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TvBlog intervista il Saputello Barbuto

Pubblicato: 09 feb 2010 da Malaparte

Il saputello barbuto

Accadono cose singolari, in televisione. Per esempio, accade che sussista un botta e risposta fra il programma più visto della tv italiana, Striscia la Notizia (un successo di pubblico e premi pluriennale) e un programma piccolo. Persino “di nicchia” se vogliamo. Perché è un programma che parla di televisione: TvTalk. Protagonista di questo botta e risposta è il Saputello Barbuto, come lo hanno soprannominato a Striscia.

TvBlog è entrato in contatto con il Saputello Barbuto, ha “scoperto” che dietro al nomignolo c’è una persona vera e ne è scaturita un’interessante e lunga intervista a tutto campo: si va dal racconto di quel che è successo a un commento su Striscia a considerazioni più generali sul tema Auditel e ascolti. Un’intervista che espone contenuti che trovo estremamente condivisibili e pacati, e che mi piace proporre a voi lettori - integralmente -; un’intervista alla quale, se vorranno, da Striscia la Notizia potranno ovviamente rispondere.

Chi sei veramente e che ruolo hai in TvTalk

Mi chiamo Sebastiano Pucciarelli, ho trentun’anni e da quattro lavoro nella redazione di Tv Talk, programma di Rai Educational con base a Milano che si occupa di critica e analisi televisiva, e va in onda il sabato mattina su Rai Tre.

Sono un redattore della trasmissione e come tale realizzo ogni settimana alcuni dei servizi filmati che vengono mostrati e discussi in puntata.

Nello specifico mi occupo principalmente dei contributi video sulle televisioni estere, facendo le ricerche in collaborazione con i nostri inviati Barbara Serra (da Londra) e Franco Schipani (da New York), poi montando, traducendo e sottotitolando il materiale per comporre un paio di “pezzi” a settimana. Partecipo inoltre alla registrazione del programma, commentando questi e gli altri servizi della puntata assieme agli studenti, ai professori e agli ospiti che compongono il parterre di Tv Talk.

Cosa hai detto di Striscia? Cosa ha determinato la nascita di questo singolare botta e risposta?

Nella nostra puntata del 16 gennaio ho parlato di “furbizia” di Striscia nell’aver portato in trasmissione un cucciolo di cane, che, come altre volte in passato, rimane a fianco ai conduttori per buona parte della puntata e per varie puntate, oggetto di carezze e commenti dei due anchor (”che carino”, “si è addormentato”) e di ripetuti primi piani della regia. La mia collega nell’introdurre il servizio aveva parlato di “una storia di speranza e di tenerezza” (Striscia ha adottato l’animale da un canile), dilungandosi sulla sensibilità di Striscia: un endorsement incondizionato, privo di qualsiasi criticità. Ho ritenuto quindi di proporre un’altra lettura di questa adozione catodica: ho detto che secondo me era volta a suscitare nel pubblico questo “effetto-che-carino”, che mi pareva che gli ascolti lo confermassero, e che del resto la scelta era caduta su uno splendido cucciolo e non su un animale vecchio e malandato. Una sensibilità piuttosto selettiva…

[a circa 10minuti dall’inizio il pezzo di Tv Talk su Striscia, con l’intervento in coda]

Cosa pensi in generale di Striscia?

Ho sempre avuto sensazioni contrastanti riguardo a Striscia. Non è tra i miei programmi preferiti, d’altronde non si può certo liquidare un successo ventennale adducendo che fanno una comicità facile, “larga”, che richiede il minimo sforzo di attenzione – tutta affidata ai giochi di parole, ai soprannomi, alle ripetizioni –, né tanto meno che l’utilizzo dei cuccioli in studio, delle Veline e delle colluttazioni degli inviati è strumentale e spettacolarizzante.

