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Anche Google e i provider contestano il Decreto Tv

Pubblicato: 15 gen 2010 da Gabriele Capasso


Il Decreto Legislativo sulla Tv, messo a punto dal viceministro Paolo Romani con delega alle Comunicazioni, e che aveva già scatenato polemiche per il taglio alla pubblicità di Sky nelle scorse settimane contiene un’altra norma che ha fatto imbestialire l’opposizione e reagire anche i provider internet italiani e la stessa Google. La Legge Romani, infatti, equipara la disciplina dei siti internet che trasmettono video in maniera non occasionale (YouTube, i principali siti d’informazione e tutte le piattaforme di Video Sharing) a quella delle emittenti televisive tirando in mezzo anche i provider.

Tutto questo non considerando un fatto ovvio: YouTube non esercita un controllo preventivo sui contenuti. Questa equiparazione appare strumentale alla tesi sostenuta da Mediaset quando, nel luglio del 2008, chiese 500 milioni di danni a Google per i video di sua proprietà caricati su YouTube. Una scelta che rappresentò un punto di rottura nel panorama mondiale visto che normalmente i network si limitano a chiederne la cancellazione e cercano di contrastare il fenomeno sottoscrivendo accordi con la piattaforma di video sharing andando a caricare personalmente stralci o intere trasmissioni. La questione è stata analizzata, con grande chiarezza ed efficacia, da Guido Scorza su PuntoInformatico.

Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google in Italia, ha commentato:

Siamo un po’ preoccupati. Il decreto dà ai provider su Internet le stesse responsabità delle emittenti televisive, solo che queste si occupano direttamente dei contenuti, mentre YouTube si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti.

Il decreto obbliga, fra le altre cose, la rimozioni immediata (anche senza sollecito) dei contenuti vietati pena 150.000 euro di multa da parte dei provider. Il commento di Dario Denni, segretario generale dell’Associazione italiana degli Internet Provider, sta tutto in una metafora quanto mai efficace:

E’ come ritenere l’azienda che si occupa della manutenzione delle autostrade responsabile per quello che fanno coloro che guidano le automobili. Non ha senso.

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21 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ranma25783

    ranma25783

    15 gen 2010 - 14:40 - #1
    1 punto
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    ke ne pensano quelli di dx?

  • Profilo di keolo

    keolo

    15 gen 2010 - 14:43 - #2
    7 punti
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    Quelli di dx che pensano li devo ancora conoscere.

  • Profilo di jackye

    jackye

    15 gen 2010 - 14:45 - #3
    5 punti
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    che idiozia!! la solita legge ad hoc fatta per favorire Mediaset.

  • Up

    15 gen 2010 - 15:11 - #4
    0 punti
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    La nuova legge va contro i spiriti democratici ed’è copiata dalla Cina.L’Antitrust si comporta da Sceriffo praticamente e controlla tutti i video che si caricano.Ma siamo fuori??????Poi Mai dire Grande Fratello va in onda su un canale in chiaro che cavolo si lamenta Mediaset?????

  • Franco2tris

    15 gen 2010 - 15:15 - #5
    4 punti
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    Al governo non gliene frega nulla di internet. Vogliono solo usarlo come mazza per dare addosso al Garante per le Comunicazioni, sovraccaricarlo di lavoro e distoglierlo dalle porcherie che farà Mediaset sotto elezioni.

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    15 gen 2010 - 15:36 - #6
    3 punti
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    Comunque un’altra porcheria governativa, a loro Internet non sta simpatica e si vede.

  • Chi è il garante per le Comunicazioni?

    15 gen 2010 - 15:45 - #7
    0 punti
    Up Down

    Rodotà?

  • Profilo di go

    go

    15 gen 2010 - 16:37 - #8
    0 punti
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    L’ignoranza della politica italiana non ha mai fine…

  • emy2

    15 gen 2010 - 16:48 - #9
    1 punto
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    a questo punto la televisione non dovrebbe più far uso ed abuso dei filmati di youtube.. (alcune trasmissioni potrebbero chiudere domani..)

