
Ritorna la collaborazione fra TvBlog e Tv Talk e ritorna, per i nostri lettori, la possibilità di fare una domanda a un personaggio televisivo. Quest’anno, per ricominciare con questa formula che ha funzionato piuttosto bene in passato, abbiamo scelto, insieme alla redazione di Tv Talk, di cominciare con Riccardo Iacona, il popolare giornalista di RaiTre che conduce il suo Presadiretta - a giudizio del sottoscritto, e non solo, uno dei migliori giornalisti televisivi in circolazione.
Lasciate le vostre domande a Riccardo Iacona nei commenti.
La redazione di Tv Talk ne sceglierà una e la rivolgerà al giornalista nel corso della puntata di Tv Talk che andrà in onda sabato 8 ottobre alle 14:55 su RaiTre, condotta, come di consueto, da Massimo Bernardini.
Lo scorso anno abbiamo inviato le nostre domande a Gerry Scotti, Fabio Fazio e Claudio Bisio; a uno degli autori del Grande Fratello, Gian Maria Tavanti; al capoprogetto di Colorado; a René Ferretti (il personaggio interpretato da Pannofino in Boris) e abbiamo proposto una parodia a Elio e Rocco Tanica.
Quest’anno ricominciamo dal giornalismo.
Discoigor
06 ott 2011 - 12:51 - #1in questo clima e in questo momento storico che sta passando la RAI, le e’ mai venuta voglia di dare le dimissione alla sua azienda e provare nuove esperienze altrove?
lunatre
06 ott 2011 - 13:12 - #2per un giornalista all’attacco questo periodo è una vera manna
Andrea C.
06 ott 2011 - 13:47 - #3Domande in particolare non ne ho, però voglio fare i miei complimenti a Iacona per il programma che seguo sempre.
Franco2bis
06 ott 2011 - 14:15 - #4Io vorrei chiedergli se ha vissuto le stesse difficoltà della Gabanelli sul versante contratti, visto che fa un programma molto simile.
Cesare Zannelli
06 ott 2011 - 14:42 - #5Ho apprezzato il suo servizio sui precari che lavorano nel suo programma. Ma provocatoriamente le domando: la RAI le ha mai chiesto di utilizzare personale assunto? Ed eventualmente perchè ciò non è stato possibile?
canguro71
06 ott 2011 - 14:55 - #6In un programma di denuncia come il suo non si ha la sensazione di essere sempre in bilico tra il dover dire tutte le informazioni raccolte senza filtrare nulla di nulla, in altri termini c’è autocensura dietro i suoi ampi, sorprendenti e scottanti reportage?
mk75
06 ott 2011 - 14:59 - #7Diciamo che non si può fare a meno di pensare ad una staffetta immaginaria tra Presa diretta e Report (anche se i 2 programmi hanno uno stile diverso).
Li guardo entrambi (e entrambi li apprezzo) ma ho questa domanda per Iacona: quanto pesano le sue idee sul “taglio” delle puntate? Se devo essere sincero quando finisce una puntata di Report mi viene da riflettere sull’argomento trattato, mentre quando finisce P.D. penso a quanti colpi hanno assestato ai “colpevoli” di turno (siano essi persone, aziende o istituzioni).
grazie e complimenti per la trasmissione
MAtteo
pattok
06 ott 2011 - 15:26 - #8trasmissione stupenda che seguo sempre.
e meno male almeno Iacona è rimasto !
domanda…signor Iacona,vorrei un commento sul fatto che Nicole Minetti (ma anche il Trota) prendono all’anno 150mila euro e il governatore di New York (il più pagato degli stati uniti) “solo” 135mila… oppure i collaboratori più stretti di Obama che ne prendondo “solo” 100mila.
mi ricordo così dalla prima puntata di presadiretta,dove rimasi scioccato.
alcott86
06 ott 2011 - 15:36 - #91) cosa si prova a lavorare per un azienda che è sempre più in balia della lottizzazione poltica e che sempre più spesso dà prova di volersi autodistruggere?
2) cosa pensa del caso Dandini e Santoro?
