
Hollywoodreporter e Deadline non hanno dubbi: YouTube si è accordata con la Warner Bros., la BermanBraun, FremantleMedia e Shine Group (e altre major dell’entertainment) per un progetto da 150 milioni di dollari, il tutto per allestire almeno 24 canali sul tubo che offriranno contenuti televisivi: dalle news all’intrattenimento (un’operazione che si affianca a un’altra avventura di YouTube: la vendita di merchandising e musica indipendente).
Ecco come rispondono, da YouTube, all’annosa quastione dei contenuti illegalmente caricati sulla piattaforma in violazione del copyright: per non violare il copyright, devono aver pensato a San Bruno (California), e andare al contrattacco, i contenuti ce li produciamo da noi.
Non è una cosa da poco: si tratterebbe di una vera e propria piattaforma televisiva alternativa ai canali tradizionali. I tempi sono maturi e YouTube ha i numeri per farcela - a differenza di precedenti esperimenti, troppo pionieristici e naif, di cui abbiamo spesso dato conto su TvBlog in passato, abbandonando poi le speranze. Questa volta è diverso: a Mountain View avranno il dente avvelenato per Google+ (che in un primo momento andava forte - vedi sondaggio su downloadblog - e che poi, con una gaffes clamorosa di un dipendente Google è stato definito, internamente, un patetico ripensamento)e vorranno buttarsi a capofitto su questo nuovo progetto. Che, visto l’investimento iniziale e i nomi in ballo, potrebbe davvero essere un concorrente credibile alla tv tradizionale.
Che accadrà in Italia? Ci sarà qualcuno pronto a raccogliere la sfida? La Rai, che usa YouTube regolarmente, si adeguerà e metterà in piedi un suo progetto? Oppure l’atteggiamento verso la rete continuerà ad essere di chiusura come quello di Mediaset? Probabilmente, questa volta, non passerà molto tempo prima che si possa scoprirlo.
mgk1234
18 ott 2011 - 21:00 - #1mediaset, causa spaventosa arroganza sul tema, non ha mai mai mai fatto qualcosa di decente sul web. dove non hanno la rendita di posizione e il mercato bloccato, dimostrano una pochezza irritante e imbarazzante.
i jumpy i five stores, quella porcheria di mediaset video (la piattaforma video più fastidiosa, pasticciata, pesante del pianeta, ti viene da dar capocciate contro il muro ogni volta che devi destreggiarti in mediaset video)
Franco2bis
18 ott 2011 - 21:36 - #2I tempi sono più che maturi: è finita l’epoca in cui su internet i video erano francobolli sgranati. Ora Youtube dà la possibilità di caricare video a 1080p, quando in tv l’alta definizione stenta ancora a prendere piede.
amazing1972
18 ott 2011 - 21:40 - #3cos’ha google +? l’articolo lo descrive come cosa da dimenticare
kalinda
18 ott 2011 - 22:00 - #4speriamo anche in Italia.
ventiore
18 ott 2011 - 22:31 - #5amazing1972: forse parla del numero di iscrizioni in calo e della diminuzione del volume complessivo d’attività postata su quel social network, che peraltro sarebbe anche molto meglio di FB: non fosse altro perché i contenuti rimangono di tua proprietà e sono in ogni momento modificabili.
makkillottu
18 ott 2011 - 22:49 - #6Oltretutto già Major discografiche investono in DIRETTE streaming, campionati automobilistici (come il WRC, che ha messo su YouTube TV stagioni intere di magazine televisivi) mettono anni ed anni di library… è un patrimonio immenso!!!
ventiore
18 ott 2011 - 22:54 - #7Doveva succedere, sono anni che parlano del futuro dei mezzi di comunicazione ed il futuro si costruisce passo dopo passo. Ogni aspetto della nostra società verrà in contatto con Internet ibridandosi, e quindi anche l’industria culturale. Youtube, inteso come portale d’offerta di contenuti video, immagino faccia giornalmente numeri complessivi ben più alti di quelli di una qualsiasi televisione esistente. Ed è ovvio: non spendi un soldo ed hai però la possibilità di costruirti personalmente il palinsesto come in una paytv. Le televisioni fanno bene a aprire canali su youtube: sanno creare contenuti e youtube è un’oasi in espansione. Oasi perché la concorrenza è tanta, ma in generale i professionisti ed i soldi pochi. In espansione perché Internet è in espansione: sempre più persone lo usano, e sempre per più tempo. In Italia arriveremo in ritardo, ma ci arriveremo: non penso che le sette generaliste saranno le prime a fare sul serio, ma sarebbe bello che una Rai finalmente in mano a professionisti selezionati in base al merito facesse il suo dovere.
malaparte
18 ott 2011 - 23:05 - #8amazing1972: segui i link e lo scoprirai ;)
http://www.downloadblog.it/post/15105/google-e-un-patetico-ripensamento-gaffe-pubblica-di-un-dipendente-google
ventiore
18 ott 2011 - 23:35 - #9Malaparte: però a me quel comunicato è parso un po marketing virale, perché l’obiettivo di Google è proprio quello di creare un sistema integrato composto da contributi di esterni e prodotti pensati da loro. So che sembra assurdo quel che dico, ma da un po ha rallentato e questo dipendente dice proprio quello che Google sta facendo e che si aspettino tutti faccia. A me molti ‘errori’ sembrano poco ‘errori’. Sono ‘errori’ che capitano anche nella discografia e nell’industria videoludica. Arrivare ai numeri di Fb a breve termine è impossibile, a medio è difficilissimo, poi si vedrà. Google vuole essere ovunque, ma non è detto che debba essere prima della classe ovunque.
