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Telefilm 2009/10: vere novità o "brutte copie"?

Pubblicato: 07 dic 2009 da Paolino

Cougar Town A casa di Fran
La fine dell’anno è sempre una buona occasione per tirare le somme di quello che è accaduto negli scorsi mesi, anche televisivamente parlando. E, sebbene siamo solo a metà stagione tv, possiamo già in parte fare il punto circa le novità telefilmiche degli scorsi mesi.

E’ quello che Leopoldo Damerini fa in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di “Telefilm Magazine” e ripreso dal suo blog: nel pezzo, l’autore lancia una provocazione circa le novità seriali americane da settembre ad oggi, osservando come gli ultimi mesi i nuovi telefilm in onda abbiano mancato di originalità, andando a formare

“un autunno di foglie morte che rischia di compromettere la rinascita (primaverile?) di un genere che fatica a riprendersi, a far crescere nuovi germogli da un humus piuttosto compromesso dalle inondazioni (di attualità, di crisi economiche e di contingenze scioperistiche) che ormai sono alle spalle.”

In particolare, l’ “accusa” sarebbe di aver copiato o preso troppa ispirazione da serie tv e film già realizzati in passato. Volete qualche esempio? Li trovate dopo il salto.

Per Damerini, “Cougar Town” ed “Accidentally on purpose” riproporrebbero uno schema (quello della donna matura che intreccia una relazione con un ragazzo molto più giovane di lei) già visto nella sit-com “A casa di Fran” (2005, a destra nella foto); il legal drama “The Good Wife” andrebbe invece a toccare un tema già visto nella serie del 1999 “In tribunale con Lynn” e poi affrontato anche nell’italiano “Cuore contro cuore” del 2004.

O, ancora, “Trauma” non sarebbe poi così nuovo se si prendono in considerazione le due versioni di “Squadra Emergenza” (una del 1972, l’altra del 1979). Anche Jerry Bruckheimer, artefice del successo dei vari “Csi”, si sarebbe dato al copia e incolla con “The Forgotten”, storia di un gruppo di persone che cercano di risolvere casi abbandonati dall’Fbi, ricalcando in parte la struttura di “Cold Case” (2003), sempre prodotto da lui.

E se “Eastwick” e “Crash” devono una versione tv grazie al successo sul grande schermo, “Fringe” vivrebbe per merito della volontà da parte della Fox di riportare in tv l’atmosfera di “X-Files” (1993), così come il bel “Castle” altro non sarebbe che ” un ‘Signore in Giallo’ (1984) che intraprende una relazione alla ‘Moonlighting’ (1985) “.

Non si salvano neanche gli autori più cult del momento: “Dollhouse” di Joss Whedon avrebbe posto le proprie basi sopra quelle del film “Strange Days” di Kathryn Bigelow (1998), mentre il fenomeno “Glee” di Ryan Murphy viene definita “una pregevole ’spugna-parodia’ dei talent-show e dei musical” (oltre che, aggiugiamo noi, essere segnalato per ricordare il clima di “Sister Act” -1992-).

Insomma, i moderni telefilm di nuovo avrebbero poco o nulla, andando a ripescare situazioni e trame da produzioni passate più o meno famose. Se a questa riflessione aggiungiamo che molte delle serie che vediamo oggi sono o remake-sequel di telefilm del passato, che cercano la popolarità richiamando gli attori della serie originale (“90210″ e “Melrose Place”, per fare due nomi), o storie tratte da romanzi più o meno di successo (“True Blood”, “The Vampire Diaries”, “Accidentally on purpose” e “FlashForward”), viene in effetti da domandarsi se l’originalità è ancora di casa nei set televisivi americani.

Certo, un confronto col passato come quello che vi abbiamo riportato può suonare strano: più che di “copie”, potremmo parlare di “declinazioni” di certi argomenti che trattati ai giorni nostri possono e devono assumere pieghe diverse, con intrecci narrativi differenti per forza da quelli passati.

La provocazione lanciata da Damerini, però, ci porta a riflettere sull’effettiva presenza di novità tra le serie tv partite quest’autunno: chi ha veramente osato e proposto qualcosa di nuovo, scioccante o apripista per un nuovo filone narrativo? C’è davvero in America un periodo di stasi dovuta alla crisi ed alla paura di lanciare nuove proposte, o quelle che vediamo -o vedremo- fanno solo parte di un periodo di assestamento dell’attuale cultura mediatica, in attesa che l’esigenza di una nuova identità sociale faccia capolino per dare nuove spinte creative?

