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I telefilm degli anni 2000 e le soap opera: il legame che (non) ti aspetti

Pubblicato: 30 dic 2010 da Paolino

LostFine anno, il tempo di bilanci è in agguato. Lo è ancora di più se la fine del 2010 segna la fine di un decennio e l’inizio di un altro. Tutti, allora, a decidere cosa i primi anni del Duemila ci hanno lasciato, cosa ricorderemo e cosa no. Lo si fa con gli eventi di una certa importanza, con i personaggi, e con i prodotti culturali. E dove scrivi prodotti culturali, leggi anche telefilm.

Le serie tv sono entrate prepotentemente nella sfera dei prodotti culturali sfornati dalla televisione più pregiati di questi ultimi anni. Pensate a qualche serie televisiva che ha preso uno spazio nei vostri ricordi: molte, saranno nate proprio in questi anni, quando i network generalisti americani (ma non solo, troviamo bei telefilm in giro per il mondo) hanno speso tanto per far fronte ad una “guerra” di storie e personaggi contro i canali via cavo che, silenziosamente, ci hanno regalato tra gli show più innovativi di questa decade.

Ma se vi dicessi (o vi dicessero) che gli show di primetime che amate ed avete amato di più hanno una matrice da daytime, riconducibile al prodotto più casalingo che la televisione abbia regalato ai suoi telespettatori cambierebbero le cose? A sostenere questa tesi, nell’ultimo numero di “Link Mono” dal titolo “Ripartire da zero” (dedicato a questi dieci anni ed alle loro contraddizioni ed innovazioni mediatiche), è Nico Morabito, sceneggiatore e blogger che di telefilm ne sa qualcosa.

Se il suo nome non vi dice nulla, forse Tutto FaMedia sì: si sente la mancanza dei suoi bignamini di “Lost” tanto quanto della serie stessa, e questo non solo perchè è riuscito a dissacrare la serie più intoccabile del decennio (tentativo portato avanti anche nell’ultimo Telefilm Festival, col dibattito “Lost: capolavoro assoluto o boiata pazzesca?”), ma anche perchè, tra le righe, ha dimostrato una tesi di cui si può leggere approfonditamente nel suo pezzo “Cara Bree, tra noi è tutto finito”, che potete trovare nel blog della rivista.

Morabito parte da un presupposto: le soap opera, per quanto criticate possano essere, hanno una sceneggiatura la cui impalcatura è ricca di elementi utili per attirare il telespettatore nella propria rete. Segreti che vengono scoperti, personaggi spariti nel nulla che ricompaiono, morti che non ti aspettavi: difficile attribuire questi elementi solo alla categoria telenovela o solo alla categoria telefilm. Ed infatti, secondo l’autore del pezzo, le soap hanno contaminato le serie tv:

“Le parti sane delle soap sono state trapiantate nei corpi estranei degli show di prima serata. Non solo non si è avuta alcuna crisi di rigetto, ma l’oggetto telefilmico ha saputo evolversi in complessità e qualità fino all’esplosione delle cosiddette serie serializzate, vero marchio di fabbrica dell’industria americana degli anni Zero. L’elemento soap, da eccezione, è diventato norma, ha investito i grandi racconti di massa e di nicchia, e ne ha favorito la prepotente affermazione nell’immaginario collettivo del decennio. Musa ispiratrice o semplice make up, la soap ha agito da dispositivo di sovvertimento, entrando trionfalmente dalla porta principale della serialità. Risultato? Commistioni e ibridazioni hardcore: la ’sit-soap’ Desperate Housewives, il ‘procedurale-relazionale’ Brothers and Sisters, lo ‘psico-melodramma medical’ Grey’s Anatomy, persino la ’soap opera indie’ Mad Men.”

