Logo Blogo

Gli autori, maledizione della tv

Pubblicato: 28 dic 2010 da Malaparte


Ieri è uscito un articolo interessante su La Stampa, a firma Walter Siti, un articolo che ci offre uno spunto di riflessione che vale la pena di affrontare. Siti si occupa del nuovo programma di Monica Setta, Solo per amore, ma allarga il raggio a una critica che riguarda tutto il meccanismo televisivo.

Secondo il giornalista, Solo per amore era partito bene, per poi appiattirsi sulla solita banalità. E allora, ecco la sua teoria:

Gli autori sono la maledizione della tivù: prendono temi della quotidianità che potrebbero essere interessanti e li formattano secondo stereotipi patetici (qui per esempio c’è uno scrigno che contiene i «pegni d’amore»: una carota per la tizia a dieta, una rosa per il seduttore pentito); barattano la sincerità con simboletti da Baci Perugina che ritengono «popolari». Anche con gli ospiti vip vanno diretti sul cliché, senza ascoltare le cose (magari stralunate e divertenti) che hanno da dire.

Siti insiste, con esempi che sono chiarissimi anche a chi non l’abbia visto, il prime time della Setta. Chiarissimi perché la televisione ne è semplicemente intrisa.

agli autori piacciono quelle domande lì («come fa a corteggiare una donna?», «si sente di chiedere scusa a qualcuno?»), odiano essere spiazzati. Dai «commentatori» pretendono soprattutto luoghi comuni e quelli non si fanno pregare: «noi donne abbiamo un sesto senso» (Cucinotta), «il gioco è una brutta bestia» (Luca Ward). La De Rossi legge la favola di Grace, e di Ranieri «abbagliato dal suo candore»; sul candore di Grace ci sarebbe da eccepire ma l’importante è che la melassa coli sul pubblico. Perché sfruttare l’intelligenza degli ospiti quando è tanto più facile fingere trepidazione («ci sarà tuo marito dietro la porta ?»).

E allora, vale proprio la pena di parlarne, di costruire un minimo di dibattito critico. Perché, a giudizio del sottoscritto, Siti centra perfettamente il punto. Chi conosca il meccanismo televisivo, sa bene che la “casta” (mi si consenta il termine) degli autori ha, nei confronti di pubblico e programmi, un atteggiamento di superiorità paternalistica, della serie noi sappiamo cosa funziona, noi sappiamo cosa vuole la gente.

Ne è la prova anche quello che dichiaravano Luca e Paolo, in merito alla loro partecipazione a Sanremo. considerando la loro prima esperienza nella tv iper-generalista, i due comici accettano il consiglio autoriale, che suona proprio così:

Fidatevi, su RaiUno è così.

Eppure, unendomi alla voce sola di Siti, provando, umilmente a trasformarla in coro, mi viene da dire che la sensazione, guardando la tv, è che ormai gli autori si siano, genericamente, appiattiti sulle loro convinzioni, abbiano scarso coraggio, vogliano limitarsi a quel che è sempre andato bene, secondo la parola d’ordine questo funziona.

Il risultato è che si perdono occasioni. Si perde l’occasione di sperimentare se, magari, su RaiUno non sia per forza così. Se si possa uscire dai cliché, se ci si possa attrezzare anche a situazioni non preparare, non previste. Certo, per far questo gli autori avrebbero bisogno sempre del supporto di conduttori preparati, che ascoltino gli ospiti, che sappiano improvvisare e cavalcare l’imprevisto, e non è detto che questo funzioni sempre.

Il risultato è che le ferree scalette del GF saltano, e così non c’è tempo per far incontrare la madre e la figlia, non c’è tempo per affrontare temi che erano stati proposti in fase di presentazione di puntata: a preparare tutto, succede anche questo.

Il risultato è che difficilmente si trovano ventate di novità, in un programma. E anche se non è bello generalizzare, be’, è una cosa che vale se non altro per la norma.

Osassero di più, viene da dire.
Ora, diranno, autori e commentatori, che le maledizioni sono altra cosa.
Be’, dico io, può darsi che quella dell’autorialità sia solo una concausa, ma di sicuro è complice e in gran parte responsabile di una tv sempre uguale a se stessa e che non osa più.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
10 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di TidusFFX

    TidusFFX

    28 dic 2010 - 13:48 - #1
    1 punto
    Up Down

    E’ verissimo, tra l’altro il discorso fatto per la Setta può essere rigirato così come è per gli autori del gf e dei reality show. Bisogna andare oltre i luoghi comuni, il moralismo populista e le solite dinamiche di coppia trite e ritrite. Devono osare di più.