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25 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Atena

    Atena

    07 dic 2009 - 10:01 - #1
    3 punti
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    Ha ragione, ma non su tutti. Cougar Town non c’entra nulla con “A casa di Fran”. La protagonista non vive una relazione stabile con un ragazzo molto più giovane e la trama lascia intravedere una relazione con uomo della sua età, non con altri ragazzini. Ma comunque è molto, molto diverso.

    Le copie, fatte male, sono i vari 90210, Merlose Place…

  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    07 dic 2009 - 10:12 - #2
    0 punti
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    Prima ho proprio scritto un post su Eureka, che avendo visto ritengo un telefilm fin troppo sprecato nello sviluppo a differenza invece del preambolo da cui nasce la serie.
    In effetti le serie più innovative, che mettono al centro nuovi temi sia sociale che culturali, faticano a decollare, sprofondando nel baratro degli ascolti, favorendo invece, il pubblico, temi facili e ripetitivi, comodi da decifrare o peggio già digeriti, senza che ci si debba mettere in gioco affrontando nuove questioni.
    La maggior parte delle nuove serie sanno di già visto, indice di una ricerca da parte dei network televisivi di andare sul sicuro, per la paura di esporsi a tracolli economici per gli inserzionisti.
    Il problema poi oltre alla scelta del filone, è lo sviluppo narrativo: dopo un iniziale startup sensazionale, bastano pochi episodi per l’appiattimento delle stori, che si crogiolano su canovacci ormai consumatissimi.
    Una serie di riferimento come Grey’s Anatomy si regge ormai sulla bellezza e prestanza dei protagonisti avendo esaurito le novità stilistiche del genere Medical Drama, tranne forse nell’ultima serie averci infilato di straforo la crisi economica per far saltare qualche testa, che ovviamente non sarà mai quella dei beniamini.
    Le serie innovative, non potendo fare leva su un consolidato cercano qualche sistema facile, perdendo in originalità e quelle nuove e di qualità che tentano senza mezzucci vengono cancellate dai palinsesti.
    E’ un segnale di crisi economica culturale?
    E’ strano, perché nei tempi passati a crisi economiche difficili, corrispondevano innovazioni culturali interessanti.
    Qualcosa è cambiato.

  • Profilo di laurad

    laurad

    07 dic 2009 - 11:04 - #3
    2 punti
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    Concordo con Atena su Cougar Town.
    io lo trovo molto bello e frizzante.. ho visto anche “a casa di Fran”, ma l’unica analogia è che le protagoniste hanno 40 anni circa. tutto quì.
    In Cougar la protagonista è la Monica di Friends, sempre fantastica, per non parlare della sua amica (la moglie del dott. Cox in Scrubs)..
    é un telefilm che consiglio vivamente….

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    07 dic 2009 - 11:11 - #4
    6 punti
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    glee è la rivelazione della stagione: ottimo cast, ottime canzoni e buone sceneggiature

  • Profilo di crusherant

    crusherant

    07 dic 2009 - 11:26 - #5
    1 punto
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    anch’io quando ho cominciato a vedere caste ho pensato subito a jessica fletcher (si scrive così), poi guardando sembra la copia esatta di “the Mentalist”.
    originalità zero anche se si fa guardare volentieri

  • Profilo di allygrace

    allygrace

    07 dic 2009 - 12:00 - #6
    1 punto
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    concordo con atena per quanto riguarda “cougar town”. è una sit-com brillante e frizzante. ottimo il cast e i protagonisti. difficile scegliere il preferito.
    sono 20minuti di relax e follia settimanale.
    su glee ha ragione aldebaran. a me non dispiace. sono tutti bravi e anche li mi fa staccare la spina.
    cmq io credo che sia normale trovare cose viste e riviste. io ho 30anni e sono cresciuta a pane e tv. alcune cose sembrano scontate, ma se fatte bene e con qualcosa di nuovo non sono male. il telefilm è evasione.

  • Profilo di redmanhsl

    redmanhsl

    07 dic 2009 - 12:15 - #7
    0 punti
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    Tutto può ricordare tutto. Anche la nonna di Jen in Dawson’s Creek mi può ricordare mia nonna. I paragoni fatti sono veramente estremi. Glee - Sister Act?!?!? Ma per piacere. E’ evidente che il sig. Damerini non ha mai visto una sola puntata di Glee e scrive così tanto per riempire con un “articolo” serio il suo blog, tra una tetta e un culo famoso.

