
Antonio Di Bella, il direttore “trombato” (parole sue) di RaiTre, dedica una canzone a Paolo Ruffini, il direttore “reintegrato”. Spiritoso e davvero fantasioso il giornalista, ex TG3, nell’affrontare le domande di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro nel corso della trasmissione di RadioDue “Un Giorno da Pecora“. Come noto Di Bella ha subito le conseguenze del reintegro stabilito del giudice che ha rimesso al suo posto Ruffini, di fatto esautorandolo dal ruolo che ricopriva in Rai dalla scorsa estate.
Invece di affidarsi a dichiarazioni al vetriolo Di Bella ha preferito cantare una canzone appositamente composta per descrivere la sua frustrazione di direttore “trombato” costretto nello stesso “ufficio bruttissimo“, nel quale ammette di non fare nulla, che fino a qualche mese fa era proprio di Ruffini. Il paradosso è che il giudice aveva riconosciuto una discriminazione nei confronti del neo direttore reintegrato proprio perché i suoi compiti non era definiti e rispondenti al suo profilo professionale. Ora però nella stessa identica situazione si trova Di Bella. Incredibile.
Ecco il testo della canzone, dopo il continua il video.
Ciao caro direttore reintegrato
non son triste io, che son trombato
per quello che sarà
Ciao caro direttore reinsediato
tu sei allegro ma un po’ preoccupato
per quello che accadrà.
Ti lascio questo ufficio bellissimo
rimpiango tutti i colleghi qua.
Prendo il tuo ufficio bruttissimo
la tua tranquillità.
Da te certo l’atmosfera è più eccitante
In coda c’é già un sacco di gente,
quanta elettricità.
Quaggiù ormai il mio telefono sai tace
Sono solo ma l’animo è più in pace
quanta serenità,
Quanta serenità.
Franco2bis
23 giu 2010 - 20:09 - #1Di Bella mito! È ospite fisso di Caterpillar ogni venerdì. Da ascoltare.
Dategli la dirigenza di RaiUno: se la merita tutta. Mazza a spasso per manifesta incapacità a dirigere una rete televisiva.
Giugiola
24 giu 2010 - 07:45 - #2Grande Antonio!!! Davvero un mito!!! Sono queste le professionalità che fanno grande la Rai!!!!
Giugiola
24 giu 2010 - 07:55 - #3Mi vien da ridere a leggere questa dichiarazione di masi:
Roma, 23 giu. (Apcom) - “La Rai è un’azienda sana e forte, i dipendenti possono stare tranquilli. Nessuno verrà lasciato a casa”. Lo dice il direttore generale, Mauro Masi, in un’intervista al ‘Messaggero’, nella quale esprime anche il suo giudizio critico sulla governance dell’azienda: “Al di là delle persone e del loro valore, tra Consiglio e direttore si sommano due debolezze - osserva il dg -. Un cda a nove membri è davvero molto esteso e il sistema con cui viene eletto lo porta ad un vincolo formale con il Parlamento. Il direttore generale poi ha poteri di decisione autonoma limitatissimi, ma il cda a sua volta non può esaminare nulla che non sia proposto dal direttore generale”.
Masi cita ad esempio della debolezza del suo ruolo il caso Ruffini: “Non ho potuto cambiare un direttore in carica da otto anni pur con il voto di otto consiglieri su nove e proponendo un sostituto di indubbio valore e non certo politicamente di un’altra area”, quindi il dg assicura che anche su Santoro “farò di tutto per trovare una soluzione consensuale. Nella televisione che ho in mente una sua nuova collocazione anche come autore esterno può essere molto efficace”.
Infine Masi replica così a chi ha criticato le nomine esterne da lui decise: “Sono indispensabili per sconfiggere il grande male della Rai: l’estremo conservatorismo, rappresentato da quel partito trasversale Rai cui non piaccio e che nemmeno a me piace particolarmente, un partito che rigetta l’innovazione”.
Conte Cesare
27 set 2010 - 17:28 - #4Il ministro di giustizia Dott. Angelino Alfano ha incredibilmente deciso di ignorare evidenti reati commessi da diversi giudici nonostante gli abbia personalmente fornito le prove di quanto mi stava accadendo.
Tale comportamento a fatto si che le quattro cause civili che ho dovuto attivare sin dal lontano 2003 non abbiano ancora il conforto di un qualche giudice che porti finalmente a termine il PRIMO grado di giudizio (alla faccia del tanto auspicato “processo breve”).
Ciò facendo il Ministro, e lo Stato che egli rappresenta, sta volutamente calpestando ed ignorando sacrosanti diritti contenuti nella “CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (Art. 41 punto 1 e punto 2 c) ). Appellandomi quindi all’Art. 44 Le chiedo:
Mi potete aiutare a rendere pubblica tale situazione?
Mi potete indicare a chi e come denunciare il Ministro?