Michele Santoro presenta «Servizio pubblico» - La conferenza stampa. 100mila persone per i 10 euro.

Michele Santoro Servizio Pubblico

Michele Santoro presenta Servizio Pubblico in conferenza stampa. Accanto a lui, Vauro e Sandro Ruotolo (new entry del progetto).

Santoro ripete quello che ormai è diventato un mantra, di fronte a una nutrita platea di giornalisti: «Io sono della Rai». Ma questa volta c'è una variazione. Perché Santoro fa notare che con lui ci sono persone che hanno condiviso una scommessa. E che quindi è con loro che dovrà prendere decisioni: queste persone non sono solo i suoi compagni di viaggio che faranno con lui Servizio Pubblico, ma sono 100mila persone che hanno contribuito, fino ad ora, con i loro dieci euro.

«Vogliamo scassare questo andamento del talk, per cui siamo immersi in questa litania "E' colpa di Berlusconi", "No è colpa di Prodi", per cui non si esce da questo valzer. E' evidente che vogliamo sviluppare un meccanismo narrativo [...] La motivazione del nostro pubblico è molto più elevata riguardo ai materiali nostri che non rispetto alla partecipazione del politico. [...] Quando vengono da noi i politici hanno la possibilità di parlare con un pubblico diverso da quello cui sono abituati negli altri talk. [...] Da noi è diverso»

E per dimostrare la sua diversità, Santoro cita l'episodio del ragazzo ad Annozero che volle provare a parlare della violenza, per spiegarla da una certa prospettiva.

«Noi vogliamo valorizzare gli elementi di narrazione che riusciamo a mettere in campo dal punto di vista del formato».



Meno talk, dunque. Se sarà vero, sarà un'ottima scelta. Così come sarà meritevole di un plauso se, una volta libero dall'ossessione dello share e dai confini editoriali della Rai, Santoro riuscirà a uscire dalla narrazione binaria dei buoni o cattivi, cercando di fare approfondimenti che riguardino l'Italia, il paese, i suoi bisogni, i suoi problemi, quelli che in pochi raccontano in tv.

Rifiuta di essere una «bandiera rossa da innalzare nella tv italiana» e afferma di voler parlare ad un pubblico più vasto: «Di destra? Perché no. Come abbiamo sempre fatto», e di non voler parlare a un circolo chiuso che condivide già le stesse idee.

Su La7 e il mancato accordo, Santoro ribadisce che c'era un problema di controllo. E di problemi relativamente a «quello che poteva dire il Governo». Poi racconta che avrebbe potuto esserci un accordo per una raccolta pubblicitaria comune fra SKY e La7: La7 non ha fatto l'accordo con SKY.

«Questo avrebbe fatto nascere il terzo polo. E' una notizia, questa? Non lo so. E' il segreto di pulcinella. Tutti la sanno, ma nessuno la scrive»

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