Home Notizie TgLa7 – Enrico Mentana risponde a Berlusconi

TgLa7 – Enrico Mentana risponde a Berlusconi

La tv è commissariata. Otto e mezzo e Ballarò, naturalmente, sono dedicati al Rubygate: nei due programmi si delinea la nuova strategia difensiva di uomini e donne del Presidente. Se prima si parlava di persecuzione e intromissione nella vita privata di Berlusconi, ora l’ordinanza prevede di dichiarare che non è successo assolutamente niente. Non è

25 Gennaio 2011 23:25

La tv è commissariata. Otto e mezzo e Ballarò, naturalmente, sono dedicati al Rubygate: nei due programmi si delinea la nuova strategia difensiva di uomini e donne del Presidente. Se prima si parlava di persecuzione e intromissione nella vita privata di Berlusconi, ora l’ordinanza prevede di dichiarare che non è successo assolutamente niente. Non è vero, punto e basta. E lo si ripete ovunque. E quindi, in sostanza, non si parla di niente.

Nel frattempo, nell’edizione serale del TgLa7, Enrico Mentana risponde all’attacco che Berlusconi ha rivolto ieri sera, via telefono, a Gad Lerner nel corso della puntata de L’Infedele, in onda proprio su La7.

Il direttore del Tg di La7 si rivolge direttamente a Berlusconi, dopo una lunga introduzione in cui ricorda tutti i termini che il premier ha riservato a Gad Lerner e alla sua trasmissione (nonché alle ospiti, definite “cosiddette signore):

Presidente, noi facciamo il nostro lavoro, Gad Lerner fa il suo lavoro, tutti noi ovviamente non siamo esenti da critiche. Ma un conto è criticare, un conto è offendere una trasmissione, il suo conduttore, i suoi ospiti e i suoi telespettatori. Detto molto, molto pacatamente.
Ancor di più se si è il proprietario di una televisione privata e si telefona a un’altra televisione privata, in qualche modo concorrente.


Mentana prosegue:

Ci vorrebbe un senso della misura. Perché già tutte le sere noi siamo a parlare di vicende che esigono da parte nostra grande ponderazione e grande capacità – se ci riusciamo – di distinguere, di relativizzare. Ecco, non possiamo però pretendere di farlo se l’esempio, poi, dall’alto è questo, tonitruante, come forse direbbe lei.

Le parole del direttore del TgLa7, già direttore del Tg5, appaiono in qualche modo molto misurate. Tuttavia, resta sconcerto nei confronti degli accadimenti di questi ultimi tempi, nei confronti dell’uso che la politica sta facendo della televisone e nei confronti di un teatrino che ormai ha stancato tutti – verosimilmente, anche gli stessi attori – e che pure permane, si moltiplica, si cannibalizza, con la tv che parla della politica, la politica che commenta la tv, ed entrambe che parlando di quel che entrambe hanno proposto il giorno prima. E la cosa drammatica è che, al posto di politica si dovrebbe leggere, invece, Rubygate.