Paolo Ruffini: "Lavoriamo per la Dandini, ma non per Parla con me. Su La7 puntiamo a numeri e qualità"

Paolo Ruffini La7
Paolo Ruffini, ex direttore di Rai3 - con una percorso abbastanza travagliato alle spalle -, dal 10 ottobre direttore de La7, racconta a La Stampa qualche retroscena del suo passaggio da una rete all'altra. La scelta di accettare la proposta della rete del gruppo Telecom Italia è stata dettata dalla necessità di dimostrare di non essere una persona "imbullonata alla poltrona". Inoltre, La7 è una sfida entusiasmante perché Ruffini vuole scontrarsi con le reti maggiori e batterle:

D’altronde le sfide si vincono anche, venerdì Crozza ha battuto, con uno spettacolo praticamente teatrale, costruito in tv, Canale 5, Raidue, Raitre. Anche Formigli con Piazzapulita va benissimo. Sono successi di cui mi posso vantare perché i palinsesti in onda adesso non li ho decisi io

Una direzione partita davvero con il piede giusto, la sua. Sebbene "rimpianga" qualche programma della vecchia rete - Sostiene Bollani, ad esempio -, promette scintille anche su La7. Non vuole anticipare nulla che non sia già noto, come l'accoppiata Saviano e Fazio, o il ritorno del bravissimo Marco Paolini, ma fa intendere con Serena Dandini le trattative sono aperte:

La Rai ha commesso l’errore di chiudere uno dei migliori programmi in onda, il suo, e lei è sul mercato: certo, ci stiamo parlando. E lavoriamo a un progetto diverso rispetto a Parla con me

Racconta di come lui sia fermamente convinto che al pubblico si debbano dare programmi che da un lato possano fare buoni numeri, ma che dall'altro non manchino di qualità. Un programma su cui aveva fortemente creduto quando era a capo di Rai3 era Che tempo che fa. Le prime puntate non sono andate bene quantitativamente, ma "sentiva" che il successo sarebbe arrivato e per fare tv è necessario anche questo sesto senso.

Tornando a parlare di La7, è felice della libertà che la rete gli concede. E'...

liberissimo. E devo pensare solo a La7, non ad un insieme di canali, come alla Rai. La mia visione è la stessa: una rete con una fisionomia precisa, che va dal mattino di Omnibus , di Myrta Merlino, di Benedetta Parodi, al pomeriggio di Atlantide , al tg di Mentana, e poi Gruber, Lerner. All stars ma anche quotidianità: una rete che il pubblico sceglie perché la sceglie, non perché la subisce

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