Accanto alle criticità che ho appena elencato, riconosco infatti un valore alle denunce di degrado del territorio, ad alcune delle loro inchieste anti-truffa, ad alcuni servizi che mostrano le contraddizioni di politici e personaggi dello show-biz (Ballantini su tutti): è la funzione vicaria di Striscia, che sostituisce e incalza le istituzioni assenti e i tg troppo impegnati a preparare panini politici, di “nera” o di “costume” per indagare alcunché. Del resto la paradossale autorevolezza giornalistica di un pupazzo rosso o di un uomo con uno stura-lavandini in testa ben rappresentano la condizione carnevalesca e la mancanza di prospettive di questo paese e della sua televisione.

Il Gabibbo è lo Zorro del Messico seicentesco in salsa comica: in un sistema patologicamente afflitto da inefficienza e corruzione, si delega la speranza di riparare il singolo torto a un eroe mascherato. Che se anche non ci riesce, almeno dovrebbe farci ridere.

Un mio chiodo fisso da vecchio trombone riguarda invece l’idea dei modelli comportamentali ed espressivi che propongono tanti programmi che “tutto sommato non fanno nulla di male” o che si prestano tranquillamente anche a una visione smaliziata e divertita (Grandi Fratelli, Isole, Talpe, Uomini e donne, quiz con riprese a misura di natiche, molti talent show, tutti i people show e quasi tutti i talk e i contenitori della chiacchiera mattutina, pomeridiana e serale): le ricadute più nefaste di tanta televisione che porta la gente comune a vivere il proprio privato in pubblico, spingendola a “emozionarsi” nelle piazze catodiche, che inquadra i corpi delle donne e degli uomini come quarti di manzo, che fa della lite e dell’opinione di chiunque su qualsiasi tema lo standard di una discussione seria… ecco, le conseguenze più radioattive di tutto ciò non stanno tanto in un generico scadimento della “qualità televisiva” ma nel modello di comportamento che legittimano e propongono. Gli effetti più profondi e duraturi sono quelli che incidono sulla mutazione sociale e antropologica della platea-cittadinanza. E questo non lo dice il “saputello barbuto” di Tv Talk, lo diceva Pasolini.

Perché, secondo te, se la sono “presa” con te?

Per suscettibilità e per abitudine consolidata: se da vent’anni ti ergi a paladino mediatico, non puoi permettere a nessuno di insinuare che anche tu “fai il furbo” con le armi proprie dello spettacolo televisivo. E allora l’elefante della prima serata si imbizzarrisce davanti al topolino del sabato mattina. Del resto per ragioni simili e con identico tono (giochi di parole, nomignolo e vignetta cheap) hanno screditato e sbeffeggiato Gad Lerner (diventato Gaf Lerner) e il documentario Videocracy, in entrambi i casi attribuendo agli avversari presunti errori, che a ben vedere errori non sono. Si veda l’affaire Lerner-Veline: in perfetto stile strisciante, Ricci prende la frase con cui Lerner si riferisce alle selezioni delle Veline – “quelle ragazze che seleziona a migliaia d’estate, sempre davanti alla telecamera, con gli spogliarelli del caso” – e replica che Lerner non è informato, perché non sa neanche che “finche le Veline sono in carica non possono neppure fare un calendario a seno nudo”.

È evidente dalla frase citata che Lerner non si riferiva alla Velina “in carica”, bensì alle selezioni estive per diventare tale, popolate innegabilmente di ragazze che si mostrano piuttosto svestite (gli “spogliarelli del caso”). La tecnica di screditamento è sempre la stessa: si finge di non capire il nocciolo della questione, per attaccarsi a presunte imprecisioni o errori, magari in maniera approssimativa e capziosa come in questo caso.

Cosa pensi del soprannome che ti hanno affibbiato e del loro affibbiar nomignoli in generale?

Come già detto, rientra in quello stile di comicità da caserma, “larga” perché deve arrivare a tutti gli 8-9 milioni sintonizzati, e poi lo sfottò sulle caratteristiche fisiche (il “barbuto”, la “crestina da abbassare”) o intellettive (il “saputello”, l’”espertone che parla a vanvera”) è perfetto per seppellire con una risata da bar sport qualsiasi contenuto. Il primo servizio sulla faccenda (lunedì 18) mi ha colpito per quest’uso delle parole, un tono sprezzante che mal celava il fastidio per la critica.