  • Profilo di mariet

    mariet

    07 dic 2009 - 12:19 - #8
    0 punti
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    bellissimo cougar town, concordo con gli altri.. ci sono scene veramente geniali (che ricordano molto scrubs) e poi courtney è bravissima!

  • Profilo di carter

    carter

    07 dic 2009 - 13:03 - #9
    0 punti
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    Dopo due anni dire ancora baggianate come “Fringe è il nuovo X Files” significa avere visto sì e no le prime due puntate di Fringe, perciò per me l’articolo di Damerini infarcito di paroloni solo per far vedere che sa scrivere è assolutamente inutile.
    Vorrei anche ricordare che Kubrick non fece un film che fosse uno originale dato che i suoi soggetti erano tutti tratti da libri, ma non mi sembra che questo gli abbia impedito di diventare uno dei registi più acclamati di sempre!

  • Profilo di niknik79

    niknik79

    07 dic 2009 - 13:06 - #10
    0 punti
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    Cougar town è davvero carino. Fringe accostato a xfiles?Bo, non so…il filone narrativo è decisamente diverso.Li accomuna il fatto di essere dell’FBI. I casi trattati sono paradossali certo, ma entrambi geniali e unici a loro volta. X me è una novità e la FOX deve spingere questo telefilm ke per ora non mi ha deluso nemmeno una puntata. 90210 è ridicolo,ho visto 2 puntate e ho capito ke non era possibile vederlo…melrose place invece regge. Tutti sti ragazzini viziati mi hanno rotto, però quando entrano in scena i vecchi…wow!Mi piace… (Che sia chiaro:se ne poteva fare a meno eh…)

  • Profilo di cowish

    cowish

    07 dic 2009 - 13:15 - #11
    2 punti
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    è indubbio che frequentemente ci si ritrova a guardare telefilm che ricordano vecchie glorie, ma è anche vero che spesso, a tornare in mente, sono le atmosfere o gli argomenti base: allora tutti i telefilm con una famiglia protagonista rimandano a qualcosa di passato, se c’è una coppia mae assortita, se c’è una ragazza single, se ci sono dei ricchi ragazzini, se ci sono ecc ecc.

    Però un conto è rifare 90210, che è dichiaratamente tra il sequel e il remake, un conto è pensare di fare qualcosa che assomigli a ER. Non è che adesso non si può più ambientare nulla in un ospedale solo perchè per 10 anni ER lo ha monopolizzato.

    Mi meraviglio che non si sia detto che Grey’s Anatomy e House non siano altro che spin off di ER (sempre che Damerini sappia cosa sia effettivamente uno spin off)

  • Mauro123

    07 dic 2009 - 13:33 - #12
    2 punti
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    Comunque sempre meglio delle fiction all’italiana…

  • Profilo di noc77

    noc77

    07 dic 2009 - 14:37 - #13
    0 punti
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    I telefilm sono come i film al cinema cioe’ ne escono di rado di buone ancor meno originali, mi metto anche nei panni degli sceneggiatori che probabilmente di cose originali nel cassetto ne hanno tante ma a convincere i produttori ce ne vuole, l’unico a convincerli pare sia JJ Abrams ma anche lui ha i suoi in quanto a originalita’…
    La piu’ originale degli ultimi tempi per me e’ Dexter :D

  • dioniso

    07 dic 2009 - 15:23 - #14
    1 punto
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    Redmanhs, ma quanti anni hai? 12? E’ evidente che Cougar Town riprende il plot delle quarantenni affamate come la sit-com della Drescher…all’epoca forse non eri ancora nato. GLEE-Sister Act l’ha scritto Paolino, non Damerini…secondo me l’articolo di Telefilm Magazine è provocatorio e tale va inteso, ha ragione sulla creatività americana in crisi (il sondaggio di Tv Blog infatti gli dà ragione), alla faccia di Redmanhs che evidentemente si accontenta (e sa poco di telefilm storici)

  • purga

    07 dic 2009 - 15:24 - #15
    1 punto
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    Secondo me ha ragione Damerini - salvo eccezioni, naturalmente, che confermano la regola - le nuove serie sanno di “muffa” creativa, nulla di nuovo, compresa Cougar Town (naturalmente non è identica nello sviluppo a quella con la Drescher, ma il tema delle quarantenni affamate di ventenni è assolutamente vero che non è nulla di nuovo…!). Credo siamo ad un impasse messo in evidenza all’ultimo Telefilm Festival, solo che lì c’era l’alibi della crisi finanziaria, dell’elezione di Obama, dell’onda lunga dello sciopero degli sceneggiatori…Ora non più. Francamente la vedo grigia, soprattutto se si considera che altri mercati (vedi quello inglese) stanno facendo passi da giganti creativamente (la crisi economica non c’è anche per loro???).

