Ma come ti permetti?!

miccio gozzi
Se consentite, il sottoscritto vorrebbe criticare un programma di Real Time. Non per partito preso, ma quantomeno per compensare un po' la valanga di consenso incondizionato che ha elevato l'ottava rete nazionale a panacea della tv italiana. Sicuramente, per buona parte, lo è: sintonizzarsi sul suo palinsesto a qualunque ora è un'iniezione di buonumore, misto a curiosità scacciapensieri.

In più il canale ha una vocazione aspirazionale che può aprire uno spiraglio di luce, in un'Italia in piena crisi. Basti pensare a Cerco e Vendo casa disperatamente: nel target di acquirenti di Paola Marella si può identificare una ristretta cerchia di imprenditori benestanti, che hanno un rapporto quantomeno disinvolto con il denaro. Ma chiunque può guardare e sognare, anche se il target del programma è autodichiaratamente "per nababbi".

L'intera Real Time sembra parlare a un pubblico di consumatori che ha un alto status di vita, smentendo l'ipocrisia di una programmazione a misura per massaie e riuscendo a unire il buon gusto dell'elite e una massa che non si sente discriminata. La prova viene dal suo ampio riscontro sul digitale nonostante i contenuti milanocentrici.

Però ci sono due volti che, visionati in dosi massicce tra un primo passaggio e l'ennesima replica, possono risultare un po' troppo sopra le righe. Trattasi di Enzo Miccio e Carla Gozzi, i fashion stylist che, per il solo fatto di essere diventati cult, si possono permettere di dire a chiunque "Ma come ti vesti?".


Spesso lo fanno con ironia e un'intesa di coppia dar far invidia a Will & Grace (ma i conduttori sono molto più macchiettistici). Peccato che, nella puntata andata in onda un paio di sere fa, i due abbiano un tantino esagerato, violando il confine tra irriverenza del format e rispetto della persona.

Protagonista un'impacciata donna di mezza età che, per lavoro, si divide tra il Principato di Monaco e Montecarlo. Vista la sua inettitudine in fatto di look ed estetica Miccio, giustamente, spera che Grace Kelly non si rivolti nella tomba (e questo ci sta tutto).

A un certo punto, però, lui e Carla non si limitano a giudicare con fare sprezzante il suo look. No, si spingono a criticare senza pietà un'amica della concorrente di turno, mostrata in una clip, dicendole che frequentare certe persone non la porterà da nessuna parte e che, oltre al guardaroba, dovrà farsi anche nuove amiche.

La diretta interessata ci ride su, quando dovrebbe ribattere a ognuno dei due con un "Ma come ti permetti?". E' la concorrente che ha scelto di mettersi in gioco in tv: che senso ha offendere una persona a lei cara che non c'entra nulla?

Va bene quando ti criticano perché sei vestita male, ma fare del sarcasmo superficiale sui tuoi affetti è troppo. Passi un simpatico elogio dell'apparire e dell'indispensabile superfluo, ma arrivare a misurare i rapporti umani sulla base della convenienza non è il massimo. Specialmente se, tra una battuta e l'altra, finisci per sdoganare certi classismi da mobbing d'ufficio.

Bisognerebbe ricordare a Enzo e Carla che spesso, proprio negli ambienti più chic, chi conta di più è quello che ostenta di vestirsi trasandato o di non seguire l'etichetta, perché se lo può permettere. Effetto opposto e di gran lunga più cheap è, invece, quello del "vorrei ma non posso", di chi si mette in cattedra e dà lezioni agli altri per non mettersi forse, a sua volta, in discussione.

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