Interessante inoltre che la seconda parte di quello stesso servizio - un minuto buono - sia stata impiegata per fare la cronistoria del pluri-decennale impegno di Striscia a favore degli animali. Cosa risaputa e peraltro ampiamente riportata dalla mia collega prima del mio intervento. Mia nonna credo parlerebbe di “coda di paglia”, tanto per rimanere in ambito animalistico.

[il servizio di Striscia]

Come si è sviluppata la querelle? Continua? Continuerà?

Nella puntata di Tv Talk successiva al servizio di Striscia (sabato 23 gennaio) ho replicato brevemente, accennando alle ragioni che ho riportato prima. Ovviamente quelli di Striscia sono tornati sulla faccenda non una, bensì tre volte (il lunedì successivo, ma anche il martedì e il mercoledì), cosa che mi ha piuttosto divertito. Il tono di questi ultimi servizi era più bonario, vista anche l’esilità del discorso, giunti ormai alla seconda, terza e quarta ricottura della minestra.

Anche in questo caso il registro era quello della bacchettata allo studente ignorantello: hanno ripreso una parte della mia replica (tagliando opportunamente il segmento “coda di paglia”), quindi un commento di Silvia Motta (l’esperta di ascolti di Tv Talk) che fa notare che a Striscia tutto fa ascolto, per concludere con il consueto fermo immagine in espressione ebete a cui hanno appiccicato un vestito da laureato e la sovrimpressione “IL SAPUTELLO BARBUTO”.

Conclusione sull’invito di Greggio a “tirare giù il crestino”, perché proprio in quel momento mi stavano regalando “il mio picco d’ascolto”. Effettivamente il pezzo sul “saputello barbuto” era l’ultimo servizio del giorno, a ben 20 minuti dal precedente break pubblicitario, per cui è stato visto da 9.7 milioni di spettatori: la curva di Striscia è sempre ascendente e il pezzo, giocoforza, è stato il picco della puntata. Il giorno dopo (martedì 26) la seconda parte della lezione sull’auditel al “saputello barbuto”, in uno giocoso regolamento di conti sempre più privato: qui si scommette che nonostante il pezzo su di me vada questa volta in onda “subito dopo il corpo delle donne, secondo il saputello garanzia di grande share”, ebbene l’ascolto sarà molto più basso.

Ovviamente Striscia vince la scommessa e il giorno dopo lo certifica con l’ennesimo grafico e l’ennesima caricatura del “saputello” (mercoledì 27, quarto e a tuttora ultimo pezzo di striscia sulla faccenda): erano solo 6.5 milioni gli spettatori collegati in quel momento. Magia predittiva? Non proprio, visto che stavolta il servizio era a soli 2 minuti dal precedente break pubblicitario e la curva doveva ripartire dai 5.6 milioni.

Insomma, quattro servizi per smentirmi e sbeffeggiarmi con tono, va detto, vieppiù bonario. Il tutto, notazione di passaggio, senza mai chiamare per nome o dare una qualifica al “saputello” (chessò “analista televisivo” o “redattore di Tv Talk”). Meglio restare alla macchietta, vedi mai che a introdurre la persona reale e la sua qualifica, c’è il rischio che qualcuno di quei milioni di spettatori possa prendere sul serio quello che dice…

Ah, com’è finita? Nella puntata di Tv Talk successiva alla lezione di sostegno sull’Auditel abbiamo evitato l’ennesima replica sul nulla, mi sono limitato a indossare per qualche secondo un cappello da laureato, subito sfilato e riposto da parte per introdurre seriamente un mio pezzo sulla rete americana all-news Fox News.

