“Tutti pazzi per amore 2” ieri sera ha giocato il suo asso nella manica. La seconda stagione della fiction di Raiuno, per quanto rivoluzionaria nell’essere riuscita a portare sulla prima rete Rai una gran numero di giovani interessanti per gli inserzionisti, aveva dato qualche segno di cedimento rispetto alla scorsa stagione.
Gradevoli i brani musicali, belle le coreografie, divertente il clima da commedia che racconta una storia d’amore moderna (quella tra Paolo/Emilio Solfrizzi e Laura/Antonia Liskova) e gli ostacoli a cui può andare incontro, ma qualcosa, in queste puntate, continuava a non convincere.
Sarà forse l’eccessiva dose di isteria che è stata somministrata a quasi tutti i personaggi della serie che, a prescindere da quello che gli capiti, reagiscono sempre in modo eccessivamente urlato e mucciniano, o forse la scelta di slegare maggiormente i momenti musicali dal resto della storia; fatto sta che “Tutti pazzi per amore” sembrava aver preso una direzione sì diversa rispetto al resto della fiction, ma con la marcia sbagliata. A cercare di risollevare le sorti della seconda stagione, però, c’ha pensato la puntata di ieri (il riassunto su Blogapuntate), nella quale è stato svelato il segreto per cui Raoul (Gabriele Rossi) ha deciso di non fidanzarsi con Cristina (Nicole Murgia).
Raoul è sieropositivo. La ragazza, prima distrutta, riesce col tempo -e con l’aiuto del fratello Emanuele, che le prepara un piccolo vademecum sul significato di sieropositività- a comprendere le ragione del ragazzo che lo tenevano lontano da lei ma anche, allo stesso tempo, ad accettare la realtà del fidanzato, standogli vicino nonostante la paura, ma al tempo stesso con tanto amore.
Di storie sull’Aids, in serie televisive, se ne sono viste tante (e gli americani in questo sono dei maestri: ricordiamo, ad esempio, “Beverly Hills” ed “Everwood”, dove la sieropositiva di turno era Marcia Cross), ma questa è la prima volta che Raiuno l’affronta con un coraggio degno di nota.
Non ci viene raccontata la storia di un ragazzo che, per paura di contagiare qualcuno, si chiude in sé stesso e vive in solitudine, ma assistiamo alla storia di una coppia che, consapevole delle difficoltà e dei pregiudizi a cui sta andando incontro, decide di vivere il proprio amore alla luce del sole.
Spiegandoci che “sieropositività” non vuol sempre dire che il soggetto sia malato di Aids (anzi, le cure di oggi danno più possibilità ad un sieropositivo di non manifestare i sintomi della malattia, al punto da vivere questa condizione come vive la sua un malato di diabete, suggerisce il personaggio di Vittoria), Raiuno abbatte uno dei pregiudizi più duri della nostra società e ci regala una lezione a cui raramente assistiamo nella tv italiana.
“Il nostro è un messaggio di ‘normalità’”, spiega al Corriere della Sera l’autore Ivan Cotroneo. “Avevamo voglia di raccontare una storia legata a un problema con un approccio e una sensibilità dei nostri giorni. Per fortuna è finito il tempo degli untori e del terrore. Il personaggio di Cristina certo non si getta in questa storia ad occhi chiusi. Al contrario diventa estremamente consapevole.”
“Il servizio pubblico, lo credo fermamente, ha un compito preciso. Veicolare valori sociali. Tra questi c’è l’integrazione nella vita normale di chi è colpito da una malattia”, ha detto invece Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction. Purtroppo, però, questo resta un caso eccezionale in una serialità italiana fatta di troppi schemi già visti e rivisti.
La storia di Raoul e Cristina potrebbe essere la svolta di cui “Tutti pazzi per amore 2” ha bisogno. Una volta dimostrato che si può unire fiction e musica (ancora prima di “Glee”), era necessario dare prova che una delle serie più amate dai giovani possa anche aiutarli a capire quanto sia fondamentale essere informati.
E, una volta ogni tanto, dimentichiamoci di quanti avranno visto l’episodio di ieri sera, ma consoliamoci col fatto che, forse, la fiction italiana sta muovendo i suoi primi passi verso una nuova direzione, più vicina alla società e meno chiusa nel solito commissariato.
shinichi93
26 apr 2010 - 09:51 - #1nn ho letto tutto l’articolo xke la puntata nn l’ho ancora vista, ma concordo col fatto che questa seconda serie sia diventata un pò troppo urlata
fra2
26 apr 2010 - 09:58 - #2forse le musiche sono slegate e troppo coreografate ma devo dire che i travestimenti e la chiave ironica di ogni scelta musicale mi diverte un sacco e non mi sento così delusa da questa seconda serie perchè di solito è sempre così i seguiti perdono per strada sempre qualcosa rispetto alla novità dell’esordio. tutti pazzi per amore continua però ad essere parecchie spanne sopra qualunque altra produzione seriale televisiva italiana e l’unica che io guardo. la puntata di ieri davvero gradevole e di servizio per le chiare informazioni fatte passare ai giovani e non solo!!!
