
La proposta arrivava da Alessio Butti (PdL), ma è stata cavalcata anche dall’opposizione, secondo una logica bipartisan che appare, almeno al sottoscritto, piuttosto demagogica e populista.
Tant’è, anche se per il momento si tratta di una semplice raccomandazione della Commissione di Vigilanza della RAI che si è riunita ieri, è molto probabile che fra qualche mese diventi un fatto: i compensi di conduttori, ospiti, protagonisti dei principali programmi della RAI saranno resi pubblici nei titoli di coda dei programmi.
Anzi, a dire il vero - e qui interviene la proposta dell’opposizione - questa misura, che a molti potrebbe addirittura apparire condivisibile, nel nome di una presunta trasparenza, potrebbe essere applicata solamente ai programmi di servizio pubblico.
Il che apre a scenari di tassonomia televisiva abbastanza singolari: quali programmi avranno il bollino-di-qualità(?) servizio pubblico? E quali no?
E perché mai sul servizio pubblico dovrebbero andare programmi che non sono di servizio pubblico?
Quanto al motivo per cui lo scrivente definisce la misura demagogica e populista, be’, è piuttosto semplice: a chi gioverà, questa presunta operazione trasparenza? E non sarebbe, a questo punto, più corretto - come suggerisce, pensate un po’, Massimo Giletti - rendere pubblico anche quanto porta all’azienda in termini economici una trasmissione di successo?
Prendiamo un caso-limite: Michele Santoro. Non ha bisogno di ulteriori difese né di ulteriori attacchi. Ma è un un ottimo esempio. Primo: è pubblico servizio? Personalmente, direi di sì. Allora, se la RAI ammettesse che è pubblico servizio - per poi pubblicare i compensi - dovrebbero cessare i vari attacchi, no? Bene. Ma andiamo oltre. Poniamo che il suo Annozero sopravviva agli attacchi e vada in onda di nuovo a settembre. Ebbene, nei titoli di coda scopriremmo i compensi di Santoro e di tutti i suoi ospiti. Ottimo, diranno in molti. E si indigneranno, probabilmente. Ma in un’ottica aziendale, per capire se quel tal programma di “servizio pubblico” è un buon investimento o meno, è assolutamente necessario sapere quanto rende alla RAI il programma e fare un raffronto fra uscite e entrate. Altrimenti, perde tutto di senso.
white
10 giu 2010 - 09:58 - #1ma i dipendenti pubblici di tutte le varie amministrazioni ecc ecc , hanno uno stipendo che è di pubblica conoscenza? i politici? i medici e avvocati pubblici?
se si , allora è giusto anche per i conduttori.altrimenti no.
TidusFFX
10 giu 2010 - 10:10 - #2se fanno questa cosa ha senso solo per la rai. Per mediaset, la7 e le altre emittenti non ha senso questa proposta visto che sono private e sono pagati non con i nostri soldi. A noi cittadini quindi se vengono pagati 1.000 o 1.000.000 non “dovrebbe” interessarci. A me personalmente purchè uno faccia BENE il suo lavoro non mi interessa quanto viene pagato però se deve essere fatto, ha senso che sia solo per la rai!
wimm
10 giu 2010 - 10:14 - #3Proposta demagogica.
Bisognerebbe rispondere a questa domanda
La Rai deve fare servizio pubblico o essere commerciale?
Le due cose sono collegate.
mat85
10 giu 2010 - 10:15 - #4c’e’ anche un altro punto che mi ha dato sempre dubbi su questa cosa e’ cioe’ che i titoli di coda vanno gia’ molto veloci a volte anche alla velocita’ di luce quindi chi lo legerebbe?? e poi ci ricorderemmo di guardare??
aldebaran85
10 giu 2010 - 10:17 - #5SCANDALOSO TVBLOG!!!
ieri non ha fatto il liveblogging di annozero!!!
ricordo che è stato fatto per il nuovo schifo programma della d’urso, dei wind music, pupa e secchione e non per annozero
VERGOGNATEVI!! …
koba
10 giu 2010 - 10:19 - #6Cosa aggiunge sapere il compenso di professionista?
A me queste proposte sanno di DELAZIONE MORALISTICA.
E stranamente centrate a colpire solo ALCUNI e non tutti.
E perché non è OBBLIGATORIO sapere OGNI MESE QUANTO PERCEPISCE OGNI POLITICO per ogni POLTRONA OCCUPATA?
per ogni COMMISSIONE, CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CONSULENZA ricoperta?
Il solito Brunetta, con i soliti sistemi da MANGANELLO FASCISTA spara contro i giornalisti NON ALLINEATI.
Mentre al governo viene varata con BLINDATURA TOTALE una leggere sulle intercettazioni.
Ma i compensi si DEBBONO PUBBLICARE.
I FURTI e i LADROCINI dei politici NO!
Roby A.
10 giu 2010 - 10:22 - #7Demagogica e populista allo stesso tempo?Mi sembra difficile!
Alexpf
10 giu 2010 - 10:23 - #8Più che per trasparenza mi sembra che in questo modo la rai finisca per dare l’idea di “armare” gli artisti che assume per poi dissociarsene.