[a circa 21 minuti dalla fine, la replica al servizio di Striscia]

[le lezioni di Striscia al “saputello barbuto” 1, 2; 3]

[a circa 10 minuti dall’inizio, la non-replica finale di Tv Talk]

“Saputello” è usato anche per invitarti a informarti meglio. C’erano effettivamente inesattezze in quel che hai detto?

L’inesattezza contenuta nel mio primo intervento consisteva nel dire che l’uso strumentale del cucciolo era confermato anche dagli ascolti. In effetti gli ascolti del segmento canino della puntata in questione rispettavano la normale e inesorabile parabola ascendente di Striscia, che regolarmente incamera decine (spesso centinaia) di migliaia di contatti ogni minuto. Il che non ci dice che il cane non aiuta a fare ascolti, semmai che anche il cucciolo in studio è uno degli ingredienti del successo quantitativo del programma.

Un messaggio “conciliante” agli “amici” di Striscia?

Certo, li ringrazio perché mi hanno insegnato almeno due cose di cui farò tesoro:

1) che la curva degli ascolti di Striscia ha una costanza e una regolarità da far invidia all’intestino della Marcuzzi post-bifidus;

2) che una corazzata dell’auditel come Striscia non si può toccare, perché i cannoni dello sberleffo sono sempre puntati. O forse invece a maggior ragione va toccata, anche se con una piccola piroga, perché anche gli scafi delle corazzate possono avere qualche falla.

Il far pubblicità, indirettamente, al programma, ha inciso sugli ascolti?

A dire il vero no, in queste ultime tre settimane Tv Talk ha confermato la sua media dell’8-9% e i suoi 400-500 mila spettatori. Rimane un programma di nicchia, vista la sua collocazione “appartata” nel palinsesto. Invece una nota curiosa sul piano personale: non possiedo un profilo su Facebook, ma da qualche giorno qualcuno ha aperto una fan page del “saputello barbuto”, che conta circa 200 iscritti.

Confermata ancora una volta la legge dell’esposizione mediatica: a livello di visibilità conta più un passaggio in prima serata, anche se derisorio, di qualche anno di lavoro nelle catacombe del palinsesto mattutino.

Un’osservazione generale sull’Auditel? Recentemente, la Grisotti ha detto a TvBlog che ci vorrebbe una moratoria-Auditel. Che ne pensi?

Pur non essendo un esperto di auditel – come Striscia ha dimostrato – condivido molte delle osservazioni della Grisotti sulla necessità di un ripensamento generale del meccanismo di rilevazione: l’attuale sistema di conteggio dei contatti ogni 15-30 sec fa sì che spesso i picchi di ascolto rilevati corrispondano a picchi di disgusto – zuffe, pianti, immagini osè o variamente “morbose” su cui lo spettatore si sofferma anche solo facendo zapping tra un canale e l’altro. Un meccanismo effettivamente perverso, che spinge inevitabilmente gli autori e le produzioni a riproporre proprio quei momenti che possono più facilmente indurre il telespettatore a soffermarsi.

Mi pare molto stimolante e decisamente attuale anche un altro spunto della Grisotti: l’idea che la salvaguardia del telespettatore sia anzitutto una tutela del consumatore (figura ancora più adeguata di quella di cittadino, perché più corrispondente all’attuale contesto televisivo): la dittatura degli ascolti per conto degli inserzionisti fa del telespettatore un consumatore privo di diritti, a cui si può propinare merce avariata in maniera pressoché impunita. Il che è universalmente ritenuto inaccettabile in qualsiasi settore merceologico. Escluso, per l’appunto quello televisivo.

