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TvBlog intervista Mirko Pajè, Direttore Creativo e Coordinamento Immagine del Gruppo Mediaset [Prima Parte]

Pubblicato: 12 nov 2009 da Michele Biondi

Mirko Paje' - Direttore Creativo e Coordinamento Immagine Mediaset
Mirko Pajé esordisce come illustratore per l’editoria, poi passa al Gruppo Fininvest-Mediaset dove realizza alcune delle campagne pubblicitarie dedicate soprattutto ai programmi che hanno contraddistinto la nascita e l’espansione della tv commerciale in Italia. Si ricordano sue illustrazioni, ormai storiche, come quelle di “Uccelli di Rovo”, “Dallas” o “Dynasty”, le serie che hanno fatto conoscere a tutto il pubblico le reti del Biscione. Oggi è Direttore Creativo e Coordinamento Immagine del Gruppo Mediaset. Con la prima parte di questa intervista esclusiva TvBlog prosegue nel suo viaggio tra gli addetti ai lavori del piccolo schermo. Consigliamo anche di dare un’occhiata alla gallery che racchiude alcuni marchi storici di questi trent’anni di Tv commerciale in Italia.

A quando risale il suo ingresso nel Gruppo Fininvest?

“Ho iniziato nel 1983 come visualizer free-lance. Cercavano un illustratore che creasse delle immagini promozionali per i programmi del nascente Canale Cinque. Allora non avevamo i diritti per le foto dei programmi e delle star internazionali, e io le disegnavo prendendo spunto dalle diapositive di Richard Chamberlain, Barbara Stanwick o Rachel Ward e realizzavo immagini iperrealiste come quella di “Uccelli di Rovo” che molti ricorderanno. Nell’84-85 sono stato promosso prima graphic designer, poi art director, e infine vice-direttore creativo. Successivamente nel 2000, ho sostituito Cesare Priori, il primo Direttore Creativo Mediaset, nell’incarico. Oggi dirigo la Direzione Creativa e Coordinamento Immagine che, nell’ambito nella Direzione Centrale di Comunicazione di Mediaset, coordina l’immagine di tutte le società del Gruppo”.

Di recente Retequattro ha cambiato la propria immagine. Quali sono le novità di questa nuova campagna e come mai le innovazioni sono partite da questa rete?

“Siamo intervenuti su Retequattro perché nel tempo è stata la rete che più ha cambiato target di riferimento. Prima è nata come rete rosa, oggi tende a incontrare un pubblico più adulto, più maschile e non a caso sono approdati su questa rete programmi come “Controcampo” o “Appuntamento con la storia”. È una rete di approfondimento, non urlata, sempre in evoluzione e infatti ha mutato l’immagine nel corso degli anni ben quattro volte”.

In effetti molti ricorderanno che il logo di Retequattro inizialmente era giallo e oggi è arancione…

“All’inizio il logo era giallo e nero. Quando abbiamo lanciato la prima immagine coordinata di rete siamo intervenuti sul logo eliminando gli spessori, offrendogli così un design piatto più moderno e impressivo e intervenendo sul colore. Si è scelto l’ arancione, che è di fatto molto più caldo”.

Marchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione Creativa

Illustrazione Uccelli di Rovo - MediasetE oggi la nuova immagine dei bumpers di Retequattro cosa rappresenta?