  • PLR

    15 gen 2010 - 17:28 - #10
    0 punti
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    Ieri ad Otto E Mezzo discutevano della Rete il guru Nicholas Negroponte e Gianni Riotta.
    Che dire, affiancare il povero Riotta a un genio come Negroponte è stato davvero un colpo basso…

  • Deiriri

    15 gen 2010 - 17:53 - #11
    0 punti
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    Me.r.do *si. E basta.

  • wolf wolf

    15 gen 2010 - 17:54 - #12
    2 punti
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    Non pagate il canone RAI e non votate più Berlusconi

  • Fra X

    15 gen 2010 - 18:53 - #13
    2 punti
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    E continuano a dirci che il conflitto d’ interessi non esiste! Mah!

  • Fra X

    15 gen 2010 - 18:57 - #14
    0 punti
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    Starò fissato, però guarda un pò, proprio ora che il Berlusca vuole divorziare, ecco il divorzio breve! XD

  • MadCow78

    15 gen 2010 - 18:58 - #15
    1 punto
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    La questione non così semplice come la si dipinge, poiché con questo decreto quadro non vi saranno come in cina dei filtri o delle censure, ma si bloccheranno in maniera del tutto “autonoma” moltissimi siti e social network a cui tutto il mondo libero accede, tipo facebook youtube etc…
    Questo perché renderà completamente responsabile il proprietario dei server, dei contenuti che gli utenti autonomamente uploadano:
    detto in parole semplici, vuol dire se tu metti su youtube un video autoprodotto che in sede legale viene riconosciuto come diffamatorio di un ente o di una persona, a pagare sarà sia l’autore che Youtube, per farti capire la portata che non è solamente limitata al copyright.
    Se, quindi Yt Fb etc non vogliono rischiare di dover pagare multe e costi legali ogni giorno, saranno costretti, quantomeno, a mettere dei controllori che ogni secondo verificano i contenuti uploadati dagli utenti prima che essi siano disponibili a tutti, il che tradotto in parole semplici equivale a :
    1)costi più alti, non devi assumere solo una persona ma centinaia e con turni che devono coprire le 24 ore;
    2)La velocità, o meglio l’immediatezza di questi sevizi scomparirebbe, pensate che prima di aprire un gruppo su fb o mettere un commento lo deve leggere qualcuno e giudicarlo, non parliamo poi dei video che devono essere visti per intero. E che succede se chi controlla ha dei dubbi? fa come nel calcio non alza la bandierina oppure in caso di dubbio nega l’autorizzazione?
    3)Quanti con Fb ed i vari social network che si aggiornano con estrema lentezza e solo dopo che qualcuno ha autorizzato il messaggio, continueranno ad usarli assiduamente?
    4)Sebbene il nostro paese sia un ottimo mercato per fb & co, di fronte a costi crescenti ed ad utenti che disuniscono, a loro converrebbe chiudere le connessioni con ip proveniente dall’italia
    Questo decreto quadro non cerca solo di tutelare il copyright delle tv come mediaset, ma cerca anche di bloccare la libertà nella rete in generale, grazie alla paura, alla paura di dover pagare multe e cause varie!
    Per certi versi è peggiore dei filtri cinesi che seguono delle regole e vengono imposti dall’alto, poiché per non sembrare la cina sipspara con una legge nel mucchio sperando che si AUTOREGOLAMENTINO da soli.
    Youtube ha da sempre fatto filtro a propri contenuti nei paesi come la cina, ma ha delle direttive chiare, in questo caso NO, tutto potrebbe essere buono quanto cattivo, lo deciderà un giudice!
    nel nostro paese ancora una volta la differenza la faranno i soldi: se ti puoi permettere di pagare multe, cause legali, magari sever di proprietà potrai sempre fare ciò che vuoi, anche inneggiare alla pedofilia ed all’omicidio!
    Se ci fate caso mediaset per lo sbilanciamento a favore del pdl durante le lezioni, e quindi in periodo di par condicio, paga sempre delle multe, ma non cambia mai atteggiamento!
    Una cosa però a me non è ancora chiara, in principio(a dire il vero anche in questo art) parlavano anche di responsabilizzare i provider, se così fosse addirittura si costringerebbe gli operatori telefonici a mettere dei filtri di loro spontanea volontà!

