
Piero Marrazzo ritorna in Rai. Lo avevamo già preannunciato l’anno scorso. L’ex conduttore di Mi manda RaiTre, ex presidente della Regione Lazio, travolto da uno scandalo (e da un ricatto, non dimentichiamolo. Oltre all’essersi resi ricattabile, naturalmente) che lo ha portato alle dimissioni dagli incarichi politici e poi a un percorso di purificazione (termine orrendo, ma non saprei come altro definirlo) e anche a una lunga intervista-confessione rilasciata a Repubblica, si riaffaccia al mondo della televisione.
E lo fa da questa sera, firmando un documentario in onda su RaiTre alle 23:40 dal titolo Somalia: un leone senza denti. Un racconto, attraverso protagonisti somali, della condizione di instabilità di una terra in cui l’Italia ha avuto un ruolo controverso e, indubbiamente, molte responsabilità.
Le parole di un uomo importante, sua eccellenza Mohamed Sheikh Hassan, primo ambasciatore somalo in Italia, guidano l’evoluzione del paese in un itinerario evocativo che attraversa le diverse fasi politico-sociali della Somalia, dalla crescita fin dall’inizio del ‘900 della colonizzazione passando per l’amministrazione fiduciaria italiana del 1960 e l’illusione della Repubblica, fino all’involuzione, dalla dittatura di Barre e ai tragici venti anni di guerra civile. Nella descrizione dei temi principali si inseriscono trasversalmente alcune delle questioni cruciali, politiche, economiche, sociali e religiose della Somalia. Il documentario proporrà interviste effettuate esclusivamente a uomini e donne appartenenti alla comunità somala: ciascuno con un ruolo differente, ad offrire un’interpretazione eterogenea della diaspora somala. Sono stati intervistati a Dubai il professor Mohamed Munye Kassim, storico dell’Islam presso le Università di Sharjah e di Toronto, Hussain Ali Ahmed, director SPC, Federal Government of Somalia, Somali Petroleum Corporation, Omar Hagi Ibrahim, uomo d’affari, Mohamed Y. Adam, produttore televisivo, Ahmed Ali Ahmed Noor, ingegnere. A Londra sono stati intervistati Ridwan Haji Abdiwali e Jamila Hassan Garruun, giornalisti Universal TV e Maryan Mohamed Jimale, artista ed attivista somala.
Niente volto in video, dunque, per Marrazzo. Ma, come già preannunciato, un’inchiesta. La prima di due che segnano il suo ritorno.
sbairdss
01 set 2011 - 12:34 - #1sicuramente come giornalista era ed è valido.
tare8888
01 set 2011 - 13:15 - #2questo pervertito deve stare in galera non in televisione,leggetevi l ultima intervista che ha fatto poverinio.una su tutte per le donne e la sua idea dei trans,sono donne all’ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria.ma vai a farti curare
tare8888
01 set 2011 - 13:18 - #3povera moglie e figlie
fabbb
01 set 2011 - 13:36 - #4purificazione?
io lo definirei un percorso di ipocrisia
zen
01 set 2011 - 13:55 - #5Non mi piace molto l’andata e ritorno tv-politica-tv (un po’ stile Santoro e Lilli Gruber, ma Marrazzo era in un ruolo molto più esposto). Mettendo da parte le miserie del piano umano, l’inchiesta sembra molto impegnata e impegnativa, ce ne fossero di più anche a Mediaset staremmo tutti meglio. Magari serve ad espiare le colpe…
Giugiola
01 set 2011 - 13:58 - #6Come giornalista non si discute, come politico ha lavorato bene..il resto è privato!!
interstellar-overdrive
01 set 2011 - 14:15 - #7un leone di nome Priscilla
maso84
01 set 2011 - 14:50 - #8Sono abbastanza indeciso su cosa scrivere sinceramente.
Il mio lato critico però prevale.
Mi spiego. Stimavo Marrazzo di “mi manda raitre” perchè aveva il carisma per fare quel programma, diceva le cose in faccia e cercava per quanto poteva di risolvere le controversie, una volta diventato però presidente di regione si è visto diciamo sopraffare dal lato oscuro del suo carattere.
La cosa che mi deprime però è che non è l’unico (vedi presidente del consiglio e vari parlamentari) che tornano in tv subito dopo semplici e banali scuse, quando ci sarebbero persone più valide che devono accontentarsi delle briciole solo perchè lavorano con onestà.