  • sarah cerri

    07 dic 2009 - 15:30 - #16
    0 punti
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    Evidentemente Redmanhsl non sa di cosa parla (povera sua nonna!). Concordo con Damerini sulla latitanza di idee nuove, è evidente a tutti (o almeno a chi ha guardato qualche telefilm in più di Dawson’s Creek…come Redmanhsl). E il risultato del sondaggio di Tv Blog mostra proprio questo.

    Su Fringe: è nato sulla scia di X-Files (come Bones) e sta cercando di scostarsi dal suo matrix dalla seconda stagione (ora infatti è più guardabile)

  • Profilo di zia-assunta

    zia-assunta

    07 dic 2009 - 18:39 - #17
    1 punto
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    c’è un po’ di stanchezza creativa ma non dimentichiamoci che spesso rielaborare il passato è tipico della migliore letteratura.
    la verà grande novità dell’anno sarà Happy Town.

  • malatesta

    07 dic 2009 - 18:58 - #18
    1 punto
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    Il periodo di stanca dei telefilm USA è evidente e Damerini ha ragione, anche se su qualche titolo si può non essere d’accordo…
    L’articolo però non metteva in discussione la qualità, credo, quando la poca originalità (lo stesso GLEE è eccelso, ma adotta il filone dei talent show).
    Metterei invece in evidenza il fatto che i telefilm (USA) spesso in passato sono stati lodati oltremisura, incensati, quando magari c’erano stagioni cosi’ cosi’…e se qualcuno adesso li critica (finalmente!), trovo che sia giusto.

  • Profilo di heinz

    heinz

    07 dic 2009 - 19:16 - #19
    -1 punto
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    La qualità non sempre sta nella novità: personalmente trovo molto bello “Flash forward”.

  • Hytok

    07 dic 2009 - 21:00 - #20
    0 punti
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    Perchè Dollhouse non ha avuto successo? Leggetevi quest’intervista a Joss Whedon:

    http://www.sliceofscifi.com/2009/12/05/whedon-dissects-dollhouse/

    Qualche buon telefilm però c’è, Sons of Anarchy è fantastico.

  • Profilo di zia-assunta

    zia-assunta

    07 dic 2009 - 21:46 - #21
    0 punti
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    con Glee credo che Ryan Murphy abbia voluto omaggiare una serie da lui creata “Popular” rendendola attuale, c’è Fame, American Idol ma sopratutto l’universo di Murphy, un genio.

  • sarah cerri

    09 dic 2009 - 08:55 - #22
    0 punti
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    Sons of Anarchy è molto buono, ma appartiene alla stagione scorsa se vogliamo…
    Flash Forward parte a bomba ma poi s’impantana (tant’è che l’hanno sospeso temporaneamente, dicono, per crisi creativa e ascolti in discesa…). In effetti la costruzione, come dice Damerini, ricorda “Heroes”…
    Dollhouse poteva crescere senz’altro, ma la tattica di Whedon adottata in Buffy (che esplode dalla seconda stagione) non è più praticabile in una tv che se non fai il botto d’ascolti subito ti cancella (sigh).

  • Hytok

    09 dic 2009 - 12:07 - #23
    0 punti
    Up Down

    sarah, ripeto: leggi l’intervista. Nellaq prima stagione, non ha avuto alcuna libertà artistica, non la sente sua.

  • Profilo di alex-delleva

    alex-delleva

    13 dic 2009 - 15:55 - #24
    0 punti
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    ma io mi kiedo, ma li vedete i telefilm prima di parlare? Nella maggior parte dei casi ha ragione Damerini…tra l’altro se colui che ha sdoganato i telefilm in Italia - piaccia o non piaccia com Margaria e il Dizionario dei Telefilm, ben prima di Grasso & Co. - si lascia andare a questa critica, quando non ha alcun interesse a lanciarla (visto che è abituato a promuoverli, i telefilm, quelli di qualità), evidentemente è fondata…Poi, ripeto, i telefilm vanno visti: molte citazioni sono volutamente provocatorie come ha scritto Paolino per l’appunto, ma la critica ci sta tutta: poche novità originali.

  • Profilo di jessychella

    jessychella

    07 mag 2011 - 23:51 - #25
    0 punti
    Up Down

    a qualche mese di distanza, il verdetto è che E’ SEMPRE PIU’ CRISI TELEFILMICA!

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