Si svela, così, un gioco che in realtà i più accorti avranno sicuramente già scoperto: non è un caso proprio “Grey’s anatomy” da alcuni viene ormai definito “luxury soap”, ovvero “soap di lusso”, perchè in onda in prima serata, con budget importanti e impensabili per una serie da daytime,mentre “Ugly Betty” è tratta proprio da una telenovela, con tutti gli elementi del caso: le storie d’amore tormentate tra i protagonisti, la scomparsa di alcuni personaggi, gli intrighi sul lavoro.

“Ma è normale che sia così”, potrebbe dire qualcuno. Eppure, dalla contaminazione non sono immuni nemmeno i crime:

“E così, in Dexter (stagione 4 -attenzione spoiler-, ndr), mentre il plot principale scorre tra fiumi di sangue, il tenente Maria Laguerta e il detective Angel Batista, entrambi di origine cubana, sono protagonisti della più classica delle linee romantiche: un amore contrastato, un cattivo, l’happy end, insomma gli elementi tipici di una soap, anzi di una telenovela sudamericana, con in più tutta la consapevolezza ironica del caso.”

Non sono solo le storie a “risentirne”, ma anche i personaggi. Quanto si è parlato di anti-eroi in questi anni, partendo dal Dr. House, primo di una serie di protagonisti di serie in cui non è detto che il bene sia lo scopo finale del racconto. In dieci anni, abbiamo assistito a personaggi le cui vite sono cambiate per non cambiare, hanno avuto colpi di scena che, però, li hanno riportati sempre o quasi al punto di partenza:

” Lynette Scavo continuerà a rimanere incinta di un numero imprecisato di bambini e a scindersi tra la carriera e la famiglia. Nora Walker dovrà fare i conti con i segreti ereditati dal marito William, morto nel pilot ma eterno ‘protagonista ombra’. Jack Shepard non riuscirà mai a liberarsi dalle catene del proprio ‘quasi’ nomen-omen”.

Proprio Jack è al centro di uno dei triangoli amorosi più noti ai fan di serie tv di questi anni: parliamo, ovviamente, della storia con Kate la quale, a sua volta, viveva un tormentato rapporto con Sawyer (che nel frattempo, si è lasciato andare ad un lungo fidanzamento negli anni ‘70 con…l’altra, Juliet), decidendo solo alla fine -ma davvero?- con chi volesse stare. Un menage a trois che ha anche ispirato un azzardato paragone alla nostra tv di tronisti ed rvm.

Uno schema, quello spiegato da Morabito, che ben si adatta a tutte le serie di queste decennio, schema che, però sembra iniziare a perdere i primi colpi:

” L’eccesso è diventato metodo, tutto si è mescolato con tutto. La soap e il reality si sono cannibalizzati a vicenda. Ci si è fidati e accontentati di schemi vincenti, usurati fino allo sfinimento: la ‘ripetizione’, da esercizio di stile, si è trasformata in vera sciatteria creativa. Fino al punto di non ritorno: la messa in discussione del concetto stesso di ‘genere seriale’. Molti serial, spinti da correnti e cortocircuiti, si sono trovati in transito da un genere all’altro, con il risultato di una profonda crisi di identità e di una opacizzazione delle vecchie etichette: medical, family, teen, legal, crime, fantasy. Lo spettatore, cresciuto a pane e complessità, coinvolto per anni nel processo creativo dentro e fuori il testo, all’improvviso ha deciso che non ne poteva più. Di dolore e di misteri. In un momento storico di confusione e incertezza, il bisogno di rassicurazione sembra prendere il sopravvento: ‘Ridateci il whodunit, un po’ di romance ma non troppo, le false piste, le chiusure senza cliff. Grazie’ “.

