
Qui si racconta come sia stata trattato il tema fiction italiana nello studio di TvTalk. E si aggiungono un paio di considerazioni.
C’è un mondo, la fuori, che vorrebbe convincerci che la fiction italiana sia bella e valida. E che possa addirittura competere con la fiction europea. Persino con quella britannica. Esiste davvero, quel mondo, e si è materializzato oggi nello studio di Tv Talk, con buona pace di Massimo Bernardini che ha provato a fare qualche domanda pungente, di Sebastiano Pucciarelli che ha provato a provocare parlando degli inglesi, di Silvia Motta che ha raccontato la moria di ascolti delle fiction italiane.
Di fronte, hanno trovato un mondo, quello di chi dirige la fiction italica, che ci crede e che lascia basiti per la mancanza di consapevolezza dei propri limiti e per la semplificazione con cui si riduce il problema della fiction italiana a sole questioni di budget.
Andiamo con ordine. Ospiti in studio, proprio a parlare dello stato della fiction italiana, c’erano i due responsabili del settore fiction Rai e Mediaset, Fabrizio Del Noce e Giancarlo Scheri, oltre a Fabrizio Salini (Direttore Intrattenimento e Serie SKY). Salini non era chiamato a commentare produzioni proprie, questa volta, ma acquisti. Del Noce e Scheri, invece, dovevano parlare delle ore e ore di fiction che producono i due network. Che non vanno benissimo in termini d’ascolto. E che, soprattutto, prestano il fianco a molte critiche.
Ma i due direttori sembrano completamente fuori dalla realtà e difendono il loro prodotto con un catenaccio di parole e motivazioni che ha dell’incredibile.

Fabrizio Del Noce commenta la realtà Rai, perché preferisce guardare «in casa». E individua due spiegazioni fondamentali per la crisi d’ascolti della fiction: «Primo. Lo pegnimento delle reti durante l’estate». Ovvero una nauseante programmazione di repliche. «Secondo, un problema strutturale. L’access prime time di RaiUno ci fa partire molto bassi». Secondo Del Noce, comunque, i problemi riguardano solamente le miniserie: la lunga serialità va bene.
Ma quanto costano, le fiction Rai? Del Noce è piuttosto specifico: 1,1-1,2 milioni di euro a puntata per le serie da 12, 1,4-1,5 per le miniserie da 6 puntate, da 3,6 a 4,5 per quelle da due puntate.

Dal canto suo, Scheri è contento degli ascolti sul target giovanile e sul target commerciale. Anche se, in termini assoluti, l’unica fiction Mediaset di stagione a superare il 18% è stata Dov’è mia figlia. Per Scheri è solo un problema di soldi e di frammentazione dell’ascolto: se c’è meno share, il budget impiegato è per forza inferiore e questo potrebbe andare a scapito della qualità. Il fatto che Scheri ragioni solo in termini di prodotto e con un’ottica mai rivolta al lungo periodo, lo dimostra anche la sua analisi e spiegazione sul fatto che Mediaset stia virando verso miniserie drammatiche, preferite alle comedy: il drama fa cambiare meno canale, la commedia invece genera un più veloce “abbandono del prodotto” (sic!).
Quanto al costo, Scheri fornisce il dato della media del costo orario: 500mila euro all’ora su 120 serate.

Federica Velonà, in studio, prova ad azzardare una critica, sostenendo che nella fiction non si sperimenti e che si dia poco spazio ai giovani. Ai giovani registi, soprattutto.
Del Noce nega: «Scommettiamo sui giovani, specialmente a livello di attori e attrici. E sui registi, per quale motivo si dovrebbe ragionare sull’età anagrafica? Si ragiona sull’attendibilità e la professionalità».
Scheri la butta solo sul prodotto e sull’unico dictato possibile: «Contenere i costi e generare fedeltà. Magari con progetti che ci consentano lunga e lunghissima serialità».
Poi intervengono Lorenzo Flaherty e Gabriella Pession. Nessuno fa autocritica. Anzi, la Pession, per autodefinirsi, spende i termini attrice (legittimo: lo fa di professione) e artista (un po’ meno legittimo: dovrebbero dirtelo gli altri, che sei un’artista).