“Dal 2000 al 2009 l’immagine si è modificata più volte. Dopo il logo giallo-nero, si è passati al logo arancio sottolineato dal claim “Mettetevi comodi”, immagine realizzata dalla English & Pocket che però mostrò la controindicazione di essere troppo “pubblicitaria”, rischiando di confondersi con gli spot.
Per ovviare a questo problema, abbiamo esplorato una strada più significativa dove, con la collaborazione di Cesare Monti, abbiamo studiato un’identità di rete in cui alcune immagini si trasformavano in immagini diverse. Il tutto nelle tonalità calde della rete e una musica new age, più pacificante.
Nel 2004 abbiamo realizzato una serie di bumpers a basso costo girati con una tele camerina, per richiamare la poetica del quotidiano, Poi tre anni fa abbiamo iniziato a lavorare sul concetto “La vita in mostra”, prima correlando arte e realtà, e poi utilizzando immagini di quadri celebri. “scomposti” su piani diversi. Un’idea molto apprezzata, ma con la controindicazione di dover acquistare i diritti da musei o da proprietari delle opere, quindi di fatto molto dispendiosa.
Nella nuova immagine di oggi Il marchio torna a essere protagonista, acquista tridimensionalità e diventa elemento identitario della rete. Ora lo si vede soggetto a vento o pioggia, trasformarsi in oggetto dinamico: ma a partire da gennaio introdurremo anche l’elemento umano: sarà proprio la gente a interagire con il logo di Retequattro”.

Oltre a Retequattro, anche Canale Cinque ha parzialmente modificato di recente i propri bumbers per la nuova visione a 16:9.

“Non solo, sono state realizzate sigle anche per prodotti nuovi e fiction. Per quanto riguarda Canale Cinque abbiamo sempre puntato sul logo, sulla conferma del brand. La novità che portammo negli anni ’90 fu proprio l’abbandono del colore oro. Tipico degli Anni 80, e dare al marchio tutti i colori dell’iride, poiché una ricerca di marketing ci rivelò le risposte più disparate se si chiedeva al pubblico che colore avesse Canale Cinque. Chi lo identificava con il colore del TG5, arancio e blu, chi ricordava i toni delle scenografie o della sigla di quel determinato programma. Abbiamo trasformato così il marchio rendendolo mobile, colorato, luminoso con i giochi di luce che richiamano le nostre scene: colore, ritmo, luminosità”.

Il 2010 sarà proprio l’anno del trentennale di Canale Cinque, per l’esattezza novembre 2010. Avete previsto qualche celebrazione particolare?

“Stiamo valutando diverse idee. Ad esempio si è parlato di organizzare una mostra che ripercorresse la storia di Canale Cinque e delle reti Mediaset, un po’ come è avvenuto per il ventennale di Striscia la Notizia. Un’altra idea potrebbe essere creare un percorso guidato attraverso gli studi Mediaset. O ancora di organizzare una specie Facoltà Universitaria della Televisione… Di idee ce ne sono tante, e sono tutte al vaglio dei vertici aziendali”.

E sono previsti anche rinnovamenti dal punto di vista dei bumpers e dell’immagine che dal 2001 sono realizzati dallo Studio Convertino?

“Credo che se ci sarà la celebrazione del trentennale, potrà essere anche l’occasione per rinnovare completamente l’immagine di Canale Cinque”.

Canale Cinque è stata la prima rete italiana ad aver utilizzato, sulla scia di quanto accade in America, i cosiddetti snipes, ossia i promo grafici che annunciano in sovraimpressione i programmi in arrivo. Avete in previsione anche qui delle innovazioni?

“Usiamo questa tecnologia anche per i clienti di Publitalia. Tra l’altro siamo stati i primi a introdurre dei personaggi in movimento negli snipes. Abbiamo ripreso su chroma-key una serie di star che entravano in campo in maniera discreta, salutavano, scherzavano e questo è stato molto gradito. Stiamo valutando anche nuove idee: pensiamo ad esempio ad uno schermo che si rompa in mille pezzi, a uno snipe che entra in campo in modo non ovvio. o che si switcha con il programma in onda come avviene talvolta sui titoli di coda in America”.

Area Grafica Mediaset
Per quanto riguarda Italia Uno, due anni fa si parlò insistentemente di un rinnovamento di immagine della rete. Andarono in onda dei promo con dei fumetti e si disse che sarebbe potuto cambiare il logo ormai storico a rombo. Che cosa è accaduto visto che poi tutto è rimasto invariato?