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118 commenti

Commenti dei lettori

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  • sTEm

    10 feb 2010 - 04:27 - #101
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    Mmax Wanna Marchi e Antonio Ricci sono fratelli (sorelle) gemelli (gemelle) la differenza non c’é, e se c’é sta nel sesso. Greggio é un pirla, il gabibbo é il red man di un’università americana che mi sono scordato, e le veline sono semplicemente due giovani sederi. Gli altri inviati, sono dei giornalisti impreparati (o inqualificati) e il pubblico non ha semplicemente altro da fare che guardare e ascoltare ogni sera le solite fregnaccie! I problemi dell’Italia sono la politica e le mafie: della politica se ne occupa il clone di Vespa, ed essendo un suo clone si comporta di conseguenza, mentre di mafie non se ne occupa nessuno

  • sTEm

    10 feb 2010 - 04:34 - #102
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    … non se ne occupa nessuno perché quello consegna tapiri bis e tris, l’altro mostra sprechi edilizi simili a milano 2 e robe del genere, uno parla del maltrattamento degli animali e in casa non ha neppure un canarino, e l’ultimo porta a casa servizi su truffette e maghi, veggenti cinesi/ africani/ italiani analfabeti. striscia la notizia striscia proprio tra le gambe del suo boss

  • marco greghi

    10 feb 2010 - 12:01 - #103
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    Il saputello barbuto mi sembra un clone di Michele Serra, però meno intelligente

  • SJ58

    10 feb 2010 - 12:27 - #104
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    che tristezza!! anche su questo blog qualcuno commenta la faccia, l’espressione o il piglio di Sebastiano ignorando i contenuti di quello che dice!!
    Vedete cosa fa la tv berluscoide? abitua le persone a soffermarsi sulle esteriorità ed a rimanere in superfice.
    Aggiungo infine che la satira attacca il potere, i potenti e non chi si rifà un seno!! Avete mai visto Striscia smentire Berlusconi o un programma della De Filippi? Per loro solo bonaria e finta ironia, in realtà solo messaggi promozionali.
    p.s. Sebastiano, non mollare proprio ora!!

  • Profilo di Brunelli

    Brunelli

    10 feb 2010 - 12:41 - #105
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    Melllie oggi ho riaperto questo blog per vedere se la mia dolce amata aveva risposto e con infinita tristezza leggo che hai tirato in ballo la mia povera sorellina in una sterile polemica che è quella innescata dal tuo idolo Pucciarelli alias Saputello.
    Ormai sono anni che esiste Striscia la Notizia (credo più di 20) e negli anni è l’unico programma che ha saputo innovarsi, inserire novità, attraversare trasversalmente i generi televisi. Facciamo un passo indietro cara Melllie e chiediamoci perchè io ti sto scrivendo e perchè mandi a fan…..mia sorella (tra l’altro io non ti ho offeso, ma ho giudicato idiozie e mendacee le cose che hai scritto, e confermo e sottoscrivo ancora di più). Il tutto è partito dal fatto che in una puntata di Tv Talk, con i soliti toni da inquisitore che va molto di moda, Pucciarelli diceva che Striscia usava furbescamente il cane per fare ascolti. Una critica gratuita inserita in un momento in cui si stava sensibilizzando il pubblico sui cani ed era Tv talk che parlava di cani (quindi magari si potrebbe sostenere che in quel momento lo stesse facendo x accalappiare ascolti?). Le battute e le caricature sono state posteriori a questa critica. Tu hai parlato di mafioso dal punto di vista mediatico, ma dimostri di non conoscere la storia della mafia, che il più delle volte agisce preventivamente per inibire gli oppositori. Qui parliamo di una reazione post. Ma hai mai provato a pensare cosa vuol dire essere il programma più visto della tv italiana ed esserlo da 20 anni? Significa che tutti gli altri ti invidiano e provano ad ostacolarti in tutti i modi, con critiche, polemiche e una rete di inquisitori (tra cui Pucciarelli) sempre pronti ad inserirsi.
    Il canone Rai. La favola della tassa sulla televisione è buona per i babbioni e in questo archetipo retorico, attraverso il quale raggirare il discorso, ci cascano i più ma non io. Hai mai pagato il canone? Quando ti arriva la busta non c’è scritto “tassa x possedimento di apparecchio televisivo” bensì “Canone annuo per l’abbonamento Rai”. Capisco che la storia della tassa toglie molte responsabilità alla rai, ma non è così altrimenti ogni anno non dovremmo sorbirci mesi di pubblicità SUI CANALI RAI, con i quali ci ricordano di pagare il canone se vuoi il posto in prima fila. Quindi non interesserà a te ma a me interessa. Poi in realtà la bolla è scoppiata su Affari tuoi, c’è un’indagine in corso…quindi vatti a informare.
    Ora non voglio innescare la polemica e il batti e ribatti perchè non mi va, ma sei stata imprecisa e poi hai difeso Barbuto su una cosa dove è stato sbugiardato, perchè alla fine anche lui ammette che tutto fa parte del programma, che è talmente oliato che puoi inserire nuovi elementi anche sconosciuti come Pucciarelli, ma gli ascolti sono sempre gli stessi. Il format è vincente cambiando gli ordini degli addendi il risultato non cambia.
    Adesso ti lascio e salutami Il Saputello Barbuto…
    :)