Entrambi prendono tremendamente sul serio quel che fanno e, quando sono chiamati al paragone con la realtà americana, liquidano il tutto dicendo che si tratta di «un altro mondo».
Tutto questo sembra semplicemente troppo comodo. E del tutto slegato dalla realtà. Per fortuna, in studio, Bernardini ci prova e sostiene che il paragone della fiction nostrana con quella straniera non regge.
Scheri però è pronto a parare anche questo affondo con la solita strategia: in U.S.A. hanno troppi soldi, il paragone non va fatto con i prodotti statunitensi ma con la fiction europea. E poi esagera: «La fiction italiana è di gran lunga migliore di quella europea».
Sebastiano Pucciarelli: «E quella inglese, allora»?
Scheri: «Migliore anche di quella inglese».
Bernardini prova a stuzzicare anche Del Noce sul tema, sottolineando come la critica sulle fiction sia impietosa. Il direttore di Rai Fiction difende, come il collega, il suo operato e quello della sua struttura. Il prodotto non è affatto imposto dal target “vecchio” di RaiUno, spiega Del Noce.
«Noi lo scegliamo, il prodotto, tenendo conto anche di quelle che possono essere le generazioni che devono affacciarsi al mondo della fiction.»
E sulla critica:
Ritengo che ci sia da parte della stampa una preclusione rispetto a ciò che è televisione.
Critiche negative? Ce ne importa abbastanza poco. Loro continuano a vendere sempre meno giornali, noi continuiamo ad avere il nostro pubblico.
Non si preoccupi, Del Noce. Non c’è solo la carta stampata. Ci mettiamo anche noi a dirlo: la fiction italiana è imbarazzante.
E le difese a oltranza che non ammettono che, per prima cosa, in Italia non si investe sull’innovazione, sulla ricerca, sulla scrittura e sui giovani, sono una vera e palese fuga dalla realtà.
Liukss
29 ott 2011 - 18:52 - #1Le fiction nuove sono in crisi perchè ripropongono sempre le stesse cose con gli stessi protagonisti ma con titoli diversi.
La qualità è sempre stata premiata.
Prendo l’esempio di Canale5 dove poche fiction si sono salvate, tra tutte Come un delfino e Squadra Antimafia. Hanno fatto ascolti perchè sono state fatte bene altre invece come Sangue Cando, Non smettere di sognare, I liceali sono andate male perchè erano ORRENDE
vale9001
29 ott 2011 - 18:59 - #2Quando il direttore di fiction mediaset ha detto che le nostre fiction son meglio di quelle inglesi mi sarei alzato avrei voluto urlare
Misfits!!
Being human!!
Skins!!
Downton Abbey!!
Sherlock!!!
Doctor Who!!
Luther!!!
The Glades!!
Torchwood!!
Scusate ma questa è ignoranza bella e pura. Tutte queste serie vanno nelle generaliste inglesi, gli inglesi hanno superato persino gli inglesi in qualità televisiva e parlo di tv generalista, ormai quella americana spesso è inutilmente stra incensata perchè ormai di serie veramente belle americane ce ne sono 4-5 al massimo, escludendo ovviamente la tv via cavo.Ecco la tv inglese ormai compete con la tv via cavo americana! Scusate l’accanimento ma per un’appassionata di Tv quella di Scheri è stata una bestemmia.
Chi volesse informarsi un po’
http://www.serialmente.com/2010/12/30/keep-calm-and-watch-telly-the-bloody-best-of-2010/
http://www.serialmente.com/2010/09/28/keep-calm-and-watch-telly-autunno/
auditv
29 ott 2011 - 18:59 - #3Insomma siamo alle comiche direi..in italia una serie come “Misfits” non c’è. Volevo aggiungere ai 2 di osare di piu’ e di non limitarsi sempre alla miniserie della guaccero o alla miniserie di Garko!ma dico io..ci vuole tanto a scrivere delle storie belle?e non le solite fiction rosa che hanno stancato?
vale9001
29 ott 2011 - 19:00 - #4#persino gli americani
85mat
29 ott 2011 - 19:03 - #5del noce mi sa che si e’ dimenticato che le repliche estive di raiuno delle fiction vincevano le serate , infatti canale 5 e’ stata l’unica rete che ha dovuto stravolgere il suo palinsesto di prime tv nella prima serata togliendo parenthood e le profezie di avignone che perdevano contro le repliche
lunatre
29 ott 2011 - 19:13 - #6ho gia scritto tutto sotto…..
simone85
29 ott 2011 - 19:15 - #7Meglio di quella inglese? Wahahahaahahhahaa!!!!!!!!!!!!!