Però è condivisibile la critica, assolutamente.
ventiore
18 ott 2011 - 23:42 - #10Ma potrebbe non esser così, ovvio.
Comunque ovviamente non è necessario passare per i grandi gruppi per sfruttare le possibilità della rete, però certo youtube ha una fama, un bacino d’utenza ed una pervasività tali da essere preferibile per andare sul sicuro.
malaparte
19 ott 2011 - 00:25 - #11Anche se siamo un po’ ot, a me sembra che, al momento, sia evidente che G+ abbia perso il primo (ma anche il secondo) scontro con Facebook.
ventiore
19 ott 2011 - 03:47 - #12Il problema è che ormai FB non è una moda, ma piuttosto un’abitudine. È nell’immaginario: hai voglio a fare un buon prodotto se ti scontri con un simbolo dei nostri tempi … è la stessa sorte che tocca ai portali video se confrontati con Youtube o che toccherebbe ad un’enciclopedia online posto che c’è Wikipedia.
Però devo aggiungere che non è che FB ha scalzato Myspace in un mese e mezzo.
O si inventano un target o rendono irrestistibile l’approccio sistemico che portano avanti per sempre più persone (youtube+gmail+gplus+android+eccetera,eccetera), ed a quel punto G+ è un tassello, non il fulcro. Quindi, ecco, la vedo così: dipende dai parametri e dalla prospettiva da cui si vede la cosa. Se per vincere doveva sostituire FB entro l’anno allora nasceva perdente. Se per te invece perde perché non ha un’identità distinta da quella di FB è un buon punto, però, per quel che vale, per me sarebbe migliore G+ se non fosse vuoto e inutilizzato rispetto a FB. Il problema è che un social network funziona grazie alle interazioni che si sviluppano al suo interno e quindi sì, torniamo al principio: FB è il re dei social network, però in G+ i contenuti rimangono tuoi e possono essere in ogni momento modificati, la privacy è più tutelata. Su FB il diritto all’oblio non esiste, ed è per questo che sono fake là.
tanaka
19 ott 2011 - 08:20 - #13Berlusconi fu bravissimo, o geniale, o fortunatissimo, a fare quella mossa a suo tempo.
Perchè pochi sono i colpi che ti permettono di vivere così di rendita.
Non solo con i canali limitati ha avuto ovviamente concorrenza limitatissima, nel nostro caso l’unica concorrenza era della Rai; che è una cosa un po’ diversa.
Dopo diventa facile stare a galla anche senza manco essere bravo: tanto la gente a casa non aveva tante alternative.
Solo adesso, pian piano con internet, oltre al digitale terrestre e il digitale satellitare, si sta vedendo quanto scricchiolino (o proprio floppino) certi canali e prodotti.
.
Un giorno le frequenze varranno ben poco, la concorrenza sarà ampia, e allora voglio vedere. Si vedrà chi è veramente caxxuto nel fare i contenuti. Del resto, manterrano in minimo di valore forse giusto cose come “gli studios”. Personalmente, figuriamoci, seguo un paio di persone che trasmettono su cose come ustream (e poi volendo lo si può ripescare come podcast audio su iTunes ecc.) dal loro soggiorno ma non è che uno possa fare “Amici” in un salotto di casa.
Oltre all’editoria tradizionale, pure Mediaset già non vale più come un tempo. Probabilmente non solo per la crisi.
.
Queste cose sono anche banali da dire.
.
Il sottoscritto non è neanche un gran amante di grandissime spese pubbliche.
Ed è vero che i soldi sono/erano quelli che sono. Però, a pensare male, un’idea di uno dei motivi per cui il governo non abbia mai sbloccato le risorse per digital divide e internet in generale uno se la fa: di molto o di poco spingerebbe nella direzione di mandare i possedimenti celebri del Cavaliere prima a farsi friggere.
makkillottu
19 ott 2011 - 11:32 - #14Ecco alle library televisive a cui mi riferivo nell’altro post: http://www.youtube.com/show/worldrallychampionship?s=2008
makkillottu
19 ott 2011 - 18:32 - #15http://www.youtube.com/shows LA7 si è già super-lanciata, tutti i programmi INTEGRALI sono sul tubo!!!!!!!