  • Profilo di seraf

    seraf

    10 feb 2010 - 12:55 - #106
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    Tv Talk è uno dei pochissimi programmi intelligenti della e sulla tv italiana….Probabilmente è questo il motivo per cui va in onda alle 9 di mattina…..Di sabato!!! E’ uno scandalo, ma tant’è. Al “saputello” vorrei dire di sfruttare il momento….E’ vero, contano molto di più 10 secondi di prese in giro in prima serata che anni di lavoro nascosti nei meandri del palinsesto….Ma è anche vero che si può sfruttare a proprio favore questo aspetto tanto vergognoso della tv; basti pensare al mago casanova, tanto per citarne uno, che in breve tempo da sconosciuto e incapace maghetto, è diventato una celebrità sfruttando in maniera intelligente le prese in giro di striscia. Se gioca bene le sue carte, può diventare un bel personaggio. Poi una volta diventato “qualcuno”, la gente si accorgerà pure che i contenuti ci sono. Saluti e ancora complimenti.

  • Profilo di rashid

    rashid

    10 feb 2010 - 13:04 - #107
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    Anche per me Tv Talk è uno dei pochissimi programmi intelligenti della e sulla tv italiana, quando posso il sabato lo guardo sempre

  • antoniobrugs

    10 feb 2010 - 13:30 - #108
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    Ma perchè dovete scrivere cose non vere?
    Come fate a dire che Striscia la Notizia non attacca i poteri forti.
    Si è occupata di beni sequestrati alla mafia, di sprechi edilizi e di denaro pubblico; ha attaccato per mesi l’esercito italiano per la storia dell’uranio impoverito che ha causato la morte di centinaia di militari italiani (argomenti che non vengono trattati dai normali tg); ma di queste inchieste ce ne sono davvero tante. Chi sostiene il contrario è perchè non guarda questo programma e spara a zero senza sapere cosa dice.
    L’altra sera hanno mostrato un servizio mandato in onda dal tg 4 dove si parlava del convegno di Di Pietro. Il tg 4 lo presentava come un flop con la sala semivuota, mentre gli altri tg mostravano le immagini vere con la sala gremita di persone. E’ stata proprio striscia a evidenziare le forzature e i trucchi di Fede nel comunicare ai telespettatori e dare informazioni a vantaggio di Berlusca.
    Quindi di cosa state parlando.

  • Profilo di imho

    imho

    10 feb 2010 - 13:30 - #109
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    non dimenticatevi della “maestrina gne gne” di tvtalk.

  • Profilo di madagascar

    madagascar

    10 feb 2010 - 14:07 - #110
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    Sarei curioso di sapere il motivo per cui Italo Moscati ha lasciato TV Talk dopo quattro anni di collaborazione assidua. Neanche un ringraziamento o un saluto all’inizio della nuova edizione del programma. Ho inteso tra le righe di Italo che ci sono stati dissapori ma non si capiva bene cosa realmente fosse successo. È sicuro che a TV Talk di questa storia non amano parlare… Nel frattempo vediamo come prosegue la partita tra Pucciarelli e Striscia.