Storie già viste, personaggi prevedibili, colpi di scena inventati solo per tirare su gli ascolti: è davvero questo il futuro della serialità? Lo sarà, forse per le reti generaliste, sempre più affannate di fronte alla concorrenza delle reti via cavo, le cui serie possono osare e proporre nuovi schemi. E noi europei stiamo a guardare? No, anzi: forse per cercare qualcosa di nuovo bisogna andare sul vecchio continente, e sbirciare dove spesso non ci capita di fare, per trovare qualcosa che ci appassioni ancora tanto come fecero le prime stagioni degli show di questi anni che ricorderemo (Inghilterra in cima, ma anche l’Italia, con “Romanzo Criminale” ha dimostrato di non essere da meno).

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di stefy992

    stefy992

    30 dic 2010 - 10:47 - #1
    -5 punti
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    non vorrei dire ma il primo decennio del XXI secolo è finito nel 2009…il 2010 è stato il primo anno del secondo decennio…

  • Profilo di moretto85

    moretto85

    30 dic 2010 - 11:19 - #2
    0 punti
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    Nn è così…. Adesso inizia il II decennio!

  • Giuseppe Rotolo

    30 dic 2010 - 11:35 - #3
    0 punti
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    La presunta analisi letteral telefilmica che citate (l’articolo di Link) è molto superficiale ed errata. Ormai tutti si improvvisano esperti di qualcosa.
    […un amore contrastato, un cattivo, l’happy end, insomma gli elementi tipici della soap opera] - Questi sono archetipi di qualsiasi genere letterario. La soap opera non ha inventato nulla. E nemmeno i telefilm. Quindi dire che i telefilm mediano dalla soap è una forzatura.
    Probabilmente dopo un primo impatto innovativo del genere telefilmico che puntava a stupire il pubblico (Lost e simili), quest’ultimo si è attrezzato diventando più esperto degli sceneggiatori stessi. Ecco quindi che spuntano esperti di telefilm da più parti.
    Quando si parla di telefilm non si può prescindere dalla “produzione seriale” e quindi da budget altalenante, umori degli sceneggiatori, attori che diventano star. I tempi dilatati sono il vero motivo per cui i telefilm rimarranno un prodotto minore, incapace di sostituire il cinema.
    La verità è che non sanno più cosa inventare. Questo da una parte è un bene, perchè ben venga la bulimia da sperimentazione. Dall’altra, il rischio è una virata verso la fantascienza, genere in cui le regole non esistono. E un genere senza regole è l’unico ancora in grado di stupire il pubblico.

  • samsam0tim

    30 dic 2010 - 11:37 - #4
    0 punti
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    vorrei contraddirti ma il secolo e il millennio sono iniziati nel 2001 non nel 2000, ergo per cui il decennio finisce nel 2010 e quindi nel 2011 si apre il secondo decennio

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    30 dic 2010 - 11:48 - #5
    -2 punti
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    Esatto… il 2o decennio inizia nel 2011…
    Anche perche’ se ci fate caso la numerazione degli anni parte dall’1 d.C. non dallo 0…

  • Profilo di puppy-filip

    puppy-filip

    30 dic 2010 - 12:05 - #6
    0 punti
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    beh nella tv italiana generalista e nazional.popolare hanno di certo influito molto di più le soap di tanti telefilm.
    Lost? Desperate housewives? Grey’s anatomy? No! in italia una rete come Canale 5 sta in piedi grazie a prodotti come Beautiful e soprattutto Centovetrine che, dopo dieci anni, riesce a incollare al video oltre 3,5 milioni di spettatori e a fare da traino per gran parte dei programmi del pomeriggio.
    Peccato che poi le pubblicità e i gran galà se ne dimentichino e preferiscano dar spazio a prodotti flop che costano tanto e non arrivano MAI agli obiettivi di rete.
    Le uniche fiction che a Canale 5 sono andate bene negl ultimi anni sono quelle che hanno molti ingredienti rosa e neri, paragonabili alle soap: vedi “L’onore e il rispetto” e “Il peccato e la vergogna”; unici esempi nazionalpopolari di fiction di prima serata che hanno generato interesse nel pubblico GIOVANE.

