Fiorello affossa i David di Donatello: "Spettacolo assente, se la cantano e se la suonano. Non ci andrei mai" (Video)

Fiorello commenta la cerimonia dei David di Donatello e stronca lo show: "Se la cantano e se la suonano, cinquine di una tristezza infinita. Presenti in sala infastiditi dal tentativo di comicità. Io non ci andrei mai, assolutamente"

Cinema e televisione, un rapporto complicato soprattutto in Italia, dove ancora i mondi faticano ad incontrarsi e a fondersi. E proprio su questo limite strutturale dice la sua Fiorello, imbattutosi mercoledì sera nella cerimonia dei David di Donatello.

E’ stata una passerella di premi senza show, lo spettacolo era assente. Se è cosi, non lo fare in prima serata su Raiuno” dice lo showman, ricordando anche il precedente tentativo di rilancio attuato da Sky. “Da sempre sono cosi, non si tratta di presentazione, è il cinema italiano. Per loro il pubblico non esiste, ci facciamo la nostra bella festicciola e ci premiamo. Gli argomenti erano di una tristezza infinita. Mi piacerebbe un giorno che venisse premiata una bella commedia”.


Fiorello entra nel dettaglio:

“A parte il momento di Muccino, che era dedicato al pubblico che va a vedere questi film, io francamente a parte Dogman, Loro, Guadagnino gli altri film non li conoscevo, non ne avevo mai sentito parlare. Un po’ se la cantano e se la suonano. C’erano cinquine di film che erano disgrazie, cinque argomenti pesanti, come se la commedia – noi che eravamo la patria della commedia -non esistesse per questo tipo di premi”.

Solo tre momenti vengono salvati dalla bocciatura: la salita sul palco del cast di A casa tutti bene (eccezion fatta per l’esecuzione corale di ‘Dieci ragazzi’ avvenuta con il solo supporto della chitarra), lo sketch dei Boiler e l’uscita di Enrico Brignano.

“I Boiler sono stati divertentissimi da casa per me, ma i presenti in sala erano quasi infastiditi dal tentativo di comicità. Come dire: ‘ma perché volete farci ridere, siamo quelli del cinema e non dobbiamo ridere. Il resto non conta, voi siete niente’. Questo è quello che mi arrivava. Lungi da me voler criticare, sto solo raccontando quello che mi è arrivato […] Quando è entrato Brignano certe facce. Allora regista non mi inquadrare la sala. Hanno guardato Brignano con disprezzo. E anche con i Boiler, che erano tra il pubblico, c’erano facce che ai funerali vedi persone molto più allegre e serene […] Io non ci andrei mai. Sai quante volte mi hanno detto di fare un pezzo? Assolutamente […] In Italia ci sono qualità e autori in grado di fare una bella serata con lo spettacolo . Il cinema è uno spettacolo, poi è inutile dire ‘venite al cinema’ se ve la cantate e ve la suonate. Dovete essere più vicini al pubblico”.

Un’ultima stoccata va a Nanni Moretti, vincitore nella categoria del miglior documentario con Santiago:

“Tra le inquadrature fatte al pubblico ad un certo punto vedo Nanni Moretti. Penso: ‘è tra il pubblico e non ha un film fuori? Se è li ci deve essere un motivo’. Poi vanno a premiare il miglior documentario e vedo che tra i cinque c’è lui. Prima che leggessero il nome ho detto: ‘ecco perché sta là, vedrai che vince Nanni Moretti. Aprono la busta e vince Nanni Moretti. Se a Nanni Moretti non gli dicono ‘vieni perché ti diamo il premio’, Nanni Moretti non ci va a fare quello che sta lì a dire ’vediamo se vinco io’. Deve essere certo della vittoria. È un mio pensiero”.
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