Massimo Giletti a TvBlog: “Noi come gli Ammutinati del Bounty. L’Arena al sabato sera? Una sfida che accetterei"

massimo giletti da l'arena a tvblogIn queste prime due domeniche dal suo ritorno in video, L’Arena è indiscutibilmente campione di ascolti e domenica scorsa ha toccato punte del 31% di share. Fra domeniche femminili come quella di Canale5 con la onnipresente Barbara D’Urso, di Rai2 con la vulcanica Simona Ventura e della stessa Rai1 con Sonia Grey e la bellissima e bravissima Lorella Cuccarini, c’è questa Arena condotta da Massimo Giletti. Lo abbiamo contattato per sentire i suoi pensieri su questo successo e per parlare di molte cose che stanno fuori e dentro la televisione di oggi. Ne esce una chiacchierata piena di spunti con anche lo spazio per ragionare su una sfida impossibile.

Cambiano gli argomenti ed i temi ma l’Arena è ancora leader registrando picchi del 31%, qual è il segreto ?

"Penso che dopo 7 anni si possa dire che c’è un piccolo gruppo di lavoro fortissimo dove io metto la faccia ma dietro ci sono delle persone che lavorano con tanta passione, a partire da Fabio Buttarelli. Il segreto poi è la capacità di intuire come lavorare e come costruire un programma del genere e ci aggiungo anche la credibilità. La credibilità è l’elemento più importante per un programma. Perché noi domenica, senza avere nessuno dei protagonisti di questa brutta vicenda, che sono andati e continuano ad andare televisivamente ovunque, abbiamo avuto più pubblico. Questo si può ottenere con la passione, con il lavoro, ma soprattutto perché il pubblico ci ritiene credibili rispetto ad altri."

Avete cercato di avere nel vostro programma i parenti della povera Sarah Scazzi ?

"Abbiamo provato ad invitarli, ma ci siamo trovati di fronte a dei muri. Vedo però che vanno in altri programmi, non so quali siano i meccanismi che spingano queste persone ad accettare oppure a non accettare gli inviti. Io c’ho provato, come credo uno debba provare, senza offrire denaro."

Qual è il confine tra diritto di cronaca e speculazione su di un fatto tragico come questo? Non crede che la televisione superi spesso questo confine ?

"Quando si entra in casi drammatici come questo c’è sempre il rischio di superare la sottile linea rossa, oltre la quale non bisognerebbe andare. Ormai però è il sistema televisivo, la TV che fa parte della nostra vita, che è immanente, che ci rende tutti figli del buco della serratura. La televisione oggi non ha più pudore, entra in tutti i modi e in tutti i luoghi, però poi ci sono anche i protagonisti di queste vicende che si prestano ad andare in qualsiasi programma. Ormai anche queste persone fanno parte di un reality che è più reale della vita. Sono loro che entrano in questo meccanismo: domandare è lecito ma poi si fornisce una risposta, ed è sempre sì la risposta di queste persone? Questo caso Scazzi è molto curioso da questo punto di vista, chiunque dei parenti va in televisione, zii, cugini, nipoti. La televisione è diventata un cannibale che si ciba di queste persone. La TV va più veloce dell’etica e non siamo più capaci di fermarci. "

Ritiene quindi sia una strada senza ritorno ?

Ritiene quindi sia una strada senza ritorno ?

"E’ una strada pericolosa che può non avere ritorno. Ma questo per me non riguarda “Chi l’ha visto?”, che fa un programma ad hoc. Le polemiche sulla Sciarelli sono sterili, non hanno senso di esistere. "

Se si fosse trovato nella stessa situazione di Federica Sciarelli cosa avrebbe fatto ?

