto.
Sui limiti editoriali di cui parli si fanno tante dietrologie. Se non fossimo stati liberi e sostenuti dall’azienda, Tv Talk sarebbe già archiviato in teca. Non mi sono mai trattenuta.
***
Note biografiche: Cinzia Bancone è la web voice di Tv Talk (RaiTre, sabato, 14.50). Partecipa al progetto dalle origini, dopo essersi laureata in lingue straniere e scienze dell’informazione. E’ stata web reporter per Roma Fiction Fest 2010 e collabora con il blog www.davidemaggio.it. Da qualche anno, si occupa di Media Education. Prima di lavorare in tv, si è occupata per cinque anni di marketing.
Franco2bis
24 nov 2011 - 11:17 - #1“Piombano fulmini e saette sulla critica. Si coccola il pensiero unico.”
E basta!!!!
Franco2bis
24 nov 2011 - 11:18 - #2Ma si può fare ’sta lagna ogni volta che si scrive un articolo?
malaparte
24 nov 2011 - 11:21 - #3Franco: parliamo nel merito del pezzo, se ti va, grazie.
Franco2bis
24 nov 2011 - 11:23 - #4@Malaparte.
Non mi va, perchè questo vittimismo in apertura del pezzo mi indispone alla lettura del resto.
malaparte
24 nov 2011 - 11:24 - #5D’accordo. Pazienza.
malaparte
24 nov 2011 - 11:26 - #6P.S.: la storpiatura della citazione di andreottiana memoria voleva essere un riferimento ironico che avrebbe dovuto dare un chiaro segno (ironico, appunto) all’introduzione.
Mi rendo conto, tuttavia, che l’ironia rimanga un linguaggio metatestuale e privo di link esplicativi.
koba1967
24 nov 2011 - 11:55 - #7Considerazioni dopo la lettura.
Anni di occupazione militare politica nella tv (pubblica soprattutto) hanno prodotto una desertificazione culturale assoluta ad ogni livello: dalle maestranze, agli autori fino all’ultimo anello e cioè gli artisti.
Per l’informazione la situazione è ormai evidente: nicchie di resistenza in un mare di annullamento totale.
In questa situazione, parlando del caso recente, un Fiorello qualsiasi ma anche un Morandi, sembrano i salvatore della baracca solo perché affiorano in un piano di desolazione quotidiana che è evidente, palpabile e al quale ci si abitua omeopaticamente più per obbligo che per scelta.
I personaggi in questo panorama diventano estremamente nervosi e suscettibili, la critica, al quale non sono più abituati diventa alle loro orecchie una accusa fine a se stessa e non un contributo di crescita, in quanto non abituati più a essere scelti per capacità ma solo per missioni salvifiche.
***
Chi fa critica.
A mio personale giudizio deve essere spietato, senza tolleranze: il GF fa schifo? Si? E allora è inutile capirne le implicazioni sociologiche o il motivo per il quale 3 milioni e ogni settimana sempre meno, decidono di staccare la spina dal cervello e lasciarsi imbesuire dal vuoto pneumatico preconfezionato.
La critica ha efficacia nel momento nel quale è fiera dei propri argomenti e non viene a patti o sconti con qualsivoglia giustificazione.
A TvTalk perché si parla bene di fiction nostrana? Perché la si giustifica sempre trovandone equilibrismi che stridono al confronto dei prodotti concorrenti di riferimento, salvo poi sentirsi dire che le produzioni polacche o del kazakistan sono peggio: sai che scuse!
I nostri attori e attrici vengono invitati e come sempre vezzeggiati e coccolati, quando poi il loro lavoro è pessimo ma il teatrino scorre sereno e pacifico.
I critici vanno in tv?
Proprio coloro che dovrebbero stare al di qua dello schermo vanno a fare accordi di non belligeranza pena l’esilio: e allora il loro ruolo viene edulcorato se non assimilato per un “volemose bene” corale a tarallucci e vino finale.
Tanto….
Domani è un altro giorno….. di TV.
malaparte
24 nov 2011 - 11:58 - #8koba: grazie per il contributo, interessante come al solito.
Pete76
24 nov 2011 - 12:04 - #9Tutta sta lunga e amabile conversazione con la “gradevole” Cinzia Bancone… per ribadire ancora una volta che a te lo show di Fiorello non è piaciuto?
Mah!