“I fumetti innanzitutto non sono mai stati una proposta per l’immagine della rete ma un espediente per presentare la nuova stagione. C’era stata invece una conferenza stampa in cui il direttore Luca Tiraboschi non escludeva l’inserimento del colore nei promo o il restyling del logo con l’utilizzo del pollice come servomarchio. Se ci pensate, il pollice alzato è universale e molto immediato. Abbiamo lavorato su un restyling del marchio, vorremmo mantenere il rapporto con il pubblico creatosi con i bumper oggi in onda. Oggi “6 come 6” si autoalimenta, ci continua ad arrivare materiale e i telespettatori lo caricano direttamente sul sito di Italia Uno. Con orgoglio poi mi piace sottolineare che abbiamo lanciato questa novità (Italia Unoooo!) nel 2001 quando Myspace o YouTube non esistevano e la gente ci mandava i filmati con le cassette. Siamo stati in questo senso i veri pionieri dei user generated content”.

Abbiamo parlato di promozione di Canale Cinque, Italia Uno e Retequattro. Ci può citare un aggettivo identificativo per ogni rete?

Canale Cinque è la rete che conferma, l’ammiraglia, la rassicurante. Italia Uno la rete che stupisce, la più dinamica, dove si fa sperimentazione e si può osare di più, quasi politically uncorrect. Retequattro infine è il classico moderno, la rete che racconta, che più si presta a spiegare delle storie”.

Nella seconda parte dell’intervista che pubblicheremo domani, Mirko Pajè ci racconterà tra l’altro come nasce un promo, quali conduttori intervengono sulla realizzazione dello stesso e svelerà un aneddoto relativo alla creazione del celebre logo del Biscione ideato proprio dall’attuale Direttore Creativo Mediaset. Non perdetela insieme ad un’altra gallery di immagini! (Share)

Marchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione CreativaMarchi Mediaset ideati da Mirko Pajè e Direzione Creativa

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27 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    12 nov 2009 - 15:45 - #1
    0 punti
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    bella intervista

  • Profilo di felix

    felix

    12 nov 2009 - 15:45 - #2
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    Bella intervista, bravo Share!

  • Profilo di lemiecavolate

    lemiecavolate

    12 nov 2009 - 15:48 - #3
    5 punti
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    Il direttore creativo di mediaset ( se significa quello che lascia intendere ) non é poi cosi creativo.. basta guardare mediaset per farsi un idea; di creatività nemmeno l’ombra

  • Profilo di mauro87

    mauro87

    12 nov 2009 - 15:48 - #4
    0 punti
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    intervista interessante e molto curiosa diciamo sul discorso dei loghi

  • marco.

    12 nov 2009 - 15:51 - #5
    1 punto
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    aborro il loro modo di lavorare, ma l’intervista è veramente molto interessante :)

  • Profilo di lemiecavolate

    lemiecavolate

    12 nov 2009 - 15:52 - #6
    -1 punto
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    Ah, ora ho capito qual’é il suo mestiere.. grafica, in poche parole, o sbaglio? Ma nemmeno quella é degna di nota. Dai contenuti al resto é tutto un de ja vu’.. scusate eh..

  • IL MIO REALITY (fulvio)

    12 nov 2009 - 15:53 - #7
    0 punti
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    Bellissima questa intervista
    Grazie mille

    p.s. sono curioso di sapere quali soluzioni sono state prese in considerazione per un’eventuale modifica dei loghi delle reti

  • Profilo di fyve21

    fyve21

    12 nov 2009 - 16:00 - #8
    0 punti
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    Intervista interessante per scoprire il passato,presente e futuro dei loghi delle reti Mediaset. Spero che il trentennale di Canale5 sia trattato come si deve!:)

  • Profilo di maurizio-liberti

    maurizio-liberti

    12 nov 2009 - 16:05 - #9
    0 punti
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    Articolo davvero molto interessante. Complimenti

  • Profilo di darkap89

    darkap89

    12 nov 2009 - 16:12 - #10
    0 punti
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    Ah volete dire che la grafica della Rai è molto creativa?

  • Profilo di bubino

    bubino

    12 nov 2009 - 16:26 - #11
    0 punti
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    E’ sempre bello andare nel dietro le quinte e vedere come nasce e si crea la televisione… dai programmi veri e proprio, agli spot, ai loghi, all’immagine della rete. Interessante!