marcellinotv
26 apr 2010 - 10:05 - #3Non ho visto la puntata uffaaaaaaa
marcellinotv
26 apr 2010 - 10:06 - #4Comunque lui è un figo della madonna
rikstyle
26 apr 2010 - 10:08 - #5La gente non si rende conto che Tutti pazzi per amore è, per l’Italia, una serie rivoluzionaria. A partire dai dialoghi.
max_86
26 apr 2010 - 10:16 - #6credo ke tutti pazzi per amore sia una serie del tutto nuova x la tv italiana e, nonostante sia alla seconda stagione, riesca ancora a far parlare e soprattutto divertire il pubblico….i personaggi sn ben caratterizzati, le tematike sono importanti, i balletti e le musike eccezionali…..un plauso davvero enorme a ki riesce a realizzare qst fantastica fiction
miky80
26 apr 2010 - 10:41 - #7rikstyle casomai sarà rivoluzionaria per la rai visto che ha sdoganato termini scurrili dove nelle altre emittenti sono sdoganati da tempo
shinichi93
26 apr 2010 - 11:03 - #8quali emittenti? telenorba?
chiara86
26 apr 2010 - 11:27 - #9per me l’errore che hanno fatto è stato quello di far morire michele…avrei capito nel caso marcorè non avesse potuto girare tante puntate…ma è sempre presente quindi la scusa degli impegni non esiste,…a questo punto è chiaro che hanno toppato…una serie come tutti pazzi sa affrontare temi importanti ,l’essere sieropositivi epr esempio,ma all’inizio la storia della morte non ci stava proprio…
megalowoman
26 apr 2010 - 11:35 - #10io non so che serie avete visto l’anno scorso ma non era tanto meno urlata di questa!
anzi è sempre stata la caretteristica di monica e le ragazze…bò a me sembra che ci sia l’abitudine di criticare sempre e comunque le seconde stagioni di qualsiasi serie…è dalla prima puntata che vedo solo innnovazione in un canale rai vecchio e chiuso nei suoi spettacolini da quattro soldi…insieme a montalbano è una delle poche cose di grande qualità su rai uno
Austin
26 apr 2010 - 12:22 - #11Sinceramente il commento sulla sieropositività come il diabete non mi è piaciuto molto, in quanto piuttosto azzardato: il diabete non è trasmissibile come la sieropositività, quindi è fare un pò disinformazione parlarne in questi termini
nina
26 apr 2010 - 13:04 - #12Belli i due episodi di ieri sera di “Tutti pazzi..”: spesso e volentieri mi sono piegata in due dal ridere!! Solo a tratti un po’ sopra le righe, ma per lo più, per argomenti e recitazione, ho visto alti livelli e non ho rimpianto troppo la prima edizione.
Sulla morte del personaggio di Marcorè, concordo con Chiara86 #9.
ricky81
26 apr 2010 - 13:42 - #13E invece sapete che vi dico? Una volta superati gli shock iniziali, questa serie mi sta piacendo. E molto! Michele in Paradiso ci sta regalando delle scene curiose e un punto di vista veramente inedito. E vogliamo parlare di Paolo perseguitato dalla coscienza allo specchio? C’è una creatività, un coraggio!
Probabilmente sarò così entusiasta perché appunto TPPA spicca su gran parte delle fiction italiane.
@miky80
Sinceramente i termini scurrili sono una piccola parte dell’innovazione del linguaggio e dei dialoghi: quello che colpisce è l’uso di termini moderni e sofisticati, di citazioni colte o popolari. Insomma, un linguaggio finalmente né banale né basato esclusivamente sulla simpatia del dialetto.
Scapigliata
26 apr 2010 - 14:33 - #14D’accordo con ricky81. Probabilmente se viaggiassimo su altri livelli non avremmo tanto entusiasmo per tppa. Ma cmq va detto che è più innovativo di tante sit-com americane tutte uguali a se stesse. Certo, li’ hanno “The big bang theory”, una volta “Scrubs” e ancor prima “Friends”, fantascienza per l’Italia. Ma rimane un buon prodotto COMEDY, fresco e originale. Almeno sappiamo ancora far ridere..
Scapigliata
26 apr 2010 - 14:36 - #15@me
continued…
..un prodotto che posa l’occhio su temi seri e importanti, senza retorica, come la vecchia commedia all’italiana. E questo è importante, non dimentichiamolo.
killduke
26 apr 2010 - 14:38 - #16Per quanto riguarda il discorso generale sulla maturità della serie e sul merito della rai per essere uscita dai soliti clichè benpensanti sono completamente d’accordo. Ma dissento fortemente per quanto riguarda il discorso sull’isteria. Non sono d’accordo sul fatto che i personaggi sia urlati o mucciniani. Forse è semplicemente una serie più teatrale e questo è un meccanismo a cui il pubblico non è abituato. Ritengo che questa sia una percezione molto personale di chi scrive.