  • Profilo di melllie

    melllie

    10 feb 2010 - 14:07 - #111
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    Allo stesso modo io ribadisco le mie posizioni e penso di avere più di una ragione per pensare che dietro i tuoi toni ci fosse un preciso intento di denigrare la mia posizione, in pieno Ricci style (chi ha mai detto che sono una “fan” di Pucciarelli? Condividere la sua posizione significa “amarlo”? Ossignur..)Comunque, che ti interessi o no, non è mia abitudine lasciare in sospeso un allegro scambio di battute; 1) è chiaro che l’impiego del termine mafioso altro non è che una figura retorica, che rende pienamente l’effetto di quello che volevo dire : Ricci non accetta contestazione e “distrugge” mediaticamente l’avversario; ma allo stesso tempo, come ha ammesso il direttore di canale 5 Donelli, Ricci ha uno strapotere all’interno delle dinamiche di rete, per cui è lui stesso a dettare le regole dei palinsesti. Ad esempio, di anticipare la trasmissione della prima serata non ne parla, perchè Ricci non vuole. Per non parlare della “protezione” garantita alle ex veline, ammessa da Elisabetta Canalis, ovvero la presenza di accordi per cui la rete era costretta ad ingaggiarle nelle proprie trasmissioni (la Gialappa per protesta ridurre il peso di questa imposizione costrinse Elisabetta al ruolo di figura muta)Se non si parla di intimidazione in senso proprio -stiamo pur sempre parlando di televisione - si parla comunque di un autorità di un singolo personaggio che non conosce paragoni. 2) Per spiegare la natura del canone Rai ti rimando ad un qualsiasi sito di associazione dei consumatori dove si spiega la natura di questa tassa e anche come poterlo disdire legalmente (naturalmente solo se non si possiede una tv). Se quello che dici su Affari tuoi è vero, se il tipo delle associazioni dei consumatori che è presente in studio è lì a fare il figurante, sono la prima a riconoscerne i meriti. Ovviamente mi aspetto che vengano approfondite anche le anomalie riscontrabili nei vari Gf e Amici di Maria De Filippi, che vengano sbugiardati in diretta e invitati alla chiusura possibilmente senza risate di sottofondo, che venga mandato un tapiro ai responsabili, conde che Ricci già che c’è risponda seriamente alle accuse che Osservatorio Antiplagio pone loro, circa la relazione con gli inserzioni dei maghi nel sito e nella pagina televideo della rete che li ospita. 3) Non credo di dover aggiungere nulla alla questione cagnolino per confermare la mia idea. La sua presenza è utile tanto quanto quella della Hunziker. Ancora tanti saluti.

  • Profilo di melllie

    melllie

    10 feb 2010 - 14:16 - #112
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    @quando parlavo di “riconoscimento di meriti” intendevo di Ricci che sbugiarda chi prende in giro il pubblico. Ma allora imparasse a farlo nei confronti di tutti, anche dei propri colleghi: troppo facile denigrare l’avversario o il “solito” Emilio Fede, fallo con Maria De Filippi o con Berlusconi e allora comincerò a crederti. Ah, la RAI pubblicizza il canone perchè è ancora di proprietà pubblica, e dovrebbe rispondere ad alcuni obblighi di servizio. Allo stesso modo Mediaset con 45 minuti di pubblicità all’ora ti ricorda che lei dà “tutto gratis”. Ora chiudo davvero.

  • Profilo di claudiuccia

    claudiuccia

    10 feb 2010 - 14:43 - #113
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    sono contenta di aver letto che alcuni la pensano come me, come andra. -)
    per gli altri, sarò pure col prosciutto sugli occhi, (diciamo così) ma io tutto questo “male” di Striscia non lo vedo.. (e parlo da non fan del programma, che lo guardo solo a spezzoni)

  • SJ58

    10 feb 2010 - 15:17 - #114
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    brava Mellie, analisi intelligenti ed argute le tue.
    p.s. come fai a replicare a Brunelli? non leggi che …”straparla”??!!