  • Profilo di white

    white

    12 nov 2009 - 16:29 - #12
    2 punti
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    italia unooooooooooooooooooooooooooooooooo.

    mi deve spiegare cosa c’è di politically uncorect su italia1.chiambretti… e poi? se intende però tet.te e cu.li a gogo allora ha ragione.

  • Profilo di zia-assunta

    zia-assunta

    12 nov 2009 - 16:36 - #13
    1 punto
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    Creatività a Mediaset non ne vedo dagli anni 80, che immagine ha Mediaset oggi?
    La rete della noia.
    C’è tanto da lavorare…speriamo che Sky gli metta un po’ di pepe al c.ulo.
    La Rai dorme da anni ma c’è qualche illuminato che ogni tanto una buona idea o un personaggio lo tira fuori.

  • Profilo di mirko-c

    mirko-c

    12 nov 2009 - 17:00 - #14
    0 punti
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    Bella intervista, interessante! Grazie Share

  • LA X STA PER FLOP

    12 nov 2009 - 17:02 - #15
    0 punti
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    Creatività a Mediaset non ne vedo dagli anni 80

    Il problema che tu sei nato/a nel 94

  • Profilo di zia-assunta

    zia-assunta

    12 nov 2009 - 17:53 - #16
    0 punti
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    io sono nata nel 24.

  • Giuse72

    12 nov 2009 - 18:10 - #17
    0 punti
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    Rete 4 la rete dell’approfondimento????????????????????????????????????????????
    Con Fede e Top Secret?
    Ma per piacere!
    Share, ogni tanto potresti anche dissentire dalle cavolate che sparano questi cervelloni di Mediaset.

  • Profilo di celluz

    celluz

    12 nov 2009 - 18:28 - #18
    0 punti
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    “Tra l’altro siamo stati i primi a introdurre dei personaggi in movimento negli snipes. Abbiamo ripreso su chroma-key una serie di star che entravano in campo in maniera discreta, salutavano, scherzavano e questo è stato molto gradito.”

    Bella schifezza! sono odiosi soprattutto con i personaggi! Mi ricordo di quando lo mettevano nei Simpson alle 2:30 avrei potuto picchiare l’odioso Enrico Papi! Poi lo passano anche 2 volte dietro fila! Mediaset fa proprio schifo!

  • Profilo di busb

    busb

    12 nov 2009 - 18:36 - #19
    0 punti
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    Creatività a Mediaset non ne vedo dagli anni 80

    zia assunta…potrei darti ragione se dici che la creatività è sparita da 5-6 anni..ma nel 2000 Canale 5 ha lanciato il GF (reality) e Chi vuol essere milionario (quiz)..senza contare gli anni 90…

    rete4 mi sembra una rete che non è nè carne nè pesce, non ha un target deciso.
    Speriamo che arrivi presto il restyling per Italia1 e Studio Aperto.
    comunque Sky in fatto di grafica è avanti anni luce.

  • Andrea Fux

    12 nov 2009 - 19:04 - #20
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    Ottima intervista! Ben fatta e ben chiara..

  • Profilo di banino

    banino

    12 nov 2009 - 19:23 - #21
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    Dott. Pajè: Il colore di Canale 5 è sempre stato il rosso, non l’avete utilizzato credo per ragioni politiche, come Italia 1 è azzurra e Rete 4 gialla.

  • Profilo di marcom17

    marcom17

    12 nov 2009 - 19:32 - #22
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    sono il primo a lamentare una scarsa creatività o meglio, scarsa intermobilità, la grafica, i bumper rimangono immutati per troppo tempo…però è giusto fare anche delle osservazioni più approfondite. Per quanto riguarda italia 1 non si possono addurre vere e proprie giustificazione, la rete necessita di un cambiamento grafico forte, è la rete dei giovani, ha come competitor una mtv molto aggressiva e fin troppo mutevole nella grafica. Per canale 5 il discorso credo sia completamente differente, essendo una generalista con la G maiuscola, ogni cambiamento deve essere ben valutato, quindi il ritardo nel turn over grafico è quantomeno capibile, ma non ancora troppo a lungo accettabile…infine una considerazione generale sull’attenzione che i network italiani attribuiscono alla presentazione visiva dei programmi e della rete stessa, tralasciando una rai ferma alla preistoria, degna di nota mi sembra invece la7 ultima versione