  • Domy_81

    30 dic 2010 - 12:26 - #7
    0 punti
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    Della serie scopriamo l’acqua calda! Tanti autori di telefilm di oggi o sono fan sfegatati di soap (vedi Marc Cherry) o hanno lavorato nelle soap. Altro che tesi dai Paolino, fai meglio i compiti altrimenti poi diventi poco credibile… ;-)

  • ALBIX33333

    30 dic 2010 - 12:47 - #8
    -2 punti
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    allora ai “migliori anni” sono tutti stupidi che fanno partire gli 80′ dal 1980 i 70′ dal 1970! E capodanno del nuovo millennio e’ stato quello del 1999-2000 o miliardi di persone erano pazze?????? Che ragionamento e’ “si e’ partiti dal 1 d.c.” non mi risulta che si saltano gli anni con lo 0 anzi…

  • ALBIX9999

    30 dic 2010 - 13:03 - #9
    -1 punto
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    E’ vero che i secoli convenzionalmente partono dal primo anno tipo 2001, ma nella pratiica gli anni come 1980, 1990 hanno segnato l’inizio di un nuovo decennio, quindi che ottusita’ e’ di considerare il primo decennio del 2000 come 2001-2010???

  • Profilo di ricky81

    ricky81

    30 dic 2010 - 13:14 - #10
    1 punto
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    Adesso mi spiego perché amo seguire sia i telefilm di qualità sia le soap…
    Allora non sono del tutto pazzo :-)
    Forse l’elemento centrale è l’amore per la trama in se stessa, impalcatura intrigante da addobbare, a seconda dei momenti, con riflessioni profonde o con pensieri poco impegnativi.

  • Profilo di paolino-tvblog

    paolino-tvblog

    30 dic 2010 - 13:19 - #11
    0 punti
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    @Domy_81, come ho specificato nel post, è una correlazione di cui in tanti si sono già accorti. Quella di Morabito è comunque una tesi/provocazione perchè ha avuto i coraggio di ammettere che le serie amate da molti sono poi simili per struttura alle soap che gli stessi non apprezzano ;)

  • Profilo di threepwood

    threepwood

    30 dic 2010 - 13:41 - #12
    0 punti
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    “Che ragionamento e’ “si e’ partiti dal 1 d.c.” non mi risulta che si saltano gli anni con lo 0 anzi…”

    l’anno 0 non è mica esistito…sì è partiti dal 1 d.c., quindi dieci anni da allora fanno il primo decennio. cioè dall’ 1 d.c. al 10 d.c. e così via di seguito fino al 2001-2010.

    Poi che convenzionalmente si tenda a considerare gli anni “del cambio di prima cifra” come l’inizio di nuovi millenni o secoli o decenni è un’altra cosa, ma se vogliamo essere corretti bisogna dire che il secondo decennio inizia col 2011.

    Sul discorso soap mi sembra un discorso molto provocatorio…come dire “guardate che i vostri telefilm preferiti derivano dalle soap quindi fanno schifo”…ma come ha già detto qualcun’altro, l’intreccio amoroso è storicamente un concetto base dell’arte filmica…poi ogni genere specifico lo ha plasmato secondo le proprie esigenze e connotazioni…ma non è certo la soap-opera ad averlo inventato…

  • Profilo di april

    april

    30 dic 2010 - 14:46 - #13
    0 punti
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    Questi tipi di legami c’erano pure nelle serie degli anni 70, 80, 90 ….per cui….quale sarebbe la grande novità???

  • Domy_81

    30 dic 2010 - 15:16 - #14
    0 punti
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    Concordo con April: niente di nuovo e comunque ricordo che già Dallas, Dynasty, Falcon Crest o California erano negli anni ‘80 telefilm che portavano le soap in prima serata. Molto prima di Grey’s Anatomy.
    Ma è ovvio che chi redige questi pezzi sono ragazzini inesperti la cui cultura non va oltre Lost e Desperate Housewives.

