Lost 6: anteprima per 815 telespettatori. E J.J. Abrams rivela: "Per girare il pilot ho rinunciato a La guerra dei mondi"

Lost 6
I fan americani di "Lost" saranno ancora più invidiati a partire da oggi: la Abc ha lanciato un concorso che permetterà a 815 persone di ricevere a casa, pochi giorni prima della sua messa in onda, i primi minuti della sesta stagione della serie.

Sappiamo bene che network e produttori non hanno intenzione di rilasciare immagini inedite dello show prima della premiere del 2 febbraio, motivo per cui il premio messo in palio da questo concorso si fa molto ghiotto. Per partecipare, i telespettatori statunitensi (gli unici a cui è permesso partecipare) dovranno andare sul sito ufficiale della serie e rispondere a sei domande sul telefilm.

Tra chi avrà risposto esattamente, verranno estratte 815 persone (decisamente un numero non a caso, visto il richiamo al volo della Oceanic con a bordo i protagonisti del telefilm), a cui verrà mandato a casa il 29 gennaio una bottiglia, contenente la riproduzione della chiave di sicurezza usata da Desmond per attivare il sistema d'emergenza della stazione Cigno nell'episodio "Si vive insieme, si muore da soli". Il cimelio sarà in realtà una chiave USB, al cui interno i vincitori potranno trovare in esclusiva i primi minuti dell'ultima stagione.

Chissà se i vincitori saranno generosi e decideranno di condividere via web la loro vincita con gli altri telespettatori. E mentre noi italiani potremo vedere la nuova stagione dal 10 febbraio su Fox (canale 110 di Sky), Doc Jensen di Entertainment Weekly ci regala un curioso aneddoto raccontatogli da J.J. Abrams, riguardante le prime fasi della realizzazione di "Lost".

Era il 2004, ed Abrams, che da lì a pochi mesi sarebbe diventato uno degli uomini più richiesti tra le produzioni americane, si trovò a dover fare una di quelle rinunce che ti bruciano non poco, soprattutto quando non sai di essere al lavoro su uno dei cult di questa generazione:

"Stavo lavorando alla terza stagione di Alias quando Lloyd Braun (a capo della Abc tra il 2002 ed il 2004, ndr) mi chiese di scrivere un pilot su dei sopravvissuti ad un disastro aereo. Nel giro di una settimana ci fu il via libera alle riprese. Mi sono incontrato con Damon Lindelof lunedì, andammo subito d’accordo e preparammo una traccia con gli allora autori e produttori di 'Alias' Jesse Alexander e Jeff Pinkner. Sabato, Lloyd ci diede l'ok. Fu uno sforzo assurdo, ed 11 settimane e mezzo dopo avevamo realizzato l’episodio pilota.

Durante una delle prime riunioni, ricevetti una chiamata da Steven Spielberg, Tom Cruise e Paula Wagner (patner nelle produzioni di Cruise, ndr.). Dissi 'Cosa?!?' Non aveva senso. Mi sembrava di essere in una puntata di 'Punk'd'. Mi chiesero se avessi voluto scrivere ‘La guerra dei mondi’. Conoscevo Spielberg da qualche anno, ma ogni volta che lo incontravo era come un’esperienza extracorporale, e vederlo seduto su un divano insieme a Cruise lo rendeva più assurdo. Fu un bell’incontro, io Tom ci trovammo subito, ed alla fine il mio assistente gli regalo le prime due stagioni di ‘Alias’.

Non ho potuto fare ‘La guerra dei mondi' perché stavo girando il pilot di ‘Lost’. Mi sentivo come se stessi ammazzando la mia carriera: stavo lavorando ad un pilot di cui non avevo neanche una sceneggiatura, mentre avrei potuto essere con Spielberg e Cruise. Stavamo girando l’ultima scena del pilot, che per noi era quella in cui i naufraghi sentono la trasmissione della Rousseau e Charlie dice “Ragazzi, dove siamo?”. Si stava facendo buio ed avevamo perso la luce, e dovemmo interrompere le riprese. Non potevo sentirmi più frustato quando il mio assistente mi disse ‘J.J., c’è Tom Cruise al telefono’, Mi girai verso gli altri e dissi ‘Scusate. Tom Cruise mi chiama!’. Pare che avesse visto le prime due stagioni di ‘Alias’ e che ne fosse rimasto entusiasta, e mi voleva vedere una volta che fossi tornato a Los Angeles.

In quel periodo stava lavorando alla realizzazione di ‘Mission: Impossibile: 3’ e pensavo volesse vedermi per propormi qualcosa, ma non fu così. Mi invitò ad un concerto, ma non potei andare, allora mi chiese di rivederlo. Sembrava volesse chiedermi un appuntamento. Così lo invitai alla mia festa di compleanno, e diventammo amici.

Un giorno mi chiamò il mio agente e mi chiese ‘Sei a conoscenza delle voci che girano?’ ed io ‘Quali voci?’ ‘Tom vuole che tu sia il regista di ‘Mission: Impossible 3’. Non aveva senso…"

Il senso Abrams l’ha trovato un mese dopo: Joe Carnahan, che era all’epoca il regista al lavoro sul nuovo film della saga spionistica, venne licenziato per divergenze creative nel luglio 2004, a solo un mese dall’inizio delle riprese. In agosto, Abrams divenne ufficialmente il regista del film, la cui lavorazione slittò di un anno, per permettergli di riscrivere la sceneggiatura. Chissà se quel rifiuto gli brucia ancora, oggi...

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