A proposito di tv “innovativa” e di critica televisiva… complimenti a questo blog (nel quale tu lavori) per la settimanale ntervista-marchetta al figurante appena eliminato dal GF. Mediaset sarà soddisfatta, immagino. Un po’ meno, immagino, per il totale disinteresse (appena una dozzina di commenti) con la quale è stata accolta.
Forse gli utenti di questo blog sono “più avanti”, rispetto alle penne titolate che ci scrivono e che pretendono pure di spiegarci cos’è e come si guarda la tv. ;)
malaparte
24 nov 2011 - 12:12 - #10Pete76: la risposta alla tua domanda, volendola considerare non-ironica è: «No, come evidenziano gli argomenti e gli spunti di riflessione proposti nella conversazione».
Quanto alle presunte “marchette”, non c’è molto da aggiungere se non che si tratta, come già spiegato più volte, di un’interpretazione fuorviante della realtà: i blog televisivi, tutti, si occupano di televisione, tutta, e di tutto quel che ne esce fuori (che è esattamente una delle tante cose scritte nella conversazione). Non si può confondere la copertura con l’ammirazione e bisognerebbe smettere di pensare che esista UN pubblico televisivo. Ne esistono tanti.
koba1967
24 nov 2011 - 12:14 - #11Su Fiorello e la sua “NON” innovazione.
Vogliamo dirlo chiaro e tondo che le prime due puntate sono state una REPLICA ESATTA di quello che è andato in onda su Skyuno?
Stessi copioni, le pischelle e i pischelli papà con impermeabile incluso.
Gli ospiti: Bublè, Giorgia il tennista Djokovic (stesse gag!).
Le canzoni che canta (sempre male anzi peggio e l’età si fa sentire).
Il parterre di morti viventi tutti genuflessi al giullare di corte.
Le similitudini sono tante, troppe.
E poi Fiorello non accetta la critica?
Beh se ne faccia una ragione.
Questi sono fatti chiari e precisi.
Ergo: se su raiuno e quindi ad un pubblico gratuito il programma piace e a tanti, la scelta di Skyuno allora non era sbagliata: era profetica, e originale.
Ora è zuppa scaldata.
malaparte
24 nov 2011 - 12:16 - #12koba: chiaramente il tuo commento su Fiorello nasconde un qualche interesse marchettaro, giusto? ;)
Gatto_Blepa
24 nov 2011 - 12:25 - #13Non è per dire, ma è Giovedì. #ilpiùgrande va in onda Lunedì. Va bene consegnargli “il tapiro” una volta per fare traffico, ma per 4 giorni in fila non è un po’ troppo?
E poi, ancora con questo vittimismo…
Pete76
24 nov 2011 - 12:27 - #14Quando ci si occupa sistematicamente del Grande Fratello (con servizi di anticipazione e anteprima della puntata, schede sui figuranti-concorrenti, live della puntata, interviste al figurante-concorrente appena eliminato) non si sta “coprendo” l’evento: si sta solo facendo una evidente e spudorata marchetta promozionale. Manca solo che scriviate un bell’articolo per ricordare a noi di televotare in massa!
Per quanto mi riguarda, caro malaparte, da un blog che fa marchette promozionali al Grande Fratello - e cioè alla peggiore televisione possibile! - non posso accettare lezioni di stile e di contenuti televisivi. Seppure in forma di conversazione…
Il problema della brutta televisione esiste da decenni… sospetto che la critica - e quindi anche tu - abbia contribuito non poco a farla sedimentare negli orribili palinsesti che abbiamo oggi. Troopo facile adesso tirarsi fuori o storcere il naso. De Andrè cantava “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”. Questa è la tv che ANCHE VOI vi siete cercati e meritati.
koba1967
24 nov 2011 - 12:30 - #15Mmmmmm
Se per marchette intendi che io lavori a Sky la risposta è no .
Se intendi che possa fare marchette di tipo bunga bunga… Beh se ne può parlare! :)
gdjo
24 nov 2011 - 12:38 - #16professionalità. Quella che a volte manca in questo blog. Trovo un po ridicolo che si sia scomodata Cinzia per cercare un sostegno esterno al fatto che un programma non sia piaciuto e che non si accetti che le critiche scritte al riguardo non siano state accolte come sperato dal blog.
qualche considerazione… Forse le critiche non erano cosi ben espresse e non erano costruttive? E basta con il vittimismo iniziale dell’articolo! e soprattutto che la copertura sia a 360 gradi se deve esserci. Non mi sembra che ci siano post su LA7, su G’Day o su altri programmi anche meno di nicchia…
malaparte
24 nov 2011 - 12:50 - #17Ribadisco che il vittimismo è una lettura di alcuni lettori. Ma visto che ne parliamo, accetto la “sfida” e la “provocazione”. Come impostereste, voi, un blog che deve provare a coprire tutto tenendo conto del volume di traffico e di interesse per determinati argomenti, dell’esigenza di parlare anche delle nicchie, della volontà di provare a fare critica e via dicendo?