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    30 dic 2010 - 15:51 - #15
    -1 punto
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    Ma quelli che hanno messo i meno al mio precedente commento quanto sono ignoranti?
    Almeno si leggessero mezza pagina di Wikipedia visto che non sanno queste cose…

    La successione temporale e’ […] 2d.C. < 1 a.C < 1 d.C. < 2 d.C. […]
    Il primo decennio d.C. va dall’ 1 d.C. al 10 d.C., il secondo dall’11 d.C. al 20 d.C., e cosi’ via, di conseguenza ora il primo decennio e’ andato dal 2001 d.C. al 2010 d.C., quindi il 2011 d.C. e’ correttamente il primo anno del secondo decennio.

  • Profilo di the-truth-is-out-there

    the-truth-is-out-there

    30 dic 2010 - 20:18 - #16
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    Qui si parla di soap AMERICANE, non di Centovetrine (che sta alle soap come Berlusconi sta a uno statista).

  • #gio#

    30 dic 2010 - 21:42 - #17
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    Condivido il pensiero di Rotolo, analisi superficiale ed errata. Le differenze fra soap e telefilm o anche fiction sono ben altre.

    Innanzitutto nelle soap tutto deve essere “esplicitato” (niente sottotesti), le conseguenze sono sempre dirette e si tratta di un tipo di narrazione che deve essere il più lineare possibile e in cui i dialoghi debbono sempre essere ridondanti.
    Il motivo è nel pubblico a cui si rivolge, che fruisce passivamente di questo prodotto e che lo sceglie proprio per il basso livello di attenzione che richiede.

    Dalla soap i telefilm semmai hanno preso (si fa per dire) la linea orizzontale. Cioè quella linea di narrazione ed eventi che riguarda i protagonisti e che si evolve lungo tutto l’arco della serie.
    Un esempio è Star Trek (sino a next generation), dove ogni puntata era chiusa e si potevano tranquillamente vedere in qualsiasi ordine. Da Star Trek Voyager in poi è stata inserita una linea di narrazione orizzontale e chi vede singole puntata fa fatica a capire le relazioni fra i protagonisti.

    In conclusione, se vi interessa l’argomento trovatevi un altro esperto…

    A proposito, ma sto Morabito, che avrebbe sceneggiato?

  • modulo_2.3

    30 dic 2010 - 23:01 - #18
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    dire che l’assioma descritto in questo articolo è forzato è dire poco. i telefilm citate credo non prendano proprio nulla dalle soap. la soap non ha inventato nulla, ha semplicemente stilizzato, per semplificazione, le strutture del racconto.

    esempio: l’antagonista non l’ha inventato la soap, è esisistito dalla notte dei tempi per dare una ragione ad un racconto. così per il triangolo amoroso, etc. Dire che il triangolo di Lost, Sawyer-Kate-Shepard, ha un richiamo con le soap è una forzatura esagerata.

    Se vale questo teorema allora anche Omero ha preso dalle soap!!

  • Profilo di heinz

    heinz

    31 dic 2010 - 11:38 - #19
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    Io ho sempre difeso Beautiful a spada tratta, anche se non lo guardo quasi mai… la riprova è la fama che si è conquistato nel mondo intero, forse con un rilievo pari soltanto a una soap “reale”, quella di Lady Diana Spencer, e lo confermano le visualizzazioni sul web di quella ricostruzione di Beautiful Lab sulle linee narrative di Ridge, Brooke e Taylor.

  • Cripso

    02 gen 2011 - 17:11 - #20
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    sono daccordo sull’opinabilità delle osservazioni sottolineate da morabito. ho capito che qualcuno non è daccordo e che molte delle osservazioni sono pertinenti, ma cari ragazzi esperti o appassionati di soap e telefilm, che parole violente!! che aggressività! pauraaaa!! e male che siamo “istruiti”. a chi grida di più VAIIIIIIINSULTAAAAAMMAZZAAAA!! :)

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