Parte oggi uno spin off della nostra rubrica “Analisi Auditel” che vuole approfondire ed ampliare il territorio oscuro dell’universo dati auditel che già vi offriamo quasi quotidianamente. Attraverso “Analisi Auditel 2.0” , così abbiamo voluto chiamare questo nuovo spazio, vi offriremo periodicamente una radiografia ancora più dettagliata delle varie trasmissioni televisive Rai, Mediaset e Sky, mettendo a disposizione a voi lettori di TvBlog uno strumento ancora più specializzato per permettervi di accedere a dei numeri solitamente inavvicinabili al grande pubblico, scopo che ci siamo prefissati fin dalla partenza della rubrica di analisi auditel. A questo proposito, se desiderate richiedere analisi di un particolare programma, potete farlo scrivendo la vostra richiesta nei commenti di questi articoli, nei limiti del possibile cercheremo di soddisfare quante più domande possibili.
Prima trasmissione che apre questa nuova rubrica è il film per la TV “Il Mostro di Firenze” le cui prime due puntate sono andate in onda giovedì scorso in prima serata su Fox Crime con riproposizione un ora dopo sul canale +1. Partiamo subito con i dati nudi e crudi di audience e share. La prima puntata ha avuto una media di 228.000 telespettatori pari allo 0,79% di share, mentre la seconda 277.000 telespettatori con l’1,01% di share. Sul canale +1 i telespettatori sono stati 75.000 (0,28%) nella prima e 118.000 (0,60%) nella seconda.
Va detto poi che i due episodi vengono replicati di continuo dal canale nei giorni seguenti (per esempio 123.000 e 128.000 è l’audience delle repliche di venerdì sera), ma la nostra analisi si focalizza sulle puntate di prima visione. Entriamo ora nel dettaglio del tipo di pubblico che ha seguito questa nuova serie cominciando dall’età anagrafica. Con lo share dell’ 1,71% è il pubblico fra i 25 e i 34 anni che ha seguito in maggioranza questo prodotto e per la precisione con il 5,13% è il telespettatore di 26 anni. Il pubblico si è poi diviso equamente fra maschi e femmine nella percentuale dello 0,90%.
Fra i laureati la percentuale è dell’1,30% mentre è dell’1,39% fra il pubblico con la media inferiore. Per ampiezza di centri la percentuale maggiore risulta essere l’1,12% fra i centri con 10/100.000 abitanti. Per aree geografiche la percentuale più alta è quella del centro con l’1,40%, mentre se entriamo nel dettaglio regionale scopriamo che il pubblico del Friuli Venezia Giulia ha la percentuale maggiore con il 3,22%. La Toscana, che è stata teatro di questi efferati delitti, ha una percentuale del 3,01%. Per numero di componenti della famiglia abbiamo con l’1,22% quella composta da due persone. La classe socio economica con lo share più alto è quella AA con l’1,89%.
Per stile di vita la maggioranza del pubblico della serie “Il mostro di Firenze” risulta essere quella facente parte alla categoria “I protagonisti” con il 2,31% (sono uomini per una piccola maggioranza, abitano nei grandi centri del Nord Ovest, hanno un’età compresa in maggioranza fra i 25 e i 54 anni. Il titolo di studio, il reddito e lo status sono medio-alti, alti. Sono per lo più imprenditori, dirigenti e impiegati).
Di seguito la rappresentazione grafica di alcuni target.
Share per regione :
Share per età anagrafica :
Share per titolo di studio :
Share per classi sociali :
Di seguito una breve legenda per capire cosa si nasconde dietro a queste “lettere” che definiscono le varie classi sociali:
«AA» (14, 2%) sono le famiglie più ricche e più colte: composte soprattutto da liberi professionisti, con un’ alta presenza di laureati.
«MA» (la seconda categoria per ampiezza, 31,3%) rappresenta la vasta classe media: soprattutto impiegati, con livelli medio-alti sia d’ istruzione che di reddito.
«AB» (solo 6,5%) comprende famiglie composte da soli adulti (per esempio con un figlio già occupato), con un alta dimensione economica (tutti i membri sono percettori di reddito) ma una bassa scolarità.
«BA» (una minoranza del 6,7% delle famiglie) presenta bassa dimensione economica ma alta dimensione sociale: sono famiglie piuttosto numerose (3,1 componenti), principalmente giovani e frequentemente monoreddito, con un livello d’ istruzione superiore alla media.
«MB» (la categoria più ampia, 31,9% della popolazione) racchiude livelli socioeconomici medio-bassi: famiglie piuttosto numerose, monoreddito, con livelli d’ istruzione inferiori.
«BB» (circa 9,4% delle famiglie italiane) indica bassa dimensione economica e sociale: sono famiglie poco numerose, spesso costituite da un solo componente che ha più di 65 anni.