Per dire, ogni post sul GF dovrebbe cominciare forse col preambolo “E’ tv-spazzatura”?
Oppure non bisognerebbe più farne?
Oppure cos’altro?
Sono molto curioso di leggere le vostre opinioni in merito.
malaparte
24 nov 2011 - 12:54 - #18@gdjo: post su La7 ce ne sono a iosa :)
@Pete76: una vena polemica mal riposta, se posso permettermi. I contenuti di migliaia di post sono lì a dimostrare che da sempre c’è critica di ogni genere su TvBlog.
Davide_eph
24 nov 2011 - 13:00 - #19La cosa che trovo più divertente è leggere la parola “professionalità” accostata a Cinzia Bancone, che tratta il mondo del web nella maniera più semplicistica (non semplificata), approssimativa e banale possibile.
Mi divertiva anche l’accanimento di questo blog nei confronti del programma di Fiorello (siamo a quota, boh, tipo 22 post in cui dietro elucubrazioni, editoriali, ampie riflessioni sulla società, conversazioni con web voices etc. si nasconde solo un concetto uno: nun ce piace), ma ora inizia a diventare un po’ di maniera, yawn.
chrome
24 nov 2011 - 13:38 - #20molto interessante, sia le domande e le risposte.
PS è la prima volta che commento Tvblog e approfitto per fare clap clap a Malaparte che si mette a rispondere pazientemente ai vari commenti complottisti: insomma, a molti di noi piace la tivvù, ma non è che per questo dobbiamo metterci sfrangiare i maroni a tutti agitando la spada laser della cultura :)
ventiore
24 nov 2011 - 13:40 - #21A me Giugno non convince per niente, per vari motivi
ma non c’entra niente. Andando al punto: è molto difficile il rapporto con il pubblico, e sarebbe ugualmente difficile se fosse composto da soli Malaparte o soli Ventiore o chicchessia.
Il pubblico ha, giustamente o meno, il diritto alla superficialità, alla paranoia, al vaneggiamento, al tifo. Il critico no. Il critico ha il dovere di non edulcorarsi, di considerare i prodotti sia nel sistema in cui si inseriscono sia in se stessi, di essere onesto, il dovere di riconoscere visioni diverse dalla sua con cui rapportarsi.
e ha l’interesse di rendersi comprensibile e stimabile dal suo pubblico (effettivo e potenziale).
Il pubblico è il suo pane, ma l’onestà e la capacità di descrivere i prodotti sono premesse con cui conquistarsi il pubblico. Un blogger non può diventare il megafono dei suoi utenti, ma gli utenti non sono un’orda di bifolchi: sono semplicemente due ruoli diversi.
Per dire: penso che spesso gli utenti possano diventare più audaci di qualsiasi analista di tvtalk, però sono meno precisi: possono permetterselo. Secondo me gli uni e gli altri possono solo trarre vantaggio dall’interazione.
cinziabancone
24 nov 2011 - 13:42 - #22@ Davide
Ti ringrazio per i complimenti, che incasso e rispetto!
In merito alla “professionalità”, se ti vuoi fare una settimana con me in redazione, ti faccio vedere come lavoro…
Ciao
CB
Gatto_Blepa
24 nov 2011 - 13:46 - #23No Malaparte, con tutto il rispetto e la simpatia, il vittimismo non è la lettura di alcuni lettori.
Il pistolotto iniziale [LA TV logora … teorie complottiste] è vittimismo.
“Vedi, ho personalmente esaltato - anche se su TvBlog non se lo ricorda nessuno, perché è meglio ricordare che qui si “osi” criticar Fiorello” è vittimismo.
” se pensi che qualcuno abbia sbagliato… o sei un cialtrone o rosichi.” ideem.
Praticamente ogni riflessione inizia col mettere le mani avanti, con una giustificazione. Ti dipingi come un perseguitato per aver rivelato chissà quali verità scomode.
Se devi criticare critica! Ma non “frignare” se poi ti becchi qualche rampogna.
