L'Arena - L'Italia guardona e il video di Belen (pretesto per alludere ad altro)

arena giletti
La puntata di oggi dell'Arena di Giletti era dedicata all'Italia guardona e al video porno di Belen. Bisogna riconoscere il coraggio del conduttore nello sdoganare su RaiUno uno scandalo noto per lo più agli internauti, con una linea di condotta che lascia però perplessi.

Se la Rodriguez fosse stata ancora un volto di RaiUno o la tanto consacrata primadonna del Festival si sarebbe parlato dell'argomento alla domenica pomeriggio?

Eppure della proposta di vendere questo video alle varie redazioni, con tanto di reato di estorsione dietro l'angolo, già si vociferava l'anno scorso, ma Belen era nel pieno della carriera e andava protetta, da Fabrizio Corona in primis che ne ha tutelato l'immagine "a modo suo".

Poi lo scherzetto del video che ha iniziato a girare tra gli amici dei giornalisti, provvisti di copie private. A dichiararlo oggi in studio Selvaggia Lucarelli, colei che ha dato il la al passaparola online segnalando per prima la disponibilità del filmato in rete.

L'Arena - il video di Belen
L'Arena - il video di Belen
L'Arena - il video di Belen
L'Arena - il video di Belen
L'Arena - il video di Belen

Tutti a favore di Belen, Giletti in primis


Giletti, dunque, si occupa dell'argomento nel momento in cui ha assunto un risvolto giuridico, vista l'indagine in corso sull'eventuale reato commesso di Pedopornografia, se Belen fosse stata realmente minorenne ai tempi dell'atto come lei stessa dichiara. Il conduttore ha così commentato il caso nel monologo a inizio puntata:

"Questo filmino è stato mandato da qualcuno, non si sa chi, su Internet. E' stato girato tanto tempo fa dal fidanzato, Belen era d'accordo ma era una cosa che doveva restare tra loro. Si fa una grande violazione della privacy, si colpisce in modo grave la ragazza che era minorenne, secondo quanto lei sostiene. C'è chi dice che sia un'altra delle stategie promozionali che riguardano Belen. Dietro questo c'è sempre più un'Italia che ha voglia di guardare dietro il buco della serratura. A Napoli, dove si è campioni dell'arte di arrangiarsi, ne hanno fatto centinaie di copie vendute in dvd".

Per poi aggiungere, in corsa:

"Stiamo parlando di una ragazza che non ha nessun bisogno di avere questo tipo di pubblicità. Non appartengo al coro di chi pensa questa cosa".

E subito, in una puntata che sembrava inizialmente remar contro Belen, è partita la difesa sperticata della sua immagine, già avviata a Domenica Cinque nelle scorse puntate. D'altronde lo stesso Giletti, dopo una nota rissa di qualche anno fa, ha fatto pace con l'agente di lei Lucio Presta. Persino dal pubblico parlante, nel chiacchiericcio generale, è partito lo slogan "Noi siamo tutti a favore di Belen".

La Mussolini difende Belen o qualcun altro?


Il più ambiguo e strumentale di tutti è stato l'intervento di Alessandra Mussolini, che a un giorno dal suo debutto come ospite del Grande Fratello pensa bene di denunciare il voyeurismo televisivo. E, più che difendere Belen, sembra difendere qualcun altro di più "importante", la cui vita privata è stata messa alla gogna


"Purtroppo lo si vede dal successo di alcune trasmissioni dove i concorrenti sono spiati 24 ore su 24. Non ce la facciamo più di dover andare a vedere cosa fanno le persone. Quello che fai tu in camera da letto sono fatti tuoi. Io voglio sapere se rubi, se fai bene il tuo lavoro, se fai bene le cose parlamentari o meno. Qual è la tua attività nel privato, a meno che tu nel privato possa compiere atti illeciti, non mi interessa".

Poi c'è Maria Giovanna Maglie, giornalista che ha lei stessa per agente Lucio Presta. E ovviamente difende la Rodriguez, a sua volta, dalle accuse di farsi pubblicità:

"La verità brutta non è tanto che circoli questo video e che ci siano i guardoni, ma che i 2/3 di chi lo guarda pensa sia un modo di farsi pubblicità".

L'Italia guardona... e i retromessaggi


Infine c'è spazio per i soliti voli pindarici dell'Arena, dall'indagine sul sindaco in atteggiamenti inequivocabili (ma lui grida al fotomontaggio) alla testimonianza telefonica di una donna che è finita su Internet con le sue foto intime.

La morale della puntata? Basta il bunga bunga sbattuto in prima pagina. O sul web, sulla cui libertà incondizionata tutti gli ospiti hanno puntato il dito per l'intera puntata. Come certa politica comanda.

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