I due irriverenti creatori di South Park si sono visti censurare da Comedy Central una puntata in cui fra i tradizionali ruoli da guest star del cartone animato più Politically incorrect della storia della televisione faceva la sua comparsa Maometto, con un elmetto da giocatore di football americano.
Personalmente, sono uno strenuo difensore dell’ironia, del sarcasmo e della satira, anche di quella più feroce e aggressiva. C’è una cosa però che recenti fatti di cronaca hanno insegnato, e che trova il suo riscontro anche nella realtà di tutti i giorni, in particolar modo su internet e sui blog, dove il fraintendimento del messaggio è all’ordine del giorno: la satira non è un linguaggio universale e non viene sempre necessariamente compresa da tutti.
Per tutta risposta alla censura, Trey Parker e Matt Stone hanno realizzato una puntata di South Park in cui attaccano il loro stesso Network. Si intitola Cartoon Wars II. In essa, Kyle cerca di persuadere i rivali della Fox a mandare in onda una puntata di Family Guy che mostra un’immagine di Maometto.
Non è la prima volta che il cartone animato subisce censure o attacchi per ingerenze nella sfera religiosa. Qualche tempo fa fu la volta di una puntata dal titolo Bloody Mary, in cui una statua raffigurante la Madonna grondava sangue perché in pieno ciclo mestruale.
L’irriverenza di South Park non ha limiti né tabù.
Se genera queste reazioni negli States, chissà cosa accadrebbe in Italia.
[Sito Ufficiale di South Park - Pagina ufficiale per scaricare scene dall’Episodio 10.04, inclusa la scena che mostra Bush e Gesù]
Alain
15 apr 2006 - 14:13 - #1non sò se si può, ma qui c’è un torrent al video:
http://www.mininova.org/get/279929
mm
16 apr 2006 - 01:06 - #2e allora?
se gli islamisti non la capiscono…problemi loro
Alberto Puliafito
16 apr 2006 - 09:06 - #3Islamici. Be’, se non la capiscono son problemi loro ma anche nostri. Oggettivamente bisogna almeno essere consci del fatto che la satira può offendere chi non ha questo tipo di linguaggio nel proprio bagaglio culturale. Del resto, senza andare troppo lontano, in Italia la satira religiosa è pressoché bandita.
E Souh Park non viene più trasmesso.
Federico
17 apr 2006 - 04:22 - #4E come dimenticare anche la coraggiosa puntata 9.12 completamente dedicata a scientology (e sappiamo quanto S. sia radicata tra gli attori hollywoodiani, anche i più impegnati come Steve Buscemi), così irriverente e caustica (e vera!: lo scroll recita testualmente “this is what scientologist actually believe” ) da attirarsi gli strali di tomkate (che hanno tentato di bloccarne la messa in onda - Tom Cruise infatti si chiude nell’armadio di stan per tutta la puntata, raggiunto poi da john travolta - tentativo non riuscito ovviamente, essendoci là il Potere dei Media, qua i Media del Potere) e che termina con un invito di Stan a citarlo in Tribunale, in quanto tutto vero (e i nomi dei titoli di coda, dagli autori ai produtori sono tutto un elenco di john e joan smith)
Federico
17 apr 2006 - 04:33 - #5Alberto, south park sarà trasmesso, almeno stando alla guida televisiva, ogni giorno a partire da questa settiamana verso le 3 di notte, suppongo in replica (ma anche no: per dire il magnifico film di south park che è del 1999 è stato trasmesso in prima visione tv un mesetto fa verso l’una di notte) su italia1. L’unico lato positivo di soffrire d’insonnia.
Malaparte
17 apr 2006 - 09:51 - #6Federico, è vero, la puntata su Scientology è una presa di posizione davvero coraggiosa per la realtà americana.
mm
18 apr 2006 - 00:34 - #7se cominciamo a dire che bisogna evitare di dire uesto e quello perche c’e il rischio di offendere qualcuno, finiremo un giorno per chiedrci cosa era la libertà. il fatto che grandissima parte dell’islam, compresi i teologi delle universita del cairo, siano contro la satira dimostra quanto costoro siano impermeabili a concetti per noi assodati. per cui mai e poi mai occorre cedere di fronte a minacce di questi fanatici o chi ne pagherà le conseguenze saremo noi.
Krokko
18 apr 2006 - 14:39 - #8Appunto, il problema baricentrale è quello della libertà di opinione, che non può trovare limiti nel fatto che qualcuno si possa ritenere offeso (attenzione alla differenza fra “si possa ritenere offeso” e invece “venga offeso”) da questa opinione. Troppo comodo mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente solo perché c’è in ballo un credo religioso (o similia).
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18 apr 2007 - 14:09 - #9[…] Il 3 Maggio alle 21 su Comedy Central, il canale che prenderà il posto di Paramount Comedy, andrà in onda la decima serie del cartone più politicamente scorretto mai visto: South Park. Nonostante gli orari improbabili e le censure gli impertinenti Matt Stone e Trey Parker , autori del cartoon, potranno festeggiare anche in Italia i 10 anni della serie andata in onda per la prima volta il 13 agosto 1997 negli Usa. Infrangere tabù pare sia l’unico imperativo che guidi la vena creativa dei cartoonist e se irridere Tom Cruise e Paris Hilton possa sembrare una cosa ovvia un po’ meno lo è prendersi gioco della regina Elisabetta d’Inghilterra che in un episodio è addirittura la mente di un complotto ai danni di Hillary Clinton. Ma il vero piatto forte sono le parodie anti-religiose in cui vengono prese di mira correnti, sette, confessioni e chiese di ogni tipo da scientology ai mormoni, dal cattolicesimo fino all’islam che vengono messe tutte alla berlina: Gesù è il presentatore di un talk show, Dio assomiglia paurosamente ad un ufo sfigato e prendendo spunto sulla vicenda delle vignette su Maometto nella puntata Cartoon Wars part I si gioca sul fatto che nessuno vuole essere politicamente scorretto sul Profeta. […]
Cesare79
29 lug 2007 - 11:50 - #10Caro Alberto, non mi sembra però che i cattolici, gli indù, gli ebrei abbiano mai incendiato bandiere USA o minacciato di morte nessuno per aver pubblicato immagini di satira sulle loro religioni… In I Griffin Gesù o Dio che scoreggiano o corteggiano le donne ai bar, in South Park Gesù che ha un suo Talk SHow e Dio che viener appresentato come un mostro, o la Madonna che sanguina dal didietro possono essere ritenute molto offensive da chi crede, eppure a aprte delle proteste non mi sembra che si siano mandati i kamikaze… Ora, con tutto il rispetto per i pochi musulmani integrati e moderati, credo che bisogna finirla con sta storia di preoccuparsi semrpe di cosa piace a loro… qua va a finire che non possiamo piu esprimere nemmeno le nostre opinioni e che fr apochi anni saremo costretti a fare come decidono loro, sotto minaccia… non gli piace come vestiamo? ok, facciamoli felici o ci fanno 1000 attentati, vestiamo le nostre donne col burka e noi col lor stile… etc. questo per dire: se molti di nloro non capiscono la satira, cavoli loro. non possiamo annullarci, dimenticare la nostra cultura per compiacere certa gente che vive in una sorta di neo-medioevo. ovviamente non generalizziamo, e cerchiamo anzi di stare vicino ai giovani musulmani che invece sono assetati di conoscenza dell’occidente e curiosi di confrontarsi pacificamente con la nostra cultura.