Ma si sono mai visti una puntata di Luther questi? Come possono confrontarla metterebbero con una qualsiasi cosa italiana?
border_mind
29 ott 2011 - 19:19 - #8Vergogna! Vergogna! Vergogna! Io mi domando sempre, ma quando vanno a dormire questi signori che sono lì per essere amici di amici del politico, che devidono le fiction e accettano nelle loro fiction autori raccomandati e ATTORI cani amanti dei vari politici-produttori non si vergognano mai? Come fanno a tornare in famiglia, guardare i propri figli con orgoglio? Vergogna! Ci avete fatto diventare, anche televisivamente, una barzelletta
heinz
29 ott 2011 - 19:20 - #9aggiungerei ROBIN HOOD come paragone per la fiction britannica… ci vuole davvero un’ignoranza incredibile o un coraggio barbaro per ritenere le produzioni italiane all’altezza o addirittura migliori…
gugly
29 ott 2011 - 19:31 - #10Ho scritto questo intervento quasi quattro anni fa…è ancora attuale, sigh!
http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=180&Itemid=79
modem
29 ott 2011 - 19:48 - #11Non conosco le fiction inglesi ma vorrei sapere ccosa hanno di così speciale.
Poi sti due dirigenti, uno più incompetente dell’altro.
marcolovesbrittney
29 ott 2011 - 19:52 - #12Trovavo Scheri una figura poco competente e per nulla autorevole sin dai tempi in cui era direttore di Rete4. Cmq lui ha il suo bel schelutruccio nell’armadio. Nel 1991 recitava (da cani) come attore nel telefilm per ragazzi ‘Cristina, l’Europa sia noi’. Ho foto che lo provano. Nel mondo di Raiset tutti possono diventare tutto all’occorrenza: direttori, attori, dirigenti, magari anche ministri, perchè no? Ma dove stanno la preparazione e la competenza? Il risultato in tv sono le orribili e anacronistiche fiction italiane. Che per fortuna stanno crollando negli ascolti, comprese quello del bello e inespressivo Gabriel Garko.
gugly
29 ott 2011 - 19:52 - #13Per la mia piccola esperienza di spettatrice mi pare che le fiction americane abbiano il coraggio di rischiare su temi che in prima serata su RAI 1 non andrebbero MAI ( ma avete mai visto anche una sola puntata dei vari CSI? In un episodio della serie MIAMI si parlava di un tizio sbranato da un coccodrillo in piscina collegato ad un giro di escort serie, non all’acqua di rose come l’improbabile simpaticona interpretata dalla Pession)
ermia
29 ott 2011 - 20:07 - #14@vale9001 E vogliamo parlare di una serie come Orgoglio e Pregiudizio,del ‘95,con Colin Firth?Vogliamo parlare anche di Jane Eyre della BBC,una delle poche trasmesse anche in Italia?Ho sentito parlare molto bene anche di North and South,tratto dal romanzo di Elizabeth Gaskell.Siamo su un altro pianeta…Con quale coraggio osano dire che la fiction italiana è la migliore?
@Liukss La qualità paga?Ti riferisci forse a prodotti come Terra ribelle?Alla marea di miniserie targate raiuno di una banalità imbarazzante,che pure soso state seguite da un minimo di sette milioni di telespettatori.. Se poi è qualità quella della fiction “Come un delfino”,le cose cambiano..