La sieropositità di Raoul infatti si inserisce perfettamente nel contesto della serie arricchendola e impreziosendola ulteriormente, serie che comunque era già matura di suo per accogliere queste tematiche sociali moderne (non dimentichiamoci l’omosessualità della stagione precedente che era stata affrontata in una modalità sicuramente nuova per la rai).
Un saluto.
nina
26 apr 2010 - 14:45 - #17E comunque, al di là del “morto/presente” e vivacissimo (:D :D) Michele (magari fosse davvero così per tutti!!!), c’è un bel valore aggiunto: Il bello e bono Alessio Boni, piacevolissima rivelazione in vesti comiche, con il suo impareggiabile Adriano!
Per non parlare della “coscienza” di Paolo, gran bella trovata! Le facce di Solfrizzi, poi, sono sempre da antologia.
Scapigliata
26 apr 2010 - 14:48 - #18Un bello e bono nina, PER NULLA RIDICOLO E IMPOSTATO, come siamo abituati. Lo stesso vale per il ragazzo sieropositivo.
Io ancora mi stranisco…
nina
26 apr 2010 - 14:57 - #19@Scapigliata: “PER NULLA RIDICOLO E IMPOSTATO”: sì, veramente. Boni è un bravo attore.
Ma questa serie, in generale, è ricca di bravi attori!
white
26 apr 2010 - 15:28 - #20bellissimo telefilm.
innovativo.
un meta telelfilm se consideriamo le incursioni del dottor freiss o del paradiso.
per questo ha perso qualche telespettatore. ma ottime le scenggiature.
perlisse
26 apr 2010 - 17:53 - #21é incredibile quanto questo cast sia eccezzionale……boni è uno degli attori più bravi tra gli italiani..l’ho visto interpretare altri ruoli e non avrei mai immaginato che in veste comica sarebbe stato cosi convincente…solo a guardarlo Adriano già si ride…neri marcorè ed emilio solfrizzi già avevano dato prova della loro bravura nella prima serie ma noto con piacere che nella vita è sempre possibile migliorare…..poi…beh non vorrei fare l’elenco perchè sono davvero tutti bravissimi….vorrei solo spendere due parole su antonia liskova che ha sostituito egregiamente stefania rocca e vorrei sottolineare anche la bravura degli attori più giovani…..marco brenno (placido)è incredibile…e poi dicono…mi sa che la bravurà in tal caso è ereditaria…nicole murgia anche è molto brava ma la piacevolissima sorpresa è roul interpretato da gabriele rossi che non solo è a dir poco bellissimo ma è anche bravo cavolo…..bravo come pochi….secondo me questo telefilm non ha nulla da invidiare alle produzione statunitensi….
perlisse
26 apr 2010 - 17:59 - #22e vorrei aggiungere a proposito della sieropositività che quella di trattare il tema è stata un idea geniale….non solo televisamente parlando rende le cose molto più interessanti(si sa che gli amori difficili piacciono al pubblico)ma ,cosa ancora più importante, permette ai giovani di prendere atto dell’esistenza concreta di questo genere di malattia e delle conseguenze reali che può avere sulla quotidianità delle persone che ne sono colpite…..è un ottimo modo per fare dell’informazione e soprattutto per avviare una vera e propria sensibilizzazione verso l’aids..io personalmente non conoscevo bene la differenza tra sieropositività e aids ..eppure ieri ho avuto modo di chiarirmi le idee non solo grazie a loro ma anche perchè finita la puntata ho fatto una ricerca su wikipedia…e come me penso molti….
sguardo (quello vero)
26 apr 2010 - 18:43 - #23Chi sarebbe Vittoria? Forse volevate dire Viola
Scapigliata
26 apr 2010 - 18:59 - #24@perlisse
Problema interessantissimo, e insolito. Io non ne sentivo parlare dagli anni ‘90, con tutto che non è affatto sparito.
Sull’eredità del talento… Se usciamo un attimo dalla deprimente constatazione che sono tutti imparentati a qualcuno in questo paese, la capacità colpisce uno su 2 (vedasi Violante).
Il ragazzo è in gamba, se la cava, e si vede che sta studiando.
perlisse
27 apr 2010 - 09:01 - #25si scapigliata mi trovi d’accordo…..nel senso che dicendo che la bravura è ereditaria non volevo assolutamente sminuire le capacità di marco brenno….sicuramente lui sta studiando e si sta impegnando molto e questo gli va riconosciuto….ed è anche vero che non sempre la bravura si eredita…..Violante non credo che sia male come attrice sinceramente ma non è brava quanto il fratello io credo…..volevo soltando dire che un pò per questi lavori ci nasci portato….io potrei studiare da ora a 100 anni e non sarei mai brava come lui…quindi nel suo caso è possibile che ce l’abbia nel sangue no??