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I compensi RAI nei titoli di coda - Misura "giusta" o demagogica?

Pubblicato: 10 giu 2010 da Malaparte

I compensi RAI nei titoli di coda - Misura

La proposta arrivava da Alessio Butti (PdL), ma è stata cavalcata anche dall’opposizione, secondo una logica bipartisan che appare, almeno al sottoscritto, piuttosto demagogica e populista.

Tant’è, anche se per il momento si tratta di una semplice raccomandazione della Commissione di Vigilanza della RAI che si è riunita ieri, è molto probabile che fra qualche mese diventi un fatto: i compensi di conduttori, ospiti, protagonisti dei principali programmi della RAI saranno resi pubblici nei titoli di coda dei programmi.

Anzi, a dire il vero - e qui interviene la proposta dell’opposizione - questa misura, che a molti potrebbe addirittura apparire condivisibile, nel nome di una presunta trasparenza, potrebbe essere applicata solamente ai programmi di servizio pubblico.

Il che apre a scenari di tassonomia televisiva abbastanza singolari: quali programmi avranno il bollino-di-qualità(?) servizio pubblico? E quali no?
E perché mai sul servizio pubblico dovrebbero andare programmi che non sono di servizio pubblico?

Quanto al motivo per cui lo scrivente definisce la misura demagogica e populista, be’, è piuttosto semplice: a chi gioverà, questa presunta operazione trasparenza? E non sarebbe, a questo punto, più corretto - come suggerisce, pensate un po’, Massimo Giletti - rendere pubblico anche quanto porta all’azienda in termini economici una trasmissione di successo?

Prendiamo un caso-limite: Michele Santoro. Non ha bisogno di ulteriori difese né di ulteriori attacchi. Ma è un un ottimo esempio. Primo: è pubblico servizio? Personalmente, direi di sì. Allora, se la RAI ammettesse che è pubblico servizio - per poi pubblicare i compensi - dovrebbero cessare i vari attacchi, no? Bene. Ma andiamo oltre. Poniamo che il suo Annozero sopravviva agli attacchi e vada in onda di nuovo a settembre. Ebbene, nei titoli di coda scopriremmo i compensi di Santoro e di tutti i suoi ospiti. Ottimo, diranno in molti. E si indigneranno, probabilmente. Ma in un’ottica aziendale, per capire se quel tal programma di “servizio pubblico” è un buon investimento o meno, è assolutamente necessario sapere quanto rende alla RAI il programma e fare un raffronto fra uscite e entrate. Altrimenti, perde tutto di senso.

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di white

    white

    10 giu 2010 - 09:58 - #1
    2 punti
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    ma i dipendenti pubblici di tutte le varie amministrazioni ecc ecc , hanno uno stipendo che è di pubblica conoscenza? i politici? i medici e avvocati pubblici?
    se si , allora è giusto anche per i conduttori.altrimenti no.

  • Profilo di TidusFFX

    TidusFFX

    10 giu 2010 - 10:10 - #2
    0 punti
    Up Down

    se fanno questa cosa ha senso solo per la rai. Per mediaset, la7 e le altre emittenti non ha senso questa proposta visto che sono private e sono pagati non con i nostri soldi. A noi cittadini quindi se vengono pagati 1.000 o 1.000.000 non “dovrebbe” interessarci. A me personalmente purchè uno faccia BENE il suo lavoro non mi interessa quanto viene pagato però se deve essere fatto, ha senso che sia solo per la rai!

  • wimm

    10 giu 2010 - 10:14 - #3
    0 punti
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    Proposta demagogica.
    Bisognerebbe rispondere a questa domanda
    La Rai deve fare servizio pubblico o essere commerciale?
    Le due cose sono collegate.

  • Profilo di mat85

    mat85

    10 giu 2010 - 10:15 - #4
    1 punto
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    c’e’ anche un altro punto che mi ha dato sempre dubbi su questa cosa e’ cioe’ che i titoli di coda vanno gia’ molto veloci a volte anche alla velocita’ di luce quindi chi lo legerebbe?? e poi ci ricorderemmo di guardare??

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    10 giu 2010 - 10:17 - #5
    1 punto
    Up Down

    SCANDALOSO TVBLOG!!!
    ieri non ha fatto il liveblogging di annozero!!!
    ricordo che è stato fatto per il nuovo schifo programma della d’urso, dei wind music, pupa e secchione e non per annozero
    VERGOGNATEVI!! …

  • Profilo di koba

    koba

    10 giu 2010 - 10:19 - #6
    3 punti
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    Cosa aggiunge sapere il compenso di professionista?
    A me queste proposte sanno di DELAZIONE MORALISTICA.
    E stranamente centrate a colpire solo ALCUNI e non tutti.
    E perché non è OBBLIGATORIO sapere OGNI MESE QUANTO PERCEPISCE OGNI POLITICO per ogni POLTRONA OCCUPATA?
    per ogni COMMISSIONE, CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CONSULENZA ricoperta?
    Il solito Brunetta, con i soliti sistemi da MANGANELLO FASCISTA spara contro i giornalisti NON ALLINEATI.
    Mentre al governo viene varata con BLINDATURA TOTALE una leggere sulle intercettazioni.
    Ma i compensi si DEBBONO PUBBLICARE.
    I FURTI e i LADROCINI dei politici NO!

  • Roby A.

    10 giu 2010 - 10:22 - #7
    0 punti
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    Demagogica e populista allo stesso tempo?Mi sembra difficile!

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    10 giu 2010 - 10:23 - #8
    0 punti
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    Più che per trasparenza mi sembra che in questo modo la rai finisca per dare l’idea di “armare” gli artisti che assume per poi dissociarsene.

