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Harlem contro Manhattan

Pubblicato: 08 lug 2006 da Malaparte

Se vi andrà, vorremmo inaugurare, nella nostra sezione Amarcord una serie di riferimenti a vecchi telefilm e serie tv che hanno fatto la storia della nostra tv. Saremmo lieti di ricevere vostre segnalazioni o richieste: di quali telefilm vorreste leggere su tvblog? Scriveteci senza paura. Noi cominciamo così, con una serie vista proprio questa mattina in due suoi episodi. Uno, decisamente storico.
Gary Coleman interpreta ArnoldSono ormai anni che Italia1 campa sulle repliche ripetute di certe serie americane. Una di queste, che ha segnato l’infanzia di almeno un paio di generazioni, è Diff’rent Strokes, tradotta in italiano come Harlem contro Manhattan, poi come Il mio amico Arnold, infine come Arnold. 189 episodi per 8 stagioni, le prime sette sulla NBC, l’ultima sulla ABC, dal 1978 al 1986.
La serie ebbe un grosso successo, al punto che ospità alcune guest star degne di nota. Nella puntata andata in onda questa mattina su Italia1, faceva la sua comparsa nientemeno che Nancy Reagan, che si esibiva in una telefonata con il marito - non in scena - costringendolo a dirle “Ti amo” di fronte all’ambasciatore russo, e poi in un pistolotto moralista sull’uso delle droghe. La serie, pur intrisa di moralismo made in U.S.A., rappresentava comunque un tentativo di sostenere l’integrazione fra due realtà estremamente diverse. Persino da alcune battute si poteva leggere fra le righe un minimo di coscienza politica trasversale:

Lisa (compagna di classe di Arnold): “Il mio nome è Lisa e sono repubblicana”
Nancy Reagan: “Grazie, Lisa, ma penso che anche i democratici la pensino come te”.

Curiosi i destini di alcuni fra i suoi protagonisti. Gary Coleman (Arnold) diede la voce a un cartoon basato su se stesso (Gary Coleman Show) e, affetto da una malattia chiamata lupus nephritis, forma di nanismo che ti mantiene sempre con l’aspetto di un decenne, sarebbe rimasto congelato nei panni di quell’Arnold che gli diede la fama da bambino. Vittima di una serie di vicissitudini devastanti - ben riassunte su Carmilla -, Gary Coleman è arrivato al capolinea del destino di tutti gli attori americani che hanno saputo conciliare la propria sfiga e la politica (ironia della sorte, come il caro vecchio Regan): si è candidato. Come governatore della California, surclassato dall’altro attore - meno sfigato, va detto - che, guarda caso, si chiama Arnold. Schwarzenegger. Strano il destino, eh?


