Pippo Baudo ricorda a TvBlog Enzo Tortora: “Quella volta io, Enzo e Craxi a Italia Parla”

Enzo Tortora e Pippo Baudo, due dei 4 moschettieri della Rai, assieme a Corrado e Mike Bongiorno, ritratti mentre sono ospiti di Mina, in una celebre fotografia che fa mostra di se nel bar di via Teulada a Roma, sede del mitico studio 1.

Proprio nei giorni scorsi c’è stato l’anniversario dell’arresto di Tortora, avvenuto a Roma il 17 giugno del 1983. Tortora era nella capitale in quel periodo, perché stava registrando un programma per Rete4 “Italia parla”, in cui venivano ospitati politici che rispondevano alle domande del pubblico presente al teatro Eliseo, appunto in Roma. In coppia con Tortora a condurre quel programma c’era Pippo Baudo, a cui TvBlog ha chiesto un ricordo di quelle settimane romane. Ecco il racconto di Baudo a TvBlog, dedicato a Tortora e a quell’esperienza televisiva di trent’anni fa.

Quella volta io, Enzo e Craxi a Italia Parla

di Pippo Baudo

Ho conosciuto Tortora in un programma che si chiamava “La conchiglia d’oro”, che era un concorso in cui gareggiavano dei gruppi musicali. C’era Renato Carosone, Riccardo Rauchi, Marino Marini ed il mio gruppo, perché avevo anche io all'epoca un gruppo musicale. In quell’occasione conobbi Tortora, di cui ero già grande ammiratore. Ricordo che quella volta lui simpaticamente mi disse: “lei è laureato in giurisprudenza, venga a trovarmi a Roma sarò un suo avvocato”, nel senso che avrebbe difeso la mia causa artistica. Poi ci ritrovammo proprio in quel giugno del 1983, quando facemmo insieme per Rete4 “Italia Parla”, un programma dedicato alle elezioni politiche imminenti.

Quel programma veniva registrato presso il teatro Eliseo in Roma. In mezzo al palcoscenico c’era una grande poltrona, di tipo cardinalizio, dove il politico si andava a sedere e veniva interrogato. Ricordo quando venne De Mita e gli consigliai di non sedersi su quella poltrona e lui raccogliendo il mio invito disse di volersi sedere sugli scalini del palcoscenico, fece scaturire un grande applauso dal pubblico presente in sala. Disse che lui era un uomo di paese e non quindi avvezzo a sedersi su quelle poltrone monumentali, la cosa piacque alla gente. Mentre Craxi (Qui la registrazione da Radio Radicale di quella puntata, ndr) ci maltrattò, sia me che Enzo.

Ricordo che io ed Enzo preparammo delle domande per Craxi, lui appena arrivato in teatro, quando vide i fogli che avevamo in mano, fece per strapparceli dalle mani per leggere in anteprima le domande che gli avremmo fatto. Tortora gli lesse le domande, poi però prima di andare in onda mi chiamò da una parte e mi disse “ora cambiamogliele tutte, alla faccia sua!”. Craxi pensava così di aver scoperto il copione, che però poi diventò un altro e ci rimase malissimo.

Quella notte del 17 giugno, ricordo che mi svegliarono per dirmi che avevano arrestato Tortora, la mia prima reazione fu di incredulità, non ci volevo credere. Pensai che mi stessero facendo uno scherzo, poi però scoprii che non era uno scherzo. Mi sono poi ritrovato da solo a condurre “Italia Parla”, non sapendo poi come comportarmi, perché l’arresto fu talmente eclatante e fatto in una maniera così vergognosamente spettacolare, con tutti quei fotoreporter e cineoperatori convocati per riprendere quella passeggiata con Enzo ammanettato come un delinquente, una cosa indegna.

Lui una volta mi regalò un libro, che poi a mia volta ho regalato. Si trattava di un libro scritto da lui nel 1967, che si chiama “Le forche caudine”, che mi regalò con una dedica particolare che diceva così: “Nella speranza che tu non sia mai costretto a passarle”. Poi, guarda un po’ i casi della vita, le “forche caudine” le ha dovute passare lui. Quando poi la figlia di Enzo mi ha chiamato per partecipare all’apertura di una libreria intitolata a Tortora, ho pensato di portare quel libro. Perché ho ritenuto moralmente giusto in qualche modo ridarglielo.

Pippo Baudo

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