Con stima.
malaparte
24 nov 2011 - 13:50 - #24ventiore: analisi interessante da approfondire. Valuterei, per esempio, questo concetto di “gli utenti”. Naturalmente dovremmo ridurre il sottoinsieme: “gli utenti che commentano”. E precisare anche “fra di essi ci sono quelli che commentano di più, con più maiuscole, con toni più accesi e il cui pensiero tende ad apparire come dominante”.
Io non vorrei mai confrontarmi con altri “me”: sarebbe di una noia mortale e devastante.
Mi piace il confronto con persone che la pensano diversamente, quando è paritario: ovvero, io penso che a te piaccia X e non Y perché è una tua opinione, tu pensi lo stesso di me. Da questa base, si può costruire.
Tutto il resto, purtroppo, è solo deteriore.
I doveri del critico: sono quasi del tutto d’accordo.
ventiore
24 nov 2011 - 13:51 - #25Comunque per quanto ancora da migliorare, per quanto certamente non perfetta
la migliore interazione col web mi sembra la faccia Xfactor.
Però mi sa che la Bancone non ha capito il valore dei sondaggi di Santoro che non servono perché fa figo, e nemmeno per dare il polso del pubblico di FB (e in un certo senso lo fanno)
In primo luogo dimostrano la capacità di condizionare, la forza persuasiva delle testimonianze e della circolazione delle informazioni. O, più malignamente, il potere del programma, l’impatto Santoro.
Comunque sia funziona, e non lo fa in primis perché fa figo. Anche perché non essendo sulle generaliste l’hype dove lo crea se non sul web?
Davide_eph
24 nov 2011 - 13:58 - #26@ Cinzia: non metto in dubbio il lavoro e la professionalità di Tv Talk, che oltretutto seguo ogni settimana. Quello che mi sembra un po’ eccessivo è questo trionfo dell’automarchetta (io tvblog intervisto te, tv talk: quanto siamo bravi eh?) con corollario di asserti pindarici. Dai, su, che è solo televisione.
Quanto all’approssimazione che criticavo, credo che non basti leggere due blog (sempre quelli, poi), scorrere le classifiche dei video più visti su Youtube o vedere il numero dei fan di una trasmissione su Facebook per fare una seria analisi del web.
Apprezzo però la tua risposta, e ti ringrazio.
malaparte
24 nov 2011 - 14:06 - #27Davide: i fan su Facebook sarebbero una seria analisi del web? Siamo proprio sicuri? Quindi mi vuoi dire - per esempio - che chi naviga, il “web”, preferisce, che ne so, Emma Marrone a Mina? (sono due esempi basati sui fan di Facebook: Mina manco ce l’ha, la fanpage).
Io non credo affatto che i numeri che citino siano una seria analisi del web ;)
malaparte
24 nov 2011 - 14:07 - #28Sull’automarchetta: la percezione, mi permetto di dirlo modestamente, non risponde alla realtà né all’intento. Ma era evidente che qualcuno l’avrebbe pensato.
ventiore
24 nov 2011 - 14:08 - #29a me TvTalk piace e la Bancone la seguo sempre volentieri perché si occupa delle cose che più mi interessano. Magari non sono spietati, ma ho comunque imparato delle cose guardando quel programma,
magari a lei piace Freaks e a me no, ma quelli son gusti: comunque la si veda è stato un successo.
Malaparte: sì, poi ci si relaziona con il pubblico attivo, assiduo e magari pure un po ostinato
Ma quel che ho detto vale per tutti. Non sto dicendo che il pubblico sia tutto uguale, dico che hanno ugualmente il diritto a commentare emotivamente, senza riflettere
Rimanendo civili, certo.
Però io credo che tu faccia bene ad insistere su certi concetti: su Fiorello e Santoro ti abbiamo mangiato quando invece bastava dibattere nel merito.
malaparte
24 nov 2011 - 14:14 - #30Guccini cantava: «Spiacere è il mio piacere». C’è evidentemente anche una forma di piacere nell’essere “mangiato” ;)
Ma ci tengo a un concetto fondamentale, per me (poi ci si può credere o no): non c’è nulla di quel che scrivo che abbia a che vedere con il gusto per l’andare contro a priori, per il martirio, per l’eroismo o per le marchette. Mi rendo conto che sia una cosa a cui si deve “credere” e allo stesso modo mi rendo conto che ci si possa tranquillamente “non credere”.
Però mi piacerebbe sempre partire da una base di “presunzione di buona fede”. Almeno questo.