Ma l’ironia della sorte è stata crudele con almeno altri due protagonisti di questa serie.
Dana Plato, che interpretava Kimberly, è morta l’8 maggio del 1999 di overdose, probabilmente suicida. Aveva solamente 35 anni: era stata licenziata dalla produzione dopo essere rimasta incinta del rocker Lenny Lambert. Verrà riassunta, ma la serie chiuderà poco dopo. La madre di Dana muore di leucemia, l’attrice si lascia trascinare nel vortice dei filmacci low budget (su tutti, Kiss, una sorta di lesbo-erotico vietato ai minori), posa nuda per playboy ma riesce a essere sfigata anche lì: pensate un po’ che succede - e lo vedete dalla copertina -: nonostante un servizio dedicato di cinque pagine cinque (non riesco a trovare immagini certificate che provengano da quel servizio, anche se foto più o meno sexy di Dana si trovano ovunque), La copertina di Playboy del 1989 in cui uscirono le foto di Dana Platola sua performance viene oscurata dalla centerfold, la Playmate dell’anno. E come si chiama, questa benedetta playmate? Kimberly! A voler essere precisi, si chiama Kimberly Conrad, e Conrad era il cognome dell’attore che, in Diff’rent Strokes, recitava nel ruolo del buon padre di famiglia, il signor Drummond. Ammettiamolo: queste convergenze di situazioni e nomi sono ai limiti del credibile.
Arrestata per furto, appare ancora in copertina di una rivista “poco casta”, il mensile di orientamento lesbo “Girlfriend”. Infine, il suicidio, dopo una drammatica intervista radiofonica. In tutto ciò, trovò il tempo per recitare in una serie abbastanza considerevole di film - sempre B-movie - e per diventare la prima attrice a far parte di un videogame. Si trattava di Night Trap, 1992, SEGA. Ovviamente per adulti, ovviamente censurato e bollato dalla critica, ovviamente oggi considerato un titolo pionieristico.
Todd Bridges, il fratello di colore di Arnold, Willis Jackson, conduce una vita non meno dissoluta: diventa miliardario, poi comincia a avere problemi con la giustizia, viene più volte incriminato per traffico d’armi e di stupefacenti, poi diventa il conduttore di una trasmissione televisiva evangelico-cristiana, sulla rete TBN, Trinity Broadcast Network, infine partecipa a Skating with Celebrities, un reality. La fine più decorosa che sia concessa oggi a un attore di medio-bassa importanza. Del resto, è stato eliminato nel secondo episodio. Poi ha sconfitto Vanilla Ice in Celebrity Boxing, altro show della Fox in cui due famosi si prendono letteralmente a pugni.
Decisamente più fortunata la prima tata di casa Drummond: Charlotte Rae, nei panni di Edna Garret, lasciò Arnold e compagnia dopo la prima stagione per divenire la protagonista dello spin off The Facts Of Life, tradotto in italiano come L’albero delle mele. La serie durò dal 1979 fino al 1988.

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Luca

    08 lug 2006 - 13:26 - #1
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    Non per fare il bacchettone ma ho trovato il pezzo suggerito su Carmilla un pò disturbante nei toni.
    Parlare di “sfiga” in relazione a tragedie di salute, droga, morte e quant’altro mi é parso di cattivo gusto.

  • Malaparte

    08 lug 2006 - 13:34 - #2
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    Luca, mi spiace ma non sono d’accordo.
    Mi trovo a parlare di sfiga anch’io, ho trovato alcune aggiunte alla biografia di Dana Plato (Kimberly) e sto completando il post, ma se non si può nemmeno essere ironici allora chiudiamo tutto e smettiamo di scrivere.

  • Profilo di Ale

    Ale

    08 lug 2006 - 13:34 - #3
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    Il commento di Luca mi trova perfettamente d’accordo. Un articolo terribile, piuttosto volgare e indelicato.

  • Avanguard

    08 lug 2006 - 13:36 - #4
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    No, trovo l’articolo molto ironico senza dimenticarsi di essere anche rispettoso verso certe tematiche. Non si può appesantire sempre tutto.

  • Malaparte

    08 lug 2006 - 13:39 - #5
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    Mammamia, ma come sono suscettibili alcuni nostri lettori. Signori, è anche satira, è divertissemant. Ma santo cielo, la vita è triste e schifosa, ma almeno godiamoci la lettura e il gusto di lasciarsi scappare qualche battuta. E che diamine.

  • Profilo di Ale

    Ale

    08 lug 2006 - 13:40 - #6
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    Bah. C’è modo e modo di fare ironia.

  • Profilo di Ale

    Ale

    08 lug 2006 - 13:43 - #7
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    Guarda Malaparte, i tuoi articoli mi piacciono molto e trovo che tu scriva piuttosto bene, ma quell’articolo che hai linkato l’ho trovato volgare nei TONI, non perché non si possa scherzare sulle sfortune che capitano nella vita, ci mancherebbe. Io sono convinta che, nei modi giusti, si possa scherzare su tutto.

  • Malaparte

    08 lug 2006 - 13:46 - #8
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    grazie Ale, però insomma, Carmilla è così, forse può essewre un po’ straniante, è vero, ma non è che marci sulle disgrazie altrui, semplicemente è un modo per prendere atto in maniera un po’ allibita di quanto sia stato allucinante il destino dei protagonisti di questa serie.