"La verità è che la maggior parte dei colleghi avrebbe voluto trovarsi in quella situazione, ma non hanno il coraggio di dirlo. Poi in quei frangenti le parole possono essere diverse e la decisione magari di far allontanare subito la signora potrebbe essere presa, ma la realtà è che la maggior parte dei colleghi avrebbe voluto essere lì. Mi sembra ci sia molta ipocrisia in giro e molto moralismo. 'Chi l’ha visto?' fa un grande programma di servizio pubblico. La maggior parte dei familiari delle persone scomparse, hanno speranza di ritrovare i propri cari grazie a questa trasmissione. Probabilmente in questo caso di Sarah se non ci fosse stata questa forte mediatizzazione, non si sarebbe risolto e tutto col tempo sarebbe stato dimenticato. Non credo che quello zio avrebbe poi ceduto e confessato."

Quest’anno il suo segmento si è allungato e gli ascolti le danno ragione, se l’anno prossimo le chiedessero di prendere in mano tutta 'Domenica In' accetterebbe ?

"Questo non credo potrà mai succedere. Credo che la divisione in due fasce, sia la cosa più giusta. Certo la D’Urso ha 5 ore a disposizione che gestisce con grande energia, arrivando anche da una settimana molto intensa."

L’anno scorso, nonostante i buoni ascolti, c’è stato un momento in cui ha pensato di non essere riconfermato ?

"Mai. Credo che anche in questa televisione dove tutto è possibile, è difficile che un direttore si privi di un programma che costa poco e contemporaneamente fa record d’ascolti tutte le settimane. Non ho mai avuto un dubbio che non fossimo riconfermati, primo perché siamo uno dei pochi prodotti interni aziendali che funziona alla grande, secondo: facciamo ascolti a basso costo. Quindi nessun direttore potrebbe fare una scelta diversa, almeno credo e spero."

Come va con il direttore Mazza, anche ora dopo queste prime due puntate andate molto bene in termini di ascolto?

"Con Mazza va benissimo. Il direttore mi ha raddoppiato lo spazio, gli sono grato per questo perché è il riconoscimento del nostro lavoro. Anche se io non posso dimenticare, che il primo che ha creduto in questo prodotto, lo ha fatto nascere, aiutato a crescere e a sostenerlo è stato Fabrizio Del Noce."

Fosse l’allenatore della Rai, in un ipotetico scambio di due personaggi, chi prenderebbe in Rai e chi cederebbe a Mediaset?

"Vedo che ci sono alcune scuderie che ogni anno portano e cambiano i propri uomini e donne di qua e di là. Se dovessi scegliere prenderei la De Filippi e cederei la Perego."

Il suo rapporto con le critiche. Cosa le da più fastidio che dicano di lei o del suo programma?

"Il non vedere a volte il grande lavoro che c’è dietro l’Arena. Noi abbiamo avuto contro Maria De Filippi, Costanzo, gente di grande forza e professionalità. Probabilmente se io appartenessi a qualche scuderia, a qualche procuratore potente, avremmo molti più “consensi critici”. Essendo un uomo libero che risponde solo alla propria coscienza e al proprio direttore faccio più fatica ad accettare questa "critica" se cosi si può chiamare e mi da un po’ di fastidio. Però l’ho sempre detto ai miei collaboratori che noi dell’Arena siamo come gli ammutinati del Bounty, se volete star con me sappiate che ci saranno pochi onori e tanta fatica. Non sono mai voluto stare dalla parte dei potenti, è una scelta di vita. "

L’Arena va fortissimo nel pomeriggio della domenica. Se il direttore Mazza le chiedesse di in un futuro di portarla in prima serata, magari al sabato sera per tentare di contrastare C’è posta per te, accetterebbe ?

"Il direttore Mazza è una persona troppo intelligente per rischiare di spostare un programma che va così bene la domenica pomeriggio portandolo in un territorio i cui risultati sarebbero tutti da vedere. Detto questo, in generale, a me piacciono le sfide impossibili."

Ringraziamo Massimo Giletti per la disponibilità augurandogli di prolungare i suoi successi con le nuove puntate de "L'Arena".

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