MOSTRA DI VENEZIA FRA CINEMA E TV: la cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me...

Ho già osservato che la televisione, nonostante il dispiego di mezzi e di persone (molto meno del passato), non ce la fa a reggere il confronto con quel che passa alla Mostra. Questa televisione mi ha fatto tornare alla memoria i versi di una bella canzone composta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, interpretata da Patty Pravo: "... la cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me". Presunzioni poetiche. vere. Applicate alla sono false. I versi mi sono tornati perchè la Mostra ha ospitato un buon documentario su Vasco intitolato "Questa storia qua": da Zocca all'Italia e al mondo, e di nuovo a Zocca. L'ho visto e l'ho gradito. Forse un po' troppo "seduto".

Ho appreso comunque tante cose da un lavoro che viene proiettato nei cinema e andrà in tv prima o poi. O mai. Chissà. A proposito di ciò: cantanti e canzoni trovano posto sul video in modo casuale e transitorio, spesso come una marketta buona per palati meno fini e subito archiviata nel magazzino degli ascolti e delle emozioni, spesso labili, quelle che pretendono di sostituire quelle più profonde, durevoli.

Eppure la canzone è una delle strade che nella storia del cinema e soprattutto della tv ha segnato delle tappe importanti, dai film di Domenico Paolella (ad esempio "Canzoni canzoni canzoni") alle prime dirette dal Festival di Sanremo alle sceneggiate del grande Quartetto Cetra, e così via. Vicende note, dimenticate, da approfondire.
Ma torniamo ai versi che si addicono a una strana ingessatura dei programmi che le tv dedicato alla manifestazione. I programmi sono stati ridotti di numero rispetto al passato e sono orientati da una stancante, prevedibile linea di condotta: le interviste, i servizi dei tg, qualche inquadratura dei film, il red carpet.

Ovvero: la tv molti anni cominciò a "cantare" dicendo di voler contribuire a cambiare la vita al cinema ; e invece la situazione è la seguente: mentre il cinema naviga, la tv è da qualche anno in una bonaccia triste e non cambia soprattutto a Venezia, caso mai peggiora.

Sarebbe interessante analizzare i programmi dalla Mostra nel tempo. Ricordo gli anni di RaiCinema con lunghe ore di trasmissione molto gradite dal pubblico (le conferenze stampa e i talk show con ospiti, testimoni, trailer, scene,eccetera), appuntamenti che integravano la stessa Mostra con contributi vivaci e significativi.

La prova dell'interesse suscitato dalle ore di trasmissione era la grande attenzione dei giornali, dei quotidiani, della stampa anche non specializzata. Sempre pareri favorevoli. Ma anche sfavorevoli, in misura nettamente minore. Si capì subito che questi ultimi erano semplicemente agguati: si trattava di attacchi ad hoc, tipici in casa dei media quando abbonda la voglia di fare lobby per condizionare un successo palese, metterlo in pericolo, candidare persone amiche.

L'acqua scorre nella Laguna ma il problema di una Mostra in tv raccontata bene e capace di diventare un punto di riferimento informativo, e di commento, resta e si aggrava. Le televisioni cambiano ma cambiano improvvisando, regredendo a cronaca sterile e a commento poco utile, autoreferenziale, di chi parla. Gli elogi sono sperticati. I complimenti da capogiro. Gli ossequi mafiosi. La genericità obbligatoria.
"La vita non ce la fa a cambiare me" sembra dire la televisione con i versi truccati di Vasco e Patty Pravo. Per forza: la stessa tv ha imposto immagini, parole, format, stili in una sorta di caricatura delle informazioni e delle opinioni. Nessuno sembra farcela a cambiarla.

In questo modo, gli spettatori che amano il cinema e approdano al Lido si guardano intorno smarriti. Intronati dalla tv che non ce la fa proprio a cambiare. Fate la prova per constatarlo, sintonizzatevi sui canali generalisti,digitali e satellitari.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: