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GURU: PER FORTUNA CHE NON SEI UN GURU, BERSELLI. LA TV SONO UNA RISERVA INDIANA...

Pubblicato: 29 dic 2009 da Italo Moscati

” E pensare che si starebbe bene a casa, davanti a uno schermo televisivo da 52 pollici. Invece il fascino della vecchia, e nuova, sala buia è ancora inesorabile. Irresistibile.” Sono parole di Edmondo Berselli, che non è e non sarà mai un Guru della tv o di tante altre cose, parole scritte sulla “Repubblica”.
Se non fossi sicuro di non averlo visto a Courmayeuer fra le persone a cui, con il direttore del Noir Film Festival, stavamo presentando il mio ultimo libro “Hitchcock- Il laboratorio dei brividi”, potrei inorgoglirmi.

Perchè inorgoglirmi? Per questa ragione. La sera prima della presentazione avevamo visto al Noir, in una sala affollatissimo in mezzo alle montagne, quaranta minuti di anteprima di “Avatar”, il nuovo film in 3D che sta conquistando New York, Londra, in Italia uscirà a marzo, mi pare.
Avevo fatto riferimento al nuovo fascino che la vecchia, e nuova sala buia, è in grado ancora di suscitare tra un pubblico non distratto o complessato, ma appassionato allo spettacolo e all’intrattenimento, stanco fino allo stremo della ripetitività dei cinepanettoni e dei film cosiddetti impegnati (frutto di un cinema malato, sostenuto dallo stato, ben lontano dal gran cinema di spettacolo capace di raccontare la società italiana, da maestri come Germi o dai registi della commedia all’italiana, a Bellocchio e a Moretti, specie quando questi due ultimi riescono a farlo).

Dicevo che Hitchock è stato un regista senza pretendere di essere a tutti i costi un autore. Non solo. La sua lezione che rimane,è quella di ricordarci che non esiste tema, personaggio, situazione inservibile per uno spettacolo, o per una proposta di intrattenimento capace di suscitare interesse e meraviglia, sorpresa.
Berselli conclude le sue brevi righe sostenendo che ” il cinema non scompare perchè ogni volta è una sorpresa”. Può esserlo, non lo è sempre, ma adesso cerca di esserlo più che mai. Come dimostrano le classifiche degli incassi che, in Europa e in America, premiano i film più fantasiosi, aggiornati nelle tecniche, capaci di sorprendere. Auguriamoci che continui e si perfezioni.

A Courmayeur, sempre citando il grande Hitch, aggiungevo che al nostro cinema, e alla tv, troppo spesso, manca la capacità di sorprendere, di più: di farsi guardare con stupore, primo grado di meraviglia che suscita l’interesse, la partecipazione.
Tutto la mancanza di sorpresa o stupore sia nel nostro cinema che nella nostra, anzi nelle nostre televisioni, mi suggerisce una immagine. Quella di un pubblico, numeroso ma seminato tra i molti canali, che vive in tante “riserve indiane”. Ogni rete è una “riserva” a se, con le sue proposte e i suoi fedeli fidelizzati. Fra costoro, pochi e comunque non molti si spostano volentieri.

Mi pare che anche i canali satellitari siano tante “riserve indiane”. Gli indiani che vedono i soliti i film nei canali di cinema o i soliti programmi nei canali di caccia e pesca o i soliti programmi che consumano vecchie consunte e ripetivive immagini nei canali di storia, eccetera; ciò vale ovviamente pure per l’informazione e lo spettacolo, salvo qualche novità buttata a caso nella grande, super “riserva indiana” fatta dalle tante “riserve”.
La ragione di tutto ciò? Il sonno dei dirigenti delle tv, i quali addormentano i funzionari, i quali addormentato i programmisti, i quali addormentano gli autori; e così via: un contributo ai sonni viene da gran parte dei critici, sonnambuli solo incazzati per obbligo di righe da scrivere e da compensi legati al cottimo della scrittura.

Per scuotere la o le torri del sonno sarebbe utile che almeno qualche volta le tv provassero a cercare e a provocare sorpresa e stupore, magari meraviglia. Invece che scandali già scandalizzati, denunce già denunciate, risate già consunte, e così via… Non si sta bene a casa davanti a uno schermo da 52 o 104 pollici annichilito, uno schermo povero di suscitar sorprese e stupore, buono solo per le “riserve indiane”.
Italo Moscati

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • italomoscati

    29 dic 2009 - 20:48 - #1
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    Naturalmente, il titolo va completato così: “Le TV sono una riserva indiana”. Chiedo agli amici della redazione di correggere. Grazie.

  • TvTrashMode

    30 dic 2009 - 10:44 - #2
    0 punti
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    Purtroppo lo spettacolo capace di raccontare la società italiana di oggi è il
    ” Grande Frabordello” ma i famosi “GURU” non se ne preoccupano, hanno altro da fare… Non parliamo di quello schifo dei “FATTI VOSTRI” Basta con queste stupidaggini in tv che provocano solo superstizioni!
    Fatemi rivedere (Belfagor) voglio vedere se (quel bambino impaurito) riesce a stupirsi ancora.

  • Profilo di pppppp

    pppppp

    30 dic 2009 - 12:42 - #3
    0 punti
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    Aggiungo solo che in questo scenaro di riserve indiane, ci sono anche dei Capi tribù che riescono a spostare fette consistenti di pubblico da una rete all’altra: 4 nomi per tutti Conti, Bonolis, De Filippi, Fiorello. Nel loro caso la forza del format c’entra solo in parte, sono la curiosità che riescono a mettere in moto con la loro presenza e il loro stile a catturare il pubblico: personalizzazione della televisione. Sempre meno potere ad autori e rete, sempre più ai conduttori… chissà se qualcuno come Oprah fonderà un suo canale!! Ma il punto è che quando un conduttore diventa leader assume un potere incontrollabile per le stesse reti, e questo non è sempre un bene: la tv è ormai una sorta di signoria in cui pochi principi (Ventura, De Filippi, Bonolis, Fiorello, Conti e D’Urso in misura minore) assicurano visibilità, popolarità e ospitate nei momenti bui della carriera a una folta corte di comprimari, pronti a ricompensarli al momento opportuno (la scelta della amoruso da parte di morandi dopo che Maria lo aveva ospitato un’infinità di volte x promuovere il disco laddove gli altri non lo volevano, è stata veramente ECLATANTE). Si parla tanto di casta politica, di casta giudiziaria, di casta universitaria… ma anche la tv non scherza. Li possiamo chiamare GURU o Capi tribù ma in fondo sono loro che decidono cosa va in onda e detengono il potere, formando delle lobby sovraziendali cui le stesse aziende lasciano fare purchè facciano boom di ascolti spostando pubblico dalle altre riserve. La tv non si evolve per stupire per 2 motivi:
    - le reti preferiscono investire sul buon vecchio Chi ha incastrato Peter Pan, che con Bonolis porta ascolti sicuri anzichè rischiare qualcosa di nuovo
    - le lobby dal canto loro non vogliono che nuove leve, se non loro tirapiedi, gli subentrino

    Colgo l’occosione per augurare a lei caro Italo, nostro GURU, un felice 2010

  • italomoscati

    30 dic 2009 - 13:34 - #4
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    Cari Trash e 6p vi ringrazio. Per le vs osservazioni e i vs auguri che ricambio, estendondoli a tutti gli amici del Tv Blog. Per carità, rifiuto etichette: me ne hanno assegnate tante e si sono dovuti ricredere. La mania di etichettare per sentirsi meglio fa parte del malcostume nazionale da anni. Accetto, perchè scherzosa, quella di 6p: guru, io? solo perchè ho studiato il buddismo e le religioni, o filosofie orientali, in India e in Nepal per scrivere la sceneggiatura con Liliana Cavani “Milarepa”. Sono dunque un gurino, un guretto, un gurlino…Insomma, sono uno che vive nel trashtv insieme a voi, e non vuole, assolutamente no, andare a fondo.

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