  • Profilo di zoro

    zoro

    12 nov 2009 - 20:05 - #23
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    davvero un’intervista molto interessante, i nuovi bumper di rete 4 sono davvero molto belli, peccato che quelli di italia 1 non sono stato cambiati, mentre quelli di canale 5 rinnovati con colori più scuri e in meglio, per il trentennale quindi sembra che potrebbero cambiare totalmente anche quelli di canale 5, anche se a me sinceramente piacciono molto i bumper che ha, anche se però se si possono fare di più belli che venga!

  • IL MIO REALITY (fulvio)

    12 nov 2009 - 21:09 - #24
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    Bene, intervista bella. Pero’ anch’io vorrei dire la mia sui “profili editoriali” delle tre reti.
    ***
    Retequattro viene propinata come la rete dell’approfondimento, una rete quasi di “classe”, non urlata ecc… ecc…
    La verità è che Retequattro ormai si è ridotta ad essere - semplicemente - una rete “tappabuchi”, senza un vero e proprio “profilo”, senza una vera identità, senza produzioni, senz’anima.
    Quanto meno prima era la rete “rosa”, con tutte le critiche che questa definizione si porta appresso (la tv delle casalinghe, piena zeppa di telenovele e programmi femminili), ma pur sempre una rete con una spiccata “personalità”.
    Adesso è la rete schizofrenica del palinsesto (insieme a RaiDue): un pizzico di soap per casalinghe, un paio di documentari tanto per darle un tono “intellettuale” (?), qualche programma sportivo per i palati maschili, telefilm già visti, la (pseudo)informazione di Emilio Fede e…repliche!
    Se questa è la Retequattro non urlata, non basteranno restyling, loghi innovativi, bumpers tridimensionali, per catturare telespettatori e fidelizzare a una rete che NON esiste più. O che forse non è mai esistita.
    La sensazione è che Retequattro sia sempre di più la rete dell’esclusione. Mi spiego meglio: quando i programmisti Mediaset devono collocare un prodotto che non sia un blockbuster (da Canale 5) o che non sia spregiudicato/innovativo (da Italia 1), lo piazzano - per esclusione, appunto - su Retequattro. Che finisce per essere la tv di tutto e niente. (E gli ascolti sono in picchiata…)
    ***
    Rispetto la creatività di Mediaset: basta dire che da anni il palinsesto (daytime) di Canale 5 è sempre lo stesso (uniche novità mattino-pomeriggio 5), e che le produzioni in studio latinano sempre di piu’…

    Peccato, gli anni 80 e 90 di Mediaset sono stati magici

  • Profilo di scorpio1985

    scorpio1985

    12 nov 2009 - 21:14 - #25
    0 punti
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    interessante intervista..
    ho paura tra un anno come possa diventare il logo e il bumper dicanale 5.. se devono fare lo scempio ke hanno fatto su rete 4 per piacere lasciate quelli che ci sono ke vanno benissimo. i bumper di canale 5 parzialmente modificati li trovo molto belli.. cioè sono belli i colori che hanno.. anche se mettono ormai lo stesso jingle per tutti i promo

  • Profilo di markos-7

    markos-7

    12 nov 2009 - 23:13 - #26
    1 punto
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    Ho adorato i promo di Rete 4 con i quadra più famosi e quelli di ora fatico a digerirli. Però non avevo pensao affatto ai diritti d’autore…quindi di fatto era molto dispendioso.

  • IL MIO REALITY (fulvio)

    13 nov 2009 - 11:05 - #27
    0 punti
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    @markos7: in tv anche quando si respira si devono chiedere liberatorie, figurati se vuoi mandare in onda riproduzioni di opere depositate…

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
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