  • #gio#

    10 giu 2010 - 10:23 - #9
    0 punti
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    Gli stipendi dei dipendenti pubblici, così come quelli di tutti gli amministratori e deputati sono conosciuti ed è giusto che lo siano essendo pagati dalla collettività. Un’altra cosa è però questo provvedimento che sa molto di demagogia, in quanto una cosa è avere gli strumenti per sapere quanto guadagna un nostro stipendiato, un’altra è costringerlo a metterlo in piazza a puro scopo voyeristico.

    E vorrei fermarmi qui, perché altrimenti il mio malevolo pensiero potrebbe essere spinto a pensare che questo è un provvedimento fatto apposta per favorire mediaset verso la quale andrebbero tutti quei conduttori desiderosi di quella privacy tanto invocata dal presidente del consiglio.

    Però… a pensarci bene, mi piacerebbe sapere quanto hanno guadagnato le tante favorite di palazzo grazioli infilate nelle fiction rai. Ho il sospetto che potremmo avremmo delle sorprese.

    Ma è anche vero che con la legge sulle intercettazioni io non saprei di quelle “favorite”, quindi la mia curiosità, nonostante questo provvedimento, rimarrebbe lo stesso inappagata.

  • Profilo di kookoon

    kookoon

    10 giu 2010 - 10:26 - #10
    0 punti
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    Secondo me in generale tutti i bilanci e stipendi pubblici dovrebbero essere in qualche modo facilmente accessibili, poi ci pensano i giornalisti a stilare le conclusioni.

  • Profilo di corrado

    corrado

    10 giu 2010 - 10:28 - #11
    2 punti
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    il corriere dice che l’emendamento stabilisce che vadano scritti i costi per le trasmisioni di servizio pubblico e i compensi per i conduttori delle altre trasmisisoni di non servizio pubblico..mah

    secondo me manco loro sanno cosa devono fare.

    giustissimo il pensiero di Malaparte sullo scrivere anche il rendimento delle trasmisioni.
    Il problema è che così risulterebbero anche le trasmissioni che non fanno guadagnare niente alla rai, anzi, magari con pochi ascolti fanno andare in rosso il bilancio..ed è chiaro che non possono permettersi ciò, soprattutto se queste trasmissioni sono volute dai politici.

    però, se vogliono la trasparenza che questa sia totale, nel bene e nel male.

  • Profilo di ranma25783

    ranma25783

    10 giu 2010 - 10:30 - #12
    0 punti
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    giusto, pensiamo a isola e mezzucci del kazzo!

  • Profilo di andre89lost

    andre89lost

    10 giu 2010 - 10:30 - #13
    0 punti
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    giustissimo. e solo per la rai. in mediaset facciano quello che vogliono ma quelli della rai li paghiamo noi!

  • Profilo di corrado

    corrado

    10 giu 2010 - 10:36 - #14
    1 punto
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    10 giu 2010 - 10:30 - #13 - segnala abuso
    0
    punti

    giusto, pensiamo a isola e mezzucci del kazzo!

    che sono quelli che fanno guadagnare di più alla rai, e non credo proprio siano da ritenere trasmissioni di “servizio pubblico”.

  • Profilo di jack1

    jack1

    10 giu 2010 - 10:44 - #15
    0 punti
    Up Down

    Non è questione di giusto o non giusto! é semplicemente un idiozia.. Noi italiani abbiamo un innata propensione per il grottesco!

  • bomber75

    10 giu 2010 - 10:47 - #16
    0 punti
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    Voglio sapere quanto prendono i conduttori dele reti private, li paghiamo lo stesso comprando i prodotti reclamizzati sulle loro reti. Potrmmo fare così, dire a Mediaset di rendere pubblici i compensi dei conduttori altrimenti non compriamo i prodotti che mediaset reclamizza.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    10 giu 2010 - 11:10 - #17
    4 punti
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    io invece vorrei sapere quanto prende endemol dalla rai

  • Profilo di mortisia

    mortisia

    10 giu 2010 - 11:56 - #18
    -1 punto
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    Ma a me che me ne frega di sapere quanto prendono? Cosa mi cambia? Già mi dava i nervi Tremonti quando l’altra sera chiedeva a Floris quanto venisse pagato… Ma che è? Boh!

  • Profilo di capitano-sal

    capitano-sal

    10 giu 2010 - 12:15 - #19
    0 punti
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  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    10 giu 2010 - 15:44 - #20
    0 punti
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    Demagogia allo stato puro.
    Che poi tutte le emittenti dovrebbero farlo, perchè tanto si sa che gran parte del canone va anche a Mediaset.

  • Plr

    10 giu 2010 - 15:58 - #21
    0 punti
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    Bisogna farlo, ma sul sito aziendale. Pubblicarli nei titoli di coda rasenta il gossip.

  • Profilo di Franco2bis

    Franco2bis

    10 giu 2010 - 19:50 - #22
    0 punti
    Up Down

    Hanno ragione Giletti e Plr: vanno messi sia i costi del programma e i compensi di chi ha partecipato, sia le entrate del programma con la pubblicità (cosa, questa, che è gia pubblica: basta scaricare il listino sul sito della Sipra e farsi due conti).
    Ed è vero che non ha senso metterli nei titoli di coda: una pagina sul sito dell’ufficio stampa Rai è più che sufficiente.

  • ginger 2

    10 giu 2010 - 21:17 - #23
    0 punti
    Up Down

    Devono divulgare i compensi dei dirigenti ai piani alti i cui nomi non sono inseriti all’interno delle sigle finali, non quelli degli “operai” (macchinisti, attrezzisti, etc). Gli sprechi sono probabilmente altrove.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
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