#gio#
10 giu 2010 - 10:23 - #9Gli stipendi dei dipendenti pubblici, così come quelli di tutti gli amministratori e deputati sono conosciuti ed è giusto che lo siano essendo pagati dalla collettività. Un’altra cosa è però questo provvedimento che sa molto di demagogia, in quanto una cosa è avere gli strumenti per sapere quanto guadagna un nostro stipendiato, un’altra è costringerlo a metterlo in piazza a puro scopo voyeristico.
E vorrei fermarmi qui, perché altrimenti il mio malevolo pensiero potrebbe essere spinto a pensare che questo è un provvedimento fatto apposta per favorire mediaset verso la quale andrebbero tutti quei conduttori desiderosi di quella privacy tanto invocata dal presidente del consiglio.
Però… a pensarci bene, mi piacerebbe sapere quanto hanno guadagnato le tante favorite di palazzo grazioli infilate nelle fiction rai. Ho il sospetto che potremmo avremmo delle sorprese.
Ma è anche vero che con la legge sulle intercettazioni io non saprei di quelle “favorite”, quindi la mia curiosità, nonostante questo provvedimento, rimarrebbe lo stesso inappagata.
kookoon
10 giu 2010 - 10:26 - #10Secondo me in generale tutti i bilanci e stipendi pubblici dovrebbero essere in qualche modo facilmente accessibili, poi ci pensano i giornalisti a stilare le conclusioni.
corrado
10 giu 2010 - 10:28 - #11il corriere dice che l’emendamento stabilisce che vadano scritti i costi per le trasmisioni di servizio pubblico e i compensi per i conduttori delle altre trasmisisoni di non servizio pubblico..mah
secondo me manco loro sanno cosa devono fare.
giustissimo il pensiero di Malaparte sullo scrivere anche il rendimento delle trasmisioni.
Il problema è che così risulterebbero anche le trasmissioni che non fanno guadagnare niente alla rai, anzi, magari con pochi ascolti fanno andare in rosso il bilancio..ed è chiaro che non possono permettersi ciò, soprattutto se queste trasmissioni sono volute dai politici.
però, se vogliono la trasparenza che questa sia totale, nel bene e nel male.
ranma25783
10 giu 2010 - 10:30 - #12giusto, pensiamo a isola e mezzucci del kazzo!
andre89lost
10 giu 2010 - 10:30 - #13giustissimo. e solo per la rai. in mediaset facciano quello che vogliono ma quelli della rai li paghiamo noi!
corrado
10 giu 2010 - 10:36 - #1410 giu 2010 - 10:30 - #13 - segnala abuso
0
punti
giusto, pensiamo a isola e mezzucci del kazzo!
che sono quelli che fanno guadagnare di più alla rai, e non credo proprio siano da ritenere trasmissioni di “servizio pubblico”.
jack1
10 giu 2010 - 10:44 - #15Non è questione di giusto o non giusto! é semplicemente un idiozia.. Noi italiani abbiamo un innata propensione per il grottesco!
bomber75
10 giu 2010 - 10:47 - #16Voglio sapere quanto prendono i conduttori dele reti private, li paghiamo lo stesso comprando i prodotti reclamizzati sulle loro reti. Potrmmo fare così, dire a Mediaset di rendere pubblici i compensi dei conduttori altrimenti non compriamo i prodotti che mediaset reclamizza.
aldebaran85
10 giu 2010 - 11:10 - #17io invece vorrei sapere quanto prende endemol dalla rai
mortisia
10 giu 2010 - 11:56 - #18Ma a me che me ne frega di sapere quanto prendono? Cosa mi cambia? Già mi dava i nervi Tremonti quando l’altra sera chiedeva a Floris quanto venisse pagato… Ma che è? Boh!
capitano-sal
10 giu 2010 - 12:15 - #19http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2059140/&print=true
rikstyle
10 giu 2010 - 15:44 - #20Demagogia allo stato puro.
Che poi tutte le emittenti dovrebbero farlo, perchè tanto si sa che gran parte del canone va anche a Mediaset.
Plr
10 giu 2010 - 15:58 - #21Bisogna farlo, ma sul sito aziendale. Pubblicarli nei titoli di coda rasenta il gossip.
Franco2bis
10 giu 2010 - 19:50 - #22Hanno ragione Giletti e Plr: vanno messi sia i costi del programma e i compensi di chi ha partecipato, sia le entrate del programma con la pubblicità (cosa, questa, che è gia pubblica: basta scaricare il listino sul sito della Sipra e farsi due conti).
Ed è vero che non ha senso metterli nei titoli di coda: una pagina sul sito dell’ufficio stampa Rai è più che sufficiente.
ginger 2
10 giu 2010 - 21:17 - #23Devono divulgare i compensi dei dirigenti ai piani alti i cui nomi non sono inseriti all’interno delle sigle finali, non quelli degli “operai” (macchinisti, attrezzisti, etc). Gli sprechi sono probabilmente altrove.