  • santuz929

    28 dic 2010 - 14:26 - #2
    0 punti
    Up Down

    Concordo su molte cose… però ragazzi, a titolo di esempio mi/vi chiedo: perché di un programma scritto benissimo con delle idee geniali come era secondo me victor victoria su La 7 non verrà proposta un’altra stagione? perché la gente non lo guardava? perché programmi scritti male, con zero idee e con tante pecche hanno ascolti spesso immeritati?

    poi ci sarebbe da aprire tutta una parentesi su case di produzione, reti e dazi da pagare…

  • pantonez

    28 dic 2010 - 14:29 - #3
    0 punti
    Up Down

    Forse voi non potete saperlo, ma Siti (che ha lavorato molto scrivendo i talk del pomeriggio) dovrebbe dirla tutti: gli autori hanno quasi sempre le mani legate da produttori di rete miopi, ignoranti, asserviti, pigri, e a loro volta bloccati da capoccia che lavorano in tv per motivi puramente politici. Non potete avere idea della censura (creativa, politica, sociale, eccetera) che vige in OGNI programma della tv italiana. Siamo fermi agli anni ‘50. E’ assolutamente disgustoso, e il pegno lo pagano spettatori e autori insieme, costretti a sorbirsi e a scrivere le solite c@g@te.

  • Profilo di teseo

    teseo

    28 dic 2010 - 14:31 - #4
    0 punti
    Up Down

    Concordo su tutto! Gli autori sono uno dei tanti mali della tv….ci propongono sempre le solite cose, gira e rigira sono sempre gli stessi che si passano Rai e Mediaset e viceversa, non hanno il coraggio di osare…non per niente i programmi sono ormai quasi tutti uguali…i 50 000 talk show che ormai invadono i nostri palinsesti ne sono una prova!
    Tuttavia il pubblico ha dimostrato che quando ci sono idee nuove( Vieni Via Con Me) gli ascolti premiano…peccato che i vari direttori non lo capiscano!

  • KissParade

    28 dic 2010 - 15:26 - #5
    0 punti
    Up Down

    Mah, fratelli che dire.

    Credo che il moralismo sia traboccato già da un pezzo ormai.

    A me piacciono i programmi con aneddoti, curiosità, storia dei personaggi passati ed attuali. Vorrei che la TV fosse apprendimento e un po’ togliersi certi sfizi.

    Apprezzo ad esempio le interviste che Conti realizza ai Migliori Anni, molto meno altri programmi come Le Amiche del sabato o La vita in diretta.

  • Profilo di toni_acca

    toni_acca

    28 dic 2010 - 16:42 - #6
    0 punti
    Up Down

    Lo spunto della discussione è interessante, ma il fulcro del problema non credo stia negli autori.
    Molto spesso questi si limitano, più che ad eseguire “ordini” diretti dai vertici, a constatare cosa faccia audience e cosa no (nella tv generalista di oggi poi meglio non illudersi troppo). Peccato, perchè quando la Tv di qualità e di approfondimento fatta bene viene proposta in modo autentico, i risultati spesso sono più che evidenti (Vieni via con Me, Ballarò, il teatro di De Filippo in prima serata su Rai1, gli approfondimenti di La7). Gli autori (non sempre, ma molto spesso) sono un po’ come l’ultima ruota (di scorta) di un carro sbilenco, cioè l’offerta televisiva terrestre di oggi in Italia. L’età media di chi rimane davanti allo schermo (specie il pomeriggio, la domenica ed il sabato sera) è sempre meno giovane, chi può scappa sul digitale, ecc… per cui non mi meraviglia la ‘pigrizia’ degli autori.

  • pauli89

    28 dic 2010 - 21:26 - #7
    0 punti
    Up Down

    http://www.youtube.com/watch?v=B5gK2jg7YSI

    direi che questo spiega abbastanza come il problema sia un mix tra autori da operetta e responsabili di rete mangioni….

  • 0 punti
    Up Down

    “la “casta” (mi si consenta il termine) degli autori ha, nei confronti di pubblico e programmi, un atteggiamento di superiorità paternalistica, della serie noi sappiamo cosa funziona, noi sappiamo cosa vuole la gente.”

    E’ vero, ed è anche peggio di così, come emerge anche dalla qualità delle sceneggiature delle fiction italiane… però lo stesso si può tranquillamente dire della Casta dei Giornalisti e di alcuni autori di TVBlog…

  • Dife

    30 dic 2010 - 11:45 - #9
    0 punti
    Up Down

    Ragazzi, gli autori sono degli scaltri cagasotto, ma lo sono per fame. Prova andare a proporre un’idea nuova ad un produttore, ad un canale televisivo e poi vedi che succede.

  • dogaressa

    30 dic 2010 - 13:01 - #10
    0 punti
    Up Down

    conosco bene il mondo dei cosidetti autori, ormai la gran parte di loro vanta un curriculum tipo portatore di vestiti al tal conduttore o reggi gobbo all’altro……molti parenti, cugini, cognati, mogli, etc. per non parlare dei segretari personali….il grave è che a fronte del nulla, la presunzione e l’arroganza sono proporzionati solo alla loro ignoranza………sapere le cifre che guadagnano mediamente??? 1.500 per un quotidian e 12.000 per un settimanale….e parlo di media!!!!!! Per cui i risultati non possono e non devono stupire!!!!!!

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di tvblog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento