La delibera Agcom sull'ordine dei canali resta in vigore


Nessuna rivoluzione nei telecomandi degli italiani: l'ordinamento automatico dei canali del digitale terrestre (LCN) resta in vigore. Il Consiglio di Stato ha concesso la sospensiva della sentenza del TAR che aveva accolto le rimostranze delle reti locali rispetto ai criteri utilizzati per stabilire la numerazione dei canali. La sospensiva era stata richiesta dall'AgCom e dal Ministero dello Sviluppo Economico per evitare che si tornasse al "far west" con decine di canali sovrapposti fra loro.

La decisione non scontenta nemmeno la FRT - Federazione Radio Televisioni che non auspicava il ritorno al caos precedente l'emanazione (contestata) dell'LCN. Come dichiarato dal presidente Filippo Rebecchini:

la sospensione dell'esecutività da parte del Consiglio di Stato delle sentenze del TAR Lazio è una buona notizia e consente all'intero sistema televisivo, nazionale e locale, di continuare ad operare in un regime regolamentato scongiurando così le incertezze derivanti dalla mancata assegnazione della numerazione dei canali.

I problemi rimangono e la questione non è affatto chiusa visto che anche il secondo grado di giustizia amministrativa ha stabilito che la "congruità ed idoneità della fase istruttoria precondizionata alla adozione di tale regolamentazione" deve essere valutata. Il TAR non è stato sconfessato quando aveva riconosciuto la necessità di far prevalere “gli ascolti” e il bacino d’utenza per fissare una graduatoria che non penalizzi le reti tv locali.

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