Se la Tv si fa il Blog - Il caso di Pomeriggio 5

Il blog di Pomeriggio 5

Pomeriggio 5 si è fatto il blog. Presentato nella prima puntata della nuova stagione del programma di Barbara D'Urso, il blog della trasmissione è lì a far bella mostra di sé, online. Sulla carta può anche essere una buona idea, anche se è molto difficile trovare davvero una formula che possa far convivere insieme la tv mainstream e la libertà del web. E il caso in questione non fa eccezione.

Per convincersene basta fare un giro fra i commenti del blog ufficiale di Pomeriggio 5 e riflettere per pochi secondi sui commenti che ci sono, per esempio, su TvBlog: là praticamente solo complimenti, qui molto spesso dure critiche e discussioni accese (nonostante la moderazione, che può non essere esente da errori ma che, perlomeno, consente il dialogo e il confronto fra opinioni diverse, nel rispetto delle linee guida). Sia chiaro: nemmeno al sottoscritto piacciono i flame più scatenati, soprattutto perché non aggiungono nulla agli argomenti di cui si discute, non arricchiscono e va a finire che i vari contendenti si arroccano sulle proprie posizioni e non c'è nemmeno quel minimo scambio che rende interessante una conversazione sul web.

Ma allo stesso modo, come può essere interessante, un blog ufficiale dove ci sono solo complimenti, messaggi entusiastici e un tono da agiografia costante? Purtroppo c'è un fatto: il fatto è che le conduttrici e i conduttori televisivi molto "amati" sono spesso anche molto "odiati" (mi consentirete le virgolette, giacché non me la sento di dedicare le categorie dei sentimenti-senza-virgolette al rapporto che un telespettatore può avere con un personaggio della tv, ma al tempo stesso sono i termini più semplici da utilizzare). E a chi sta davanti alla telecamera, generalmente, piace essere "amato", ma non allo stesso modo essere "odiato" (anche se qualcuno che la sapeva lunga, un tempo, diceva: purché se ne parli, ché è l'indifferenza la vera nemica di donne e uomini dello spettacolo). Al web, invece - ammesso che esista, l'entità web -, piace tanto poter giudicare tutto e tutti. E' il suo più gran pregio (ed è anche un difetto clamoroso, quando il rumore di fondo supera il livello della comunicazione costruttiva. Ma accade sia per i detrattori che per i fan indiscussi: complimenti proni e critiche selvagge sono entrambi ascrivibili al rumore di fondo).


Così, cos'altro ci si può aspettare, da un blog ufficiale di un programma (nell'immagine, un rarissimo commento di "critica", se così si può dire, perso nel marasma del resto)? Nulla di più, nulla di meno. La tv non può avere un suo blog. Non nel senso più chiaro e limpido del blog. La tv richiede moderazione, richiede edulcorazione e controllo. Internet no. E al web - questa fantomatica entità che non esiste, perché se mai esistono le persone che lo popolano - questa forma di controllo non piace, perché proprio non gli appartiene.

Da un lato è confortante. Diversamente, tutti i blog sulla tv potrebbero chiudere domani mattina e tutti noi saremmo costretti a fare dell'altro. E invece restiamo qui, a rivendicare - con sempre maggior fatica - il nostro diritto a proporvi le nostre opinioni.

Dall'altro lato, però, ci si chiede se la genesi di blog ufficiali di programmi di intrattenimento non sia un tentativo, piuttosto che di favorire l'interazione - signori miei, l'interazione ammette la critica e ci fa i conti -, di far genuflettere una certa fetta di pubblico online alle esigenze della tv. Nel caso, comunque, anche questo, come tutti i tentativi di mettere insieme il web e la televisione mainstream, sarebbe destinato a fallire.

Perché il web richiede un livello di libertà che la televisione mainstream non gli può proprio consentire.

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