TidusFFX
29 ott 2011 - 20:12 - #15Per una buona sceneggiatura non servono budget stratosferici, tuttavia poi per la messa in pratica di ciò che sta scritto su carta ci vogliono budget, attori e registi. Posto che il budget americano sono d’accordo che non possiamo permettercelo, tutto il resto potrebbe essere alla nostra portata. Quindi sì, c’è un problema. Tuttavia il problema non è che non abbiamo la capacità realizzativa, ma semplicemente non abbiamo la volontà. Il discorso di Scheri sulla commerciabilità della fiction è l’esempio della mancanza di volontà di provare nuove strade a favore di un prodotto di sicura vendibilità. In parole povere, se Garko vende bene, e posto che l’obiettivo è vendere il prodotto, facciamone fare dieci di fiction a Garko. Poco importa se Garko è le sue fiction sono quello che sono, l’importante è che l’investimento fatto nella produzione di questo prodotto, generi un profitto sicuro. Con questa logica è chiaro che poi i risultati sono questi.
chuck94
29 ott 2011 - 20:12 - #16Questo è un argomento troppo vasto,cercherò di esporre ciò che penso il più brevemente possibile.
A livello di ascolti,non penso che le fiction rai siano in forte crisi:nonostante tutto molte stanno sul 19% di media,dunque non penso che a livello di ascolti i risulati siano cosi pessimi…cmq è vero che molte fiction sono ad un livello rasente il ridicolo,specialmente quelle mediaset:i problemi sono già stati elencati in maniera vasta da voi:livello di recitatur assente(tranne casi eccezionali),storie ripetitive e nessuna voglia di osare…come potrete vedere dal mio nickname,io sono un grande fan di chuck,una fiction che,in America,nonostante sia fatta benissimo a mio avviso,ieri ha esordito con la prima puntata dell’ultima stagione con appena 3.3 milioni,ascolti bassissimi…le fiction italiane dovrebbero SERIAMENTE prendere esempio dalle fiction straniere e investre maggiormente sulle fiction fantasy secondo me,perchè questo genre è quasi sconosciuto nel nostro Paese mentre all’estero sta prendendo piede e sta avnedo un grande successo…se una fiction italiana avesse 1/10 di bellezza di un Chuck,di un Doctor Who o di una serie crime stile Ncis o Csi(e a me queste nemmeno piacciono)già sarebbe un notevole passo avanti…
chuck94
29 ott 2011 - 20:13 - #17p.s la Pession non me l’immaginavo cosi vanesia…mi scuso per il post lunghissimo,e mi sono anche limitato XD
warrior
29 ott 2011 - 20:13 - #18Avete dimenticato un’altra serie britannica bellissima…Merlin…
E dico a questi due…Ma fateci il piacere…ahahahahah XD Le serie inglesi se la battono con quelle americane senza tanti problemi…Le fiction italiane se la possono battere con quelle tedesche e spagnole…Secondo me pure le serie francesi sono superiori…
chuck94
29 ott 2011 - 20:16 - #19in campo internazionale:le serie spagnole fanno quasi tutte pena,quelle tedesche non le conosco.quelle francesi sono nettamente superiori a quelle italiane…la classifica sarebbe:
1.Americane
2.Inglesi
3.Francesi
4.Italiane
5.Spagnole
con l’incognita di quelle tedesche
ermia
29 ott 2011 - 20:32 - #20@TidusFFX Possono anche mettere Garko in dieci fiction all’anno,non è questo il problema.E’ il modo in cui Garko è usato,e come lui tanti altri,a costituire il problema.Se gli fanno fare fiction fatte con il copia-incolla,dove cast e ingredienti sono per lo più gli stessi,è normale che il risultato è quello che è.Se l’effetto,come ho già scritto nell’altro post,è da Ciak!Buona la prima!è ancora più normale che il risultato qualitativo sia quello.Io non vedo proprio in generale,indistintamente tra rai e mediaset,cura e attenzione nel realizzare un prodotto,e secondo me non è solo un problema di budget.
ugo
29 ott 2011 - 20:38 - #21 (nascondi)solo del noce e fouri dal realta , perche del noce e incapece,, e fa solo flop. invece Schieri è bravvissimo e molto capace visto che ficion di grande succeso.
corrado
29 ott 2011 - 21:01 - #22marò che palle con sta storia che tutto quello che viene fatto fuori dall’italia deve necessariamente essere più bello di quello che produciamo noi..per voi anche una yaris è meglio di una ferrari semplicemnete perchè la casa automobilistica non è italiana e..viene da fuori!
