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Tra telefilm ed arte: i poster minimalisti di Albert Exergian

Pubblicato: 30 nov 2009 da Paolino

Lost Dr. House Nip/Tuck
Quando si dice che alcuni telefilm sono dei veri e propri capolavori e che la loro qualità è tranquillamente paragonabile a delle opere d’arte, c’è ancora qualcuno che storce il naso. Il designer ed art director Albert Exergian, però, non la pensa così, ed ha dedicato alla sua passione telefilmica una serie di originali e divertenti poster d’autore.

Come già accennato dai colleghi di Designerblog (qui il post), Exergian ha da sempre avuto un debole per le serie tv, siano esse quelle ormai cult o di ultima generazione. L’autore ha quindi deciso di omaggiare i titoli da lui ritenuti più importanti negli ultimi 20 anni con ben 40 poster monotematici (qualcosa di simile lo abbiamo già visto dedicato interamente a “Lost”).

Con uno stile asciutto e pulito -o in altre parole minimalista-, Exergian ha realizzato dei manifesti in cui l’omaggio ad un telefilm è simboleggiato da un unico elemento: un simbolo, un oggetto, la stilizzazione di una caratteristica portante della serie in questione. Così, dei canini ricordano “True Blood”, una graffetta “MacGyver” o un corvo “Six Feet Under”. Nella gallery potete vedere tutti i manifesti.

Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian

Mai come in questo caso s’è potuto dire che la tv s’è fatta pop-art, mezzo di comunicazione attraverso dialoghi ma anche, ed a volte soprattutto, immagini. Un’inquadratura che per un secondo indugia su un oggetto o la presenza fissa -quasi ossessiva- di un elemento a fianco dei suoi protagonisti bastano per dare un secondo lunguaggio alle serie tv, ormai non più semplici strumenti di intrattenimento, ma anche fonti ispiratrici di una forma d’arte che, a prescindere dai gusti, resta tale.

E proprio come l’arte ha sempre richiesto, questi poster possono essere compresi pienamente solo da chi ha un background di conoscere alle spalle (in questo caso della mitologia di un telefilm: solo chi ha visto “Dr. House”, ad esempio, capirà il significato della palla da baseball).

Forse è stato fatto un altro passo nell’accettazione dell’universo seriale televisivo come componente di una cultura popolare, ma non per forza banale o a breve termine. Non tocca a noi deciderlo, ma nemmeno a chi, anche dopo aver visto questi manifesti, continuerà a storcere il naso di fronte alla passione per un telefilm.



Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian
Poster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert ExergianPoster minimalisti sui telefilm: i lavori di Albert Exergian

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di doppia-frizione

    doppia-frizione

    30 nov 2009 - 10:01 - #1
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    Molto carini, decisamente ;-) !!!

  • Profilo di daniele85

    daniele85

    30 nov 2009 - 10:02 - #2
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    un genio!

  • Profilo di kaisersose67

    kaisersose67

    30 nov 2009 - 10:40 - #3
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    Un puro esercizio di stile, che NON comunica il senso della serie trattata, se non a coloro che conoscono già il contenuto delle stesse, ma vivono solo nel SIMBOLO dominante della mente di colui che li realizza.
    Per ognuno di noi i simboli potrebbero essere diversi, un esempio è Sex And The City, dove lui mette il disegno di un martini e io metterei l’incrocio del simbolo di donna e uomo, o un altro metterebbe la Chrysler Tower, o le fu Twins Tower o ancora la mela (dato che in SATC la quinta protagonista è proprio NYC).
    Sono talmente minimalisti che ad esempio Dr House ad una persona che non conosce la serie, potrebbe significare una serie sulla pallacanestro.
    La progettazione fondata sul simbolismo è sempre pericolosa e fuorviante e varia tra le altre cose da cultura a cultura.
    Resta indubbio il buon lavoro ma a mio parere la debolezza di base dell’idea comunicativa non consente ad un estraneo di serie tv di comprenderne il valore.
    Sono laureato in Archietettura indirizzo Disegno Industriale e Arredamento, Master post Laurea alla Domus Academy in Design (questo per spiegare il senso del mio intervento e la conoscenza della materia trattata).

  • Tvmaniaaa

    30 nov 2009 - 12:49 - #4
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    Botta di genialità…

  • Tvmaniaaa

    30 nov 2009 - 12:52 - #5
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    kaisersose67

    30 nov 2009 - 10:40 - #3

    Resta indubbio il buon lavoro ma a mio parere la debolezza di base dell’idea comunicativa non consente ad un estraneo di serie tv di comprenderne il valore.
    ________________________________

    Infatti la comunicazione visiva è mirata ad un pubblico che ha vasta cultura delle serie tv, e in America ce n’è è tanta.
    Ovvio che in Italia, il pubblico fa più difficoltà a distinguere, avendo meno cultura sulla serialità USA. ;)

  • Profilo di chihuahua

    chihuahua

    30 nov 2009 - 12:57 - #6
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    Per kaisersose67:

    Non sono d’accordo perché il tuo ragionamento è capzioso.
    Anzitutto non puoi semplicemente bollare queste opere dell’ingegno come mero esercizio di stile solo perché tu sceglieresti un simbolo diverso da quello utilizzato dall’Autore per identificare le varie serie tv.
    La fruizione dell’arte non funziona così.

    Allo stesso modo, la capacità posseduta da quei simboli di comunicare qualcosa dipende, oltre che dalla sensibilità del fruitore, anche dal suo livello culturale.
    La comprensione di un simbolo è strettamente legata alla alfabetizzazione (in senso lato) dell’osservatore.
    Dunque, se il simbolo non è comprensibile da qualcuno, non è mai colpa del simbolo o di chi lo ha concepito.

    Se io cito una frase famosa da un libro la cui contestualizzazione è strettamente dipendente dalla conoscenza di quell’opera, e il mio interlocutore non ha letto quel libro, è forse egli legittimato ad negargli ogni valore letterario?

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