So bene che non si può ottenere, né a priori né dopo quasi 6 anni di TvBlog: va bene così, non me ne lamento affatto. Però vedi bene, per esempio, che i pezzi su Fiorello quando esaltavo la sua capacità di adattarsi al web per il suo uso di Twitter e dei microformat, non vengono ricordati dalla maggioranza, nemmeno se li si cita: questo lo trovo molto indicativo del “clima” e dell’atteggiamento generale “sul web” (ah, per me il “web”, come categoria, non esiste. Esistono persone che lo utilizzano).
malaparte
24 nov 2011 - 14:21 - #31@Gatto_Blepa: ribadisco: nessun intento vittimistico. Mi spiace se passi questo concetto. Quelle “mani avanti” sono l’analisi di quel che “la maggioranza rumorosa” afferma.
“Se critichi rosichi” non l’ho certo detto io ;)
ventiore
24 nov 2011 - 14:26 - #32E mo faccio coming out: da Santoro pretendo di più. Più emozioni, più ritmo, più racconto giornalistico, più corto circuiti mediatici. Lo show di Fiorello era appena commestibile: le battute erano piatte, riciclate, le ospitate non gestite al meglio. Lo so che funziona: è Rai1, è l’Italia degli abbracci, grandi e piccini ognuno appostato di fronte ad una tv disimpegnata lieti di esser calati in un contesto in cui la risata viene automatica come il battere le mani in un people show. Allora io se non voglio pensare non ritorno al varietà, e se proprio si vuol tornare al varietà prendo buoni autori e magari un professionista che sappia cantare e ballare. E magari invece di fare uno show per grandi e piccini ne faccio tre: il varietà per i vecchietti, dell’infotainment per i trentenni ed una serie animata o un docureality per i più giovani. Cose ben fatte e pensate per un pubblico. Con il budget di Fiorello probabilmente facevi tutti e tre i programmi, tra l’altro.
ventiore
24 nov 2011 - 14:37 - #33La rete è solo un mezzo, certo, ed ormai il web è, secondo me, generalista (come massa di persone non necessariamente come tipologia di contenuti scelti) . O meglio è simile al target commerciale, però con l’aggiunta dei bambini. L’unica cosa che cambia realmente, per me, è il peso specifico del target anziano. Detto questo la differenza rispetto alla tv è data dal mezzo. Quindi più opzioni, più libertà, maggior rumore di fondo, maggiore comunicazione. Secondo me.
gattoso
24 nov 2011 - 14:53 - #34vediamo un po se nella prossima puntata di tv talk la Bancone parlerà anche dell’episodio D’urso-Maggio di DOMENICA5. Non è forse il miglior INCONTRO SCONTRO tra tv e web?
gdjo
24 nov 2011 - 15:09 - #35“nessun intento vittimistico. Mi spiace se passi questo concetto.”
Se passa tra la maggioranza dei lettori, forse non riesci a farti capire e a scrivere in modo compensibile ai piu?!? la butto li …
malaparte
24 nov 2011 - 15:12 - #36“La maggioranza”? :)
Davide_eph
24 nov 2011 - 15:17 - #37@ Malaparte: se rileggi, dicevo proprio il contrario. A “Tv Talk” spesso si prendono dei numeri (le views su Youtube, il numero di fan…) e da quelli si traggono conclusioni affrettate. E’ questa l’approssimazione che a volte mi lascia perplesso.
Sull’automarchetta: mi spiace, Malaparte, credo anche alla buona fede, ma la percezione non può essere che quella. “Tv Talk” e “Tv Blog” collaborano assiduamente, e leggere una “conversazione” fra i due (con tanto di “se posso bacchettarvi…”) fa quell’effetto. Sai cosa mi dà fastidio, detto sinceramente? Quel “temo di diventare parte del sistema”. Perché Tv Blog e Tv Talk FANNO parte del sistema. E non c’è niente di male, ma vediamo di evitare questa sensazione di arbitri super partes radunati in un Iperuranio da cui guardano tutto senza sporcarsi le mani, perché così non è. Forse lo è stato all’inizio per Tv Blog, mai lo è stato per Grande Talk/Tv Talk. Basta dichiararlo apertamente, dopodiché tutto si può :)
carillon
24 nov 2011 - 15:43 - #38Oramai caro Malaparte la tua è diventata una crociata… LA GUERRA SANTA, vabbè non ti piace? ok abbiamo capito… però pure tu sei diventato più autoreferenziale di Fiorello… e sei pure mooolto noioso… stai caricando post su post solo perchè a furor di popolo non ti hanno dato ragione, come dicono i politici, A MAGGIORANZA BULGARA! giuro, se tu la fai finita con Fiorello e ’sta lagna non ti contraddico più…. nemmeno risponderò ad un prossimo tuo post!
malaparte
24 nov 2011 - 15:46 - #39Chiedo venia, ho interpretato male la tua frase.
