
C’è voluta una crisi finanziaria senza precedenti e la necessità di una manovra correttiva “lacrime e sangue” con tagli indiscriminati e feroci aumenti delle imposte perché qualcuno se ne accorgesse: il sistema del beauty contest per l’assegnazione del cosiddetto dividendo digitale è un inaccettabile regalo ai network televisivi (Rai, Mediaset e Sky). Con la situazione dei conti pubblici disastrata non dovrebbe essere tempo di “regali” e lo sanno bene le compagnie telefoniche che per assicurarsi le loro frequenze per la banda larga in mobilità dovranno sborsare almeno 2,4 miliardi di euro. Vincenzo Vita, senatore PD, è sempre stato fra le poche voci che denunciavano questo scempio e il suo obiettivo, insieme al collega Giulietti, è quello di portare al voto la decisione di annullare il beauty contest e avviare un’asta sotto forma di emendamento al Decreto Anti-crisi:
Di questi tempi, con questi chiari di luna, il governo ha un preciso obbligo morale vendere all’asta queste frequenze e incassare il più possibile. In questo modo, potrà ridurre i sacrifici che oggi vuole imporre alla parte debole del Paese con i suoi prelievi dissennati. Io, il senatore Luigi Zanda, mi auguro anche l’Idv e l’Udc proporremo tre cose in un emendamento alla manovra di Tremonti: asta delle frequenze, asta delle frequenze e asta delle frequenze, prima che sia troppo tardi
La richiesta è quella di un’asta con rilancio, secondo le stime capace di far incassare 3 miliardi di euro allo Stato, invece che una semplice assegnazione tramite “concorso di bellezza” che non porterebbe nulla nelle tasche dei contribuenti. Questa posizione è condivisa anche da Futuro e Libertà che per bocca del vice presidente dei deputati Carmelo Briguglio adombra anche il sospetto che questo “regalo” possa configurarsi come un illecito penale:
A maggior ragione in tempo di crisi dove il mancato introito da parte dello Stato anche di pochi euro si scarica sulle famiglie e sull’italiano medio, fermo restando che firmeremo e voteremo un emendamento che obblighi alla gara pubblica, ci sentiamo di porre all’Agcom e al Governo una semplice domanda: se l’assegnazione a Mediaset e Rai delle nuove frequenze digitali tv è a titolo gratuito, diciamo un simpatico cadeau per le aziende del Presidente del Consiglio, invece che mediante una regolare asta la quale potrebbe fruttare tre miliardi di euro, siamo sicuri che l’operazione non sia un vero e proprio illecito penale e contabile?
Si potrebbe obiettare che in un’asta con rilancio anche la Rai, quindi sempre gli stessi contribuenti, si troverebbero a dover indirettamente sborsare del denaro in una curiosa partita di giro per ottenere i nuovi Mux, ma la realtà è che la tv pubblica potrebbe tranquillamente fare a meno di ulteriore banda trasmissiva lasciando ai privati con interessi miliardari (come Mediaset con la sua Premium e Sky) l’onere di svenarsi per l’acquisto delle frequenze.
galfa
22 ago 2011 - 21:52 - #1le aste funzionano con tanti interessati, qui se sono solo 2 (sky e mediaset) non c’è il rischio che l’asta non riesca?
megadream
22 ago 2011 - 21:58 - #2infatti chi è quel pazzo che spenderebbe 3 miliardi di euro?
e’ giusto che rimangano a Rai e Mediaset che in futuro prevedono centinaia di assunzioni.
ital
22 ago 2011 - 22:37 - #3Sarebbe giusto che queste frequenze fossero vendute e nn regalate … visto che lo Stato ha necessita di far cassa ( vero Tremonti ? ) …
Se proprio si devono regalare , le si devono dare a quelle emittenti locali che devono lasciare libero gli spazi UHF da 61-69 per lasciare spazio alle compagnie telefoniche per la banda larga di cui nel post …
Queste emittenti rischiano di chiudere e lasciare a casa lavoratori visto che non troveranno frequenze dove essere ospitate … insomma un vero e proprio furto …
dopo la precedente assegnnazione di diritto …
Si perdono cosi posti di lavoro preziosi … in questo periodo di crisi … dell’economia e del …pluralismo …
aldebaran85
22 ago 2011 - 22:39 - #4il beauty contest è nato per favorire l’entrata di nuovi soggetti … e cosa combina il governo illiberale? approva un regolamento che favorisce mediaset!!!
a questo punto mediaset deve pagare carissimo la nuova frequenza!!!
luproduction
23 ago 2011 - 08:42 - #5Ci sono molte reti locali che hanno pochi dipendenti e che vivono solamente trasmettendo ciarlatanate e truffe. Se questi signori si ritrovassero a dover lavorare seriamente non ne sarei affatto dispiaciuato.
white
23 ago 2011 - 10:03 - #6all’italiana
Bactrocera
23 ago 2011 - 13:14 - #7Volete la gara ? Benissimo, allora Mediaset le prende tutte !
Bobby_80
23 ago 2011 - 14:47 - #8Scusate, ma non ho capito bene.
Qui si sta parlando di frequenze non ancora assegnate, giusto?
ital
24 ago 2011 - 22:32 - #9Luproduction
Ci sono alcune emittenti locali che lavorano seriamente, hanno avuto diritto alle frequenze e si sono attrezzate per il digitale … eppure vanno incontro a questa mannaia …
Ricordiamoci inoltre che le televendite … sono un importante introito per le tv locali per poter continuare a esistere … e le locali in proporzione hanno + vincoli nelle televendite rispetto alle reti nazionali …