
L’entusiasmo attorno alla sospensiva del Tar, almeno per quanti ritengono liberticida la sospensione dei talk show Rai nei 30 giorni che precedono le elezioni amministrative, è per il momento ingiustificato. Chiariamo: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola restano in stand-by. Non va fatta confusione: il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media sospendendo il regolamento dell’Agcom che imponeva le stesse limitazioni della Rai alle emittenti private, nulla di più.
La decisione del Cda Rai di mettere in ghiaccio i talk della Rai, e ancora prima il regolamento della Vigilanza Rai che di fatto suggeriva questa decisione, non sono stati toccati. Il Tar ha anche esaminato un ricorso di Federconsumatori che impugnava la delibera della Vigilanza, ma tale ricorso è stato respinto in quanto l’organo “ha natura parlamentare” e non amministrativa. In sostanza il Tar si è dichiarato incompetente sulla materia.
In tanti, gli stessi che si erano stracciati le vesti al momento della chiusura dei programmi Rai, compresi gli organizzatori della protesta prevista il 25 marzo al Paladozza di Bologna, ora chiedono una marcia indietro alla tv di stato. Ripensare allo stop sarebbe teoricamente possibile, ma spetta al Cda Rai, prontamente convocato con urgenza dal Presidente Garimberti nella giornata di lunedì.
Se dovesse arrivare, ma ne dubitiamo, un nuovo via libera ai programmi sospesi sarebbe una decisione interamente ascrivibile al consiglio d’amministrazione della Rai, anche tenendo conto che il Tar ha semplicemente “sospeso” il regolamento dell’Agcom che aveva esteso il blocco all’emittenza privata, ma si è riservata di esprimere un giudizio “nel merito” solo il 6 maggio prossimo.
Insomma, il Tar potrebbe sentenziare che la sospensione dei talk show politici sia perfettamente legittima, quando tutta questa gazzarra legata alle elezioni amministrative sarà soltanto un ricordo. Paradossi giuridici.
mat85
12 mar 2010 - 16:03 - #1quindi se ho capito bene sara’ solo dalla riunione di lunedi che si potra’ sapere se i talk show politici torneranno subito o bisognera’ aspettare 2 settimane ancora per rivederli in onda giusto??
gabriele-capasso
12 mar 2010 - 16:36 - #2Esattamente, mat.
boss1984
12 mar 2010 - 16:57 - #3fantastico,non avevo capito una mazzafionda,l’entusiasmo è morto
knives
12 mar 2010 - 17:47 - #4Giusto! Mediaset libera di fare gli affaracci suoi(non sia mai che perda 1 euro di pubblicità) e fare propaganda al papi e la rai deve non solo perdere denaro in pubblicità ma deve tappare la bocca a santoro,floris ecc.. Complimenti all italia!!Questa si che è una dittatura!
#gio#
12 mar 2010 - 18:15 - #5Perdo un attimo di tempo per rispondere al troll qui sopra su alcune sue affermazioni.
“…Neanche la Corte Costituzionale dovrebbe avere il diritto di invalidare le decisioni di una Commissione Parlamentare in una democrazia!…”
E cosa dovrebbe fare la Corte Costituzionale in una democrazia se non verificare che le leggi approvate non vadano oltre i limiti della Costituzione? Mai sentito parlare di organi di garanzia?
“….Poi indagano Berlusconi perchè si è lamentato con Minzolini di Santoro e vuole togliere Santoro dalla tv? Sarebbe idiota Berlusconi se non volesse togliere Santoro!
Peccato che non abbia il potere di farlo, purtroppo….”
Infatti, non ha il potere di farlo. Ma ci ha provato lo stesso. Cioè è andato oltre i limiti della sua carica. Quanto basterebbe in una “qualsiasi” democrazia per un impeachment.
Ma evidentemente questo a chojin999b non interessa. La democrazia, le regole, la libertà sono solo parole buone per uno spot pubblicitario. Non è che le si deve poi prendere sul serio quando riguardano il suo sire e padrone
zia-assunta
12 mar 2010 - 18:56 - #6ComicheRAI
nocapre
12 mar 2010 - 19:06 - #7“La decisione del Cda Rai di mettere in ghiaccio i talk della Rai, e ancora prima il regolamento della Vigilanza Rai che di fatto suggeriva questa decisione”: questa è disinformazione pura e semplice.
Questa invece è informazione ( http://www.radicali.it/view.php?id=154366 ):
Rai, Beltrandi: il regolamento della della par condicio della Vigilanza non prevede la chiusura del talk show
Roma, 12 marzo 2010
A dichiararlo non sono i radicali, ma Fabrizio Morri, capogruppo PD in Vigilanza, e Roberto Rao, capogruppo UDC in Vigilanza, in una lettera indirizzata ad Agcom del 9 marzo 2010.
“In ultimo, si deve osservare che la decisione della Rai non trova alcun fondamento nella regolamentazione della par condicio approvata dalla Commissione di Vigilanza. Contrariamente a quanto asserito dall’azienda, infatti, il regolamento non impone la sospensione dei programmi informativi, ma prevede unicamente la possibilità di variare il palinsesto per inserire delle tribune elettorali (cfr. art. 3, comma 9 del Regolamento della Vigilanza”).
Questo è il passaggio letterale di una lettera scritta e sottoscritta dal Senatore Fabrizio Morri, capogruppo PD in Commissione di Vigilanza Rai, e dall’On. Roberto Rao, Capogruppo UDCin Commissione di Vigilanza, inviata il 9 marzo 2010 ai componenti dell’AGCOM.
Con questo, ogni ipocrisia, e ogni disquisizione su tale regolamento condotta in particolare dal PD e da Fabrizio Morri, sono destinate a cadere, e a lasciare spazio alle responsabilità della Rai in ordine allo stravolgimento del regolamento della Vigilanza.
Peraltro, si ricorda che anche l’Ufficio Legale della Rai aveva espresso identico parere, e lo rivelo Antonio Di Bella, direttore di Raitre, nei giorni scorsi.
modulo14
12 mar 2010 - 23:26 - #8In realtà l’articolo precedente (mi pare di Sgambati) era del tutto fuorviante. Già all’inizio ci si attendeva lo sblocco dei programmi di approfondimento per i canali privati, non c’è stata alcuna novità. Era risaputo ed oltretutto era questo l’obiettivo: chiudere i programmi di approfondimento RAI (con relativi danni all’azienda) e mantenere attivi quelli mediaset.
objet finding
13 mar 2010 - 18:49 - #9sono contento perche’ e’ un grosso passo avanti, un bel salto direi. amo molto il fatto quotidiano, spero vivamente nel cambiamento non solo per la liberta’ di stampa ma anche per chi ci governa
objet finding
15 mar 2010 - 12:37 - #10questo fenomeno viene denominato col termine ” bossing” quando il capo fa pressioni su un dirigente per far fuori un dipendente divenuto scomodo… adesso vediamo la legge che messaggio mandera’ a chi vive un fatto come questo sul posto di lavoro…se dovremo accettare pacatamente le angherie dei superiori o se in qualche modo ce ne possiamo difendere.