Analisi a cura di Marco Pozzoni e Simone Rosa
phil-910
17 nov 2009 - 23:45 - #1HIT bellissima Rubrica
Visto che sono il primo ti chiedo gentilmente appena ti e possibile faresti un analisi su tempesta d’amore che molto amata dai lettori del blog…
ti ringrazio anticipatamente!
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17 nov 2009 - 23:47 - #25 milioni di abbonati e 277.000 a guardare una fiction inutile e fatta male.
Se a sky togli il calcio quei 5 milioni diventano 500.000 anche di meno.
Ridicoli a esaltare un successo che non esiste.
Ma da skyblog era il minimo da aspettarsi.
mysky
17 nov 2009 - 23:51 - #3complimenti per l’analisi dettagliatissima!
Tvmania
17 nov 2009 - 23:54 - #4…………………………….
17 nov 2009 - 22:47 - #2 0
punti
5 milioni di abbonati e 277.000 a guardare una fiction inutile e fatta male.
Se a sky togli il calcio quei 5 milioni diventano 500.000 anche di meno.
Ridicoli a esaltare un successo che non esiste.
Ma da skyblog era il minimo da aspettarsi.
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Poverello che sei. Hihihihi
Peccato che quei 5 milioni siano sparsi tra cinema, musica, sport, documentari, bambini…
Questa fiction è fatta male?
Ma se non l’hai guardata come fai a giudicare…se l’avessi guardata sicuramente saresti rimasto sorpreso…rispetto a ciò che ci ha abituato la serialità italiana questo prodotto è lusso in confronto.
Ma tu pensa come vuoi, e resta nella tua mediocre testa del cavolo.
mysky
17 nov 2009 - 23:57 - #5………………
sei un rosicone :)
luca2884x
18 nov 2009 - 00:13 - #6Sarebbe bello vedere un’ analisi cosi’ approfondita del Grande Fratello magari la prossima puntata ……..VI PREGO……
ah però!
18 nov 2009 - 01:10 - #7Avete letto che gli sceneggiatori del mostro sono gli stessi di romanzo criminale? allora è vero che la colpa delle brutte fiction è solo di chi comanda in rai e a mediaset?! gli scrittori in Italia ci sono, sono gli editori che appiattiscono tutto. Ormai per vedere una fiction italiana decente bisogna avere sky, altro che servizio pubblico…
felix
18 nov 2009 - 01:14 - #8mysky
che poi è come dire “su 50 milioni di televisori solo 10 milioni guardano quel programma”
si commentano da se..
shawn89
18 nov 2009 - 01:43 - #9mi sono sempre chiesto: ma sky, essendo una pay tv satellitare visibile solo con smartcard e abbonamento, perchè non ha un sistema “suo” per la rilevazione degli ascolti? perchè si deve appoggiare ad Auditel e i loro 4 meter misteriosi che spacciano come campione significativo quando non lo è neanche lontanamente?
Cosa gli costerebbe effettuare un controllo sulla smartcard di ogni abbonato per scoprire cosa sta effettivamente guardando? Non ditemi che non possono farlo perchè non ci credo, dal sito di sky puoi programmare le registrazioni del mysky soltando grazie al numero di smartcard…
celluz
18 nov 2009 - 02:00 - #10A me non sembra per niente fatta male.. anzi! A parte alcuni attori non proprio eccellenti, e alcune scelte registiche discutibili devo dire che é proprio “un bel prodottino” (come direbbe la chiambrettiana Maionchi).
Sicuramente ben al di sopra della media delle produzioni italiane.. e aspetto con impazienza l’episodio di giovedì…
zoro
18 nov 2009 - 10:41 - #11mamma mia terrificante vedere che Hit abbia sprecato tantissimo tempo per analizzare il risultato di una cosa che è andata su sky-fo, ma dico perchè non fare un analisi così dettagliata su una cosa della tv generalista e non per sky-fo????
JamesFord
18 nov 2009 - 11:12 - #12beh non esageriamo…gli scrittori saranno gli stessi , ma Romanzo Criminale è 10 spanne sopra sta roba qua. E la differenza la fanno la regia (Grimaldi non è il genio che è invece Sollima) e il controllo produttivo (qua gli scrittori hanno fatto anche da producer creativi, ergo avevano più controllo editoriale sulle scelte, a differenza di Romanzo Criminale, dove evidentemente c’erano altre personalità editoriali a garantire certi erroracci e effetti soap presenti nel Mostro). COn questo non lo sto massacrando (certamente meglio di Nonno Libero o Distretto!), ma insomma..non vedo tutta sta differenza con, per dire, una dignitosissima Squadra Antimafia (se non per le scene crude di un pube amputato..ma ditemi voi se “L’originalità” può stare solo in questo..).