  • antoniobrugs

    10 feb 2010 - 18:13 - #115
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    Ho sempre considerato Striscia la Notizia un prodotto televisivo davvero pregievole, con alta valore simbolico, dove nulla viene lasciato al caso dalla scenografia ai linguaggi.
    Ora guardate cosa ho trovato sul libro Striscia la Tv a proposito dell’oggetto di questa accesissima disbuta:il cane.
    Pag 41 di Striscia la TV
    “Quando sono in crisi creativa, in un momento di stanca, a fine stagione o anche perchè mi sento proprio alla frutta, lancio un cane in trasmissione.
    Con la sua imprevedibilità il cane mette in crisi qualsiasi situazione precostituita.
    E porta simpatia e spontaneità. A Striscia il cane Emilio Fido, ne combinava di tutti i colori ed era specializzato nel fare i suoi bisogni sui copioni dei conduttori. Greggio, che è bravissimo nell’improvvisare, riusciva a interpretare ogni suo movimento, quasi a dialogare col cane che sembrava ammaestrato.
    Quest’anno, alla seconda puntata di Cascina D’Alema, Gnocchi e Solenghi erano ancora un po’ legnosi: allora li ho costretti a recitare a letto con un cane lupo sotto le coperte. Si sono sciolti subito. Il cane ha sempre i suoi fan, garantisce sempre l’ascolto. Il gatto no. Il gatto in studio non funziona. Fa ascolto solo se ripreso a casa sua, come nei filmati di Paperissima”.
    Palese è la presa in giro come del resto tutto il suo libro è così dissacrante nei confronti di chi in tv si prende troppo sul serio.
    Questa persona è un genio ragazzi, un genio della televisione altrimenti non si spigherebbe un successo che va avanti da 30 anni.

  • Profilo di Brunelli

    Brunelli

    10 feb 2010 - 18:18 - #116
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    Visto che qua ci sono delle menti brillanti che sconsigliano di rispondermi, chiederei a questi espertoni come mai, visto quello che sostengono, se le veline servono così tanto, ogni sera viene tagliata la sigla?
    Vai SJ 58 rispondimi tu che sei il genio del blog

  • PLR

    10 feb 2010 - 19:40 - #117
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    antoniobrugs, ti rispondo io se vuoi.
    Il successo di Striscia, oltre che alla comicità di bassa lega e alle veline, è dovuto al piacere che lo spettatore prova nel vedere spu tt anate altre persone. Naturalmente le persone che si prestano meglio ad essere spu tt anate sono i truffatori, ed ecco spiegata la loro vocazione “giornalistica”.
    Se ci pensi bene, è lo stesso meccanismo, un pò più soft, di Paperissima.
    La stupida presa in giro a Fede è continua, bonaria e lo fa apparire simpatico agli occhi dello spettatore, che si tratti del convegno di Di Pietro piuttosto che del discorso in diretta di Berlusconi dal parlamento israeliano.
    C’è poi da dire che la gente si sente soddisfatta e in pace con la coscienza col minimo sforzo, anzi ricavandone anche delle grasse risate. 5 minuti di servizi su temi scottanti quali uranio impoverito o beni sequestrati alla mafia fanno gridare al miracolo e intanto i giornalisti che lo fanno seriamente e rischiando anche in proprio non se li caga nessuno perchè non ci sono culi tra un servizio e l’altro!
    Infine, i “poteri forti” che non vengono toccati ci sono eccome, informati su chi era Stefano Salvi e sul perchè è stato fatto fuori da Striscia.
    Tralascio il livello di infantilismo di Ricci con chiunque si permetta di criticarlo, perchè sinceramente mi fa un pò pena…

  • sj58

    11 feb 2010 - 10:51 - #118
    0 punti
    Up Down

    brunelli, dimmi tu invece a cosa servono le veline ( sul serio, senza provocazione!)
    poi tutti a dire che Ricci ha successo da 30 anni : d’accordo , anche Eva duemila o tremila, non mi ricordo il nome della testata, ha successo da trent’anni e più, ma mica è un capolavoro letterario!!

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