Non credo che la questione Aldo Biscardi, padrone e conduttore del “Processo del lunedì”, sia stata valutata con la dovuta attenzione. Per le note vicende legate alle intercettazioni e al caso Luciano Moggi, Biscardi si è autosospeso dal “Processo”, dopo essere stato però pregato dai suoi dirigenti di togliere le tende e di rinunciare alla nuova trasmissione che stava preparando, intitolata il “Processo ai mondiali”. Un fatto così non era mai accaduto ,sia nella storia del calcio e sia nell’ ormai eterna storia della tv. E’ vero: molti show e programmi sono stati cancellati- com’è accaduto di recente con “Comedy club” affidato a Federica Panicucci-, ma nessuno era stato costretto ad andarsene di corsa dopo 26 anni sul video, più una lunga carriera nella carta stampata.
Il fatto è significativo, al di là del personaggio che, sempre molto discusso, aveva comunque saputo tenere agganciati a sè e al “Processo” milioni di spettatori e a diventare un polo centrale nello sport e nella comunicazione. A me personalmente Biscardi non è mai piaciuto, sia per il modo barbaro e falsamente pluralista e/o coinvolgente con cui dirigeva la sua trasmissione, sia per i rapporti con pessimi, rissosi giornalisti invitati accanto a personaggi dello spettacolo scelti accuratamente per ingraziarsi questo o quel mondo attraverso l’equivoco collante della passione per il calcio. Quest’ultima, la passione intesa come tifo,risultava spesso come un dosaggio abile per garantirsi ascolti ma anche e soprattutto rapporti (che poi siano o saranno valutati equivoci lo sapremo in sede competente).
Una volta sola Biscardi mi è sembrato all’altezza della situazione. E’ stato quando in una pubblicità dedicata all’apprendimento della lingua in una scuola inglese -paese inventore del calcio, come si sa- è comparso come un alunno diligente, un alunno che al momento opportuno però ringrazia non in correto inglese ma con un “denghiu” perfettamente coerente con il linguaggio colorito e deragliante usato nel “Processo”. Ma certamente il merito andava in gran parte al regista e all’autore del testo. Tuttavia, vedendolo, mi sono domandato se mai avese pensato di mettere ironia e autoironia nel suo lavoro alla Rai e poi a Tmc e alla 7.
Ma non voglio insistere su Biscardi come autore, professionista, sportivo, eccetera, vorrei invece soffermarmi sul significato del suo addio obbligato, su specifica richiesta, o accordo, al di là della decisione maturata dopo la puntata sullo scandalo delle intercettazioni . Questo addio è la concreta prova che la comunicazione in Italia ha vissuto e sta vivendo, con questo gesto e in questa situazione, un momento su cui riflettere. Un “suo” uomo, un uomo tipico della comunicazione di successo, esce di scena al di là di una sua responsabilità diretta in ciò che è accaduto dentro o fuori la “cupola” intorno a Moggi (se la “cupola” esiste e verrà documentata). Se ne va e ci offre così un atto di crisi profonda della stessa comunicazione al di là dei fatti accaduti, i quali sono stati semplicemente un detonatore. Ovvero, l’addio di Biscardi dimostra che gli ascolti alti, la lunga serialità del programma, l’ampiezza dei rapporti creati e consolidati non bastano a conservare un primato e ad autorizzare al primato stesso un singolo comunicatore. Biscardi è il primo dei condux televisivi che sono costretti ad andarsene perchè la sua dittatura del lunedì si era rivelata in un colpo solo insostenibile.
Contemporaneamente, la tv italiana (pubblica privata) proprio in questo frangente ha pubblicamente rivelato, anzi ammesso la sua debolezza, cioè la ripetitività consentita per motivi senza qualità, a causa di scelte sopportate per amore o sete di share, per colpa di uno vischiosità dei condux di fronte ai quali si inchinano consigli di amministrazione o direttori più o meno generali. Non c’entra la forza della professionalità, la necessità di difenderla, la legittimità che le deriva dall’essere tale e quindi generalmente riconosciuta. Non si tratta di professionalità autentica ma di costruzione di una strana professionalità creata dall’apparizione martellante, dalla disponibilità di atteggamenti e di disponibilità di capi compiacenti e spesso non all’altezza, dall’ imposizione spesso misteriosamente sroprendente di voci e volti sul piccolo schermo contro il pubblico, contro l’evidenza. Si potrebbero fare tanti esempi ancora in onda che però non faccio.
E’ sufficiente pensare anche solo un attimo al nocciolo di quel che è emerso.