  • Profilo di Ale

    Ale

    08 lug 2006 - 13:49 - #9
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    Boh, mi è sembrato che lo stile fosse un po’ esagerato, non dico certo che non si possa parlare delle disgrazie di questo attore o di qualunque altro. Boh non mi è proprio piaciuto il modo in cui era scritto.
    Giusto per precisare che non sono affatto una bacchettona :)

  • Malaparte

    08 lug 2006 - 13:56 - #10
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    Non è questione di essere bacchettoni. Credo sia questione di sensibilità personale, alla fine. Anche se la mia non è stata particolarmente urtata da quel pezzo ;)

  • Luca

    09 lug 2006 - 10:00 - #11
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    Ribadisco, a me, nei toni l’articolo é parso piuttosto sopra le righe.
    Tirare in ballo poi la satira mi sembra fuori luogo.
    Non vedo dove stia il senso nel considerare satira l’articolo in oggetto ove si commentavano disgrazie capitate a vari interpreti di serial TV.
    La satira é un modo per criticare, porre l’accento, poco a che fare con commmenti piuttosto grossolani sulle disgrazie altrui.

  • viva arnold

    09 lug 2006 - 13:24 - #12
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    il tizio celebroleso che scrive su quel bloggaccio di regime (altro che di opposizione!) dovrebbe sparasi un colpo di pistola in bocca. è una feccia e scrive come la peggior feccia dell’umanità

  • Ale

    09 lug 2006 - 14:06 - #13
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    L’Italia è da sempre il paese del buonismo, dell’ipocrisia, del politically correct… Dove gli handiccappati sono “diversamente abili”, dove gli spazzini sono “operatori ecologici”, dove i camionisti sono “autotrasportatori” e i bidelli “collaboratori scolastici”…

    Come se dire handicappato, spazzino, camionista, o bidello fosse un’offesa alla dignità…

    I VOSTRI COMMENTI SONO L’ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DI TUTTO QUESTO. IMPARIAMO A PARLARE COME MANGIAMO, SIGNORI QUELL’ARTICOLO E’ SU UN BLOG, NON SULLA GAZZETTA UFFICIALE…

  • Ale

    09 lug 2006 - 14:08 - #14
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    Ah, sono un Ale diverso da quello dei commenti 3 6 7 e 9…

  • Luca

    09 lug 2006 - 14:16 - #15
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    L’offesa nasce nel non aver riguardo nel commentare le disgrazie altrui pur di scrivere qualcosa sul proprio blog.
    Vorrei vedere te se, nella malaugurata ipotesi di una disgrazia in famiglia (tutti gli scongiuri del caso), ritrovassi la tua vicenda personale su un sito pubblico etichettata come “sfiga”.
    E smettiamola anche con questo continua critica al buonismo, grazie alla quale si giustificano molte, troppe porcate. Qui non si parla di buonismo ma di buon senso e rispetto per il prossimo.

  • Ale

    09 lug 2006 - 15:08 - #16
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    E’ il prezzo da pagare per la notorietà…

    Se vuoi che nessuno parli di te (nel bene o nel male) vai a fare l’insegnante di scuola elementare in qualche paesino dell’Appennino bolognese, non l’attore a Hollywood…

    E’ brutto a dirsi, ma è così…

  • Profilo di Ale

    Ale

    09 lug 2006 - 16:42 - #17
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    sono l’altra ale.
    Guarda che un attore deve sì scendere a compromessi con la notorietà, ma questo che c’entra con l’articolo? non è il fatto di averne parlato, ma il MODO.

  • Luca

    10 lug 2006 - 11:55 - #18
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    Quoto ale (con la “a” minuscola).
    Essere un personaggio pubblico ai suoi pro e contro ma questo non vuole dire che vi sia libertà nel mancare di rispetto ad una persona (pubblica o meno che sia) e men che meno delle sue disgrazie.
    Nell’articolo che stiamo criticando non si discute il fatto che si possa parlare (nel bene e nel male) di un personaggio pubblico ma si biasima il tono supreficiale ed irrespettoso totalemnte fuori luogo rispetto alle, drammatiche, tematiche affrontate.

  • hal9000

    11 lug 2006 - 20:38 - #19
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    beh, conoscendo gli americani… tra un nano nero e un mascellone muscoloso alto 2 metri che si aspettavano come governatore della california?

  • uha

    09 mar 2007 - 02:02 - #20
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    son tutti finocchi col culo degl’altri

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