Quanto alla collaborazione “assidua”, Tv Talk legge una o due domande dei nostri lettori in studio a ospiti di vario genere. Questa è la “collaborazione assidua”.
Mai sentita Cinzia in vita mia prima di questo scambio di vedute.
Finché non andrò a fare l’opinionista in tv (e non ho nessuna intenzione di farlo), peraltro, mi ritengo personalmente fuori dal sistema televisivo. Non fuori dal sistema informazione, ovviamente, né abitante dell’Iperuranio o arbitro super partes.
malaparte
24 nov 2011 - 15:47 - #40@Carillon: ok.
cinziabancone
24 nov 2011 - 15:48 - #41@ Davide. Hai citato elementi come la classifica You Tube e il numero dei fan FB. Stai dunque parlando dell’edizione di Tv Talk dell’annoscorso. (La classifica l’abbiamo fatta per pochissime puntate nella scorsa edizione) mentre è da un po’ che non do numeri su Fb..
In ogni caso, come scrivevo nel dialogo, Tv Talk si rivolge ad un pubblico eterogeneo che, solo in parte, non sa bene cosa sia FB o You Tube. Raccontare a questa parte di pubblico ma anche ad esperti internauti quali siano i gusti degli utenti di You Tube o quante persone in Facebook s’iscrivano a determinati gruppi o pagine è un modo per rappresentare i gusti delle varie community sul web. Sono tutti elementi che possono far riflettere il pubblico a casa.
Ci sta che a te possano non interessare perchè se vuoi la classifica te la vai a vedere da solo, ma non puoi pretendere di rappresentare la nostra platea televisiva.
Ri-ciao!
C
cinziabancone
24 nov 2011 - 15:50 - #42Il “solo” è partito per sbaglio!
malaparte
24 nov 2011 - 16:01 - #43Ecco, c’è anche questo fatto da valutare: tutte le volte che la tv parla del web o delle c.d. “nuove tecnologie”, gli appassionati del web trovano che lo faccia con superficialità. Penso ad Agorà su Jobs, alla Gabanelli su Facebook e Google etc etc.
La tv fa fatica a spiegare internet.
natan93
24 nov 2011 - 16:01 - #44ueeee, ueeeeee…tutti danno ragione a Fiorello e non a me….ueeeee, ueeeee…brutti cattivi…io sono un grande blogger televisivo…ueeeee, ueeeeeee…io ho ragione, io ho ragione….ueeeee, ueee…adesso faccio i dispettucci a voi e Fiorello…ueeeeee,ueeeee…cattivi, cattivi…siete cattivi…PRRRRRR…
VivaLaRai
24 nov 2011 - 16:06 - #45E SE AL PUBBLICO NON PIACE LO SPETTACOLO DI FIORELLO PERCHE FA 12 MILIONI? Allora statevi zitti
ventiore
24 nov 2011 - 16:16 - #46Malaparte: però ‘Il prodotto sei tu’ non era superficiale come inchiesta. I tecno-ottimisti l’hanno presa come un delitto di lesa maestà, ma di argomentazioni forti non ne ho sentite.
malaparte
24 nov 2011 - 16:23 - #47ventiore, non era superficiale ma forse poteva fare meglio, non lo so: la Gabanelli e i suoi hanno partorito puntate migliori, secondo me si avvertiva la difficoltà e la paura di entrare troppo nel tecnicismo.
kalinda
24 nov 2011 - 21:29 - #48Malaparte perchè non fate un TVTALK veramente severo, qualche canale non vi ospiterebbe? Farlo sul web?
malaparte
25 nov 2011 - 02:02 - #49Kalinda, idea affascinante.
jessychella
26 nov 2011 - 10:03 - #50La Bancone analizza la tv nella forma (nel senso proprio di televisore, di mezzo) e niente di contenuto…intervista inutile per quanto mi riguarda. Ma scusate, invece di elogiare la critica in genre, Tv Blog come mai ha bucato la notizia clamorosa dell’Auditel che sarebbe composto da solo il 5% di laureati? questa si è una notizia, non l’intervista alla Bancone per parlare ancora di voi…
P.S.: le domande con più di 3 righe, m’insegnano i giornalisti, sono specchio di presunzione ed egocentrismo.