  • Profilo di dreed81

    dreed81

    15 gen 2010 - 19:11 - #16
    1 punto
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    REGIME AD PERSONAM !!!
    SCHIFO ASSOLUTO …

  • Up

    15 gen 2010 - 22:41 - #17
    0 punti
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    I mangiamorte non hanno ilcorraggio di venire in questo topic eh si bravi

  • Profilo di marco51

    marco51

    16 gen 2010 - 00:06 - #18
    0 punti
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    PER LA DIFESA DELL’INDUSTRIA AUDIOVISIVA IN ITALIA

    In tutti i paesi del mondo occidentale l’industria dell’audiovisivo è considerata una formidabile risorsa strategica per l’economia e la cultura.

    La produzione di fiction, di cinema e di documentario genera enorme ricchezza, crea migliaia di posti di lavoro altamente qualificati e incide in modo determinante nell’elaborazione dei valori fondativi della comunità.

    La capacità di produrre narrazione audiovisiva corrisponde alla capacità di un paese di raccontarsi e comprendersi. Premessa necessaria al dialogo democratico tra i popoli e le nazioni.

    Per questo la Comunità Europea invita gli Stati membri a programmare politiche economiche destinate allo sviluppo del settore audiovisivo.
    Un invito che il Governo Italiano ha ora deciso di disattendere.
    Il decreto legislativo che le commissioni di Camera e Senato si apprestano ad approvare, svela l’intenzione di questo governo di indebolire l’industria della produzione audiovisiva indipendente italiana.

    I produttori, gli autori e i lavoratori del settore audiovisivo chiedono:
    Che sia reintrodotta la norma che prevede l’attribuzione ai produttori indipendenti dei diritti residuali, condizioni minima necessaria allo sviluppo di un mercato dell’audiovisivo libero ed efficiente.

    Che siano reintegrate le quote di programmazione di prodotto audiovisivo europeo indipendente “recente” nelle fasce di massimo ascolto del palinsesto televisivo.

    Che siano immediatamente reintegrate le quote di investimento riservate al cinema e al documentario italiano.

    Chiedono inoltre che venga al più presto aperto un tavolo di confronto tra il Governo, le associazioni di autori e produttori e i sindacati che porti a una riforma ampia e condivisa del sistema audiovisivo nello spirito delle indicazioni comunitarie.

    Le associazioni dei produttori, degli autori e i sindacati convocano per Martedì 19 gennaio presidi di protesta di fronte alle sedi RAI, Mediaset e Sky per affermare con forza la loro opposizione a una norma che umilia un settore decisivo per l’economia e la cultura del nostro paese e mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro.

  • Profilo di raf

    raf

    16 gen 2010 - 00:37 - #19
    0 punti
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    Il decreto TV dimostra due cose:

    1) l’anomalia del conflitto d’interessi del diversamente alto presidente del consiglio, così come di buona parte della classe politica bipartisan, è ormai tutto fuorché trascurabile. E’ difatti innegabile che l’ultimo baluardo d’opposizione del governo sia la rete, che a differenza dei mezzi di comunicazione “tradizionali” non è sottoponibile a bavaglio governativo, a meno di usare mezzi apertamente dittatoriali, vedasi Cina.
    2) pochissimi parlamentari sanno cos’è la Rete, Internet o anche un pc e come si usa.

  • alessio-ramone

    16 gen 2010 - 04:40 - #20
    0 punti
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    Un governo che lavora solo per il padrone d’Italia. Salari bassi? Caxxi nostri!!!

  • alessio-ramone

    16 gen 2010 - 04:48 - #21
    0 punti
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    sandro-kensan ha scritto:
    Comunque un’altra porcheria governativa, a loro Internet non sta simpatica e si vede.

    Al governo non sta antipatico solo il web ma tutti coloro che dicono la verità, argomento che ignorano totalmente. Tentativi di chiusura delle trasmissioni Rai non gradite a Berlusconi. VERGOGNA! Tentativi di chiudere i Blog non graditi al governo. VERGOGNA!!! Odiano la parola vergogna perchè se la sentono dire continuamente. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!

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