Santoro attacca La 7 (e RaiTre): "Mi sento ancora della Rai"


Intervista in esclusiva per Tv Talk, il programma di Massimo Bernardini che parte domani su RaiTre nella nuova fascia oraria delle 14.40, con Michele Santoro. Il conduttore, fuoriuscito (con buonuscita) dalla tv pubblica, e alle prese con l'organizzazione del suo nuovo progetto I Comizi d'amore, insiste su un leitmotiv già sentito nei suoi tanti monologhi di apertura ad Annozero:

Io sono uno della Rai in libera uscita. Per cui quando la Rai mi vuole io sono della Rai. Ho detto che sono più della Rai di tante persone che sono rimaste nella Rai. Quindi io mi sento un giornalista della Rai anche adesso che sono fuori dalla Rai.

Come noto Santoro avrebbe potuto trasferirsi a La7, ma il rapporto con la dirigenza della rete tv si è rotto aprendo un fronte anche con Enrico Mentana. In quest'intervista l'ex conduttore di Annozero non è per nulla tenero con la rete di TI Media e nemmeno con RaiTre che rischia di perdere ascolti, ma riserva un complimento al direttore del Tg La 7:

Io dubito che La7 possa diventare la nuova Rai3. Rai3 nasceva in condizioni completamente diverse dal punto di vista politico, dal punto di vista economico e sociale. C’è il rischio che La7 erediti una parte del pubblico di RaiTre, cioè che Rai3, in una crisi di identità, regali un pubblico a La7 che sarebbe un pubblico tradizionale di Rai3. Soprattutto grazie al fatto che La7 ha un grande professionista che si chiama Enrico Mentana, che ha illuminato di modernità una televisione che in generale non è che presenti tantissimi aspetti innovativi.



Comunque l'obiettivo di Santoro resta quello del suo nuovo programma multipiattaforma con l'obiettivo di farne un appuntamento fisso, non più un singolo evento come nei casi di Raiperunanotte e Tuttiinpiedi:

Mai come questa volta è vero quello che ci hanno insegnato: che il medium è il messaggio. Cioè l’esistenza di un programma che va fuori dai network esistenti e che comunque vive e che può arrivare a contare milioni di persone che lo guardano, come abbiamo dimostrato che si può fare con ‘Tutti in piedi’ e con ‘Rai per una notte’. Beh, questa e’ una rivoluzione strutturale. Aldo Grasso ha detto che fino ad adesso abbiamo dimostrato solo di essere capaci di fare degli eventi e che invece non sarebbe stato possibile trasferire sotto il profilo seriale questa esperienza. Adesso noi proveremo a dimostrare che Aldo Grasso si sbaglia.

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