Sabato Academy - La prima puntata. Forse Mattia Sciascia rientra in gioco

Sabato Academy

E' in onda lo spin off del sabato pomeriggio di Star Academy, condotto da Daniele Battaglia e Alessandra Barzaghi, un talk show di commento, in cui si parla, sostanzialmente, della puntata del programma, si disserta sui tre nominati (Mattia Corti, Alessandra Normanno e Francesca Romana D'Andrea) e si dà loro la possibilità di esibirsi nuovamente, in cavalli di battaglia.

Vedere il programma, alla luce delle critiche su Star Academy (sostanzialmente unanimi, a quanto ho avuto modo di leggere. Qualcuno più morbido, qualcuno più duro, ma comunque di Star Academy non si è proprio potuto parlare bene nemmeno volendo) e del pessimo risultato in termini di ascolti, lascia una sensazione di surrealtà. Perché ci sono siparietti, si fa talk show, si vedono clip su presunte storie d'amore, addirittura qualcuno imita qualcun altro fra i concorrenti, insomma: si parla dei talent di Star Academy come se tutto fosse un grande successo e come se i ragazzi fossero già famosi. Il che è un po' strano.

Anche perché per essere un pomeridiano su un talent, funzionerebbe anche. Ma non può funzionare da solo. Le esibizioni singole sono molto più interessanti di quanto sentito nel prime time (il che, consentitemelo, è davvero paradossale).

Poi il piccolo "colpo di scena": Mattia Sciascia, protagonista in negativo di un'esibizione con Syria - non per colpa, ma perché da casa, semplicemente, non si sentiva niente visto che c'era stato qualche problema audio in studio -: il concorrente, eliminato al televoto, potrebbe rientrare in gara in qualche modo che non è ancora stato svelato. Gli viene data la possibilità di fare un suo cavallo di battaglia. Sceglie "Avrai" di Claudio Baglioni, roba che per farla devi avere un'estensione vocale fuori del normale. Non è così.





E' questo, forse, che non funziona? La presunzione? Ad un certo punto viene detto: E' scontato che siano tutti bravi, altrimenti non sarebbero qui. No, non è assolutamente scontato. Anzi. Lo devono proprio dimostrare, di essere bravi. E tutto, ma proprio tutto, fin dall'esordio del programma, era volto, invece a far passare un dato di fatto: che i talenti di Star Academy siano per forza di cose dei mostri di bravura. Non è così. E non deve nemmeno esserlo: trattasi di talent show. I concorrenti devono avere talento ma devono anche crescere nel loro percorso. Se no, a chi interessa?

E invece non si fa che esaltar la bravura di tutti. Anche quella di Mattia Sciascia, che da metà "Avrai" in poi non fa che tirare tutte le note per i capelli.

Nel finale, la candidata all'eliminazione secondo il sondaggio web del programma - l'emo sedicenne Alessandra Normanno - si mette a contestar Grignani: lei non si era piaciuta nell'esibizione, lui cercava di riportarla coi piedi per terra: Hai sedici anni, eri tu. E Grignani non appare più quando ci sono i saluti finali (eccolo nell'immagine, il posto vuoto lasciato accanto a Syria).


Star Academy è un mondo tutto al contrario. Quasi più gradevole lo spin off del programma "madre". Forse perché viste le premesse non c'era ansia da prestazione. Però, se non decolla il programma "madre" lo spin off parla fatalmente del nulla.

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