3) cosa farebbe per risollevare lo sorti di un servizio pubblico ormai limitato alla sola terza rete (per altro quella che sempre più spesso concilia audiece e qualità)?
complimenti per il suo programma!
alcott86
06 ott 2011 - 15:38 - #10errata corrige: “un’azienda”
balenotto90
06 ott 2011 - 16:38 - #11Dottor Iacona seguo sempre con interesse le sue inchieste, in particolare ho apprezzato quelle sulla camorra, essendo io originario di località vicine a quelle da Lei messe sotto la lente d’ingrandimento. Le chiedo, in quanto giornalista, se durante questi anni di inchieste si è disinnamorato del nostro Paese.
white
06 ott 2011 - 17:23 - #12ma l’orecchino? :D
francodalucca
06 ott 2011 - 17:24 - #13La stimo per le Sue trasmissioni ”sempre in prima linea”. Le chiedo se pensa di fare una trasmissione sul sindacato italiano a 360 gradi. Un sindacato che non protegge i precari,i disoccupati, gli ultimi insomma, a cosa serve rappresentare solo chi il lavoro ce l’ha gia’ o i pensionati? Forse assicurarsi le quote sindacali?Cosa fanno di concreto le RSU, e i distacchi sindacali? e l’utilizzo delle ore di permesso sindacale ad personam? insomma faccia venire allo scoperto”il nero” del sindacato. Grazie
Chiarutz
06 ott 2011 - 17:30 - #14Ammiro moltissimo il programma ma mi domando: Quando vi affidate ad esterni per realizzare i servizi, chiedete garanzie sulla loro correttezza nei riguardi dei lavoratori? Anche se non a livello ufficiale, vi informate su questi aspetti?
Come posso provare a lavorare con voi?
DR84
06 ott 2011 - 18:28 - #15Signor Iacona, seguo sempre con vivo interesse le sue trasmissioni. Devo confessarle che al termine di ogni puntata, mi prende un senso di impotenza e malinconia.
La mia domanda: Cosa ne pensa di Ferrara e della sua propaganda che ci rifila quotidianamente ogni sera?
Marco Zonetti
06 ott 2011 - 21:19 - #16Cosa può dire per convincere i giovani a continuare a studiare e lottare contro mille difficoltà per prendere una laurea, quando giornalmente si vedono esempi di persone che occupano posti di rilievo nelle istituzioni per meriti non propriamente scolastici o culturali? I giovani italiani che studiano e s’impegnano hanno ancora un futuro in cui sperare, o - se non vogliono tentare strade meno lecite - devono rassegnarsi a una condizione di precariato eterna?
Grazie infinite del suo lavoro e del suo impegno encomiabile.
katrina512
06 ott 2011 - 21:57 - #17A Report la Gabanelli ci ha abituati alla “buona notizia”, a presa diretta avete mai pensato alla possibilita’ di fare una puntata su “nonostante tutto” dedicata agli esempi positivi che possano ispirare altri a mettercela tutta, a trovare soluzioni, a farcela nonostante lo sfacelo politico ed economico?
paolo873
07 ott 2011 - 07:12 - #18Hai intenzione di realizzare nuovi reportage riguardanti non solo problemi interni dell’Italia?
Ritengo “La guerra infinita” uno dei migliori prodotti giornalistici rai degli ultimi 10 anni
Discoigor
08 ott 2011 - 16:34 - #19:)
alcott86
08 ott 2011 - 16:35 - #20wow hanno scelto la mia domanda!!!che bello…grazie :-)
sandro scarcella
26 ott 2011 - 09:25 - #21Salve, sembrerà strano, ma la soluzione dei problemi economici del mondo, e non solo economici, è talmente semplice che non ci ha pensato nessuno. E’ come cercare gli occhiali, averli sul naso e non vederli: Dematerializziamo il denaro, mandiamo il denaro contante in pensione. Tutte le attività criminali sono ovviamente a scopo di lucro, cioè servono per guadagnare denaro senza fatica. Il denaro in questione è liquido, in contanti. Eliminiamo il denaro contante. La signora che va a prendere la pensione alle poste se la farà accreditare in banca, dovrà fare un piccolo sacrificio: imparare a memoria il PIN. Come contropartita otterrà la sua tranquillità personale: nessuno la potrà scippare perchè il denaro non c’è più. Le MAFIE andranno in tilt, non avendo più alimentazione moriranno. Scomparirà l’evasione fiscale, il lavoro in nero. Nel giro di poco tempo la società si ripulirà da tutta una serie di parassiti. Scomparirà anche la corruzione, si alleggerirà l’attività giudiziaria, le forze dell’ordine potranno dedicarsi nel fare rispettare alcune regole che in un momento storico di caos come questo vengono sacrificate, ma che trasgredite inquinano la qualità della vita di tutti i giorni ecc….. guarda quante cose si risolverebbero mandando fuori corso il denaro contante. Non ho bisogno di fare altri esempi, lei è persona preparata e capirà sicuramente quello che scrivo e che dico da un pò di tempo. La prego pubblichi qualcosa in questo senso, glie ne sarei infinitamente grato.
Grazie per l’attenzione. Sandro Scarcella