La comunicazione dà lustro ma dà anche dolori. La scomparsa del video di “Denghiu” è un’ammissione di colpa non solo di un singolo condux ma di tutto un modo di fare televisione affidato alla leggerezza e all’arroganza. E’ un segnale che porta a galla la negatività della tv fatta per abitudine e per inerzia, in cui ci si accorge di certe realtà spiacevoli solo quando si aprono problemi che hanno un profumo pesante e che portano a retroscena poco rassicuranti.
Per questo motivo, salutiamo Biscardi con il suo “Denghiu” anche se la battuta appare più amara che divertente.
Sveglia, tv! Sveglia tv che ti addormenti sulle tue proposte e le imponi al pubblico, inventando successi e qualità (nel senso di premi mal dati, fuori luogo). Sveglia tv che sporchi il calcio perchè tieni solo alla tua fama di pubblicità e di promotrice di talenti spesso inesistenti .
ITALO MOSCATI
Mimmo Lombezzi
18 mag 2006 - 04:50 - #1Se esistesse ancora la possibilità di fare sperimentazione in tv , Calciopoli potrebbe essere l’occasione di un’interessante fusione
di generi tra ” Il processo del lunedi’” e
“Un giorno in pretura”.
italo moscati
18 mag 2006 - 07:34 - #2Ben detto, Mimmo! ciao, Italo
Mondiali-Calcio.it
18 mag 2006 - 10:28 - #3Se fossimo noi donne a governarlo il calcio.. Finché non saremo noi donne a comandare nel calcio e nelle trasmissioni televisive sul calcio, non c’è speranza…
(peraltro magari ci sarebbero delle divise più trendy.. :-)
C:\
18 mag 2006 - 10:30 - #4Aldo Biscardi è rimasto disoccupato un solo giorno. Il rosso sta per superare indenne lo tsunami delle intercettazioni, di Luciano Moggi della moviola e di Baldas. Messo improvvisamente alla porta da Tronchetti Provera, il “Processo” riaprirà la sua aula calcistica sugli schermi di Odeon TV, network nazionale di proprietà di Raimondo Lagostena, figlio dell’avv.Tina conduttrice di Forum su Rete4.
Un accordo raggiunto nel giro di una mattinata dopo la svolta improvvisa di ieri pomeriggio quando Antonio Campo dall’Orto giunto appositamente da Milano su mandato di Tronchetta Provera dava il benservito a Biscardi e alla sua banda.
La collaborazione comincerà con il “Processo ai Mondiali”. Per Biscardi la sentenza per lo scandalo intercettazioni è già arrivata: assolto per bisogno di spot.
fonte Kataweb.it
Andrea
18 mag 2006 - 12:07 - #5Era ora, basta con queste scemenze di programmi validi solo per i boccaloni.
augusto
18 mag 2006 - 17:51 - #6In fin dei conti LA7 quando è scoppiato il bubbone ha preso provvedimenti mentre ODEON TV evidentemente, citando Montanelli, ha turato il naso per avere Biscardi.
Purtroppo temo che la trasmissione di Biscardi avrà buoni ascolti!
PS
ma sor Italo Moscati è quello di TV Talk?
COMITATO PER LA LIBERAZIONE DI LUCIANO
18 mag 2006 - 18:54 - #7Sono contento che Aldo abbia trovato una nuova emittente. In questo paese servono voci libere e fuori dal coro.
ALDO BISCARDI LIBERO! LUCIANO MOGGI LIBERO!
christian
18 mag 2006 - 23:19 - #8quindi ora odeon avrà sia biscardi che funari..diveenterà il nuovo polo dei censurati!
italo moscati
18 mag 2006 - 23:24 - #9Messer Augusto, sono proprio io quello di Tv Talk! Ci vediamo ancora per qualche sabato…Per quanto riguarda il signor Denghiu niente da dire, anzi complimenti, per aver subito ritrovato lavoro.La sua voce libera si alzerà forte e chiara ! Con una parola d’ordine giustizialista: la ghigliottina per tutti i nemici corrotti del calcio! Ma come sono finiti tutti quelli che hanno cercato di recente rifugio a ODEON TV? Mah… dai da bere agli assetati, da mangiare agli affamati, da apparire ai presenzialisti …
A presto, Italo Moscati
Debora
19 mag 2006 - 00:40 - #10Qualche giorno fa ho scritto proprio un articolo sulle nuove forme di riciclo tv. Dato che i presenzialisti/opinionisti della scuderia Costanzo sono approdati sulle Internet Tv, forse anche Biscardi - dopo Odeon - dovrà ripiegare in quel settore.