ma siamo un pò sciovinisti ogni tanto e non guardiamo sempre a quello oltre confine come migliore..ma che qazzo!
secondo me siete tutti prevenuti e sono minimo tre anni che non vedete un minuto di fiction italiana. faccio la stessa domanda di modem…che hanno di tanto speciale ste cose straniere da essere sempre preferite alle nostre?
corrado
29 ott 2011 - 21:05 - #23poi non capisco perchè si parli di calo degli ascolti solo riferito a quelli delle fiction..è un fenomeno che sta interessando tutta la programmazione non solo il genere di del noce o scheri.
alberodulivo
29 ott 2011 - 21:19 - #24A me piacciono solo le fiction in costume.
vale9001
29 ott 2011 - 21:44 - #25@corrado
lascia perdere, guardati 5 minuti a caso di una fiction da quelle da me citate e vedrai.
vale9001
29 ott 2011 - 21:45 - #26e tra le inglesi ho dimenticato Shameless, altro super capolavoro!
Flashboy
29 ott 2011 - 22:34 - #27Su 10 fiction rai in 8 c’è sempre la Pession BASTAAAAAAAA idem Garko su canale 5!!
shinichi2
29 ott 2011 - 23:03 - #28il problem delle fiction italiane è ke vista una di ogni genere, viste tutte… di melò basta ke vedi lponore e il rispetto, e hai visto tutte le altre, di poliziesco, vedi distretto idem, come commedia, vedi i cesaroni e hai visto pure le altre… l’unica si distingue comincia tra poco su rai1 e incrocio le dita sperando che vada bene
simone85
29 ott 2011 - 23:48 - #29Cioè, tanto per dire: per capire quanto in UK stiano avanti basta vedere un trailer.
http://www.youtube.com/watch?v=ztxrVBrifHo
gregor
30 ott 2011 - 09:55 - #30paragonare la fiction italiana a quella inglese e dire che la prima è meglio è come paragonare l’acqua al vino e dire che la prima ha più sapore..
Ma questio Scheri ha mai visto una puntata di Downton Abbey, la fiction in costume che da due anni a questa parte sta facendo ascolti mostruosi su ITV? ITV è tv commerciale come Canale 5, ma siamo su un altro pianeta. Livello qualitativo altissimo, recitazione straordinaria e ogni doemnica 9 milioni di telespettatori ne restano estasiati.. e anche in UK c’è la frammentazione degli ascolti.. come la mettiamo allora?
jag-green
30 ott 2011 - 10:11 - #31Parafrasando, il sonno del confronto con l’Europa genera due incubi come questi.
gian90t
30 ott 2011 - 13:23 - #32Quando vedrò in Italia una serie minimamente originale e poco politically correct come Kebab 4 Breakfast (TEDESCA) o spregiudicata e innovativa come Skins (UK, ha messo sotto per me qualsiasi concorrente americana nei teen drama), oppure “nuova” per l’epoca come Paso Adelante, e non la solita poltiglia fatta di mafiosi e storie d’amore in costume, e magari con storie che non scadono SEMPRE nel perbenismo, allora forse potrebbero dire di essere all’altezza delle produzioni europee. Fin ora solo Romanzo Criminale e Boris, per me, ci riescono. Se poi lanciamo il confronto con gli americani, c’è solo da riderli in faccia a questi due
gian90t
30 ott 2011 - 13:28 - #33http://www.youtube.com/watch?v=mlSaMD9Slio Questa è Skins (1 season) fenomeno di CULTO a livello internazionale, che ha guadagnato pure un adattamento americano fatto da The CW. Questa serie viene trasmessa da E4, il secondo canale di Channel 4, una rete che fa molti meno ascolti di quanti ne faccia Italia 1 da noi, ma questo non gli limita. Non è sempre questione di soldi, qua è che non hanno coraggio, non hanno capacità. Da noi pure Così fan Tutte per una scena spinta viene mandato in terza serata. Immagino cosa sarebbero Skins, o i Tudors, se fossero state prodotte in Italia